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mercoledì 18 febbraio 2015

La fotografia diventa storia...

Sbirciando nell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico mi sono imbattuta in due foto che ci riportano indietro di circa quarant'anni, un episodio avvenuto a Ponza nel 1975.
Io non ero presente....ero fuori dall'isola per motivi di studio...
Lo racconta Ernesto Prudente in "Cronaca di cose ponziane".
Ecco cosa scrive: " Quella sera del 1 giugno 1975, come tutte le sere del periodo primavera-estate, la banchina del porto di Ponza pullulava di pescatori.
La maggior parte erano "zaccalajuole" (pescatori con la lampara), in quell'epoca riuniti in cooperativa, ma vi erano anche pescatori di attività diversa. Quasi tutta la marineria di Ponza era sul molo per un evento straordinario di cui solo essi erano a conoscenza.
Il via-vai di tutta quella gente non destò alcun sospetto. Era una cosa normale vedere, ogni sera, la banchina affollata di pescatori. Si recavano al lavoro.
Il porto era pieno di barche. Oltre alle barche di Ponza vi erano anche un centinaio di panfili. Molti erano ormeggiati anche in quarta fila, alle due banchine del porto; chi non aveva trovato posto in banchina era alla fonda nella rada.
Fra quelle barche c'erano, quella sera, tante che partecipavano alla regata Fiumicino-Ponza organizzata da Mario Pallavicini, un romano tra i primi frequentatori di Ponza.
Al molo Musco, come tutte le sere, era ormeggiato il "Falerno", la nave di linea che collegava Ponza con il continente.
Ma non vi erano a Ponza soltanto barche da diporto con i loro equipaggi, sull'isola vi era qualche migliaio di turisti per trascorrervi il ponte festivo.
La piazza era affollata di gente. I tavoli dei bar e dei ristoranti erano gremiti.
L'ora X scattò alle nove e mezzo.
Le barche da pesca, una alla volta, mollarono gli ormeggi e incominciarono ad uscire. Il disincaglio delle ancore, uno spettacolo serale a cui non mancava di assistere il pubblico affacciato alla balconata del porto, avvenne con molta difficoltà, data la presenza di tante barche.
La serata era calma. Non soffiava un alito di vento. Il mare era piatto e liscio come olio.
Le barche, una volta giunte sulla testata della scogliera, ricevevano disposizioni sul da farsi da un gozzetto su cui avevano preso posto i coordinatori.
La prima barca prese posto a contatto con la Ravia, legandosi alla bitta posta sullo scoglio. Le altre, una dopo l'altra, si legarono ad essa e fra di loro in direzione della scogliera.
Non era trascorsa mezz'ora dall'uscita del primo peschereccio che la "Pompea", ultimo ad uscire, attaccandosi alla barca che l'aveva preceduta, mise la cima sulla scogliera che toccava quasi con la prua.
Dalla Ravia alla scogliera una catena di natanti aveva chiuso la baia e l'ingresso al porto di Ponza.
I pescherecci erano così vicini, l'uno all'altro, che nemmeno una canoa poteva passare.
Perchè avevano fatto questo?
I pescatori avevano capito, più degli altri, che un paese che basa la sua economia sul turismo nautico e sulla pesca non può non ammettere a priorità assoluta la sua portualità. Quella di Ponza presentava inadeguatezza e insufficienza alle reali necessità del paese.
Essi, che vivevano, in ogni momento, questa pesante situazione si erano stancati di implorare e passarono alle vie dei fatti.
Volevano far esplodere il problema e l'unico modo per far giungere la loro voce a Roma, visto il disinteresse delle autorità locali, era quello di bloccare a Ponza le barche da diporto e i turisti che si trovavano.
Passò del tempo, un bel po' di tempo, prima che da terra si accorgessero di quanto avvenuto.
Come un tam-tam la voce si sparse per tutta l'isola.
A frotte la gente si recava, abbandonando anche i tavoli dei ristoranti dove stava mangiando, alla testata del molo Musco e sulle colline dominanti la baia, per vedere l'accaduto.
La situazione, che all'inizio aveva solo della spettacolarità, divenne ben presto tesa.
Diverse persone, con gommoni e battelli, si recarono vicino ai pescherecci per chiedere il motivo di tale operazione.
Resosi conto che all'indomani non avrebbero avuto la possibilità di raggiungere il continente per riprendere le loro attività informarono della cosa gli organi di polizia.
Quella notte successe di tutto.
Il buonsenso dei pescatori non accettò nessun tipo di provocazione.
Essi capivano la situazione in cui era venuta a trovarsi tutta quella gente che aveva messo piede a Ponza per una vacanza e che ora le si bloccava la possibilità del rientro ma volevano che questo loro gesto avesse una vasta risonanza per svegliare dal letargo chi aveva il dovere e la competenza di interessarsi a quel problema dell'isola, il primo e il più importante.
Il 2 giugno tutti i giornali riportarono la notizia di quanto stava succedendo a Ponza.
La pressione della gente, costretta a Ponza, fece intervenire personaggi e autorità a tutti i livelli. 
Una commissione di pescatori varcò, il 3 giugno la soglia di Palazzo Chigi per essere ricevuta dall'on. Salizzoni, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri."
Questo il racconto di Ernesto, ma a distanza di quarant'anni non è cambiato niente.....




domenica 27 ottobre 2013

La Lanterna del porto di Ponza (il Lanternino)

Dal Lanternino, situato all'estremità del Molo Musco, lo sguardo può spaziare ampiamente fino a Zannone.
Salendoci verso l'imbrunire è un luogo magico.......ti incanti a guardare il sole che pian piano si nasconde dietro la collina per poi tramontare.......
Sotto, nel mare,  è un brulicare di barche in cerca di approdo per la notte......intanto arriva la nave.........
Mio padre da sopra al Lanternino scrutava l'orizzonte per vedere se le sue barche stavano rientrando.
Del Lanternino ne ho già scritto in un altro post sul Porto di Ponza nel novembre 2007


Si sale al Lanternino.......



Mio padre, Ciro, sta salendo sul Lanternino



La Lanterna del Porto di Ponza com'è ora.......



La Lanterna del Porto vista dal basso.......



L'isola di Zannone vista da sopra al Lanternino



Ancora dal Lanternino.....il sole si nasconde dietro la collina....tra un pò tramonterà....

domenica 7 aprile 2013

Ponza antica # 6


Il porto di Ponza com'era prima.....non c'è la parte finale dove ora attraccano gli aliscafi.....
Si vede la chiesa, ancora con le colonne, quindi questa foto è prima del 1940.
La chiesa della SS. Trinità, dedicata a San Silverio e Santa Domitilla, venne modificata per volere dell'allora parroco Don Luigi Dies, con il parere della Soprintendenza, perchè era ormai insufficiente a contenere la popolazione.

lunedì 28 novembre 2011

Mamozio

In questi giorni, oltre alle cose negative, apprendiamo la notizia della scoperta di un Augusto “togato” proprio a Ponza.
Pare che, attraverso delle fotografie, la soprintendente Marisa De Spagnolis lo abbia individuato nella statua di Mamozio che è ubicata nella stradina sopra Giancos.
Quella statua sta lì da tanto tempo…possibile che nessuno si sia accorto dell’importanza che poteva avere…..
Eppure è citata già in alcuni libri da autori di tutto rispetto come Giovanni Maria De Rossi.
Nel suo libro “Ponza, Palmarola, Zannone” così la descrive:
“In una via (via di Sant’Antonio) parallela alla strada litoranea, si conserva, murata  su di un moderno piedistallo, una statua marmorea funeraria, acefala e priva di basamento, nota , dalla tradizione locale, con il nome di Mamozio.
Sia la testa che la mano sinistra, a giudicare dagli incassi ancora visibili, dovevano essere lavorate a parte e successivamente applicate alla statua.
Accanto alla gamba sinistra si conserva parzialmente coperta dalle pieghe del panneggio, una capsa cilindrica (il tipico cofanetto nel quale si conservavano i rotoli di pergamena, detti volumina, usati come libri)
È probabilmente questa la statua scoperta nel 1772 e privata dalla testa, come ricorda il Tricoli, nel1809, per un atto di vandalismo da parte di un soldato borbonico, quando la statua faceva bella mostra di se nella piazzetta antistante il Comune.”
La possiamo vedere anche in un’incisione del Mattei del 1847.
Tra qualche giorno la soprintendente si recherà a Ponza per esaminare la statua e sapremo se è veramente un Augusto “togato”….e se così fosse speriamo che, una volta restaurato, possa dare il via all’agognato Museo Comunale di Ponza che tutti aspettiamo da tanto tempo…..

giovedì 1 settembre 2011

Laziomar: Collegamento Anzio-Ponza già terminato

Ritornando al discorso dei collegamenti che ritengo sia di vitale importanza per l’economia dell’isola, più che dei pontili, voglio sottolineare che veramente siamo tornati indietro.
Una volta la nave cominciava la linea estiva Anzio- Ponza a metà giugno e terminava a metà settembre, oggi stagione 2011, le corse sono cominciate il 1 luglio e termineranno il 4 settembre.
Quest’anno la nave è stata sostituita da un mezzo veloce più piccolo quindi sempre peggio…..
Per carità il mezzo è buono…affidabile…e per chi viene da Roma è una comodità…ma far terminare le corse nei primi giorni di settembre è un’assurdità.
Settembre è un mese bellissimo…Ponza sfoggia altri colori…c’è la quiete dopo la tempesta estiva.
Pare che il mezzo debba sostituire un aliscafo della linea di Formia che deve fare dei controlli.
Formia…sempre e solo Formia
Tutto gira intorno a quel porto….
Ah già…i ponzesi d’inverno vivono là….
Tra un po’ a Ponza ci sarà il deserto….ma se ci fossero dei collegamenti decenti sarebbe un’altra cosa…..
Ah dimenticavo…..per andare a Ponza da Anzio c’è rimasto, fino al 25 settembre, l’aliscafo della Vetor al prezzo proibitivo di 44 euro ovviamente solo andata.
Un’assurdità!!!

sabato 11 giugno 2011

Naufragio a Ponza…..

Qualche giorno fa, mentre ero a Ponza, un’imbarcazione ha urtato gli scogli delle “Formiche” ed è affondata.
L’imbarcazione, di trentatre metri, partita da Viareggio, doveva sostare a Ponza durante la notte per poi proseguire il suo viaggio.
L’equipaggio composto da quattro persone, tra loro qualcuno anche di origine ponzese, fortunatamente si è salvato grazie ai soccorsi immediati.
Era notte e non avevano voluto attraversare il canale tra Gavi e Zannone proprio per paura degli scogli ed invece ne hanno incontrati altri, molto pericolosi ma segnalati dalle carte nautiche ed anche dal faro della Madonna.
Sugli scogli delle “Formiche” incidenti del genere sono già capitati.
Trent’anni fa, era ottobre, una nave sbagliò rotta ,vi finì sopra e si incendiò.
Il comandante morì in seguito alle ustioni riportate.
Ricordo molto bene che venni svegliata all’alba da una mia parente che si era accorta che era successo qualcosa di grave nel tratto di mare antistante alla Parata quindi vicino casa nostra.
I naufraghi con la scialuppa di salvataggio raggiunsero la spiaggetta della Parata, salirono le scale che portano al Bellavista per chiedere aiuto.
Il relitto della nave giace nelle acque di Cala Inferno.
Ma ritornando all’imbarcazione affondata qualche giorno fa speriamo che non ci sia fuoriuscita di gasolio che causerebbe un danno ambientale ma la cosa più importante però è che le persone si sono salvate.
Tutto è bene quel che finisce bene……

venerdì 13 maggio 2011

Ciro Iacono,maestro d'ascia

In questo video mio padre,Ciro Iacono,maestro d'ascia nella sua bottega.
E' stata un'emozione grandissima vederlo....Grazie a Rossano!!!
 "I ricordi sono nastri colorati da appendere al vento e non statuine di cristallo da tenere chiuse in uno scrigno" Terry Brooks

martedì 18 gennaio 2011

Ponza in inverno…..

Erano anni che non andavo a Ponza in inverno…..i colori erano bellissimi!!!!
Ancora più bella che in estate……
Scopri particolari che sfuggono quando c’è troppa gente….
Provare per credere….
C’era un silenzio per le strade…per i vicoli….
Si udivano soltanto i versi dei gabbiani e rumori delle barche….
Sono tornata ritemprata….
Tornerò presto!!!

Nella foto Ponza in una giornata di metà gennaio

giovedì 19 agosto 2010

È successo tanto tempo fa…..

A Ponza, durante la seconda guerra mondiale, il 2 gennaio 1942, una grossa mina subacquea era alla deriva proprio nella spiaggia della Parata,
Diverse persone di una certa età ricordano nitidamente l’ordigno sbattere contro gli scogli, credevano non fosse pericoloso.
Intanto, proprio quella mattina, una bambina, Antonietta Tagliamonte,in lacrime, racconta al parroco, don Luigi Dies, di aver sognato San Silverio che le diceva: “Sono tre giorni e tre notti che la tengo io e non deve scoppiare”.
Quando venne recuperata gli artificieri si resero conto della pericolosità della mina….era pronta per esplodere…..non riuscivano a credere ai loro occhi….era come se qualcuno l’avesse tenuta…
Tutta la zona della Parata sarebbe stata distrutta se fosse esplosa….

Questo episodio viene raccontato nel libro “Da Frosinone a Ponza…” di mons. Luigi Maria Dies
 

giovedì 12 agosto 2010

Il porto dei sogni

Tramonto di fine estate,
 rosso all’orizzonte,
guardo nel cielo blu
 gabbiani,
vanno incontro al sole
 che muore
sfuggenti come sogni fantastici.

Nel mio porto di quiete
Un pensiero naviga
Nell’infinito silenzio.

Fadila  Ben Khelil

Dal libro “Liberosentire”

Fadila è una giovane ponzese con un animo sensibile ed è un vero piacere conoscerla.
Questo libro di poesie, spero, sia solo il suo primo lavoro.

lunedì 9 agosto 2010

Presentazione del libro “Memorie di Amalie” di Rita Bosso

A Ponza ho partecipato alle presentazioni del libro di Rita Bosso “Memorie di Amalie” ambientato tra il 1700 e il 1800, proprio quando veniva costruito quella magnifica opera che è il porto borbonico.
Si raccontano tante storie….possiamo ritrovare persone vissute nel 1900 calate in quel contesto…veramente avvincente…
Ad esempio, Aniello, maestro d’ascia, potrebbe essere mio padre, Ciro Iacono.
Ecco un brano del libro in cui si parla di lui:


“Tra un mese mi sposo, sono quattro anni che sono fidanzata con Aniello.
Aniello è maestro d’ascia, lavora col padre. Maestro d’ascia è molto di più che falegname anche se sempre col legno si ha a che fare: un maestro d’ascia costruisce barche, e la barca deve galleggiare, filare, reggere il mare. La barca sente l’acqua e sente il vento, non è un cassettone.
Le barche che costruiscono Aniello e il padre si riconoscono da lontano; io sto affacciata al parapetto della strada di sopra, corso Farnese, la barca magari sta a Frontone e io posso stabilire con sicurezza se è uscita dalle mani di Aniello oppure no. Lui è un artista, la barca la disegna, la colora, la liscia e la modifica prima nella sua testa e poi sulla carta.
Quando è perfetta, nella sua testa e sulla carta, allora mette mano al legno. Per questo le sue barche sono speciali, sono gentili. Per noi due ne ha costruita una piccolina, aggraziata, l’ha dipinta di giallo con un righino celeste e sempre in celeste ha scritto a prua  “La Bella Amalia”; la metteremo a mare dopo sposati.”

Ecco il link del blog in cui si possono vedere anche le foto della presentazione “itinerante”, molto originale….
Brava Rita!!!!

mercoledì 9 giugno 2010

San Silverio ….a Ponza

Della festa di San Silverio che si svolge nell’isola di Ponza il 20 giugno se ne parla tanto…è un evento molto bello…molto sentito….si aspetta un anno intero….
I ponzesi che vivono lontano da Ponza in questi giorni si preparano per tornarci…anche solo per quel giorno…perché è un qualcosa che si sente nel cuore…è una sorta di richiamo…
Quelli che non possono andare vivono quella giornata scandendo le ore…i minuti…con molta nostalgia.
Tutto inizia il 9 giugno, a mezzanotte, con l’arrivo sulla spiaggia di Santa Maria di una barca con lo stendardo di San Silverio che sta a simboleggiare l’arrivo del Santo da Palmarola.
Ad accoglierlo tante persone che poi in una suggestiva processione notturna raggiungono la chiesa SS. Trinità, al porto.
Saranno dieci giorni di eventi e preghiera fino al “clou” del 20 giugno con la processione del Santo posizionato nella barchetta piena di garofani rossi di cui ho già raccontato in un altro post.
Tutta l’isola è lì…è un susseguirsi di emozioni…di ricordi….difficile da spiegare….

Per vedere le foto della festa negli anni passati visitate il sito;

martedì 30 marzo 2010

Ponza, lavori archeologici

Questa lettera è stata pubblicata il 28 marzo 2010 sul quotidiano “Latina Oggi”.

Da quello che si legge si sta consumando qualche altro scempio sull’isola di Ponza ai danni di un’opera di epoca romana….non si capisce quale impianto idraulico sia….però sarebbe interessante saperlo….
Questo è il modo in cui i ponzesi conservano Ponza…distruggendo le zone archeologiche….ma d’altra parte a che servono…non portano soldi….
Credo invece che bisogna fare qualcosa per evitare altri danni….anzi cercare di recuperare le cisterne….le necropoli….prima che sia troppo tardi…
A Ponza c’è un patrimonio archeologico purtroppo abbandonato all’incuria …potrebbe essere recuperato…..puntare su un turismo culturale….di qualità…..
 

venerdì 9 ottobre 2009

Genius Loci

Gli antichi latini ritenevano che ogni luogo avesse il suo Spirito ( Genius Loci ) che potesse aprire un varco nel passato, di metterci in contatto con quanti hanno amato e descritto quel territorio.
Il viaggiatore per identificarlo deve cercarlo nel paesaggio, nella storia e nella gente del luogo.
Il Genius Loci può essere cancellato quando il turismo punta solo sul fattore economico senza tenere conto di quelle caratteristiche che differenziano un posto da un altro, rendendolo UNICO.
Ogni luogo deve essere osservato con la curiosità di un bambino, con la sua ingenuità…un muretto, una panchina potrebbero sussurrarci storie….
Il Genius Loci dell’isola di Ponza per il viaggiatore che arriva in estate credo sia proprio difficile trovarlo…troppo caos….i ponzesi sono troppo presi dagli “affari”.
Sarebbe bene arrivare a Ponza fuori stagione….ritrovarsi a passeggiare per il Corso Pisacane quasi deserto…
Restare ad osservare il mare calmo o in tempesta…potrebbe evocare storie di pescatori…di naufragi….
Incontrare la gente del luogo, parlare con loro, ascoltarli nel dialetto locale, simbolo di identità e testimonianza del Genius Loci.
Il dialetto ha il suo fascino, ci restituisce gli odori, i ricordi…ci riporta all’infanzia…ai legami affettivi…è un po’ in disuso…molte parole sono dimenticate…
Però, quest’estate, mi ha colpita la scritta su una mattonella posta all’ingresso di una casa sugli Scotti: “A Prièzza”, che vuol dire gioia…
Bellissima parola per dare il nome ad una casa…
Nell’isola di Ponza si parla un dialetto campano perché verso la metà del 1700 fu popolata da Ischitani e Torresi.
A Ponza porto si stabilirono famiglie provenienti da Ischia mentre a Le Forna da Torre del Greco, portando i loro usi e costumi.
Nelle zone dei Conti, degli Scotti, del Porto erano prevalentemente agricoltori, a Le Forna, invece, soprattutto pescatori, molto abili e conosciuti in tutto il Mediterraneo.
Quante storie potrebbero raccontarci…un tesoro che andrebbe scovato…documentato…per non disperderlo…per noi…e per le prossime generazioni…

sabato 4 luglio 2009

Ponza...descritta da Montale

“Un’isola che ha saputo rimanere un’isola.
Un microcosmo a sé.
Ponza è scontrosa e bellissima.
Ritrosa, diffidente e mai prevedibile.
Tra fichi d’India, bouganville e esplosioni di ginestre,
mi perdo nella bellezza dei suoi tramonti
e trovo sulla terra il mio paradiso”

Eugenio Montale


In questa foto aerea si vede il porto di ponza con le sue casette colorate.
Arrivando, con la nave, si prova un’emozione così forte da lasciarti senza parole….
Sembra di entrare nel mondo delle fiabe….
Che magia!!!
Si vede, anche, la spiaggia di Frontone….deserta….ma bella…nella quiete primaverile.

sabato 20 giugno 2009

Oggi è San Silverio!

Per chi trascorre questa giornata lontano da Ponza è un continuo scandire delle ore pensando a quello che avviene in quel momento.
La processione è il “clou” di questa giornata…tutti seguono con lo sguardo la piccola barca piena di garofani rossi su cui è poggiata la statua di San Silverio…ognuno rivolge una preghiera.
Quella barchetta mi è molto cara perché l’ha costruita, negli anni sessanta, mio padre, Ciro, per devozione al Santo.
In quel momento ti passa tutta la vita davanti…pensi alla tua infanzia…alle cose che hai fatto o che avresti voluto fare…pensi alle persone che non ci sono più…
Per questa festa ritornano a Ponza i ponzesi che vivono lontano…è un continuo abbracciarsi…salutarsi…persone che magari si rincontrano dopo una vita.
Mi manca tutto questo…tanto…
Speriamo che San Silverio possa poggiare la sua mano miracolosa sulla nostra isola, che la salvaguardi da quanti, invece, vogliono distruggerla solo per i loro interessi.
Infatti l’isola, per alcuni, è solo una macchina per fare soldi, un luogo da sfruttare in estate.
San Silverio proteggi Ponza e i ponzesi onesti!!!

sabato 6 giugno 2009

Una pagina di vita ponzese di tanto tempo fa…

Questa foto ritrae una pagina di vita ponzese… 
 Un gruppo di persone si accinge a festeggiare il viaggio inaugurale,sulla linea di Ponza, di una nave,forse il Falerno. Portano in dono la statuetta di San Silverio.
Mi è stata inviata da Rita.
Si riconoscono Monsignor Dies, Don SalvatoreTagliamonte, Michele Regine (nonno di Rita) dott. Sandolo, Alberto Migliaccio e Ciro Iacono (mio padre).     
                                                                                                                             
Sarebbe bello poter riconoscere le altre persone…chissà…
Gli orizzonti perduti non ritornano mai… F. Battiato
I ricordi non cambiano…imprimono nella memoria immagini della nostra vita…da rivedere nei momenti di nostalgia…

domenica 29 marzo 2009

Una magia….un’isola…

Approdare a Ponza, isola magica, dove il profumo del mare si mescola con quello della macchia mediterranea….
Seguire le orme del passato dove la leggenda si confonde con la storia….
Ascoltare il silenzio di un tramonto quando il cielo si tinge di rosso e il sole precipita nel mare….dietro Palmarola…
Che spettacolo straordinario!!!
 

giovedì 12 febbraio 2009

L’isola di Zannone

Quando si parla dell’arcipelago Ponziano si decantano sempre le bellezze di Palmarola, il fascino delle cale di Ponza, ma di Zannone si dice solo che fa parte del Parco Nazionale del Circeo.
È invece una gemma incastonata nel mar Tirreno, è l’isola verde infatti c’è un bellissimo bosco di lecci e tanta macchia mediterranea.
L’isola, soprattutto di notte, si annuncia ai naviganti, con quell’inebriante insieme di profumi sprigionati da cespugli di ginestra, lavanda, rosmarino, timo, lentisco ed erica.
Zannone è interessante anche dal punto di vista faunistico infatti c’è una colonia di mufloni, molti uccelli sia stanziali che di passo, ma non ci sono serpenti.
A proposito di serpenti…c’è una vecchia leggenda che lega questi animali al pescatore Sennone, da cui l’isola pare abbia preso il nome.
“Tanto tempo fa….un re si arrabbiò con un giovane pescatore che aveva incantato sua figlia con il suo bel canto.
Per punizione lo mandò in quell’isola piena di serpenti, amanti però della bella musica.
Il pescatore se fosse ritornato tutto intero avrebbe potuto sposare la figlia del re.
L’impresa sembrava impossibile…ma lui era un ragazzo geniale perciò veniva chiamato Sennone e cominciò a cantare ininterrottamente conducendo i serpenti fino al mare, dove… annegarono.
Da quel giorno possiamo ammirare le bellezze di Zannone senza essere disturbati dai serpenti.”
Sono molti anni che non vado a Zannone e ricordo con piacere il dott. Spadazzi, amico romano di mio padre. Amava quest’isola in modo particolare e trascorreva le sue vacanze nella casa del faro.
Ora sull’isola ci vivono le guardie forestali che sorvegliano l’isola onde evitare atti di bracconaggio.
L’isola si può comunque visitare e per godere del suo splendore bisogna camminare un bel po’….ma il tutto sarà ricompensato da un grande senso di libertà….
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