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lunedì 22 dicembre 2025

L'immagine di San Silverio dipinta su una barca in Argentina

 A Ingeniero White, in Argentina, domenica 14 dicembre 2025, mentre la processione di San Silverio iniziava il suo percorso via terra dalla chiesa al molo, l'immagine del Santo appariva nella cabina della barca "La Nueva Lucia".

In questi ultimi anni si è lavorato per recuperare questa imbarcazione che molti ricordavano di averla vista navigare sul fiume con l'immagine di San Silverio dipinta sulla cabina.

Ebbene oggi quel dipinto c'è di nuovo ricordando quello degli anni '80.

La festa di San Silverio in questa località dell'Argentina è molto sentita poichè all'inizio del '900 del secolo scorso sono arrivate molte famiglie dall'isola di Ponza portando la devozione del Santo dei pescatori.

Il senso religioso della festa di San Silverio è perfettamente inserito nell'identità culturale di questa comunità.

(Dal "Museo del Puerto de Ingeniero White")






domenica 3 novembre 2019

Una foto, una barca, un ricordo

Maria Conte mi ha inviato questa foto in cui si vede una barca con il nome Rosanna al Molo Musco, all'isola di Ponza.
E' stata costruita dal maestro d'ascia Ciro Iacono, mio padre.
Era la barca di Maria .
Ai remi Silverio D'Atri, a destra il fratello Gigino, a sinistra un loro cugino, Silverio Tricoli.
Come dice Maria Conte, avere a quei tempi, una barca costruita da Ciro Iacono è come avere oggi un'auto di lusso.


La barca Rosanna al molo Musco

mercoledì 16 ottobre 2019

La vecchia barca di San Silverio

Sfogliando l'album di famiglia ho trovato una foto in cui si vede chiaramente la vecchia barca che ha portato San Silverio in processione fino ai primi anni '60.
Precedentemente San Silverio veniva portato in processione su un trono.


Mio fratello Peppino Iacono accanto alla vecchia barca di San Silverio nel cortile della chiesa di Ponza
La barca fu sostituita con un'altra più simile alle tipiche imbarcazioni ponzesi. Ogni 20 giugno porta il Santo in processione piena di garofani rossi.
Questa barca pare sia stata mandata in Sardegna ma no so altro.

(Dall'album fotografico di famiglia)



San Silverio in processione sulla vecchia barca


San Silverio fuori la chiesa sulla vecchia barca






La barca che porta San Silverio in processione. E' stata costruita nei primi anni '60 dal maestro d'ascia Ciro Iacono, mio padre.

(Foto di Polina Ambrosino, giugno 2019)

venerdì 12 giugno 2015

San Silverio aiutaci tu...

La festa di San Silverio è alle porte e noi ponzesi non possiamo fare a meno di ricordare episodi, accaduti nel passato, collegati al nostro Santo Patrono.
San Silverio è sempre presente nella vita quotidiana delle famiglie ponzesi, è come un padre, è a Lui che ci rivolgiamo nei momenti di difficoltà.
Ne ho già scritto su questo blog.
Voglio proporre un fatto accaduto durante la guerra che don Luigi Dies documenta nel libro "Da Frosinone a Ponza..."
Ecco cosa scrive: " Una grossa mina subacquea, durante la guerra, venne alla deriva nella spiaggetta della Parata, mettendo in pericolo tutta la zona ove sorge la chiesa. Dopo la prima Messa, ai 2 di gennaio 1942, giorno di domenica, la chiesa fu chiusa, ma il popolo curioso udita la novità e non curante del pericolo, andò a guardare come ruzzolava il pericoloso ordigno, tra gli scogli. Mi chiamarono improvvisamente in una casa, dove c'è una bimba che ha per il parroco un messaggio. Vado; e, tra i singhiozzi, la piccola mi dice: "Mi ha detto S.Silverio, va dal parroco e digli che non tema, perchè sono tre giorni e tre notti che la tengo io e non deve scoppiare". Vedendo che la mina, nonostante i continui, violenti urti contro gli scogli, non esplodeva, tutti credevano che fosse disattivata; ma, quando, recuperata dai tecnici, si vide il piatto idrostatico ancora sollevato e le campanelle di vetro degli urtanti ancora intatte, i presenti si sentirono tremare il cuore e non potevano persuadersi nè spiegarsi come mai quell'enorme botte di fuoco non aveva smantellato mezza Ponza. Lo sapeva però la bimba Antonietta Tagliamonte fu Raffaele, che aveva visto e udito in sogno S.Silverio..."
In effetti, come mi ha raccontato zia Titina, che abita proprio sopra la Parata, ricordando l'episodio, il pericolo era stato sottovalutato...non si era capito che se l'ordigno fosse esploso tutta la zona sarebbe stata distrutta.

Nota:
La bimba che sognò S.Silverio,  Antonietta Tagliamonte, era la mamma di Giovanni Pacifico che con il suo Archivio fotografico raccoglie la storia di Ponza.



Gli scogli della Parata



La Parata con lo scoglio Pizzo Papero



Un'edicola votiva dedicata a S.Silverio



La zona della Parata...poteva essere distrutta dall'ordigno
(Foto dell'archivio di Giovanni Pacifico)



In ogni casa di ponzesi c'è l'immagine di S.Silverio. Io ho la statuetta del Santo nel modellino di barca costruito da mio padre Ciro Iacono.



Una mina subacquea

domenica 21 settembre 2014

Un ricordo di mio padre

In questa foto mio padre, Ciro Iacono, sta verniciando una barca.......
Quante barche ha costruito nella sua vita.....
Un bravissimo maestro d'ascia.......molti ancora lo ricordano per l'eleganza delle sue barche......ma anche per la sua simpatia......amava molto scherzare......


Un cuore di padre è il capolavoro della natura
Abbé Prévost

Il ricordo non muore mai.......


mercoledì 8 gennaio 2014

Le donne dell'ottocento nell'isola di Ponza: "Le incettatrici e rivendugliole di pesce"

Nell'aprile del 1847, Mattei, nel suo viaggio alle isole Ponziane, mentre andava verso Palmarola con una barca, i cui rematori erano quattro giovanotti, fece un incontro in mezzo al mare...
Avevano appena girato la Punta della Guardia quando incontrarono una barca con quattro donne che remavano vigorosamente...
Il Mattei incuriosito volle parlare con queste donne....scoprire chi fossero e cosa facessero nel bel mezzo di quel mare...
Fece fermare la barca, fece zittire i giovanotti che erano presi a sbeffeggiarle...e cominciò a fare domande...
Le donne risposero così: "Non siamo che rivendugliole e incettatrici di pesce, che andiamo a mercanteggiare a bordo delle tartanelle. Ritornando a Ponza ci sarà dato di offrirvi un saggio del nostro mestiere".
Il Mattei si accaparrò il loro pesce dandogli pochi carlini.
Quella non era l'unica barca di donne che andavano a pescare facendo anche concorrenza agli uomini che trovavano ogni modo per umiliarle.
Sicuramente, oltre a pescare, queste donne curavano la casa, crescevano i figli e chissà se qualche volta non hanno rischiato addirittura di partorire sulle loro barche...
E come disse il Mattei: Viva la marineria femminile!



Le donne ponzesi che stanno pescando ritratte dal Mattei



La Punta della Guardia dove il Mattei incontrò le donne che stavano pescando



La Punta della Guardia

Ma di donne che andavano a pescare ne scrive un'antropologa, Marilena Maffei, nel suo libro "Donne di mare".
Racconta delle donne dell'arcipelago delle Eolie che ogni giorno pescavano, tiravano le reti per mantenere la propria famiglia e questo fino agli inizi del Novecento.
Quindi il racconto del Mattei per quanto riguarda le donne pescatrici ponzesi è plausibile...

venerdì 3 gennaio 2014

Il presepe di sabbia

In questi giorni ci sono tanti bei presepi......alcuni anche originali......
Molto bello è quello realizzato con la sabbia che è stato allestito a Torvaianica, sul litorale romano.
Una scena molto marinara.....una barca....dei pesci......la culla del bambino è una corda....il tutto realizzato con la sabbia....
Un pò di foto......


L'angelo




La Sacra Famiglia



La barca e sotto pesci e granchi



Il Bambinello.....la sua culla è una corda......di sabbia



Il pescatore offre al Bambinello il pescato



La barca vista dalla prua



Ancora la Sacra Famiglia

A Torvaianica c'è ancora un gruppo di pescatori che tanti anni fa si trasferirono da Minturno.
In un posto di mare quindi un presepe di sabbia ci sta proprio bene......

venerdì 13 settembre 2013

Un cantiere navale di Ponza

Quest'anno, grazie alla gentilezza di Silverio Parisi, maestro d'ascia ponzese, ho potuto visitare il cantiere navale di Santa Maria in cui lavora.
C'era una grande barca in costruzione e lui era molto orgoglioso della sua creatura.
Mio padre Ciro, maestro d'ascia di un tempo, aveva imparato questa arte proprio dal padre di Silverio, Luigi Parisi.
Silverio mi ha raccontato che lui era un bambino  quando Ciro si trovava nel cantiere di suo padre per l'apprendistato che ne ha fatto uno dei più bravi maestri d'ascia dell'isola di Ponza....ricorda la sua passione per le barche....
Essere un maestro d'ascia non è come svolgere una professione qualsiasi...è arte...è scienza...è passione....abilità e precisione.
Ogni barca è modellata con una propria personalità...è diversa dalle altre quindi è unica.
Il progetto nasce prima nella mente poi sulla carta.....ma di questo ne ho già scritto.....
Silverio Parisi prima di iniziare una nuova costruzione realizza un mezzo modello della barca che andrà a costruire per ricavarne i dati ma anche per visualizzarla in anticipo.
Sono rimasta affascinata.....mi è sembrato di essere ritornata indietro nel tempo...di quando mio padre costruiva le barche.










La barca in costruzione nel cantiere Parisi

domenica 16 giugno 2013

San Silverio

Tra pochi giorni è San Silverio.....
Per noi ponzesi, il 20 giugno, è una data che aspettiamo tutto l'anno.....in questo giorno festeggiamo il nostro Santo protettore che invochiamo nei momenti difficili della nostra vita.
Quel giorno chi è lontano sta con la mente sul nostro scoglio, sulla nostra Ponza....segue passo passo il percorso della processione.....segue idealmente quella piccola barca piena di garofani rossi in cui è posizionata la statua di San Silverio....
Ne ho già scritto in altri post.....
C'è però una cosa che non sapevo e l'ho appresa dal sito www.sansilverio.it/
Il cuore d'argento che la statua di San Silverio porta al collo è un pegno d'amore che i ponzesi, in partenza per la Prima Guerra Mondiale, avevano donato al Santo con la speranza di ritornare salvi nella loro isola.
All'interno del cuore ci sono dei foglietti di carta in cui sono scritti i nomi delle persone che si recavano al fronte.
Chissà forse c'è anche il nome di mio nonno Peppino Iacono....questo non lo so....
Ora un pò di foto......

Foto, forse, degli anni venti.....San Silverio veniva portato in processione su di un trono....la località è  Sant'Antonio


Foto fuori la chiesa....si vedono ancora le pietre con cui don Luigi Dies, nel 1940, fece chiudere il pronao.....per aumentarne la capienza.....San Silverio è sulla vecchia barca



Foto in bianco e nero ma più recente.....la barca è quella che si usa oggi per portare il Santo....fu costruita da mio padre, Ciro Iacono, nei primi anni sessanta



Foto a colori....San Silverio ricoperto d'oro.....tutti doni ricevuti dai fedeli per qualche grazia ricevuta



In primo piano Maurino Di Lorenzo....dietro Silvano Conte....Silverio D'arco (Bebè)....Ciro Iacono, mio padre, con il vestito chiaro....


Modellino della barchetta di San Silverio realizzato da mio padre

sabato 23 febbraio 2013

Un ricordo di mio padre

In questi giorni sono sette anni che ci hai lasciato....e non c'è stato giorno in cui non ti abbiamo ricordato...

Nella foto, mio padre, Ciro Iacono, maestro d'ascia dell'isola di Ponza, mentre sta verniciando una barca.

"Ci sono legami di seta...che ti aspettano su incroci del destino che mai avresti immaginato.
Il ricordo unisce ciò che la vita separa.
E ti sembra una strana, inaspettata, piacevole connessione notturna, come una carezza senza tempo."

Anton Vanligt  (Pensieri avvolti da un filo rosso)

Il ricordo non muore mai.....

sabato 11 giugno 2011

Naufragio a Ponza…..

Qualche giorno fa, mentre ero a Ponza, un’imbarcazione ha urtato gli scogli delle “Formiche” ed è affondata.
L’imbarcazione, di trentatre metri, partita da Viareggio, doveva sostare a Ponza durante la notte per poi proseguire il suo viaggio.
L’equipaggio composto da quattro persone, tra loro qualcuno anche di origine ponzese, fortunatamente si è salvato grazie ai soccorsi immediati.
Era notte e non avevano voluto attraversare il canale tra Gavi e Zannone proprio per paura degli scogli ed invece ne hanno incontrati altri, molto pericolosi ma segnalati dalle carte nautiche ed anche dal faro della Madonna.
Sugli scogli delle “Formiche” incidenti del genere sono già capitati.
Trent’anni fa, era ottobre, una nave sbagliò rotta ,vi finì sopra e si incendiò.
Il comandante morì in seguito alle ustioni riportate.
Ricordo molto bene che venni svegliata all’alba da una mia parente che si era accorta che era successo qualcosa di grave nel tratto di mare antistante alla Parata quindi vicino casa nostra.
I naufraghi con la scialuppa di salvataggio raggiunsero la spiaggetta della Parata, salirono le scale che portano al Bellavista per chiedere aiuto.
Il relitto della nave giace nelle acque di Cala Inferno.
Ma ritornando all’imbarcazione affondata qualche giorno fa speriamo che non ci sia fuoriuscita di gasolio che causerebbe un danno ambientale ma la cosa più importante però è che le persone si sono salvate.
Tutto è bene quel che finisce bene……

giovedì 29 novembre 2007

San Silverio

Il venti giugno Ponza festeggia il santo patrono, San Silverio. Per quel giorno, i ponzesi, sparsi in tutto il mondo, cercano in tutti i modi di essere presenti  per quello che è l’evento atteso un anno intero.
Quelli che, per vari motivi, non possono, purtroppo, essere sull’isola ci sono col pensiero e col cuore.
Tutto inizia al mattino presto con la “Diana”: il suono delle campane, i botti e la banda.
Verso mezzogiorno la statua di San Silverio, posizionata in una barchetta di legno stracolma di garofani rossi, viene portata in processione. Questa barchetta è stata costruita dal maestro d’ascia Ciro Iacono negli anni sessanta.
La processione attraversa le strade dell’isola seguita da centinaia di persone e da tante imbarcazioni via mare. San Silverio viene imbarcato su una barca da pesca che lo porta fuori dal porto, vengono lanciati i fiori in ricordo dei caduti in mare mentre le sirene delle navi suonano.
Ogni ponzese rivolge una preghiera, una supplica per sé e per la propria
famiglia vicina o lontana.
C’è anche chi ringrazia San Silverio per qualche grazia ricevuta come quella ragazza “forestiera” che ogni anno fa commuovere per la dedizione con cui aiuta a portare la statua del Santo.
Sembra un evento folcloristico ma in fondo c’è molta spiritualità, tanta preghiera.
Tutto termina con il lancio dei garofani che ognuno conserva nelle proprie cose.
San Silverio viene festeggiato anche New York, nel Bronx, dove i ponzesi emigrati tanti anni fa hanno costruito il San Silverio Strine.
In qualsiasi parte del mondo vi siano ponzesi San Silverio viene festeggiato, a Buenos Aires viene chiamato il Santo dei pescatori.
Nei momenti di difficoltà il ponzese, ovunque si trovi, alza gli occhi al cielo esclamando ad alta voce: San Silverio aiutami!
Foto tratta dal libro "Le isole di Circe" di Silverio Mazzella

mercoledì 12 settembre 2007

Barchetta

Questo è il modello di una barca costruita dal maestro d'ascia Ciro Iacono. Un modello simile è nel ristorante "Acqua Pazza" di Ponza,variano solo i colori giallo, bianco e rosso.
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