martedì 19 maggio 2026

San Silverio a Formia

 Nella città di Formia c'è una nutrita comunità di ponzesi che si è trasferita da Ponza da parecchi anni. Ovviamente non poteva mancare San Silverio la cui statua è nella chiesa di Santa Teresa a Formia. 

Il 20 maggio, a distanza di un mese dalla grande festa del 20 giugno, sarà celebrata una messa per il nostro Santo Protettore anche a Formia. 

Dove c'è un ponzese c'è San Silverio.


La statua di San Silverio nella chiesa di Santa Teresa a Formia (Foto di Fausto Forcina)

domenica 17 maggio 2026

Primavera del 1959

 Monsignor Luigi Dies, parroco di Ponza, dona al comandante Mieli una statuetta di San Silverio da mettere sulla motonave "Isola di Ponza" impiegata per il collegamento con il continente. 

Primavera del 1959.

Nella foto a sinistra, in lontananza, si intravede mio padre Ciro

(Notizie e foto tratte dal libro di Ernesto Prudente "PONZA Il tempo della storia e quello del silenzio")



Motonave "Isola di Ponza" (Archivio fotografico di Mariano Picicco)




giovedì 14 maggio 2026

Mostra ad Amburgo dedicata a Claus Wallner

 In occasione della nascita del pittore Claus Wallner, tedesco ma ponzese di adozione, ad Amburgo in Germania ci sarà una mostra a lui dedicata. A Ponza abitava nella casa sullo scoglio della Ravia e quest'anno avrebbe compiuto cento anni.

Nella mostra ci sarà anche un pò di Ponza.

Di Claus Wallner con le foto di alcuni suoi dipinti ne ho già scritto in un post nel 2020

https://frammentidiponza.blogspot.com/2020/11/u-tedesche-da-ravia.html


Claus Wallner all'isola di Ponza sulla Ravia



La locandina della mostra inviata da Florentine Wallner, la figlia

mercoledì 13 maggio 2026

Buon compleanno mamma!!!

 Per la mia mamma Elvira sarebbe stato un compleanno veramente importante, avrebbe compiuto cento anni.

 Buon compleanno mamma, ovunque tu sia!!!

Il ricordo non muore mai...

Elvira Conte Iacono, la mia mamma  (14 / 05/ 1926 - 10 / 11 / 2022 )

(Foto scattata da mia figlia, Marianna Licari, il 31 luglio 2017) 



lunedì 11 maggio 2026

Omaggio a Palmarola

 Questo scritto è un omaggio a Palmarola, isola sospesa tra mare e cielo, dove la natura si intreccia con la fede e il ricordo.

Attraverso descrizioni vivide e una voce personale, si racconta l'esperienza di una salita rituale al Faraglione di San Silverio - tra fondali cristallini, saraghi antichi e cieli trapunti di stelle. 

Un cammino rinnovato ogni anno, memoria viva di un legame profondo. 

Una rotta interiore che s'eleva, silenziosa e fedele.

DIARIO DI BORDO - Palmarola, faraglione di San Silverio.

E' un luogo magico delle isole Pontine, sopra e sotto.

Quel ritaglio in cui si specchia è singolare. Le acque azzurre e cristalline permettono di contare i massi sul fondo, mentre onnipresenti occhiate sembrano volare sotto la barca. Ma è più profondo il vero incantesimo.

Fin dalla notte dei tempi, dimora qui  una colonia di saraghi XXL , da generazioni. Si osserva  questa ridda di bei pesci  apparentemente errabondi  che, con indole superba, carosellano a poche spanne  da un fondale di dieci metri.  Sicuri di sè, astuti,  quasi invincibili: anche il subacqueo più avvezzo, in una tenzone di contrapposti istinti, avrà successo solo con una buona dose di fortuna. 

Il substrato è una franata millenaria, , saldata e compattata, che presenta crepacci, caverne e pozzi d'ingresso ridotto, simili a vulcani di fumarole. Questi sfociano in un dedalo di catacombe inviolabili. Sicuri del loro fortino sotterraneo,  i pinnuti  vi risiedono stabilmente, beffandosi del pescatore più ostinato. 

A pochi metri s'erge il Faraglione, collegato all'isola da un sottile istmo. 

Vi si accede dal mare, risalendo gli scogli ai suoi piedi immersi.  Una scalinata malmessa conduce a una piccola area  con un altare in pietra,  dove,  durante le celebrazioni del Santo nel mese di giugno,  il parroco di Ponza  benedice tutte le imbarcazioni che, piamente, vi si recano. 

La salita continua,  poco segnata  dai continui pellegrinaggi  di umani e capre.  E' erta, petrosa, tra gli arbusti indigeni e qualche sorpresa: lacerti  endemici che sfrecciano  tra le rocce. 

Non senza fatica si arriva in cima, dove, sul picco , si trova l'edicola con la statua del Santo,  alcuni ex voto, elemosine e un quaderno  dove lasciare  memoria della visita: una preghiera , una promessa. 

Dall'alto, il panorama è doppio. 

Verso nord,  la costa regala la vista della marina - cala storica di vita vissuta  coi locali - , i due scogli  delle Galere e, oltre, i due isolotti dei Piatti. 

Verso sud,  si apre come un palcoscenico  tutta la piana del Viaggio , poi lo scoglio Pallante, sino al Faraglione di Mezzogiorno. 

E in alto, di notte, il cielo. 

Le stelle ci appaiono  così vicine che sembra  di toccarle: Mizar, Vega,  Shedir, Altair,  Deneb, Arcturus,  Rigel,  Sirio...

Compagne silenziose del marinaio, lo accompagnano in pensieri e poesie. 

Per questa salita erta,  con i dardi fiammeggianti  del sole, scalzo su queste pietre arroventate, a te devoto, arrivo  San Silverio, e lascio una preghiera per quei conoscenti, quegli amici, quei parenti troppo presto  a te involati. Amen.


Questo piccolo monte  lo arrampichiamo ogni anno, quando siamo ospiti di Palmarola.  A piedi nudi, per scelta e per omaggio.  Compito non facile nelle ore centrali, ma  - per aspera ed astra - così decidemmo  fin dalla prima esperienza giovanile , quando i bisnonni degli attuali saraghi erano più distratti all'arpione. 

Sulla rotta del cuore, verso l'alto. 


(Questo omaggio all'isola di Palmarola è stato scritto da  Andrea Valenti (Andrew D Val su FB) che ne ha concesso, gentilmente, la pubblicazione)





Isola di Palmarola, foto di Rossano Di Loreto


sabato 9 maggio 2026

La festa della mamma

  Madre

La parola più bella

sulle labbra del genere umano è "Madre", 

e la più bella invocazione è "Madre mia".

E' la fonte dell'amore, della misericordia, 

della comprensione, del perdono.

Ogni cosa in natura parla della madre.

La stella Sole è madre della terra

e le dà il suo nutrimento di calore; 

non lascia mai l'universo nella sera

finchè non abbia coricato la terra

al suolo del mare e al canto melodioso

di uccelli e acque correnti.

E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.

Li produce, li alleva e li svezza.

Alberi e fiori diventano

madri tenere dei loro grandi frutti e semi.

La parola "madre"  è nascosta nel cuore

e sale alle labbra

nei momenti di dolore e felicità, 

come il profumo sale dal cuore della rosa 

e si mescola

all'aria chiara  e nell'aria nuvolosa.

Khalil Gibran


Buona festa della mamma!!!


In queste foto, tratte dall'album di famiglia, siamo io, la piccolina, mio fratello Peppino, mia sorella Olimpia e la mia mamma Elvira. Le gemelle ancora non erano nate.

Isola di Ponza la Banchina Nuova e siamo alla fine degli anni '50






venerdì 8 maggio 2026

Il salvadanaio di San Silverio

 Nel museo del Porto di Ingeniero White, a pochi chilometri da Bahia Blanca, in Argentina,  c'è un salvadanaio colorato che era sulla barca Nueva Lucia. 

Prima di dividere i soldi guadagnati a fine mese, i pescatori mettevano lì dentro i soldi per la festa del Santo.  Tutte le famiglie , come i Vitiello, i Conte, i Califano, lavoravano molto per la festa di San Silverio.

Questa foto è stata inviata da Nestor Hugo Alfieri ed è il salvadanaio che suo nonno aveva sulla barca "Ancona" nel porto di Ingeniero White in Argentina, dove raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio.


Il  salvadanaio di San Silverio

Nota:
Un tempo a Ponza nei negozi mettevano un salvadanaio dove si raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio. Veniva aperto per il 20 giugno e chi raccoglieva più soldi era sempre Giovanni D'Atri, fornaio, che quando a Pasqua le persone portavano a cuocere i casatielli nel suo forno lui chiedeva i soldi per il salvadanaio. 
Nella foto il nipote Giovanni D'Atri con il salvadanaio del nonno con l'immagine di San Silverio



mercoledì 6 maggio 2026

Amici al Fieno

 Isola di Ponza, maggio 1945, amici al Fieno per una battuta di caccia alle quaglie in attesa del pranzo. 

Vittorio Scotti, Giustino Mazzella, Giovanni Ronca, Vincenzo Mattera, Aristide Baglio, Luigi Scarpati, Salvatore Mazzella, Gaspare Parisi, Antonio Guarino, Pasquale Ronca.

(Dal libro di Ernesto Prudente "PONZA il tempo della storia e quello del silenzio")



lunedì 4 maggio 2026

Buon viaggio Liliana!!!

 Ho appena saputo della scomparsa di Liliana Conte, un altro pezzo di storia di Ponza che se ne va. 

Una bella donna,  sempre sorridente, era cugina di mia madre Elvira. 

Era figlia di Benedetto Conte (fratello di nonno Salvatore) e Maria Grazia Migliaccio

Buon viaggio Liliana!!!



sabato 2 maggio 2026

Luna Piena dei fiori

 In questo mese di maggio 2026 avremo per due volte la Luna piena.

La Luna piena del primo  maggio si chiama dei fiori perchè viene associata alle fioriture primaverili.


Isola di Ponza, 1 maggio 2026,  la Luna piena dei fiori (Foto di Rossano Di Loreto)






giovedì 30 aprile 2026

Buon Primo Maggio!!!

Il primo maggio è la festa dei lavoratori e noi oggi festeggiamo questa giornata tranquillamente ma, nel 1922,  durante il regime fascista era stata abolita e sostituita con  il 21 aprile, il Natale di Roma. 

A Ponza, isola di confino, si racconta che in quel giorno, il primo maggio,  i confinati erano controllati nei loro movimenti, era vietato vestirsi in modo elegante, oppure fregiarsi di qualcosa di rosso.

Guai a mettere il garofano rosso all'occhiello, si rischiava grosso come successe ad un confinato in Corso Principe di Napoli oggi Corso Pisacane che venne preso a calci dai militi con i loro scarponi chiodati e lasciato in un bagno di sangue.

I militi si mettevano fuori alle mense dei confinati per controllare persino il cibo che mangiavano. 

Per coloro che trasgredivano erano botte, bastonate, punizioni...

BUON PRIMO MAGGIO!!!


Il partigiano Ezio Serantoni confinato a Ponza


Isola di Ponza, un gruppo di autorità durante una manifestazione fascista sfila sulla Punta Bianca e dietro si vede  la sede del comune che in quel tempo era lì

martedì 28 aprile 2026

Marcel e Madame

 Marcel Botton era un vero personaggio ed a Ponza molti lo ricordano ancora.

Rilevò il locale, sotto un arcone del Palazzo Comunale, in piazza Pisacane dove, un tempo, era la trattoria Zi' Capozzi.
Nacque così, nell'estate del 1966, L'Ippocampo un ristorante raffinato.

A proposito di Marcel, Ernesto Prudente nel suo libro Racconti così scrive: 
"Un personaggio da favola. Ai tavoli di quel ristorante si sono seduti tutti, da Costantino di Grecia a Juan Carlos di Borbone, allora pretendente al trono di Spagna, da Alberto, re del Belgio ma allora principe di Liegi a tutti i numerosi VIP, italiani e stranieri, che sono sbarcati a Ponza."...
"Un personaggio di primo piano, Marcel, che per quasi vent'anni...è stato uno dei protagonisti principali della storia amena di Ponza, ricca di simpatici "nciuce"."

Un cliente assiduo dell'Ippocampo era anche il conte Matarazzo che arrivava a Ponza a bordo della sua splendida barca a vela, l'Astra.
Mathilde conosciuta da tutti come Madame, era la moglie di Marcel ed aveva un salone di acconciature per signora sul Corso Pisacane. La ricordo bene, mi incantavo mentre la vedevo pettinare i capelli delle signore.
E' bello ricordare le persone che anche se forestiere hanno dato lustro all'immagine di Ponza.


Marcel e Madame con la nipotina Francesca su Corso Pisacane



Marcel e Madame con la nipotina Francesca davanti al Ristorante Ippocampo
(Per gentile concessione di Francesca Brunelli, la nipote)



Il ristorante Ippocampo
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

sabato 25 aprile 2026

La madre del partigiano

 Sulla neve bianca bianca

c’è una macchia color vermiglio:
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà
Gianni Rodari

Isola di Ponza, papaveri rossi (Foto di Annalisa Sogliuzzo)

venerdì 24 aprile 2026

BUON 25 APRILE!!!

 Il 25 aprile ricordiamo la liberazione dell'Italia dai nazi- fascismo avvenuta nel 1945. Un periodo buio della nostra storia fatta di guerra, privazioni e mancanza di libertà.

La libertà è come l'aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare 

(Pietro Calamandrei)

BUON 25 APRILE!!!


Lelio Basso, antifascista, fu confinato a Ponza dal 1928 al 1931. 

Esperto giurista fu uno dei padri costituenti, contribuì alla formulazione della Carta Costituzionale



Il fiore del 25 aprile è il papavero rosso simbolo della Resistenza, libero perchè cresce spontaneamente.

Ha i petali delicati come ali di farfalle ed è rosso fuoco come il sangue.

martedì 21 aprile 2026

La giornata mondiale della Terra

 Il 22 aprile ricorre la giornata mondiale della Terra (Earth Day) ponendo l'attenzione sulla salvaguardia del nostro pianeta. Dobbiamo prenderci più cura della nostra Terra ma serve anche sensibilizzare l'opinione pubblica che il repentino cambiamento climatico può causare danni enormi  

Ognuno di noi dovrebbe fare qualcosa per il nostro pianeta perchè è unico, è bellissimo



Il nostro pianeta Terra fotografato dagli astronauti durante la missione intorno alla Luna di Artemis II 



Isola di Ponza, un piccolo angolo del nostro pianeta Terra (Foto di Annalisa Sogliuzzo)

domenica 19 aprile 2026

I disagi dei ponzesi durante gli anni del confino

 I ponzesi durante gli anni del confino,  dal 1928 al 1939, subirono diverse limitazioni circa la loro quotidianità. Per entrare nella zona dove c'erano i confinati, centro storico di Ponza,  dovevano subire i controlli.  Non potevano aspettare l'arrivo del piroscafo, non potevano andare alla spiaggia della Caletta dietro al porto. 

I pescatori dovevano essere autorizzati per andare a pescare, subivano perquisizioni e non potevano stendere le reti ad asciugare al molo. Le barche dovevano approdare solo al porto e lasciate disarmate in modo da non poter essere usate.

Alcuni pescatori protestarono perchè  nelle grotte  di Chiaia di Luna avevano le barche  e non potevano usufruire di quel riparo poichè la spiaggia era stata a loro interdetta quindi le dovevano lasciare nel porto.. 

Purtroppo nonostante le proteste scritte non furono ascoltati.


Nelle foto, isola di Ponza  la spiaggia di Chiaia di Luna (Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)






venerdì 17 aprile 2026

Ancora un proverbio ponzese

 Damme primme e damme uòsse

(Dammi prima e dammi osso)

Lo dice chi ha valutato la situazione e  corre il rischio di rimanere all'asciutto. Si accontenta del poco certo e non dell'osso incerto.

(Tratto dal libro di Ernesto Prudente "A Pànje - i proverbi di Ponza -)


Ponza di tanti anni fa

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

mercoledì 15 aprile 2026

Fioriture ponzesi

 In questo periodo l'isola di Ponza comincia a coprirsi di giallo, prima delle  ginestre fioriscono i uastaccètte, una pianta della macchia mediterranea, la genista ephedroides. 

Il legno di questa pianta è duro e veniva usato come sostegno alla vite.

Isola di Ponza, foto di Annalisa Sogliuzzo




lunedì 13 aprile 2026

Un compositore dell'Ottocento di origine ponzese

 Poco tempo fa durante il quiz preserale l'Eredità, su Rai Uno, è stata posta ad un concorrente una domanda che ha richiamato la mia attenzione. Riguardava l'opera lirica Jone composta da Errico Petrella nella seconda metà dell'Ottocento. 

Mi sono ricordata di aver letto il nome di questo compositore nel libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita".

Errico Petrella era di origine ponzese poichè sua madre Maria Antonia Mazzella era dell'isola di Ponza ed abitava, probabilmente, a Santa Maria, mentre suo padre Fedele era un ufficiale napoletano della marina borbonica. Errico era nato a Palermo il 10 dicembre 1813 e morì a Genova il 7 aprile 1877. 

Nel 1815 la famiglia Petrella, dopo la caduta dei francesi  e il rientro dei Borboni, ritornò a Napoli. Errico cominciò a studiale musica sotto la guida dei migliori esperti dell'epoca.

Compose 25 opere ma più famosa resta Jone ambientata nel 79 d.C. durante l'eruzione del Vesuvio a Pompei.

Errico Petrella compose anche musica sacra.

Sicuramente frequentò l'isola di Ponza e si ipotizza possa aver scritto l'inno di San Silverio ma non ci sono riscontri ufficiali,  come racconta Silverio Mazzella. 

Chissà

Nella frazione di Santa Maria era nata Maria Antonia Mazzella verso la fine del '700


Un'antica immagine di San Silverio, Santo patrono di Ponza 


Il pentagramma con le note dell'inno di San Silverio


Il compositore Errico Petrella


sabato 11 aprile 2026

La Parata in tutto il suo splendore

 E' primavera e l'isola di Ponza la possiamo ammirare nella sua veste migliore.

In questa foto inviata da mia sorella Anna Maria contempliamo uno dei luoghi più belli di Ponza, la Parata con lo scoglio Pizzo Papero.

Si chiama così perchè  prende il nome da "apparata" poichè,  già nell'Ottocento, i ponzesi mettevano delle reti per catturare gli uccelli nel periodo della migrazione. Purtroppo c'era molta fame ed erano costretti a questa pratica per procurarsi la carne. 

Oggi per fortuna questo non accade più.

Isola di Ponza, la Parata, 10 aprile 2026



giovedì 9 aprile 2026

E dopo la nebbia tanta bellezza

 In questi giorni di aprile soprattutto al mattino c'è molta nebbia, anche all'isola di Ponza.

In questa foto di ieri 8 aprile 2026, inviata da mio fratello Peppino, ne vediamo ancora un pò in lontananza, ma soprattutto osserviamo la quiete di questo periodo



mercoledì 8 aprile 2026

Salvatore D'Arco una vita spezzata durante la Seconda Guerra Mondiale

 Sfogliando l'album di foto di famiglia mi sono sempre chiesta chi fosse il ragazzo accanto a mio padre Ciro in divisa della Regia Marina. 

Pensavo fosse un militare incontrato  da mio padre durante il servizio militare invece era ponzese,  Salvatore D'Arco. In quelle foto sono belli, sorridenti, nel fiore della vita, purtroppo  dopo pochi mesi il ragazzo morì disperso in mare. 

Poco tempo fa mi ha scritto, sulla pagina FB di Frammenti di Ponza, Marisa Cavaiuolo raccontandomi che suo zio Salvatore D'Arco, fratello di sua madre Immacolata,  era molto amico di mio padre Ciro e che purtroppo era scomparso in mare con l'affondamento del sommergibile Jantina  il 5 luglio 1941. 

Ho cominciato a fare delle ricerche perchè credo sia giusto ricordare questa giovane vita spezzata. 

Salvatore D'Arco era nato a Ponza il 29 marzo 1920 ed era imbarcato sul sommergibile Jantina come marò e risulta disperso nel Mediterraneo. 

Il sommergibile  aveva subito danni durante l'ultima missione al largo dell'Egitto e si decise di farlo rientrare in Italia per le riparazioni ma non poteva immergersi quindi durante la navigazione era facile che il nemico lo intercettasse. Alle prime luci dell'alba del 5 luglio 1941 partì alla volta dell'Italia purtroppo nello stesso giorno venne attaccato e silurato dal sommergibile inglese HMS TORBAY. 

Purtroppo non ci fu scampo e dei 48 membri dell'equipaggio si salvarono solo in sei. 

A bordo c'era anche un altro ponzese Attilio Feola nato a Ponza il 20 febbraio 1919 anche lui marò, disperso in mare. 

La madre di Salvatore, Silveria D'Arco, disperata per la morte del figlio sopravvisse per pochi anni, era troppo grande il dolore. 

Ma anche la burocrazia ci mise del suo perchè all'inizio era dati per dispersi e dopo molto tempo furono dichiarati deceduti. 

Il relitto del sommergibile Jantina, affondato durante la seconda guerra mondiale, è stato ritrovato da subacquei greci nel novembre del 2021, ottant'anni dopo. Giace a sud dell'isola greca delle Cicladi, Mikonos, nel Mar Egeo, 

E' importante ricordare.



A sinistra della foto Salvatore D'Arco e mio padre Ciro Iacono. Nel retro Messina 1 / 1 / 1941. Dopo pochi mesi Salvatore morì disperso in mare


A sinistra Salvatore D'Arco e Ciro Iacono, mio padre, belli e sorridenti

 
Da sinistra Ciro Iacono e poi Salvatore D'Arco

(Dall'album di famiglia)


Salvatore D'Arco (Per gentile concessione di Marisa Cavaiuolo, la nipote)


Il sommergibile Jantina


Il relitto del sommergibile Jantina ritrovato nel novembre 2021, ottant'anni dopo
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