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venerdì 3 giugno 2022

La pioggia delle rose rosse

 A Roma, il giorno di Pentecoste c'è la pioggia delle rose rosse.

Dall'ampia apertura circolare della cupola, l'oculus centrale, i vigili del fuoco lasciano cadere, all'interno del Pantheon, migliaia di petali di rose rosse.
E' un antico rito religioso che risale al Medioevo, simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, sotto forma di fiammelle rappresentate dai petali.
Questa cosa mi ha fatto ritornare in mente che anche nella nostra chiesa di Ponza, perlomeno ai tempi di Monsignor Dies, il giorno di Pentecoste si lanciavano i petali di rose all'inizio della messa.
Io ho questo ricordo, chissà se questo avviene ancora, non lo so...


La pioggia di rose rosse al Pantheon


I petali lentamente cadono come una pioggia


L'interno della chiesa dell'isola di Ponza

venerdì 7 giugno 2019

La pioggia delle rose rosse

A Roma, il giorno di Pentecoste c'è la pioggia delle rose rosse.
Dall'ampia apertura circolare della cupola, l'oculus centrale, i vigili del fuoco lasciano cadere, all'interno del Pantheon, migliaia di petali di rose rosse.
E' un antico rito religioso che risale al Medio Evo, simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, sotto forma di fiammelle rappresentate dai petali.
Questa cosa mi ha fatto ritornare in mente che anche nella nostra chiesa di Ponza, perlomeno ai tempi di Monsignor Dies, il giorno di Pentecoste si lanciavano i petali di rose all'inizio della messa.
Io ho questo ricordo...chissà se questo avviene ancora...non lo so...



La pioggia di rose rosse al Pantheon



I petali lentamente cadono dalla cupola come una pioggia



La chiesa dell'isola di Ponza

lunedì 27 agosto 2018

A tofe

Nella puntata di Linea blu dedicata a Marettimo, isola delle Egadi, si è descritto il tritone, un gasteropode dalla grossa conchiglia a forma di spirale che vive nel mar Mediterraneo.
A Ponza viene chiamata tofe ed è commestibile.
Viene lessata, tagliata a fettine poi condita con olio, aglio e prezzemolo.
Una volta la simpatica Candidina, quella del calamaro mbuttunato, nota per la sua fame leggendaria, ne mangiò una intera ma, ahimè, dopo si sentì male.
A tofe veniva usata, fin dal Neolitico, come strumento di segnalazione, tipo una tromba, soffiandoci dentro emette un suono fortissimo.
Sulle bancarelle dei bambini ponzesi forse si riesce a trovare ancora qualche esemplare di questa splendida conchiglia.
A Roma c'è la fontana del Tritone, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, nella quale il dio reclina la testa nel soffiare in una grossa conchiglia da cui esce uno zampillo d'acqua.
Appunto un tritone o tofe come la chiamiamo a Ponza...



La conchiglia del tritone che a Ponza viene chiamata tofe



A tofe nel mare



La fontana del Tritone a Roma

(Immagini reperite in rete)

venerdì 6 aprile 2018

Sulle tracce della storia

Il giorno di Pasqua ho visitato il Museo Archeologico Lavinium di Pratica di Mare nel comune di Pomezia, a due passi da Roma e devo dire che è un vero gioiello.
La progettazione degli spazi museali si avvale dei linguaggi delle nuove tecnologie che offrono una suggestiva e poetica narrazione.
Tutto gira intorno al mito di Enea...
Si racconta della città di Lavinium, fondata da Enea, che scappato da Troia in fiamme e, dopo aver peregrinato per il Mediterraneo, sbarca sul Litorale Laziale, alla foce del fiume Numico.
Già all'ingresso del Museo con la lettura di brani dell'Eneide il visitatore si immerge in armonie, melodie e suoni,
Il Museo, istituito nel 2005, ospita reperti databili tra il X secolo a.C. e l'età romana provenienti da Lavinium.
Nelle statue votive, nei monili e nei corredi funerari è racchiusa la memoria femminile. Questo fa pensare che nell'età arcaica la donna fosse non solo importante ma anche influente.
Una visita guidata molto interessante anche al Santuario dei Tredici Altari e all'Heroon di Enea.
C'era tanta belle gente con sete di conoscenza, di cultura.
Magari nella mia isola, Ponza, si riuscisse a fare una cosa così...eppure abbiamo tanto...



La statua di Minerva Tritonia  è alta 192 cm.
Nell'Eneide Virgilio, la definisce "Vergine Tritonia, potente signora della guerra"



Le statue di terracotta, V -III sec. a. C.




Statua votiva del V sec. a.C.



Nelle tombe funerarie femminili sono stati trovati corredi da tessitrici



Una collana d'ambra facente parte di un corredo funerario



Corredo funerario



Modellino di una delle navi di Enea
...il viaggio per mare di Enea, il suo percorso prima di giungere sul Litorale Laziale...sembra di sentire il ritmo dei rematori...le onde del mare...il verso dei gabbiani



Gli ex voto anatomici, terracotta IV-III sec. a.C.

Poi poco lontano dal museo ancora si parla di Enea...del Mito



L'Heroon di Enea, ritenuta la sua tomba, tumulo sepolcrale datato VII sec. a.C.

Ci racconta Dionisio di Alicarnasso:
"I Laurenti gli dedicarono un Heroon con questa iscrizione: al dio padre indigens che anima la corrente del fiume Numico. A Lavinium c'è un tumulo, non molto grande, circondato da alberi ben allineati e degni di esser visti."




Santuario dei Tredici Altari luogo sacro, contesto arcaico monumentale



Chiesa Santa Maria delle Vigne detta La Madonnella del V secolo costruita sui resti di una villa imperiale quando il Santuario  dei Tredici Altari era sepolto da più di cinquecento anni.

Nota:
L'Heroon è un santuario monumentale eretto per un eroe

lunedì 5 giugno 2017

Le foto di Ponza scattate da Italo Insolera

Nel museo di Roma in Trastevere c'è una mostra Le città in bianco e nero di Italo Insolera in cui oltre alla foto di Ponza che ho già pubblicato ce ne sono altre.
Italo Insolera è stato urbanista, storico, autore di "Roma moderna" e fotografo prima per lavoro poi per passione.
Le foto di Ponza sono state scattate durante la festa della Madonna della Civita sugli Scotti e sono del 1974. Ci sono molti volti ponzesi...
Il 7 giugno ci sarà la presentazione del libro "Italo Insolera fotografo".
Vediamo le foto di Ponza...



In primo piano Silverio u matto...così veniva chiamato...era soltanto una persona sfortunata



Il quadro della Madonna in processione


La processione



Volti ponzesi



Altri volti



Il bambino credo sia Giovanni Pacifico



Il quadro della Madonna e i carabinieri...il primo sembra Manfredini, l'altro Raffaele Raimo



La copertina del libro di Italo Insolera

venerdì 2 giugno 2017

La pioggia delle rose rosse

A Roma, il giorno di Pentecoste c'è la pioggia delle rose rosse.
Dall'ampia apertura circolare della cupola, l'oculus centrale, i vigili del fuoco lasciano cadere, all'interno del Pantheon, migliaia di petali di rose rosse.
E' un antico rito religioso che risale al Medio Evo, simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, sotto forma di fiammelle rappresentate dai petali.
Questa cosa mi ha fatto ritornare in mente che anche nella nostra chiesa di Ponza, perlomeno ai tempi di Monsignor Dies, il giorno di Pentecoste si lanciavano i petali di rose all'inizio della messa.
Io ho questo ricordo...chissà se questo avviene ancora...non lo so...



La pioggia di rose rosse al Pantheon



I petali cadono lentamente...



L'interno della chiesa di Ponza

giovedì 11 febbraio 2016

Il Mitreo di Ponza

Il Mitreo è un tempio dedicato al culto orientale di Mitra e pare che a Roma oltre a quello di Caracalla, riaperto qualche anno fa dopo un lungo periodo di restauro, ne siano stati scoperti una trentina.
Questi templi erano scavati sotto terra oppure ricavanti all'interno di grotte.
Anche Ponza ha il Mitreo che purtroppo non è visitabile e pare risulti molto rovinato.
E' situato in salita degli Scarpellini, nelle fondamenta dell'antico Palazzo Tagliamonte, in piazza Gaetano Vitiello, sulla Punta Bianca, inglobato in un negozio di nautica.
Viene descritto così dal Tricoli:
"TEMPIO DI MITRA- Nel cennato Palazzo vi è questo speco lungo palmi 50, e 32 largo, avendo nei  lati delle celle a fabbriche reticolate, nel mezzo un corridojo  largo palmi 8, colla porta a levante ed in fondo la nicchia con vari residui di bassi-rilievi e figure mutilate sulle pareti, non che gli avanzi dell'ara. Nella parte sinistra si veggono tre teste di cavalli ed altrettante di cavalieri, e al di sotto un uomo ignudo. Sulla volta, anche a basso rilievo col diametro di palmi sei, vi sono 12 segni dello zodiaco situati in forma circolare per indicare la grandezza del mondo, avendo nel centro un serpente di palmi cinque ripiegato col gobbo ad oriente, che, a seconda della teologia dei Fenici, denotava il demone felice, buono, e conservatore della natura vivente, per la sua lunga vita, e per l'annuale rinnovazione. Al dire di Plutarco e di Stazio, quivi si esercitavano i misteri di Mitra, mantenuti fino al quarto secolo."
Ma non solo il Tricoli racconta del Mitreo.
Il Dies sicuramente lo ha visitato  perchè ne fa un'accurata descrizione in Ponza perla di Roma.
L'archeologo olandese,Vermaseren lo ha visitato nel 1969 e lo descrive così:
"Nei pressi del secondo porto (Ponza, all'epoca, aveva tre porti: Venere, Circe e Diva) fu scoperto un Mitreo circa un secolo fa. Esso è rimasto pressochè sconosciuto e trascurato.
E' situato sotto palazzo Tagliamonte alla salita Scalpellini e vi si poteva entrare attraverso il fabbricato che lo ospitava lo studio fotografico di Biagio D'Arco.
L'entrata originale allo speleo è ora parzialmente ostruita dalle fondamenta del palazzo...Comunque il tempio mitraico dell'isola di Ponza è degno di attenzione per la decorazione della volta antistante la nicchia. Qui è rappresentato anche in stucco, ma ad alto livello artistico, uno zodiaco che desta interesse non solo tra gli specialisti dell'arte mitraica ma anche tra i vari studiosi dell'importante scienza dell'astronomia e della sua spesso tanto disprezzata ma influente sorella astrologica."
Pare, secondo Vermaseren, che ci fosse un'entrata laterale, chiusa da una porta di legno, sulla scalinata che porta sugli Scarpellini, scendendo otto gradini c'è un pianerottolo e dopo altri due ci si ritrova nel tempio. Forse Vermaseren è entrato proprio da qui.
Qualche anno fa, a proposito di Mitreo, Silverio Lamonica ha pubblicato un bellissimo libro, Il culto di Mitra a Ponza, che ritengo molto interessante.
Ecco un altro dei tesori che l'isola di Ponza possiede ma non fruibile!!!


Il Dies lo ha visitato sicuramente e scrive: "...possiamo scendervi per una comoda scala esterna al palazzo..."
Salita degli Scarpellini
(Foto estate 2015)

Piazza Gaetano Vitiello di sera (sulla destra il palazzo nelle cui fondamenta c'è il Mitreo)
(Foto di Rossano Di Loreto)



Schema planimetrico del Mitreo


La nicchia del Mitreo


Schema dello Zodiaco
Al centro l'Orsa maggiore e l'Orsa minore, poi il serpente, i segni zodiacali ed infine le divinità dei venti: Borea e Nato



Particolari della volta: le due Orse, il serpente e qualche segno zodiacale



Si riconoscono i segni zodiacali dei Gemelli e quello del Cancro



Altri particolari, altri segni zodiacali

Immagini tratte dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi"

I link del Mitreo di Caracalla a Roma:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/arte_e_cultura/12_ottobre_29/dio-mitra-terzo-paradiso-2112470965964.shtml
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/10/28/foto/mitreo_caracalla-45455828/1/

sabato 21 giugno 2014

La pioggia delle rose rosse

Qualche giorno fa leggevo che al Pantheon, a Roma, il giorno di Pentecoste c'è la pioggia delle rose rosse.
Dall'ampia apertura circolare della cupola, i vigili del fuoco lasciano cadere, all'interno del Pantheon, migliaia di petali di rose rosse.
E' un antico rito religioso che risale al Medio Evo, simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, sotto forma di fiammelle rappresentate dai petali.
Questa cosa mi ha fatto ritornare in mente che anche nella nostra chiesa di Ponza, perlomeno ai tempi di Monsignor Dies, il giorno di Pentecoste si lanciavano i petali di rose all'inizio della messa.
Io ho questo ricordo......chissà se questo avviene ancora....non lo so....


La pioggia di rose rosse al Pantheon



I petali cadono lentamente.......



La chiesa di Ponza

giovedì 2 maggio 2013

Le edicole votive

A Ponza, di edicole votive, ce ne sono tantissime...alcune sono antiche altre più recenti....ne ho scritto già in qualche altro post....
L'edicola votiva è una struttura architettonica di piccole dimensioni, una nicchia, spesso, incastonata nel muro esterno di una casa che custodisce un'immagine sacra, la statua della Madonna o di un Santo.
Queste piccole costruzioni nascono per opera di privati...spesso per adempiere ad un voto.
Con la loro piccola luce erano un punto di riferimento nel buio della notte, rischiaravano il cammino, davano coraggio a chi percorreva quel tratto di strada quando ancora non c'era l'illuminazione pubblica.
Fanno parte di un patrimonio storico-culturale spesso dimenticato e poco valorizzato.
Le prime edicole votive, pare, siano state fatte costruire a Roma, sul Campidoglio, dal Re Tarquino ed erano dedicate a Giove, a Giunone ed a Minerva.
Spesso capita di vedere gli abitanti di un quartiere che pregano davanti ad un'edicola votiva....
A Ponza, il 16 luglio, sulla Parata, ci si riunisce per pregare la Madonna del Carmine davanti all'edicola votiva che custodisce l'immagine.
Ed ora un pò di foto di edicole votive che sono in giro per Ponza...


Questa edicola votiva è situata al porto borbonico ed è dedicata alla Madonna delle Grazie


Questa invece è dedicata a San Silverio, Santo patrono dell'isola, si trova incastonata nel muro esterno di una casa sugli Scotti


Questa invece è della Madonna di Pompei, è antica, e si trova in Via Corridoio, vicino al Portone di Pascarella


Questa si trova davanti ad una palazzina andando sugli Scotti ed è l'Immacolata


Questa è dedicata alla Madonna del Carmine e si trova nelle scale del Giudicato dove abitava mia nonna Olimpia


Questa è invece più moderna è dedicata a San Silverio e si trova sopra Giancos

lunedì 28 novembre 2011

Mamozio

In questi giorni, oltre alle cose negative, apprendiamo la notizia della scoperta di un Augusto “togato” proprio a Ponza.
Pare che, attraverso delle fotografie, la soprintendente Marisa De Spagnolis lo abbia individuato nella statua di Mamozio che è ubicata nella stradina sopra Giancos.
Quella statua sta lì da tanto tempo…possibile che nessuno si sia accorto dell’importanza che poteva avere…..
Eppure è citata già in alcuni libri da autori di tutto rispetto come Giovanni Maria De Rossi.
Nel suo libro “Ponza, Palmarola, Zannone” così la descrive:
“In una via (via di Sant’Antonio) parallela alla strada litoranea, si conserva, murata  su di un moderno piedistallo, una statua marmorea funeraria, acefala e priva di basamento, nota , dalla tradizione locale, con il nome di Mamozio.
Sia la testa che la mano sinistra, a giudicare dagli incassi ancora visibili, dovevano essere lavorate a parte e successivamente applicate alla statua.
Accanto alla gamba sinistra si conserva parzialmente coperta dalle pieghe del panneggio, una capsa cilindrica (il tipico cofanetto nel quale si conservavano i rotoli di pergamena, detti volumina, usati come libri)
È probabilmente questa la statua scoperta nel 1772 e privata dalla testa, come ricorda il Tricoli, nel1809, per un atto di vandalismo da parte di un soldato borbonico, quando la statua faceva bella mostra di se nella piazzetta antistante il Comune.”
La possiamo vedere anche in un’incisione del Mattei del 1847.
Tra qualche giorno la soprintendente si recherà a Ponza per esaminare la statua e sapremo se è veramente un Augusto “togato”….e se così fosse speriamo che, una volta restaurato, possa dare il via all’agognato Museo Comunale di Ponza che tutti aspettiamo da tanto tempo…..

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