domenica 31 maggio 2026

Buon compleanno zia Titina!!!

  Una persona molto cara alla mia famiglia. Titina (diminutivo di Concetta) Conte era cugina di mia madre, i loro padri erano fratelli. È sempre stata partecipe alle gioie e ai dolori della nostra famiglia. 

Era la zia di tutti. 

Il primo giugno avrebbe festeggiato un compleanno importante, cento anni. 

Buon compleanno ovunque tu sia!!!


Titina Conte, 01 / 06 / 1926  -  05 / 08 / 2018

giovedì 28 maggio 2026

Un antico modo di dire ponzese

 Attàcche u ciucce addo dice u padròne

(lega l'asino dove dice il padrone)

Questo modo di dire lo ripeteva spesso la mia mamma Elvira, mi sembra ancora di sentirla.


L'asina Ortensia di Emilio e Tulica  ( Ristorante Monte Guardia) all'isola di Ponza

martedì 26 maggio 2026

Orazione per il figlio in guerra

 "Nel 1947 la guerra era finita ma del figlio Vittorio Onorato, Civita Piro non aveva saputo più nulla. Era imbarcato su una nave " da battaglia" come si indicava allora e risultava ufficialmente disperso.

Il nipote Aldo aveva 11 anni e ricorda quegli eventi drammatici. La nonna chiamò Marietta a gaetana per fare un'orazione che potesse dare qualche notizia.

Quella sera Aldo fu mandato a dormire prima del solito ma lui, incuriosito, origliava per capire cosa stesse succedendo. La nonna e altre due donne anziane, vestite di nero, come era in uso a quei tempi,  sedute al balcone della loro casa sul corso aspettavano che la piazza si svuotasse e si spegnessero i lampioni. Poi, il ragazzo, dominato dalla stanchezza, si immerse nel sonno accompagnato dalle preghiere delle donne; era iniziata l'orazione. 

Dopo qualche ora Aldo fu svegliato dalla voce della nonna che aveva esclamato: " Alduccio ha steso le cosce. Mio figlio è morto!"

Aldo Onorato, oggi anziano, mi ha raccontato che del suo modo di dormire,  sempre in posizione fetale, quella sera per la prima volta, rigirandosi nel letto si era disteso, posizione che neanche la nonna aveva mai visto e che interpretò come segnale nefasto.

Il giorno dopo dalla Capitaneria arrivò la brutta notizia del ritrovamento del figlio di Civita, e zio di Aldo, ormai senza vita."

(Racconto tratto dal libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita")

Durante la guerra molte madri a Ponza per avere notizie dei propri figli lontani a combattere ricorrevano alle orazioni. La persona che aveva questo dono, in questo caso Marietta a gaetana,  recitava preghiere e interpretava segni della natura circostante nel buio della notte.



Sulla Banchina abitava Marietta a gaetana




Sedute al balcone sul Corso fecero l'orazione


domenica 24 maggio 2026

Un'esplosione di ginestre all'isola di Ponza

 In primavera all'isola di Ponza nei campi c'è una vera esplosione di ginestre. Il loro profumo è inconfondibile, è unico.






 
Isola di Ponza, ginestre in fiore (Foto di Annalisa Sogliuzzo)





Isola di Ponza,  ginestre in fiore (Foto di Rossano Di Loreto)

venerdì 22 maggio 2026

"A varca furastera"

Povero Minicuccio!  Tornando a Ponza dopo tre anni di assenza seppi che, in tutto quel periodo, fra le tante persone che conoscevo era morto anche lui. Trascurato e malandato da sempre era più invecchiato che vecchio. Da tempo per me immemorabile si era autocondannato ad una vita oggi inconcepibile. Aveva una menomazione alla mandibola che gli aveva storto la bocca e forse per questo si era sempre più rinchiuso come in un ghetto umano. Non l'ho mai visto ad una festa, mai in un bar o in una cantina, nè intrattenersi con gli altri a conversare. Si alzava sempre col buio e raccoglieva i pochi ortaggi del suo orticello al "Pizzicato"  per portarli al negozietto che aveva sul corso in tempo per essere poi sulla banchina ad aspettare i primi pescatori che tornavano e acquistare le poche ceste di pesce da rivendere al dettaglio. Nel suo negozietto vendeva ortaggi, frutta, generi alimentari e tante altre cosette tra le più eterogenee fra loro. A poca distanza dalle ceste della frutta spesso prendevano posto le ceste del pesce. 

Talvolta capitava che dopo aver venduto rotunni ad una signora passava con naturalezza a servire la frutta ad un'altra: bastava uno straccio appeso a mezza strada tra frutta e pesce a metterlo d'accordo con la propria coscienza. Ma non si poteva parlare di coscienza a proposito di Minicuccio  perchè, per l'abitudine a non concedersi mai un vero turno di riposo notturno, perdeva col sonno i contorni delle cose intorno a sè.

La visione o senso delle cose diventava grossa e annebbiata e frutta e pesce si raffiguravano in lui uniti nella grande famiglia dei commestibili.

Trascurato, malandato e "casual" come era aveva limpide due cose: la precisione nel calcolo e il timbro argentino della voce.

Era analfabeta, ma spaccava il centesimo riempiendo con colonne di zeri la carta pane che gli serviva per gli involti. E non sbagliava mai!

La voce, poi, la usava per avvisare la popolazione sul film che era in cartellone; sull'arrivo del medico specialista; sulla partita tra ponzesi e Italiani. Era il banditore ufficiale. Non passava settimana che non si sentisse echeggiare nelle strade e nelle "cavate" la voce forte e inconfondibile di Minicuccio. 

Un bando è rimasto indimenticabile: " uhè...è...è...è arrivàt 'a varca furastè...è...ra". "A varca furastera" arrivava sempre in luglio carica di frutta estiva che veniva venduta da sfamapopolo. A Ponza c'erano solo fichi, fichidindia e uva, ma maturavano in agosto. Le ciliege, le nespole, le prugne, le pesche, le albicocche e i cocomeri si importavano dal continente. I cocomeri andavano a buon mercato perchè Barbaresca e 'u Rumano oppure Gesuero Di Scala andavano a caicare gozzi con la "tomba"  sulle vicine spiagge pontine. Il resto i fruttivendoli ponzesi lo importavano dalla fertile terra campana ed erano tutti oriundi  di quel mondo ortofrutticolo che va da Mondragone all'isola di Ischia. C'era il trasporto e sempre una ulteriore mano commerciale da far pagare ai clienti, ma in compenso portavano frutta e ortaggi molto buoni. Tatillo napoletanissimo era il più fantasioso e orgoglioso della bontà della propria merce. Per una decina di anni ci fu Totonno 'u fruttaiuòlo, anche egli Napoletano. C'era pure Totonno 'u Furiano che dalla sua Forio d'Ischia trasportava con proprio grazioso gozzone le specialità dell'isola verde. Però in un'isola sulla quale si lavorava soprattutto per la pancia la frutta rappresentava nelle stagioni di abbondanza non quel qualcosa che compare a tavola quando già l'appetito è sistemato, ma, specie per i ragazzi, l'indispensabile completamento di pietanze scarse.

Così quella varca furastera annunciata dalla squillante voce di Minicuccio suonava per noi ragazzi come un segnale di arrembaggio. Tutti alla banchina dove la barca forestiera si affiancava mentre a terra una folla di mamme si preparava a riempire borsoni di frutta destinata a sfamare la famiglia per alcuni giorni. E noi per non intaccare troppo presto le riserva di casa cominciavamo col fare sulla barca forestiera la nostra prima abbuffata. Era semplice: aiutavamo quel poveraccio del padrone  a disimpegnare la folla. Per ogni chilo di pesche o albicocche che mettevamo nelle borse c'era sempre quella che finiva in bocca o in mare. Era estate e di tanto in tanto qualcuno di noi rischiava un malanno se si tuffava in acqua per recuperare quella ventina di pesche cadutevi non proprio casualmente. Forse per questo la nostra generazione di  "saraghi di porto" si è collaudata a tuffarsi anche a stomaco pieno. 

A varca furastera, eh?  Quando mi riecheggia dentro questa voce ormai antica, l'immagine di quel piccolo motoveliero, mi torna confusa con quella di Minicuccio. Il tutto mi appare immenso in una aureola di albicocche e pesche profumate e in essa anche il non proprio bello Minicuccio diventa un angelo."

Nota:

cavàte = le piccole valli incavate come anfiteatri naturali

'varca furastera = il piccolo motoveliero

Gesuèro =  storpiamento dialettante di Giosuè

fruttaiuolo = fruttivendolo


(Testo di Giuseppe De Luca, tratto da "VIVERE PONZA" ,  1985)


Isola di Ponza anni '60


Minicuccio con la moglie Speranza


In questa parte del Corso ,dopo il locale con l'insegna Generi Alimentari, Gennaro i Tatillo aveva il negozio di frutta (Archivio Fotografico di Giovanni Pacifico)


martedì 19 maggio 2026

San Silverio a Formia

 Nella città di Formia c'è una nutrita comunità di ponzesi che si è trasferita da Ponza da parecchi anni. Ovviamente non poteva mancare San Silverio la cui statua è nella chiesa di Santa Teresa a Formia. 

Il 20 maggio, a distanza di un mese dalla grande festa del 20 giugno, sarà celebrata una messa per il nostro Santo Protettore anche a Formia. 

Dove c'è un ponzese c'è San Silverio.


La statua di San Silverio nella chiesa di Santa Teresa a Formia (Foto di Fausto Forcina)

domenica 17 maggio 2026

Primavera del 1959

 Monsignor Luigi Dies, parroco di Ponza, dona al comandante Mieli una statuetta di San Silverio da mettere sulla motonave "Isola di Ponza" impiegata per il collegamento con il continente. 

Primavera del 1959.

Nella foto a sinistra, in lontananza, si intravede mio padre Ciro

(Notizie e foto tratte dal libro di Ernesto Prudente "PONZA Il tempo della storia e quello del silenzio")



Motonave "Isola di Ponza" (Archivio fotografico di Mariano Picicco)




giovedì 14 maggio 2026

Mostra ad Amburgo dedicata a Claus Wallner

 In occasione della nascita del pittore Claus Wallner, tedesco ma ponzese di adozione, ad Amburgo in Germania ci sarà una mostra a lui dedicata. A Ponza abitava nella casa sullo scoglio della Ravia e quest'anno avrebbe compiuto cento anni.

Nella mostra ci sarà anche un pò di Ponza.

Di Claus Wallner con le foto di alcuni suoi dipinti ne ho già scritto in un post nel 2020

https://frammentidiponza.blogspot.com/2020/11/u-tedesche-da-ravia.html


Claus Wallner all'isola di Ponza sulla Ravia



La locandina della mostra inviata da Florentine Wallner, la figlia

mercoledì 13 maggio 2026

Buon compleanno mamma!!!

 Per la mia mamma Elvira sarebbe stato un compleanno veramente importante, avrebbe compiuto cento anni.

 Buon compleanno mamma, ovunque tu sia!!!

Il ricordo non muore mai...

Elvira Conte Iacono, la mia mamma  (14 / 05/ 1926 - 10 / 11 / 2022 )

(Foto scattata da mia figlia, Marianna Licari, il 31 luglio 2017) 



lunedì 11 maggio 2026

Omaggio a Palmarola

 Questo scritto è un omaggio a Palmarola, isola sospesa tra mare e cielo, dove la natura si intreccia con la fede e il ricordo.

Attraverso descrizioni vivide e una voce personale, si racconta l'esperienza di una salita rituale al Faraglione di San Silverio - tra fondali cristallini, saraghi antichi e cieli trapunti di stelle. 

Un cammino rinnovato ogni anno, memoria viva di un legame profondo. 

Una rotta interiore che s'eleva, silenziosa e fedele.

DIARIO DI BORDO - Palmarola, faraglione di San Silverio.

E' un luogo magico delle isole Pontine, sopra e sotto.

Quel ritaglio in cui si specchia è singolare. Le acque azzurre e cristalline permettono di contare i massi sul fondo, mentre onnipresenti occhiate sembrano volare sotto la barca. Ma è più profondo il vero incantesimo.

Fin dalla notte dei tempi, dimora qui  una colonia di saraghi XXL , da generazioni. Si osserva  questa ridda di bei pesci  apparentemente errabondi  che, con indole superba, carosellano a poche spanne  da un fondale di dieci metri.  Sicuri di sè, astuti,  quasi invincibili: anche il subacqueo più avvezzo, in una tenzone di contrapposti istinti, avrà successo solo con una buona dose di fortuna. 

Il substrato è una franata millenaria, , saldata e compattata, che presenta crepacci, caverne e pozzi d'ingresso ridotto, simili a vulcani di fumarole. Questi sfociano in un dedalo di catacombe inviolabili. Sicuri del loro fortino sotterraneo,  i pinnuti  vi risiedono stabilmente, beffandosi del pescatore più ostinato. 

A pochi metri s'erge il Faraglione, collegato all'isola da un sottile istmo. 

Vi si accede dal mare, risalendo gli scogli ai suoi piedi immersi.  Una scalinata malmessa conduce a una piccola area  con un altare in pietra,  dove,  durante le celebrazioni del Santo nel mese di giugno,  il parroco di Ponza  benedice tutte le imbarcazioni che, piamente, vi si recano. 

La salita continua,  poco segnata  dai continui pellegrinaggi  di umani e capre.  E' erta, petrosa, tra gli arbusti indigeni e qualche sorpresa: lacerti  endemici che sfrecciano  tra le rocce. 

Non senza fatica si arriva in cima, dove, sul picco , si trova l'edicola con la statua del Santo,  alcuni ex voto, elemosine e un quaderno  dove lasciare  memoria della visita: una preghiera , una promessa. 

Dall'alto, il panorama è doppio. 

Verso nord,  la costa regala la vista della marina - cala storica di vita vissuta  coi locali - , i due scogli  delle Galere e, oltre, i due isolotti dei Piatti. 

Verso sud,  si apre come un palcoscenico  tutta la piana del Viaggio , poi lo scoglio Pallante, sino al Faraglione di Mezzogiorno. 

E in alto, di notte, il cielo. 

Le stelle ci appaiono  così vicine che sembra  di toccarle: Mizar, Vega,  Shedir, Altair,  Deneb, Arcturus,  Rigel,  Sirio...

Compagne silenziose del marinaio, lo accompagnano in pensieri e poesie. 

Per questa salita erta,  con i dardi fiammeggianti  del sole, scalzo su queste pietre arroventate, a te devoto, arrivo  San Silverio, e lascio una preghiera per quei conoscenti, quegli amici, quei parenti troppo presto  a te involati. Amen.


Questo piccolo monte  lo arrampichiamo ogni anno, quando siamo ospiti di Palmarola.  A piedi nudi, per scelta e per omaggio.  Compito non facile nelle ore centrali, ma  - per aspera ed astra - così decidemmo  fin dalla prima esperienza giovanile , quando i bisnonni degli attuali saraghi erano più distratti all'arpione. 

Sulla rotta del cuore, verso l'alto. 


(Questo omaggio all'isola di Palmarola è stato scritto da  Andrea Valenti (Andrew D Val su FB) che ne ha concesso, gentilmente, la pubblicazione)





Isola di Palmarola, foto di Rossano Di Loreto


sabato 9 maggio 2026

La festa della mamma

  Madre

La parola più bella

sulle labbra del genere umano è "Madre", 

e la più bella invocazione è "Madre mia".

E' la fonte dell'amore, della misericordia, 

della comprensione, del perdono.

Ogni cosa in natura parla della madre.

La stella Sole è madre della terra

e le dà il suo nutrimento di calore; 

non lascia mai l'universo nella sera

finchè non abbia coricato la terra

al suolo del mare e al canto melodioso

di uccelli e acque correnti.

E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.

Li produce, li alleva e li svezza.

Alberi e fiori diventano

madri tenere dei loro grandi frutti e semi.

La parola "madre"  è nascosta nel cuore

e sale alle labbra

nei momenti di dolore e felicità, 

come il profumo sale dal cuore della rosa 

e si mescola

all'aria chiara  e nell'aria nuvolosa.

Khalil Gibran


Buona festa della mamma!!!


In queste foto, tratte dall'album di famiglia, siamo io, la piccolina, mio fratello Peppino, mia sorella Olimpia e la mia mamma Elvira. Le gemelle ancora non erano nate.

Isola di Ponza la Banchina Nuova e siamo alla fine degli anni '50






venerdì 8 maggio 2026

Il salvadanaio di San Silverio

 Nel museo del Porto di Ingeniero White, a pochi chilometri da Bahia Blanca, in Argentina,  c'è un salvadanaio colorato che era sulla barca Nueva Lucia. 

Prima di dividere i soldi guadagnati a fine mese, i pescatori mettevano lì dentro i soldi per la festa del Santo.  Tutte le famiglie , come i Vitiello, i Conte, i Califano, lavoravano molto per la festa di San Silverio.

Questa foto è stata inviata da Nestor Hugo Alfieri ed è il salvadanaio che suo nonno aveva sulla barca "Ancona" nel porto di Ingeniero White in Argentina, dove raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio.


Il  salvadanaio di San Silverio

Nota:
Un tempo a Ponza nei negozi mettevano un salvadanaio dove si raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio. Veniva aperto per il 20 giugno e chi raccoglieva più soldi era sempre Giovanni D'Atri, fornaio, che quando a Pasqua le persone portavano a cuocere i casatielli nel suo forno lui chiedeva i soldi per il salvadanaio. 
Nella foto il nipote Giovanni D'Atri con il salvadanaio del nonno con l'immagine di San Silverio



mercoledì 6 maggio 2026

Amici al Fieno

 Isola di Ponza, maggio 1945, amici al Fieno per una battuta di caccia alle quaglie in attesa del pranzo. 

Vittorio Scotti, Giustino Mazzella, Giovanni Ronca, Vincenzo Mattera, Aristide Baglio, Luigi Scarpati, Salvatore Mazzella, Gaspare Parisi, Antonio Guarino, Pasquale Ronca.

(Dal libro di Ernesto Prudente "PONZA il tempo della storia e quello del silenzio")



lunedì 4 maggio 2026

Buon viaggio Liliana!!!

 Ho appena saputo della scomparsa di Liliana Conte, un altro pezzo di storia di Ponza che se ne va. 

Una bella donna,  sempre sorridente, era cugina di mia madre Elvira. 

Era figlia di Benedetto Conte (fratello di nonno Salvatore) e Maria Grazia Migliaccio

Buon viaggio Liliana!!!



sabato 2 maggio 2026

Luna Piena dei fiori

 In questo mese di maggio 2026 avremo per due volte la Luna piena.

La Luna piena del primo  maggio si chiama dei fiori perchè viene associata alle fioriture primaverili.


Isola di Ponza, 1 maggio 2026,  la Luna piena dei fiori (Foto di Rossano Di Loreto)






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