giovedì 29 febbraio 2024

Una bella scolaresca

 In questa foto vediamo una scolaresca con delle alunne insieme alla loro maestra Lola, siamo nel 1958.

La foto è stata scattata nel cortile della scuola elementare in via V. De Luca, sulla Parata, all'isola di Ponza. Dietro si vede l'antico locale di Linda Verde diventato poi il Ristorante Bellavista oggi al suo posto c'è l'Hotel. 

La prima alunna a sinistra è mia sorella Olimpia Iacono, sempre bella...



martedì 27 febbraio 2024

Ponza con la neve

 Anche all'isola di Ponza è capitato di trovarsi con un paesaggio innevato anche se con i cambiamenti climatici in atto sarà difficile trovare le condizioni adatte.

Ecco un brano tratto da "Vivere Ponza" del 1985 che descrive una giornata in cui i ponzesi si sono svegliati con la neve...
"Neve a Ponza
Insolito e inaspettato il paesaggio dell'Isola al mattino del 10 gennaio 1985. Un manto di neve ricopriva le colline, le spiagge e le case di Ponza. Pochi centimetri bastavano a cambiarne l'aspetto, rendendolo molto simile a quello nordico.
L'eccezionalità dell'evento (che si ripropone mediamente ogni venti- trenta anni) ha fatto gioire i bambini che, marinando la scuola, improvvisavano battaglie all'ultima palla di neve. Ma un sole splendente nel giro di poche ore scioglieva il leggero manto bianco.
L'undici gennaio il vino di produzione locale era tutto prenotato.
Una vecchia tradizione isolana conferma la eccezionale bontà dello stesso in quegli anni nei quali nevica."
Ma era già accaduto nel 1962 ed anche abbastanza copiosa.
Una nevicata eccezionale ci fu il 30 gennaio 1999 e il manto nevoso che coprì Ponza creò un paesaggio incantato, da fiaba.

Queste foto sono proprio del 30 gennaio 1999
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)





domenica 25 febbraio 2024

Un proverbio ponzese

 Frevare patellare

(Febbraio patellaro)

Febbraio è il mese delle basse maree per cui è facile raccogliere le patelle dagli scogli

(Tratto dal libro di Ernesto Prudente "A Pànje - proverbi di Ponza")


Isola di Ponza, la Parata ( foto di Maurizio Musella, febbraio 2024)


Patelle attaccate agli scogli


Una patella

(Immagini reperite in rete)

sabato 24 febbraio 2024

Il ricordo non muore mai...

 Caro papà sono ormai diciotto anni che sei volato in cielo. 

Era un sabato di febbraio e nel cielo quel pomeriggio splendeva un grande arcobaleno. 

Purtroppo quella sera ci lasciasti attoniti, storditi, non poteva essere che tu non c'eri più. 

Nella foto il mio grande papà, Ciro Iacono, maestro d'ascia dell'isola di Ponza, (21 settembre 1920 / 25 febbraio 2006)



mercoledì 21 febbraio 2024

La nave olandese

 Questo racconto è tratto dal libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita". Un libro veramente interessante dove possiamo trovare la vera Ponza.

"Negli anni Quaranta, verso la fine di febbraio, un cargo olandese venne a caricare bentonite alla miniera di Le Forna.

A metà carico gli operai sospesero il lavoro perchè si giunse all'ultima domenica del mese, ricorrenza della festa di San Silverio. Il capitano della nave, per ridurre il costo dovuto al fermo nave, offrì il raddoppio della paga, ma gli operai non vollero ritornare al lavoro per non mancare ai festeggiamenti.

Con la nave ferma anche i marinai olandesi scesero ad osservare la festa che si svolgeva su al paese. Quando la processione raggiunse la Cavatella, la contrada dominante la miniera di bentonite, osservando la processione criticarono gli operai che "per seguire un pezzo di stucco avevano rinunciato al lavoro e al doppio guadagno".

Dopo queste parole blasfeme si accorsero che la loro nave stava imbarcando acqua e quando giunsero a bordo non potettero fare nulla per non farla affondare nonostante il mare fosse calmissimo.

Qualche giorno dopo giunse la gru per recuperare la nave e a lavoro finito constatarono che nonostante avesse imbarcato acqua fino ad affondare inspiegabilmente non aveva la benchè minima falla"


Nave al pontile che caricava bentonite


 Operai al lavoro in miniera


Nave al pontile della miniera
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)


San Silverio (Foto di Rossano Di Loreto)

domenica 18 febbraio 2024

San Silverio dei pescatori

 Nell'ultima domenica di febbraio all'isola di Ponza, in località Le Forna, viene festeggiato San Silverio.

In quella zona, un tempo, c'erano molti pescatori che andavano a pescare per lunghi periodi in Sardegna, in Toscana e in altre località e quindi non potevano festeggiare il loro Santo patrono, San Silverio, il 20 giugno.
Si pensò di istituire la festa di San Silverio dei pescatori, cosa che avvenne, mi pare, nel 1915, grazie a  don Francesco Sandolo, con il consenso dell'arcivescovo di Gaeta.
E fu scelta proprio l'ultima domenica di febbraio poco prima della partenza dei pescatori.
Oggi i pescatori sono diminuiti ma questa bellissima festa continua...
Bisogna fare in modo che queste belle tradizioni non si perdano.


Gran Santo protettore
Silverio venerato
il popolo adunato
a te s'inchina

San Silverio nella chiesa di Le Forna (Foto di Rossano Di Loreto, febbraio 2019)





venerdì 16 febbraio 2024

CAPO BIANCO E IL MONACO INCANTATO

 Questo racconto è tratto dal libro, pubblicato nel 1960, di Ettore Settanni "Isole del Mito PONZA VENTOTENE" :

"Una passeggiata che vi offre sorprese improvvise, da lasciarvi col cuore sospeso, è quella  che, a mezzo della nuova strada panoramica, vi porta sulla collinetta di Giancos, rallegrata da un nido di casette tutte messe di sghimbescio, a dispetto uno dell'altra. Superata la svolta di quest'ultimo abitato, è la solitudine immensa del paesaggio, che ha per sfondo un semicerchio di collinette. A destra, oltre la valletta, si inerpica sul costone il raggruppamento dei Conti, che sembra fatto di una casa messa sull'altra per arrivare su, su, fino alla Croce, a mò di presepe antico. Dal lato opposto, invece, si cammina sul costone a strapiombo di Chiaia di Luna. Lo spettacolo è selvaggio e grandioso insieme: la montagna della Guardia vi appare intera fino alle propaggini di Punta del Fieno e tutto l'arco di Chiaia di Luna dall'alto offre aspetti sorprendenti per la varietà policroma della roccia - stratificata a chiazze grige, gialle, rosse - e dei riflessi in un mare che acquista cento colori.

Ma se vi allontanate a sinistra dalla panoramica e vi inerpicate sulle collinette che si protendono sul mare, vi apparirà all'improvviso la scogliera di Capo Bianco, che presenta il più fantastico assortimento di rocce dell'isola:  come se qualcuno avesse gettato su questo specchio di acque azzurrissime una manciata di pezze colorate. Dopo un costone rossigno, sul quale si abbandona di traverso una colata di liparite cinerina, eccovi una lingua di roccia nitidissima, d'un candore abbagliante, che fende il cobalto delle acque come la prua d'una nave esile. Lontano è la sagoma soave, d'un roseo carne, dell'isola di Palmarola. Nessun altro punto dell'isola, e delle isole nostre, credo, vi offre un contrasto così avvincente. Capo Bianco è uno spettacolo che più vi immette in "medias res",  nel dialogo fra l'uomo e la natura. Qui vi accade di zufolare un'aria che può essere stata quella di Pan, su cui all'improvviso si innesta il languore d'una litania. La natura domina, non ammette interferenze al suo capriccio:  è il trionfo del vento che si precipita scivolando sui declivi in ogni direzione, ora festoso, ora inceppandosi negli anfratti, nato da zanne di infanti secolari, da antri illuvii ove da millenni infiniti le voci della terra sono trattenute da centomila ragnatele tessute dal tempo. Le nuvole nascono dal mare, quasi compissero il miracolo di dilatarlo, ascendendo al cielo. 

Sono i momenti in cui questa terra arida di Ponza vi fa traboccare il cuore di commozione per le più semplici cose: la lucertola che beve a occhi chiusi il succo della radica nata ieri o un secolo fa, il sorgere d'un fiore dall'arido connubio di pietre e acque, miracolosamente, come un arboscello dal telaio d'un grattacielo di cemento armato. Qui sentite improvvisa la perfetta gioia dell'abbandono al dominio magico della natura, quella perfezione massima che, secondo gli antichi, è concessa agli uomini.

Ma attenti, un pericolo c'è! Potrebbe ripetersi l'incantesimo di cui è rimasta eterna testimonianza proprio sulla parete di roccia a mezzogiorno di Capo Bianco. Se vi accedete per mare, i marinai vi mostreranno, non senza una venerazione timorosa nella voce, lo strano Monaco di pietra scura che sovrasta il costone e nasconde ancora sotto l'ampio cappuccio di scogli il volto chino. La somiglianza è impressionante. Si racconta che quel Monaco molto pio, allorchè andava in giro per le questue, indugiava sempre qui fuori, attardandosi nella contemplazione del paesaggio, del quale si innamorava ogni giorno di più. E non è che dire che dimenticasse il Signore, chè anzi Lo laudava sul post, per la magnificenza delle Sue creazioni. Eppure, un giorno avvenne che egli dimenticasse all'improvviso la strada per il ritorno al convento, che si trovava in paese. E non si mosse più di lassù...di giorno e di notte. Una mattina, dopo un violento uragano, lo scorsero là, ingigantito e immobile. Qualcuno cercò di tirarlo per la manica del saio, e si accorse che era diventato di pietra. E la sorpresa divenne spavento, allorchè il Priore del convento, chinandosi sotto il cappuccio per richiamarlo, scoperse che i due occhi eran rimasti vivi, ma appartenevano uno al diavolo e uno a nostro Signore! Questo il destino di chi non aveva saputo discriminare fra il bello e il divino."

Capo Bianco e Chiaia di Luna nelle foto di Rossano Di Loreto





martedì 13 febbraio 2024

Bambini sorridenti in Corso Pisacane

 In questa foto, tratta dall'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico, vediamo in primo piano dei bambini sorridenti in Corso Pisacane, all'isola di Ponza.

Dietro ci sono genitori e parenti che li seguono con lo sguardo. Credo sia stata scattata verso la metà degli anni '50.

La bambina è Giuseppina Migliaccio, grande insegnante della scuola dell'infanzia di Ponza, scomparsa, purtroppo, qualche anno fa.

E' bello ricordare...



domenica 11 febbraio 2024

I dottori

 Un tempo sull'isola di Ponza c'erano un buon numero di medici di famiglia che accorrevano in molte situazioni anche nella nascita di un bambino. Bisogna dire anche che l'isola era popolata da tante famiglie.

Ricordiamo qualche medico ponzese: il dott. Francesco Sandolo, il dott. Silverio Martinelli, il dott. Aldo Coppa, il dott. Luigi Aprea, il dott. Isidoro Feola, il dott. Biagio Vitiello...

Il dott. Martinelli è intervenuto alla mia nascita poichè la mia mamma ebbe dei problemi. 

Il dott, Aldo Coppa aveva lo studio sugli Scotti, dove è oggi villa Ersilia, ed andavo a fare le ricette per i miei nonni.

Il dott. Luigi Aprea è stato il nostro medico di famiglia fino al giorno della sua pensione sostituito dal dott. Isidoro Feola che ha lo studio in via del Comandante. 

In questa foto di Salvo Galano, tratta dal libro "L'Isola",  due medici ponzesi.  In primo piano il dott. Isidoro Feola, dietro il dott. Luigi Aprea.



venerdì 9 febbraio 2024

I nucchètte

 In questo periodo di Carnevale per tradizione si fanno le frappe, chiamate in alcune località chiacchiere, che a Ponza sono i nucchètte. 

Per la verità a Ponza non si fanno solo nel periodo di Carnevale ma anche in altre occasioni. Mia nonna Olimpia ci preparava spesso delle squisite nucchètte.

In questa foto di Annalisa Sogliuzzo vediamo i nucchètte che oggi ha preparato per ricordare sua suocera Apollonia, chiamata affettuosamente Brillantina, che non c'è più. Oggi era il suo onomastico e le offriva al vicinato. 

Brava Annalisa!!!



mercoledì 7 febbraio 2024

Delle splendide signore mascherate

 Nell'atto del mascherarsi c'è qualcosa di magico e coinvolgente, qualcosa di antico che attrae grandi e piccini.

Indossare una maschera equivale a perdere la propria identità per assumerne un'altra.
Quante volte da bambini ci siamo travestiti, quante risate, bei tempi.

In questa foto delle splendide signore ponzesi mascherate
Da destra: Ave Andreozzi, Maria Conte, Dora Amato, Maria Migliaccio, Argia Mazzella, Rosaria Zecca.
Accovacciate da destra: Dialma Mazzella, Peppina D'Atri, Luciana Migliaccio



domenica 4 febbraio 2024

Nostalgia del West Virginia

 Questo racconto è tratto dall'interessante libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita". 

Eccolo:

" Era partito da Ponza con il groppo alla gola. Lui contrariamente a tanti altri ponzesi, quando decise di emigrare non volle lanciare la pietra fuori lo scoglio Rosso, anzi in America voleva rimanere il meno possibile per tornare alla sua isola, alla sua famiglia. Così Luigi M. non si tirava mai indietro, neanche quando proposero di trasferirsi a West Virginia a tagliare alberi altissimi, i cui tronchi erano richiesti dalla costruzione della nuova ferrovia. 

Dopo intere giornate di lavoro duro si dormiva in baracche di legno; era inverno e il freddo pungente entrava fin dentro le ossa. Dall'Italia arrivarono le motrici e i vagoni per il trasporto dei tronchi fino al primo paese lontano miglia. La distanza dalla civiltà faceva ritardare anche la posta che da Ponza non arrivava da ormai due mesi. Come stavano in famiglia? La moglie a cui erano state lasciate tutte le responsabilità, dai piccoli da crescere ai "vecchi" da accudire? Mancava da Ponza da un anno e mezzo e sembrava un secolo. Tra operai, molti erano italiani e tra questi un calabrese che confessò che non serviva scrivere ai suoi familiari in Italia perchè faceva prima ad andarli a trovare; e ci andava più volte la settimana. Non con la nave ma con una pratica magica a lui conosciuta. All'incredulità dei compagni di lavoro spiegò come faceva. Quella sera, dopo il lavoro, riempì una bacinella d'acqua e la pose al centro della baracca. Alla luce fioca della lanterna spiegò che lui, valicando la bacinella con un ampio passo era come attraversare l'Atlantico e così facendo scomparve, tutti rimasero sconcertati e impauriti. Riapparve nel suo paese nelle sembianze di un uccellino e potè spostarsi e raggiungere la sua famiglia. Riapparve nella baracca dopo poco tempo e riferì che i familiari erano in buona salute. Meraviglia, incredulità, desiderio, forte desiderio di provare. Luigi aveva il terrore ma fece moltissime domande: chiunque poteva fare quel viaggio? Era pericoloso? Perchè non insegnava? Perchè non lo accompagnava fino a Ponza?

Il calabrese si rifiutò deciso, ma alle tantissime insistenze per mesi, si lasciò convincere ad andare a Ponza, però da solo. Era giunta ormai l'estate e quella sera alla luce della lanterna ripetè il rito della bacinella e così recitata la formula magica scomparve. Ritornò nella baracca raccontando che era riapparso a Ponza nelle sembianze  di formica ma non fu facile individuarla nella zona di Marecoppa. Raccontò e descrisse minuziosamente la casa con le attigue grotte, cortile e orti a Santa Maria. Era nella controra e la moglie riposava all'ombra per la calura. Come prova di quanto asseriva portò la fede della moglie che aveva sfilato dal dito mentre dormiva. Il ponzese sbalordito riconobbe la fede e, avvolta in una carta, la conservò nel portafogli. 

Luigi tornò a Ponza l'anno successivo, contento di aver guadagnato abbastanza e stanco d'essere lontano dalla sua famiglia. Chiese alla moglie come mai non portava la fede e lei dispiaciuta, disse di averla persa ma non sapeva dove; la riconobbe subito quando il marito gliela prese dal portafogli e, incredula e felice, non seppe mai come facesse ad averla lui. 

Luigi impressionato da questa esperienza non volle mai imparare l'arte magica che il calabrese, ormai diventato amico, era disposto pure ad insegnargli."


Nota:

Con il termine Marecoppa, si indica la zona alta di Santa Maria, tutto ciò perchè si ipotizza che al posto delle pezze ci fosse un'ampia insenatura marina che oggi non esiste più.


Ponzesi negli Stati Uniti in un momento di svago dopo giornate di duro lavoro, forse 1920


Alle spalle della spiaggia di Santa Maria troviamo la località Marecoppa

giovedì 1 febbraio 2024

A Cannelòre

A Cannelòre dell'inverno siamo fòre, 

ma se piove e tira vento all'inverno siamo dentro

Sarà davvero così???
Il giorno della Candelora è il 2 febbraio.

Un pò di foto di Ponza scattate da Rossano Di Loreto qualche anno fa





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