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venerdì 24 ottobre 2014

Lo stracquo....l'arte che viene dal mare

La scorsa primavera 16 artisti si sono recati a Ponza ed hanno setacciato le spiagge dell'isola alla ricerca di ciò che il mare aveva restituito per creare delle opere d'arte.
Si proprio delle opere d'arte!!!
I ponzesi da sempre raccolgono sulle spiagge oggetti stracquati dal mare......come i legni levigati dalle mareggiate.....ma quella di creare delle opere d'arte ed allestire una mostra è stata una bella idea.
Questa iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Cala delle Felci ed ha avuto un grande successo.
Le opere sono state esposte tutta l'estate nel Museo di Ponza ed ora vi resteranno in mostra permanente.
Un pò di foto....





















Le foto sono di Marianna Licari

lunedì 28 novembre 2011

Mamozio

In questi giorni, oltre alle cose negative, apprendiamo la notizia della scoperta di un Augusto “togato” proprio a Ponza.
Pare che, attraverso delle fotografie, la soprintendente Marisa De Spagnolis lo abbia individuato nella statua di Mamozio che è ubicata nella stradina sopra Giancos.
Quella statua sta lì da tanto tempo…possibile che nessuno si sia accorto dell’importanza che poteva avere…..
Eppure è citata già in alcuni libri da autori di tutto rispetto come Giovanni Maria De Rossi.
Nel suo libro “Ponza, Palmarola, Zannone” così la descrive:
“In una via (via di Sant’Antonio) parallela alla strada litoranea, si conserva, murata  su di un moderno piedistallo, una statua marmorea funeraria, acefala e priva di basamento, nota , dalla tradizione locale, con il nome di Mamozio.
Sia la testa che la mano sinistra, a giudicare dagli incassi ancora visibili, dovevano essere lavorate a parte e successivamente applicate alla statua.
Accanto alla gamba sinistra si conserva parzialmente coperta dalle pieghe del panneggio, una capsa cilindrica (il tipico cofanetto nel quale si conservavano i rotoli di pergamena, detti volumina, usati come libri)
È probabilmente questa la statua scoperta nel 1772 e privata dalla testa, come ricorda il Tricoli, nel1809, per un atto di vandalismo da parte di un soldato borbonico, quando la statua faceva bella mostra di se nella piazzetta antistante il Comune.”
La possiamo vedere anche in un’incisione del Mattei del 1847.
Tra qualche giorno la soprintendente si recherà a Ponza per esaminare la statua e sapremo se è veramente un Augusto “togato”….e se così fosse speriamo che, una volta restaurato, possa dare il via all’agognato Museo Comunale di Ponza che tutti aspettiamo da tanto tempo…..

giovedì 18 agosto 2011

“Angoli di Ponza” Mostra d’arte di Guy Migliaccio

Molto bella la mostra di quadri di Guy Migliaccio, un ponzese trasferitosi negli Stati Uniti quando era ancora un bambino.
La mostra dedicata a Ponza, precisamente agli angoli, era allestita nei locali del Museo Comunale dal 24 luglio al 7 agosto.
Molti ponzesi che vivono fuori dall’isola manifestano il proprio amore verso Ponza chi attraverso la scrittura, chi con le foto, Guy l’ha fatto attraverso l’arte.
Le sue tele hanno veramente catturato le bellezze dell’isola…..e che dire dei colori veramente stupendi…..
Bravo Guy ed ancora complimenti…….

lunedì 24 agosto 2009

Un VERO museo…si realizzerà?.....chissà…

Nei locali del museo di Ponza, quest’anno, c’erano delle interessanti mostre fotografiche…una dedicata allo skipper Jepson, mancato qualche mese fa, e l’altra ai ponzesi in America…belle
Però non trovo giusto che i reperti riguardanti l’affondamento del S.Lucia, avvenuto il 24 luglio del 1943 nelle acque di Ventotene, siano relegati in una stanza da tutt’altra parte…
Fino all’anno scorso nemmeno sapevo che esistessero…eppure è una pagina di storia, anche se triste, dell’isola che non va dimenticata…persero la vita molti ponzesi…
Tutto ciò che è stato raccolto è grazie alla pazienza, alla costanza, all’amore di Mirella Romano che in quella tragedia perse suo padre.
Sarebbe bello spostare il tutto nella parte del museo, dove sono ora le mostre fotografiche, e far conoscere, rendere partecipi, chi visita Ponza anche di questa storia.
Bisogna sensibilizzare i ponzesi in quanto la memoria storica non va dispersa ma valorizzata e chiedere un VERO museo come a Ventotene….
Ne l 1985 venne ritrovata una nave romana con un carico enorme di anfore…molte vennero portate in superficie,,,chissà dove sono…
Intorno a Ponza, come a Ventotene sicuramente ci sono relitti…era una rotta molto frequentata dagli antichi navigatori.
Si potrebbero trovare degli sponsor….
Pare che a Ventotene un imprenditore statunitense si sia offerto di sponsorizzare un museo archeologico subacqueo.
Le navi, recentemente scoperte nei fondali dell’isola, si potranno visualizzare attraverso un circuito di videocamere, che proietteranno le immagini in una sala, così tutti potranno godere di questo spettacolo.
Un’idea bellissima!!!
Tornando a Ponza….
Si potrebbe realizzare, nel museo, anche  una sezione dedicata al mare, con gli attrezzi usati dai pescatori, in modo da poter raccontare un mestiere che i ponzesi hanno svolto in tante parti del mondo con grande abilità.
Non bisogna far finire tutto nell’oblio….

mercoledì 5 settembre 2007

Cisterne romane

In tutto questo tempo si è trascurata completamente la parte archeologica che possiede Ponza.
 Penso che molte cose siano distrutte dalla negligenza e dall’incuria. C’erano molte e ampie cisterne romane ricavate nella roccia viva, con pilastri di sostegno a più navate che potevano contenere molte cubature di acqua. Molte di queste sono state distrutte, in altre addirittura alcuni hanno ricavato mini appartamenti.
Un esempio è la Cisterna di Via Parata, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo. Negli ultimi anni i proprietari di case attigue alla cisterna hanno sfondato il muro e hanno costruito camere, bagni ed altro per il loro personale utilizzo.
Non c’è controllo. Tanti anni fa vennero a Ponza anche incaricati della Sovrintendenza del Lazio ma tutto venne messo a tacere. Chissà!!!
E pensare che la vicina Ventotene ha recuperato le sue cisterne, che sono visitabili dai numerosi turisti che lo richiedono.
Anche Formia ha recuperato il suo Cisternone, che era pieno di immondizia, ed ora è visitabile facendo scoprire l’ingegno e l’abilità dei romani.
 E che dire del Museo che Ponza NON possiede: chissà dove sono finite le anfore ritrovate su un relitto anni fa. Recuperando queste opere si darebbe un’impronta culturale al turismo, si potrebbero impegnare dei giovani come guide. Ponza potrebbe avere non solo un turismo balneare, ma anche culturale.


A lato pianta Cisterna in via Parata. In giallo i pozzi di luce e di presa d’acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare vani abitabili a ridosso della cisterna;in verde le murature antiche di rinforzo.
Tratto dal libro
Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale
“Le Isole Pontine attraverso i tempi” a cura di G.M. De Rossi, 1986
Guido Guidotti Editore
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