La scorsa primavera 16 artisti si sono recati a Ponza ed hanno setacciato le spiagge dell'isola alla ricerca di ciò che il mare aveva restituito per creare delle opere d'arte.
Si proprio delle opere d'arte!!!
I ponzesi da sempre raccolgono sulle spiagge oggetti stracquati dal mare......come i legni levigati dalle mareggiate.....ma quella di creare delle opere d'arte ed allestire una mostra è stata una bella idea.
Questa iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Cala delle Felci ed ha avuto un grande successo.
Le opere sono state esposte tutta l'estate nel Museo di Ponza ed ora vi resteranno in mostra permanente.
Un pò di foto....
Le foto sono di Marianna Licari
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venerdì 24 ottobre 2014
lunedì 28 novembre 2011
Mamozio
In questi giorni, oltre alle cose negative, apprendiamo la notizia della scoperta di un Augusto “togato” proprio a Ponza.
Pare
che, attraverso delle fotografie, la soprintendente Marisa De Spagnolis
lo abbia individuato nella statua di Mamozio che è ubicata nella
stradina sopra Giancos.
Quella statua sta lì da tanto tempo…possibile che nessuno si sia accorto dell’importanza che poteva avere…..
Eppure è citata già in alcuni libri da autori di tutto rispetto come Giovanni Maria De Rossi.
Nel suo libro “Ponza, Palmarola, Zannone” così la descrive:
“In
una via (via di Sant’Antonio) parallela alla strada litoranea, si
conserva, murata su di un moderno piedistallo, una statua marmorea
funeraria, acefala e priva di basamento, nota , dalla tradizione locale,
con il nome di Mamozio.
Sia la testa
che la mano sinistra, a giudicare dagli incassi ancora visibili,
dovevano essere lavorate a parte e successivamente applicate alla
statua.
Accanto alla gamba sinistra si
conserva parzialmente coperta dalle pieghe del panneggio, una capsa
cilindrica (il tipico cofanetto nel quale si conservavano i rotoli di
pergamena, detti volumina, usati come libri)
È
probabilmente questa la statua scoperta nel 1772 e privata dalla testa,
come ricorda il Tricoli, nel1809, per un atto di vandalismo da parte di
un soldato borbonico, quando la statua faceva bella mostra di se nella
piazzetta antistante il Comune.”
La possiamo vedere anche in un’incisione del Mattei del 1847.
Tra
qualche giorno la soprintendente si recherà a Ponza per esaminare la
statua e sapremo se è veramente un Augusto “togato”….e se così fosse
speriamo che, una volta restaurato, possa dare il via all’agognato Museo
Comunale di Ponza che tutti aspettiamo da tanto tempo…..
giovedì 18 agosto 2011
“Angoli di Ponza” Mostra d’arte di Guy Migliaccio
Molto bella la mostra di quadri di Guy Migliaccio, un ponzese trasferitosi negli Stati Uniti quando era ancora un bambino.
La mostra dedicata a Ponza, precisamente agli angoli, era allestita nei locali del Museo Comunale dal 24 luglio al 7 agosto.
Molti
ponzesi che vivono fuori dall’isola manifestano il proprio amore verso
Ponza chi attraverso la scrittura, chi con le foto, Guy l’ha fatto
attraverso l’arte.
Le sue tele hanno veramente catturato le bellezze dell’isola…..e che dire dei colori veramente stupendi…..
Bravo Guy ed ancora complimenti…….
lunedì 24 agosto 2009
Un VERO museo…si realizzerà?.....chissà…
Nei
locali del museo di Ponza, quest’anno, c’erano delle interessanti
mostre fotografiche…una dedicata allo skipper Jepson, mancato qualche
mese fa, e l’altra ai ponzesi in America…belle
Però
non trovo giusto che i reperti riguardanti l’affondamento del S.Lucia,
avvenuto il 24 luglio del 1943 nelle acque di Ventotene, siano relegati
in una stanza da tutt’altra parte…
Fino
all’anno scorso nemmeno sapevo che esistessero…eppure è una pagina di
storia, anche se triste, dell’isola che non va dimenticata…persero la
vita molti ponzesi…
Tutto
ciò che è stato raccolto è grazie alla pazienza, alla costanza,
all’amore di Mirella Romano che in quella tragedia perse suo padre.
Sarebbe
bello spostare il tutto nella parte del museo, dove sono ora le mostre
fotografiche, e far conoscere, rendere partecipi, chi visita Ponza anche
di questa storia.
Bisogna
sensibilizzare i ponzesi in quanto la memoria storica non va dispersa
ma valorizzata e chiedere un VERO museo come a Ventotene….
Ne l 1985 venne ritrovata una nave romana con un carico enorme di anfore…molte vennero portate in superficie,,,chissà dove sono…
Intorno a Ponza, come a Ventotene sicuramente ci sono relitti…era una rotta molto frequentata dagli antichi navigatori.
Si potrebbero trovare degli sponsor….
Pare che a Ventotene un imprenditore statunitense si sia offerto di sponsorizzare un museo archeologico subacqueo.
Le
navi, recentemente scoperte nei fondali dell’isola, si potranno
visualizzare attraverso un circuito di videocamere, che proietteranno le
immagini in una sala, così tutti potranno godere di questo spettacolo.
Un’idea bellissima!!!
Tornando a Ponza….
Si potrebbe realizzare, nel museo, anche una
sezione dedicata al mare, con gli attrezzi usati dai pescatori, in modo
da poter raccontare un mestiere che i ponzesi hanno svolto in tante
parti del mondo con grande abilità.
Non bisogna far finire tutto nell’oblio….
mercoledì 5 settembre 2007
Cisterne romane
In tutto questo tempo si è trascurata completamente la parte archeologica che possiede Ponza.
Penso
che molte cose siano distrutte dalla negligenza e dall’incuria. C’erano
molte e ampie cisterne romane ricavate nella roccia viva, con pilastri
di sostegno a più navate che potevano contenere molte cubature di acqua.
Molte di queste sono state distrutte, in altre addirittura alcuni hanno
ricavato mini appartamenti.
Un esempio è la Cisterna di Via Parata, che durante la Seconda Guerra
Mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo. Negli ultimi anni i
proprietari di case attigue alla cisterna hanno sfondato il muro e hanno
costruito camere, bagni ed altro per il loro personale utilizzo.
Non
c’è controllo. Tanti anni fa vennero a Ponza anche incaricati della
Sovrintendenza del Lazio ma tutto venne messo a tacere. Chissà!!!
E pensare che la vicina Ventotene ha recuperato le sue cisterne, che sono visitabili dai numerosi turisti che lo richiedono.
Anche
Formia ha recuperato il suo Cisternone, che era pieno di immondizia, ed
ora è visitabile facendo scoprire l’ingegno e l’abilità dei romani.
E
che dire del Museo che Ponza NON possiede: chissà dove sono finite le
anfore ritrovate su un relitto anni fa. Recuperando queste opere si
darebbe un’impronta culturale al turismo, si potrebbero impegnare dei
giovani come guide. Ponza potrebbe avere non solo un turismo balneare,
ma anche culturale.
A
lato pianta Cisterna in via Parata. In giallo i pozzi di luce e di
presa d’acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare
vani abitabili a ridosso della cisterna;in verde le murature antiche di
rinforzo.
Tratto dal libro
Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale
“Le Isole Pontine attraverso i tempi” a cura di G.M. De Rossi, 1986
Guido Guidotti Editore
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