giovedì 28 novembre 2013

Un piccolo lembo di terra nelle Ponziane....Gavi

Dove finisce Ponza cioè alla Punta dell'Incenso, separato da un braccio di mare di circa 130 metri, c'è l'isolotto di Gavi.
Plinio chiama questo isolotto "Gavia" per i numerosi nidi di gabbiani che stazionano su quelle rocce, mentre nell'antichità era chiamato anche San Martino.
Il 26 febbraio 1808 l'isolotto di  Gavi viene dato in affitto, per 10 ducati l'anno, al chirurgo militare Don Gabriele Antodaro che secondo il Tricoli "ridusse buona parte a cultura e con non poco profitto; anche utilità ricavata dalla caccia de' volatili e conigli; e bensì interessante miniera di creta, che, grezza e come unica nel regno, si smaltisce alla capitale per essere troppo necessaria alla manifatturazione delle stoviglie".
Tricoli scrive ancora che a Gavi c'erano "tre antiche grotte, cisterna e piccoli residui di fabbriche" e crede di individuare i resti dell'antica "Grance" che avrebbe retto qui l'abate Pietro Spinelli intorno al 1200.
Nel 1825 il sindaco di Ponza concesse Gavi a Don Giuseppe Vitiello, parroco dell'isola, che ne fece proprio  patrimonio sacro.
A Gavi c'è una sola casa, abitata nel periodo estivo, non ci sono spiagge.
C'è una grande grotta chiamata Grottone di Gavi.
Nell'ottobre del 2009 è stato avvistato un esemplare di foca monaca, specie ormai rara nei nostri mari.


L'isolotto di Gavi visto dal mare




Planimetria dell'isolotto di Gavi, redatta nel 1808
(Dal libro "Ponza, Palmarola, Zannone di Giovanni Maria De Rossi)



La casa sull'isolotto di Gavi



Ancora la casa su Gavi ripresa da altra angolazione

lunedì 25 novembre 2013

Ricordi d'estate.....la mia isola....il mio mare

Ponza certo d'estate è caotica però è sempre bellissima
Un pò di foto per ricordarla e farla amare anche da chi non la conosce......


La Parata con "Pizzo Papero" in primo piano


  

 Ancora la Parata.....non posso farne a meno.....




Il Porto visto dagli Scotti di Basso....un paesaggio da cartolina



Il mare trasparente di Cala Gaetano



Cala Fonte .....un porticciolo naturale.....un vero gioiello



Il Porto visto dalla Panoramica 




Panorama dagli Scotti verso Palmarola



La stradina che porta alla spiaggia di Santa Maria



Giancos....è appena sorta la luna d'agosto.....una meraviglia



Nella rada del Porto il Royal Clipper....bellissimo....con i suoi cinque alberi .....in attesa di vedere le vele

Un luogo è molto più della somma delle sue parti fisiche, è un deposito di ricordi, un archivio di tutto ciò che è successo entro i suoi confini.
Kate Morton

sabato 23 novembre 2013

Recupero di beni archeologici ??? Un'utopia

Speravo tanto, quest'anno, prima di andare a Ponza, di poter, finalmente, visitare la cisterna della Dragonara, di cui i giornali e la televisione davano per imminente l'apertura.
Una vera delusione!!!
Io che sono appassionata della storia di Ponza, fin da quando era piccola, ero veramente contenta dell'evento infatti ne ho già scritto in questo blog.
Niente da fare.......
Il luogo era senza porta e davanti all'ingresso tante erbacce.....
Impraticabile......
Un altro sito archeologico a cui tengo molto, di cui ho scritto tanto in altri post, è la grande cisterna di Via Parata, anticamente chiamata anche Palazzo di Pilato, che è posizionata proprio dietro casa mia.
Non ci sono mai entrata e non la conosco se non attraverso le foto, le mappe o i racconti di persone che si rifugiavano in caso di allarme aereo durante la seconda guerra mondiale.
Impossibile entrarci...addirittura ci sono costruzioni abusive all'interno....
Ma possibile che non interessi a nessuno recuperarla???
Eppure è raccontata in molti libri.......
Tanto per citarne qualcuno......
Il Tricoli nella Monografia per le isole del Gruppo Ponziano, del 1855, così descrive la cisterna di via Parata o del Bagno:
"Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15.
La inferiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori nella volta."
Così scrive Giovanni Maria De Rossi in "Ponza, Palmarola, Zannone" :
"Nella grande cisterna, ubicata oggi in via Parata, fu ricavato l'alloggio per i forzati, con la creazione ed il ripristino delle antiche prese di luce e aria, al fine di rendere meno disagevole il soggiorno.
Nella pianta di Winspeare si dice espressamente "quartiere per i forzati coi suoi lucernaj". 
A quanto pare la storia di Ponza passa pure da lì.....
I trecento di Pisacane erano rinchiusi in quel Bagno penale.
Per quanto riguarda le cattive condizioni in cui versano le cisterne di Ponza scrive così Carla M. Amici  nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi":
"Attualmente la maggior parte delle cisterne è in cattivo stato di conservazione per i cedimenti della roccia; alcune inoltre, in mancanza di precisi vincoli archeologici, vengono utilizzate come scarico di immondizie o adatte a abitazione murandone le aperture e approfondendone i vani praticabili."
Ma come si fa a distruggere delle opere così imponenti solo in virtù di allargare qualche camera o costruirsi un bagno in nome del dio denaro???
Perchè è quello che si è fatto finora a Ponza e si continua a fare......forse proprio in questi giorni.....
Alla faccia della legalità.......

In questa foto la piantina della cisterna di via Parata

  In giallo i pozzi di luce e di presa d'acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare vani abitabili a ridosso della cisterna; in verde le murature antiche di rinforzo, messe in opera in periodi differenti. (Dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")


Cisterna in via Parata. Pozzo di luce verticale. In evidenza le pedarole di servizio per la manutenzione.


Cisterna di via Parata. Lato sud-est. Particolare del restauro in opera laterizia.


Cisterna in via Parata. Lato nord- ovest. Fodera in opera reticolata, visibile il rivestimento in cocciopesto.
(Le foto sono tratte dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")

martedì 19 novembre 2013

Le scale a...Ponza

A Ponza ci sono tante scalinate che però dopo la fatica di salirle ti regalano sempre un'emozione...
Un pò di foto di questi anni...


Queste scale portano sulla Dragonara




Queste portano ad una casa in via Madonna...notare il cancello particolare...



Una scala azzurra che porta ad una casa sugli Scotti...sembra una scala che porta al cielo




Scala azzurra nella mia casa ponzese un pò "marinara"



Scale che portano agli Scotti di Sopra



Scale che portano al ristorante "Monte Guardia" sugli Scotti



Scale che portano ad una casa a Le Forna zona "Montagnella"




Scale  che portano sugli Scotti



Scale a Cala Feola

"Bisogna salire molto in alto per vedere molto lontano"
Constantin Brancusi

domenica 17 novembre 2013

Ponza antica # 9

Sant'Antonio com'era un tempo.....
Ed ora un tuffo nel passato.......
Il Tricoli nella Monografia per le isole del gruppo Ponziano scrive:
"Nella medesima spiaggia è piantato questo vasto monumento tutto di mattoni, marmi o fabbrica reticolata, ed era in tre comprese, la prima un rettangolo, attualmente coverta dalla fabbrica del Parroco Vitiello, la seconda sferica con vasta vasca per accumulare l'acqua sorgiva delle Forna per uso delle sacre obluzioni, ed in ultimo un esagono. Lo stucco lucido è gremito di vario dipinto, coi pezzi di colonna, capitelli, ed altri intagli su marmi. Gli affreschi, e bassi rilievi simbolici tra i rottami, indicano che il tempio era dedicato ai cennati Dioscuri, anche perchè non è presumibile, che i Ponzesi avessero trascurato il culto a tali protettori marini.
Vi fu sostituito S. Antuono dai marinari, finchè i barbari lo diroccarono."
 Quando arrivarono i coloni ischitani, nel Santuario esagonale, posero l'immagine di Sant'Antonio e quindi quella località prese il nome di  Sant'Antuono.
Nel 1858 iniziarono i lavori di costruzione per la chiesa di Sant'Antuono ma furono interrotti due anni dopo e non ripresero più.




Sulla spiaggia ci sono cumuli di sabbia........ci sono poche case.....Nella parte sovrastante si vede la via Nuova                                                                                                     
        
Spiaggia di Sant'Antonio.....manca il palazzo Martinelli ed altre case.Alcune barche sono tirate a secco sulla spiaggia. Nelle grotte prima del tunnel che porta a Giancos abitavano i miei antenati (trisavoli) Evangelista Feola e Gabriella Conte. Ebbero 10 figli, sette femmine e tre maschi. Evangelista Feola morì all'età di 104 anni così raccontava nonno Peppino.                                                                                                                                   

Sempre Sant'Antonio....si vede la scalinata che porta in via Galano oggi nascosta dall'edificio che ospita la banca........  la gente è radunata credo per la processione di San Silverio 
    
                                                                                                                    

Sant'Antonio........cumuli di sabbia......Si riconoscono il caseggiato dove c'è ora il bar Panoramica.....casa Parisi......e le abitazioni di Salita Croce      
                                                                                                                                               

Le foto antiche fanno parte dell'archivio di Giovanni Pacifico instancabile ricercatore di immagini del passato di Ponza                                                                                                                                                    
Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento                                                 Henri Cartier - Bresson                                                                                                                                               

venerdì 15 novembre 2013

I gatti di Ponza

In giro per Ponza ci sono dei bei gatti......
Ne  ho fotografato qualcuno


Gatto curioso......è dietro il vetro di casa...in via Panoramica



Gattino dal pelo rossastro ....l'altro gatto lo guarda da dietro il vetro......



Gattone che fa la guardia alla porta di casa......in via Chiaia di Luna



Gatto in Salita Croce



Gatto in via Madonna....
Ma come dorme!!!

Molti animali hanno una loro costellazione che brilla nel cielo di notte.
I gatti no.
Ai gatti bastano i loro occhi lucenti per illuminare il cammino.
Mary S. Emilson

mercoledì 13 novembre 2013

Luoghi nascosti

Ci sono dei posti, a Ponza, luoghi nascosti che non tutti conoscono.....bisogna cercarli.....
Io ne ho fotografato qualcuno.....
Estate 2013


Scotti di Basso...una finestra sul porto



Scotti di Sopra....una stradina



La stradina che scende da sopra la Panoramica attraversa Salita Croce e porta giù a Sant'Antonio



Salita Croce



Angolo in via Dragonara




Angolo in via Madonna



Stradina che collega via Madonna con il piazzale della chiesa



Via dietro la chiesa...
La casa rosa con gli archi è la palazzina di Gambardella citata anche dal Tricoli.....a sinistra l'Asilo Infantile "Ciro Piro"


Spiaggia di Santa Maria, vicino alla Pensione Silvia, su questo muretto c'è l'immagine di San Silverio in un contesto molto originale

I segreti più impenetrabili sono nascosti in bella vista
Dan Brown

domenica 10 novembre 2013

giovedì 7 novembre 2013

Antichi mestieri a Ponza: 'U bbanne

Il commerciante che voleva far pubblicità ad una merce affidava ad un banditore l'incarico di gridare per le strade la qualità della merce stessa ed il prezzo. Il banditore gridando iettava un bbanne.
L'ultimo banditore è stato Menicuccio 'a vocca storte al secolo Domenico Coppa.
La sua voce baritonale rimbombava in tutti gli angoli dell'isola.
Gestiva un negozietto di cianfrusaglie, frutta e verdure che però amava vendere per le strade più che nel negozio stesso affidato alla moglie.
Quando iettave 'u bbanne non annunziava la sua merce.
Era analfabeta ma non sbagliava mai i conti che con segni solo a lui comprensibili faceva sulla carta nella quale poi avvolgeva la merce.

Dal libro "Su e giù per Ponza" di Luigi Sandolo

Minicuccio lo ricordo vagamente.....il negozio, per un bel pò di tempo fu gestito dalla figlia e dal genero.


Corso Principe di Napoli....com'era....
Da queste parti c'era il negozio di Minicuccio
Ora questo è Corso Pisacane


Corso Principe di Napoli...visto dall'altra parte


Piazza Pisacane

lunedì 4 novembre 2013

Ponza e le nasse....un bel video

Su Youtube ho trovato un video interessante in cui vediamo Benedetto Sandolo mentre costruisce le nasse, un antico strumento da pesca fatto con i giunchi.

sabato 2 novembre 2013

Ponza: balene in vista!!!



Qualche giorno fa ho letto sul Messaggero che tra Ponza e Palmarola sono state avvistate due balene.       
Stazionano in quel tratto di mare da qualche settimana. Addirittura dall'isola sentono il loro "soffio".          
Questa è una cosa bellissima!!! Il nostro mare non finisce mai di sorprenderci....                                      
Ecco una foto delle balene  postata su Facebook da Vanna Vitiello                                                        

Qui l'articolo del Messaggero.

"Continuo a inseguire una bellissima balena bianca, e là dove si immerge viene fuori l'arcobaleno.
Il mio arcobaleno viene fuori non dalle pentole d'oro, ma da questa balena che si va spostando nel mio mare."
Enzo Maiorca
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...