Siamo ancora all'inizio della stagione estiva e Ponza è ancora in uno stato di quiete...
Rossano Di Loreto attraverso il suo obiettivo ci mostra l'isola in questa veste
(giugno 2015)
Corso Pisacane è ancora deserto...
Tante bandierine abbelliscono il Corso, ci si prepara per la festa
Un angolo caratteristico
La magia di Chiaia di Luna
Le barche sono nel porto
I pescatori
La rada
La spiaggia di Sant'Antonio
Da Chiaia di Luna...in lontananza Palmarola
I faraglioni di Lucia Rosa al tramonto
Palmarola al tramonto
Gatti ponzesi...che tenerezza!!!
Ancora Palmarola... con la luce del tramonto
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lunedì 22 giugno 2015
martedì 5 gennaio 2010
Il mare d’inverno
Alcuni
pensano al mare solo con l’avvicinarsi dell’estate…ma forse d’inverno
ha un fascino in più…le onde che si rincorrono sono a volte così
imponenti che è difficile navigare….
Si
può rimanere incantati per un po’ ad osservare il mare in burrasca…i
cavalloni che s’infrangono sugli scogli con violenza offrono uno
spettacolo straordinario che a volte può far paura.
E quando è calmo invece ti dà un senso di pacatezza…di pace interiore….
Anche questo è il mare…in continuo movimento…
Io che sono nata in un’isola, Ponza, anche d’inverno cerco il mare più vicino….
Sentirne l’odore…il rumore….il verso dei gabbiani…mi fa star bene.
Il mare è qualcosa che è nel DNA dell’isolano, il primo amore e non lo dimenticherà mai.
In qualsiasi angolo di mondo andrà cercherà il suo pezzetto di mare.
I miei occhi si sono aperti nel mare
Dopo
l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è
stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima.
Jacques-Yves Cousteau
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giovedì 24 dicembre 2009
Il presepe
In questi giorni andiamo alla ricerca dei presepi più belli…più caratteristici…
Sul porto di Anzio è stato realizzato un presepe molto “marinaro” con tanto di rete da pesca.
Sulla grotta della Natività è stato posizionato un bel faro illuminato e accanto le famose “grotte di Nerone”.
Il
mare è rappresentato da una vasca piena d’acqua con i pesci e sopra
galleggiano delle barchette….c’è anche il fanale del porto.
Molto bello!!!
Ma il presepe che ho nel cuore è quello che preparava mio padre,a Ponza, quando ero bambina….
I pastori erano di terracotta, c’erano i ramoscelli di pino e il muschio vero…quello per me era il profumo del Natale.
Noi
bambini ci litigavamo i pastorelli da passare al papà che poi li
posizionava nel presepe….tutto in un clima di gioia e serenità….
Era veramente un momento magico che aspettavamo un anno intero….
“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose”
Cicerone
Nella foto il presepe di Anzio
Ancora Buone Feste
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domenica 18 ottobre 2009
Arrivederci fratello mare
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
Arrivederci fratello mare
Mi porto un po’ della tua ghiaia
Un po’ del tuo sale azzurro
Un po’ della tua infinità
E un pochino della tua luce
E della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
Sul tuo destino di mare
Eccoci con un po’ più di speranza
Eccoci con un po’ più di saggezza
E ce ne andiamo come siamo venuti
Arrivederci fratello mare.
Nazim Hikmet
Estate 2009…..la nave mi porta via dalla mia amata isola….dal mio mare….che però non lascio….almeno con la mente….
Ogni volta che si parte da Ponza è un colpo al cuore….una tristezza indescrivibile…
lunedì 24 agosto 2009
Un VERO museo…si realizzerà?.....chissà…
Nei
locali del museo di Ponza, quest’anno, c’erano delle interessanti
mostre fotografiche…una dedicata allo skipper Jepson, mancato qualche
mese fa, e l’altra ai ponzesi in America…belle
Però
non trovo giusto che i reperti riguardanti l’affondamento del S.Lucia,
avvenuto il 24 luglio del 1943 nelle acque di Ventotene, siano relegati
in una stanza da tutt’altra parte…
Fino
all’anno scorso nemmeno sapevo che esistessero…eppure è una pagina di
storia, anche se triste, dell’isola che non va dimenticata…persero la
vita molti ponzesi…
Tutto
ciò che è stato raccolto è grazie alla pazienza, alla costanza,
all’amore di Mirella Romano che in quella tragedia perse suo padre.
Sarebbe
bello spostare il tutto nella parte del museo, dove sono ora le mostre
fotografiche, e far conoscere, rendere partecipi, chi visita Ponza anche
di questa storia.
Bisogna
sensibilizzare i ponzesi in quanto la memoria storica non va dispersa
ma valorizzata e chiedere un VERO museo come a Ventotene….
Ne l 1985 venne ritrovata una nave romana con un carico enorme di anfore…molte vennero portate in superficie,,,chissà dove sono…
Intorno a Ponza, come a Ventotene sicuramente ci sono relitti…era una rotta molto frequentata dagli antichi navigatori.
Si potrebbero trovare degli sponsor….
Pare che a Ventotene un imprenditore statunitense si sia offerto di sponsorizzare un museo archeologico subacqueo.
Le
navi, recentemente scoperte nei fondali dell’isola, si potranno
visualizzare attraverso un circuito di videocamere, che proietteranno le
immagini in una sala, così tutti potranno godere di questo spettacolo.
Un’idea bellissima!!!
Tornando a Ponza….
Si potrebbe realizzare, nel museo, anche una
sezione dedicata al mare, con gli attrezzi usati dai pescatori, in modo
da poter raccontare un mestiere che i ponzesi hanno svolto in tante
parti del mondo con grande abilità.
Non bisogna far finire tutto nell’oblio….
venerdì 14 agosto 2009
Ed è subito sera
"Ognuno sta solo sul cuor
Della Terra
Trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera."
S.Quasimodo
Un tramonto da Chiaia di Luna è un’immagine che resta nel cuore….per sempre!!!
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mercoledì 5 agosto 2009
Sangue ‘i Rotunno
Forse è retorica,
forse ll’hanno ditto già,
pecchè chesta è ‘a verità.
Chi nasce a Ponza tene
‘na calamita che ll’attira,
gira pu’ munno pe’ ghi a faticà,
magari fa fortuna e fa ‘i denari,
ma ‘n’copp’u scoglio primma
o doppo adda turnà.
Sta calamita è ‘na nustalgia
Ca se mette dint’u core.
‘Nu desiderio e rivedè ll’acqua du mare,
ll’addore de ginestre ‘a primmavera,
a voglia ‘i ‘na passiata a Pont’u Muolo,
saglì a Chiaia ‘i Luna primma che fa sera
pe’ ghi a vedè comme tramonta ‘u sole,
ll’aria ca s’appiccia ‘i russo e ‘i viola
e ‘nu riflesso d’oro a mmiezzo ‘u mare.
Simme fatte accussì, simme Punzisi,
tenimme sangue ‘i rotunno dint’i vene
sentimmo ‘u desiderio ‘i turnà a casa
comme sti pisci che ogni primmavera
tornano acca’ pe ‘ ce fa felici.”
Carmine Pagano
“ Sangue ‘i Rotunne”
Poesie Ponzesi
In questa poesia Carmine descrive perfettamente i sentimenti di un ponzese che vive lontano dalla sua isola…bellissime parole!!!
Io la chiamo semplicemente ponzite….
sabato 4 luglio 2009
Ponza...descritta da Montale
“Un’isola che ha saputo rimanere un’isola.
Un microcosmo a sé.
Ponza è scontrosa e bellissima.
Ritrosa, diffidente e mai prevedibile.
Tra fichi d’India, bouganville e esplosioni di ginestre,
mi perdo nella bellezza dei suoi tramonti
e trovo sulla terra il mio paradiso”
Eugenio Montale
In questa foto aerea si vede il porto di ponza con le sue casette colorate.
Arrivando, con la nave, si prova un’emozione così forte da lasciarti senza parole….
Sembra di entrare nel mondo delle fiabe….
Che magia!!!
Si vede, anche, la spiaggia di Frontone….deserta….ma bella…nella quiete primaverile.
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venerdì 26 giugno 2009
Il calamaro di Candidina
Anni fa, a Ponza, vivevano delle persone che con la loro semplicità, a volte, suscitavano ilarità.
Una di queste era Candidina, che abitava nella zona della Parata.
Ogni suo vestito aveva la caratteristica di due belle tasche capienti da cui usciva di tutto….
Da qui il famoso detto:” tieni i sacche i Candidina”.
Era molto golosa…era capace in un battibaleno di mangiare interi vassoi di pasticcini….
Una sera sua madre aveva degli ospiti per cena…
Aveva
preparato, tra le altre cose, un grosso calamaro “mbuttunatu”,
specialità ponzese, e l’aveva posizionato, con cura, sul piatto di
portata.
Lo aveva fatto mettere da una sua nipote in alto, sulla cristalliera, per portarlo in tavola al momento giusto.
Ad un certo punto della serata fece cenno alla nipote di prendere quella prelibatezza e già pregustava la bella figura…
La nipote salì sulla sedia, prese il piatto con delicatezza ma ahimè…era completamente vuoto…
I loro occhi si concentrarono su Candidina conoscendo la sua fame leggendaria…
Le chiesero:”ne sai niente?
Lei rispose:”perché non si poteva mangiare?”
Probabilmente aveva sentito il profumo…e non aveva saputo resistere…
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sabato 20 giugno 2009
Oggi è San Silverio!
Per
chi trascorre questa giornata lontano da Ponza è un continuo scandire
delle ore pensando a quello che avviene in quel momento.
La
processione è il “clou” di questa giornata…tutti seguono con lo sguardo
la piccola barca piena di garofani rossi su cui è poggiata la statua di
San Silverio…ognuno rivolge una preghiera.
Quella barchetta mi è molto cara perché l’ha costruita, negli anni sessanta, mio padre, Ciro, per devozione al Santo.
In
quel momento ti passa tutta la vita davanti…pensi alla tua
infanzia…alle cose che hai fatto o che avresti voluto fare…pensi alle
persone che non ci sono più…
Per
questa festa ritornano a Ponza i ponzesi che vivono lontano…è un
continuo abbracciarsi…salutarsi…persone che magari si rincontrano dopo
una vita.
Mi manca tutto questo…tanto…
Speriamo
che San Silverio possa poggiare la sua mano miracolosa sulla nostra
isola, che la salvaguardi da quanti, invece, vogliono distruggerla solo
per i loro interessi.
Infatti l’isola, per alcuni, è solo una macchina per fare soldi, un luogo da sfruttare in estate.
San Silverio proteggi Ponza e i ponzesi onesti!!!
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sabato 9 maggio 2009
L'uomo e il mare
Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio,
contempli la tua anima
nello svolgersi infinito della sua onda…
Charles Baudelaire
In
questa foto aerea il mare tra l’isola di Ponza ( punta Incenso) e Gavi è
trasparente, è fantastico…sembra quello dei Caraibi…no è SOLO il
Tirreno…
A volte si va alla ricerca di luoghi lontani ed invece li abbiamo a portata di mano…e non sappiamo cogliere la loro UNICITA’
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lunedì 20 aprile 2009
La stagione migliore…
In primavera a Ponza c’è veramente un’esplosione di colori!!!
Il giallo delle ginestre si contrappone all’azzurro del mare rendendo l’isola ancora più bella.
Ma non solo ginestre…
Nei piccoli giardini fioriscono fresie, viole, malvarosa che inebriano con il loro profumo.
Se chiudo gli occhi….mi sembra di sentirlo quel profumo…
Da ragazzina, in questo periodo, spesso andavo a fare delle passeggiate in campagna e raccoglievo bellissimi fiori profumati.
Pensando ai fiori…mi viene in mente un bambino di Ponza, Silverio, a cui davo ripetizioni, che mi era molto affezionato.
Ogni giorno mi portava un fiore….era veramente carino!
Una
volta, però, mi portò un crisantemo e ci restò male quando gli spiegai
che, dalle nostre parti, è un fiore che si porta ai morti.
Dopo però ci siamo fatti un sacco di risate…ed ogni tanto mi divertivo a prenderlo in giro.
Ho molta nostalgia di quel tempo….di quei luoghi….di quelle persone…
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domenica 29 marzo 2009
Una magia….un’isola…
Approdare a Ponza, isola magica, dove il profumo del mare si mescola con quello della macchia mediterranea….
Seguire le orme del passato dove la leggenda si confonde con la storia….
Ascoltare il silenzio di un tramonto quando il cielo si tinge di rosso e il sole precipita nel mare….dietro Palmarola…
Che spettacolo straordinario!!!
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giovedì 1 gennaio 2009
Una storia d’amore……d’altri tempi
Mio
padre Ciro incontrò mia madre Elvira, per la prima volta, da una sarta,
Rosa Galano,da cui lei si recava per imparare i primi rudimenti di
cucito, come si usava una volta, per essere una buona moglie.
Rimase colpito dalla sua bellezza!!!
Lei aveva appena diciassette anni, occhi azzurri, capelli neri, fisico sottile.
Veramente molto bella…
Per lui….un vero colpo di fulmine!!!
Quella doveva essere la donna della sua vita….ma come fare per avvicinarla…per corteggiarla?
La madre di lei, Assunta, era molto severa e i tempi erano quelli che erano….
Un
giorno mentre pranzava con la sua famiglia,Ciro sentì suo fratello
raccontare, con entusiasmo, di una ragazza che aveva visto da quella
sarta.
Era la stessa!!!
Mio
padre ebbe paura che suo fratello gliela soffiasse e scrisse una
lettera a nonna Assunta esprimendo quello che provava per sua figlia.
Quella
lettera mia madre non l’ha mai letta perché, nel frattempo, era andata a
Ventotene, da sua sorella, quindi non sapeva di Ciro.
Per
un caso fortuito, Elvira ritornò a Ponza con il motoveliero di nonno
Peppino, papà di Ciro, poiché non c’erano più navi di linea dopo
l’affondamento del Santa Lucia.
Durante la traversata venne indicata come la fidanzata di Ciro ma lei non sapeva niente, restando perplessa….
Dopo
tante peripezie, Ciro,che era anche lui un bel ragazzo, riuscì ad
incontrare Elvira, s’innamorarono e non si sono più lasciati.
Il loro sogno d’amore è stato allietato dalla nascita di cinque figli.
Complimenti a loro!!!
“Mano nella mano
abbiamo attraversato
i continenti di questa terra,
ma nessuno era vasto
come il mio amore per te.
Insieme abbiamo navigato
Tutti gli oceani,
ma nessuno era profondo
come il mio amore per te.”
Wilbur Smith
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lunedì 22 dicembre 2008
Ritornar bambini
Ritornar bambini
Le cose che il bambino ama
Rimangono nel regno del cuore
Fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
È che la nostra anima
Rimanga ad aleggiare
Nei luoghi dove una volta
Giocavamo.
Kahlil Gibran
(davanti al presepe ritorniamo bambini….)
BUON NATALE!!!
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domenica 16 novembre 2008
Linea blu….a Ponza
Sabato scorso, finalmente, Linea blu ha fatto il suo bel servizio sull’isola di Ponza.
Ormai
disperavo di vederla…in questa stagione televisiva avevano trasmesso di
tutto, anche Ventotene, ed ero convinta che Ponza fosse ignorata del
tutto...
Mi sbagliavo!!!
È
apparsa una Ponza, per lo più sconosciuta ai turisti che la visitano
durante l’estate, con i colori tenui dell’autunno….ma sempre bellissima.
Niente caos, niente pontili che la deturpano, niente barche che vanno avanti e indietro, la vera Ponza che io conosco bene…
Hanno
intervistato la signora Luisa De Luca Spignesi, simpatica nonnina che
ha da poco compiuto cento anni, perfettamente lucida e autonoma.
Complimenti a lei!!!
Donatella
Bianchi poi è andata in barca con dei pescatori che hanno raccontato il
loro modo di pescare. Non dimentichiamo che i ponzesi sono dei veri
maestri nell’arte della pesca, li troviamo in tante parti del mondo.
Molto
toccante il servizio su San Silverio, nella chiesa di Ponza centro, con
sottofondo la canzone dell’Immacolata scritta tanti anni fa da
Monsignor Dies….mi ha fatto tornare indietro nel tempo…a quando da
ragazzina frequentavo la parrocchia.
Non poteva mancare Ernesto Prudente, lo storico locale, che ha spiegato l’uso del Murenario romano detto anche grotte di Pilato.
Si
è vista una Palmarola stupenda ma non mi è piaciuto quell’obbrobrio a
Punta Vardella davanti a quella grotta….ma chi l’ha autorizzato?
Possibile che nessuno ha visto niente? Eppure è così evidente….
Hanno
fatto anche delle riprese a Le Forna, precisamente a Cala dell’Acqua,
dove l’anno scorso c’è stata una frana e ancora non è agibile. Si è
vista quella terribile ferita causata dalla miniera di bentonite che ha
visto tante abitazioni distrutte e abitanti costretti ad emigrare.
Che brutta pagina di storia!
Nell’insieme
Ponza è stata raccontata abbastanza bene….ho provato tanta
nostalgia…come credo l’abbiano avuta i molti ponzesi che vivono lontano e
che l’amano con tutto il cuore….come me.
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domenica 2 novembre 2008
L’orazione
Durante
la guerra per avere notizie dei propri cari che combattevano, per la
Patria, in luoghi lontani, bisognava attendere qualche telegramma, se
arrivava…oppure…il nulla.
Le
mamme non sapevano, per mesi, cosa fosse successo ai propri figli ed
alcune disperate si affidavano a delle persone, che dopo aver recitato
una preghiera, ricevevano dei messaggi che solo loro riuscivano ad
interpretare.
Mia
nonna, Assunta, era molto preoccupata per suo figlio Antonino, di cui
non aveva notizie da un po’ di tempo e chiese aiuto ad una sua vicina di
casa, Santella, che aveva questo dono.
Una sera mia nonna, accompagnata da mia madre che era molto giovane, andò da Santella per un’orazione.
All’improvviso
la vallata dei Conti fu illuminata da una luce, si udirono passi di
soldati in marcia, qualcuno che prima stava per affogare e poi si
sgrullava l’acqua di dosso.
Santella
spiegò a mia nonna che suo figlio aveva avuto un problema con l’acqua,
stava bene ma non poteva comunicare con la famiglia.
Dopo
pochi giorni arrivò il sospirato telegramma e informava che Antonino
era prigioniero degli inglesi ma aveva rischiato di morire annegato.
Santella ci aveva preso!!!
A mia madre, quando racconta questa storia, vengono ancora i brividi…
lunedì 29 settembre 2008
Il faro della Guardia
Chi non ha mai sognato di rifugiarsi in un’isola lontana?
Andare
a vivere, per un po’, magari, in quella splendida casa del faro della
Guardia che sovrasta quel promontorio che è la parte più a sud
dell’isola di Ponza.
Da
lassù si può osservare da una parte il sorgere del sole con i suoi
colori rosati mentre dalla parte opposta restare abbagliati da tramonti
infuocati.
Credo
che stare lassù sia affascinante anche con il mare in tempesta, con il
vento che ulula da tutte le parti, avendo per compagnia, di notte, la
luce intermittente del faro.
Poi
svegliarsi al mattino con i versi dei gabbiani e passare ore ad
osservarli volteggiare nell’aria, padroni del cielo, liberi tra il
vento.
Un posto straordinario!!!
Arrivarci
certo è un po’ faticoso ma il percorso è molto interessante perché
bisogna salire fin sugli Scotti per poi ridiscendere su una piccola
stradina che porta fino al faro.
Comunque è raggiungibile anche via mare, con una barchetta, perché sotto il promontorio c’è un punto di approdo.
Quella casa l’ho visitata circa trent’anni fa, è molto grande e nel piazzale antistante c’è anche un piccolo giardino.
Da lassù il panorama è stupendo e sotto c’è un mare che è di un blu intenso perché molto profondo.
Tanto
tempo fa ci vivevano i fanalisti, con le loro famiglie, che erano
addetti al funzionamento e alla manutenzione del faro, chissà quante
storie potrebbero raccontare…
Ora che è tutto automatico lì non ci abita più nessuno e non si può nemmeno visitare, ci si ferma al cancello sotto al promontorio.
Veramente un peccato!!!
Qualche
giorno fa ho letto su un sito internet di Ponza che il tutto è stato
messo in vendita, con una basa d’asta di cinque milioni di euro.
Chissà chi sarà il fortunato…
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sabato 13 settembre 2008
Camminando,camminando…
Rubèn Blades nella sua “Camminando” scrive:
“Camminando si apprende la vita,
camminando si sanano le ferite del giorno prima,
cammina guardando una stella,
ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.”
Queste parole sono un invito a tornare ad un modo diverso di conoscere il mondo che ci circonda.
Oggi si usa troppo l’automobile e quasi perdiamo la sensibilità verso le bellezze, a volte nascoste, che la natura ci offre.
L’uomo è fatto per camminare…
Camminando
possiamo ascoltare il soffiare del vento, il rumore del mare, il
fruscio degli alberi, il vociare dei bambini ma anche il silenzio.
Camminando possiamo sentire il profumo della terra, dei fiori o del mare.
Camminando ci riappropriamo della nostra fisicità, del nostro benessere fisico e mentale.
Un
luogo dove si cammina tanto è Ponza ed è proprio girovagando per le sue
viuzze, sconosciute ai turisti che la popolano durante l’estate, che
riusciamo ancora ad emozionarci.
La
bellezza di Ponza non è solo nel mare ma anche nei vicoli, nelle
scalinate che s’inerpicano verso luoghi sopraelevati da dove si possono
ammirare panorami mozzafiato.
Solo
camminando possiamo cogliere particolari che altrimenti sfuggono, come
il colore di un portone, le edicole votive situate davanti agli ingressi
delle case (ce ne sono tante in giro per l’isola, tutte bellissime!) ma
anche i volti delle persone.
Camminando
nel buio della notte per le strade dell’isola, sostando su qualche
belvedere, lo spettacolo è assicurato…volgendo lo sguardo verso il cielo
restiamo incantati dalle stelle del firmamento ma anche da una
splendida luna.
Camminando, lentamente, possiamo ritrovare i nostri pensieri…
lunedì 25 agosto 2008
I colori di Ponza
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