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domenica 19 febbraio 2023

Salvatore

 Ancora una bella foto del fotografo Salvo Galano tratta dal libro "L'Isola" (foto dal 1986 al 2002)

Un volto ponzese.

E' Salvatore alle prese con le reti da pesca e la località è Frontone



domenica 23 ottobre 2022

Lina la partigiana

 Sicuramente i ponzesi non conoscevano il passato di sofferenza di quella signora che aveva fatto costruire la sua casa sopra Frontone.

Lina Meiffret, moglie del dottor Mario Scudieri conosciuto dai ponzesi come il "medico dei papi", era stata partigiana e venne deportata nei campi di concentramento, in Germania. La sua storia è raccontata nel libro "Lina Partigiana amica del giovane Calvino" da Daniela Cassini e Sarah Clarke.  In questo libro emerge una donna attiva, letterata, che incontra personaggi molto importanti, tra cui Italo Calvino,  che lottano contro il nazifascismo.

Finita la guerra Lina trova in Ponza un luogo  dove poter rifugiarsi e scrivere poesie

Ecco un piccolo brano del libro che riguarda Lina e il suo soggiorno a Ponza:

"Alla fine della guerra, Lina acquista a Ponza alcuni terreni in località Frontone dove dal 1947 in poi comincia la costruzione della casa che la ospiterà  fino agli ultimi anni della sua vita. In quella parte dell'isola si trova una delle poche spiagge di Ponza, quella di Frontone appunto, dove Lina amava fare lunghe passeggiate con il suo cane Nerone, passando per ciò che restava della cava di perlite (vasche per la decantazione del caolino con blocchi ben squadrati), oggi paradiso dei turisti.

La casa domina il mare dall'alto, fondendosi con l'azzurro del cielo, e si affaccia sulla cala del Paradiso su cui incombono i resti del fortino borbonico. Da quella posizione si ha da una parte una magnifica vista sull'insenatura del porto dell'isola, con le sue luci e i suoi colori, mentre dall'altra lo sguardo spazia sul tratto della costa orientale dominato da un susseguirsi di golfi ed insenature, su cui la luce del sole e il riverbero dell'acqua compiono continue trasformazioni. Per arrivare a Frontone, si doveva passare per una lunga stradina sterrata che un tempo era percorribile solo a piedi e che attraversava lunghi tratti dominati dalla macchia mediterranea, tra mirti, cespugli di ulivi e di ginestre, agavi maestose e sculture di fichi d'india: tutti elementi che ricorrono costantemente nelle poesie di questa sezione. E lassù, in alto, dove il mare si confonde con il cielo, ecco Tre Venti, dove lo sguardo viene rapito dall'isola di Palmarola che domina incontrastata questa parte di mare.

E' in questo paradiso che tanto ricorda probabilmente la costa di Ponente, che Lina  cerca rifugio e conforto, è qui che nascono e prendono forma alcune delle poesie più belle, è qui che si isola circondata dai gatti (era chiamata ed è ancora ricordata oggi come "la gattara") e dalla natura, è qui che vive , rimasta vedova, sommersa dai suoi libri e dal suo passato."

(Brano tratto dal libro di Daniela Cassini e Sarah Clarke "Lina. Partigiana e letterata, amica del giovane Calvino")



Isola di Ponza, località Frontone. Nel cerchio la casa di Lina Meiffret Scudieri. (Foto di Rossano Di Loreto)



Lina Meiffret da giovane



Lina Meiffret a Frontone, isola di Ponza (Foto tratte da Cenni di storia della Resistenza nell'Imperiese)



La copertina del libro "Lina. Partigiana e letterata, amica del giovane Calvino"


domenica 6 giugno 2021

Il mandolino di Matilde i Frontone

 Nel Museo etnografico di Frontone, all'isola di Ponza, curato con passione e amore da Gerardo Mazzella, spicca il mandolino  di sua nonna Matilde. Ma questo mandolino ha una storia...

E' appartenuto a Conte Matilde che per parecchio tempo è vissuta lontano da Ponza, in Dalmazia. Matilde era soprannominata "mamma rossa" ed imparò ad orecchio a suonare il mandolino. Una vera passione!!!

Sposò Antonio Mazzella e nel cortile della loro abitazione a Frontone, una casa- grotta, suonava il mandolino insieme alla sorella Amalia. Amici e parenti apprezzavano molto e arrivavano a Frontone da diverse parti dell'isola per ballare. Ma dopo la guerra, purtroppo, il mandolino scompare. Non si riuscì più a trovarlo.

Matilde fino alla fine dei suoi giorni pensò al suo mandolino.

Dopo tanti anni, nel dicembre del 2005, suo nipote Gerardo tramite un amico riesce a rintracciare il mandolino rubato a nonna Matilde. Finalmente torna nella sua casa, ora è esposto nel Museo Etnografico di Frontone. 

La nonna da lassù sarà contenta che il mandolino sia tornato al suo posto.

Un oggetto fa rivivere le persone, la loro storia e nel Museo di Frontone ritroviamo la vera isola. 

Credo sia arrivato il momento di dare una mano a Gerardo con il Museo, si spendono tanti soldi in manifestazioni inutili investiamoli nella cultura isolana. Ma a Ponza la cultura è un optional...ci sono poche speranze.



Il mandolino di nonna Matilde

(La foto è di Gerardo Mazzella)



Il mandolino nel Museo di Frontone insieme ad altri oggetti



L'entrata del Museo


Nel cortile c'è anche la statua di San Silverio

(Agosto 2018)

mercoledì 6 gennaio 2021

Uno strumento musicale...le serenate...una storia d'amore

 Nel Museo etnografico di Frontone, all'isola di Ponza, curato con pazienza e dedizione da Gerardo Mazzella spicca uno strumento musicale che ha una storia.

E' una Zhiter citara, una cetra, uno strumento popolare appartenente alla famiglia dei cordofoni in uso in Germania meridionale, Slovenia, Tirolo. 

E' arrivato a Ponza nel 1914 e pare sia legato ad una storia d'amore che purtroppo non ha avuto un seguito per le circostanze della vita.

Apparteneva ad un giovane tedesco, di origini russe, che girovagando per l'Italia approdò a Ponza. Prese alloggio nella piccola pensione di Caterina Mattera che dovrebbe essere la casa sulla scalinata che porta sopra gli Scotti, lato Parata.

Si dice che il giovane fosse pazzamente innamorato  di una ragazza ponzese e con la Zhiter citara le facesse delle serenate. Purtroppo dovette lasciare l'isola perchè scoppiò la Prima Guerra Mondiale e lasciò lo strumento alla signora Caterina.

Non ritornò più a Ponza, pare che la ragazza sia emigrata in America e non si sia sposata. Purtroppo di questa storia si conosce poco, non c'è più nessuno che possa raccontarla.


La Zhiter citara

(Foto gentilmente concessa da Gerardo Mazzella)



La zhiter citara nel Museo di Frontone


L'ingresso del Museo

(Estate 2018)



La casa in cui alloggiava il giovane tedesco dovrebbe essere quella sulla scalinata che porta agli Scotti, lato Parata

venerdì 1 gennaio 2021

Il presepe peruviano nel Museo di Frontone

 Nel Museo Etnografico di Frontone, all'isola di Ponza, curato con passione da Gerardo Mazzella, è custodito un presepe peruviano.

Pare sia stato esposto, a Napoli, durante una Mostra Internazionale di presepi intorno al 1910 a cui partecipò anche il Perù. 

Un nobile comprò diversi presepi tra cui quello che ora è esposto nel Museo di Frontone.

Anni dopo il nobile incontra un giovane ponzese, Gennaro Cortese 'i Tatillo,  con cui instaura una grande amicizia e a cui regala il pezzo più bello della sua collezione di presepi appunto quello peruviano. 

Gennaro divenne con il tempo antiquario e il presepe è giunto fino ai giorni nostri.

La tipologia di questo presepe peruviano è nota come Retablo che significa pala d'altare e trae la sua origine dalle Cajas de San Marcos, scatole zeppe di figure di santi che i missionari spagnoli nel Seicento portavano con sè. 




Il presepe peruviano custodito nel Museo Etnografico di Frontone

(Per gentile concessione di Gerardo Mazzella)

martedì 26 maggio 2020

La balenottera che si arenò nel 1957 nella baia di Frontone

Nella tarda primavera del 1957 una balenottera si arenò nella baia di Frontone, all'isola di Ponza
Ma una cosa del genere era già accaduta nel passato, nell'Ottocento, e sempre nella stessa zona

Il Tricoli nel 1855 scrive:
"BALENA. La stessa in febbrajo del 1814 era dalle onde rigettata sulla spiaggia di Frontone, avendo la lunghezza di 102 piedi, come estinta da colpo di cannone ricevuto sullo schinale. Ad evitare danni alla salute, dalle barche e lance fu trascinata in alto mare, ma ritornò per dar cozzo alli scogli della Dirupata."





(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)




In questa foto l'osso della colonna vertebrale della balenottera custodito nel Museo Etnografico di Gerardo Mazzella a Frontone.

La nonna di Gerardo, Maddalena, avvistò per prima la balenottera e corse già alla spiaggia, le sembrò grande come un palazzo. Poi furono avvertite le Autorità.

Lo scheletro pare si trovi tuttora all'interno della Cisterna di Via Parata

mercoledì 6 maggio 2020

Il pianoforte di nonna Olimpia

All'isola di Ponza nel Museo Etnografico di Gerardo Mazzella, a Frontone, fa bella mostra un pianoforte antico con la dicitura: di nonna Olimpia, fine Ottocento, rallegrava il quartiere della Dragonara.
Facendo un pò di ricerche ho saputo che è appartenuto ad Olimpia Conte, maestra elementare di Ponza.
Olimpia Conte ha insegnato a Ponza ma anche a Le Forna che raggiungeva a piedi con qualunque tempo.
I suoi ex alunni ricordano la sua severità ma era anche molto amata.
Si fece fare una bacchetta di legno dal padre di Luigi Ambrosino peccato che il primo a provarla sulle mani fu proprio Luigi. Altri tempi... altri metodi.
La maestra Olimpia era nata nel 1896 ed è scomparsa nel 1983. Abitava sulla Dragonara di fronte alla casa di Civita Albano, zia del maestro Giannino Conte, insegnante anche lei.
Ha avuto tre figli, Silverio, Maria e Nando. Pare che Silverio avesse una bellissima voce e può darsi che la mamma lo accompagnasse al pianoforte.



Il pianoforte di nonna Olimpia custodito nel Museo Etnografico di Frontone

(Foto di Marianna Licari, agosto 2018)
Olimpia Conte ai tempi del collegio dove studiava per diventare maestra


I figli della maestra Olimpia: da  sx Nando, poi Maria, infine Silverio (quello che aveva una bella voce, che cantava e probabilmente suonava anche)


Olimpia Conte

(Foto gentilmente concesse dal nipote Dino Saccomanno. La maestra Olimpia era sua nonna materna alla quale era molto legato)




Olimpia Conte con una scolaresca



La maestra Olimpia con un'altra scolaresca. In primo piano accovacciato anche mio fratello Peppino

Gerardo Mazzella mi ha inviato un pò di foto del pianoforte e anche alcuni particolari















Un grazie va a Gerardo Mazzella che nel suo Museo Etnografico custodisce la storia di Ponza

domenica 19 gennaio 2020

Quando si andava in barca a remi...

Un tempo, a Ponza come in altre isole, si andava in barca a remi.
Si godeva l'isola più lentamente,anche solo per andare alla Marenella di muorte, alle Grotte Azzurre o a Frontone, si pregustava  la gioia di fare un bagno in quelle splendide acque.
Non c'erano i rumorosi motoscafi che oggi fanno ondeggiare paurosamente la barca.
Altri tempi!!!


I miei nonni Peppino Iacono e Olimpia Feola con un nipote. Dietro di loro si vede lo scoglio a "Chiana Jànche" e la barchetta a remi con cui l'hanno raggiunta.



Nonno Peppino in barca a remi

(Dall'album fotografico di famiglia)

venerdì 26 gennaio 2018

Giuvanne a scigne

Giovanni Onorato aveva questo soprannome perchè dopo essere stato prigioniero in Grecia, tornò a Ponza con una scimmietta, Cocò, che stava sempre con lui e a volte si poggiava sulle spalle. Giovanni sapeva parlare perfettamente il greco.
Ma soprattutto Giovanni fu l'antesignano degli attuali barcaioli perchè, negli anni '60, inventò la linea di Frontone al costo di 50 lire. Le persone salivano in barca nello specchio di mare davanti ai carabinieri dove ora c'è Tritone.
Mio padre spesso lo contattava per portare viveri e quant'altro al dott. Spadazzi, farmacista di Roma, che abitava nella casa del faro di Zannone.
Bei tempi...








Giuvanne a scigne porta i turisti a Frontone

(Per gentile concessione di Lucia Onorato, la figlia)



Giuvanne a scigne

(Archivio fotografico di Mariano Picicco), pubblicata da Giovanni Pacifico



La spiaggia di Frontone com'era...

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

domenica 13 novembre 2016

Scorci fantastici...isola di Ponza

Un pò di scorci fantastici che ho fotografato in questa estate 2016 a Ponza...


Chiaia di Luna



Corso Pisacane



La Parata vista da sopra gli Scotti



Cala Fonte



Via Scarpellini



Il mare visto dal secondo piazzale che affaccia nella baia di Chiaia di Luna



Questa piccola spiaggia è chiamata Marinella dei Morti...un tempo ci si andava con la barca a remi



Nella baia di Frontone



Nella baia di Frontone



Il monte Guardia e la punta del Fieno

La bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una all'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l'eternità.

Oscar Wilde
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