I ponzesi durante gli anni del confino, dal 1928 al 1939, subirono diverse limitazioni circa la loro quotidianità. Per entrare nella zona dove c'erano i confinati, centro storico di Ponza, dovevano subire i controlli. Non potevano aspettare l'arrivo del piroscafo, non potevano andare alla spiaggia della Caletta dietro al porto.
I pescatori dovevano essere autorizzati per andare a pescare, subivano perquisizioni e non potevano stendere le reti ad asciugare al molo. Le barche dovevano approdare solo al porto e lasciate disarmate in modo da non poter essere usate.
Alcuni pescatori protestarono perchè nelle grotte di Chiaia di Luna avevano le barche e non potevano usufruire di quel riparo poichè la spiaggia era stata a loro interdetta quindi le dovevano lasciare nel porto..
Purtroppo nonostante le proteste scritte non furono ascoltati.
Nelle foto, isola di Ponza la spiaggia di Chiaia di Luna (Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
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