venerdì 30 ottobre 2026

Ricordando i nostri cari che non ci sono più

  In questi giorni dedicati ai defunti il nostro pensiero va a chi ci ha lasciato.

Non posso fare a meno di pensare ai miei genitori, Ciro ed Elvira, per me sono sempre presenti.

Il  piccolo cimitero di Ponza in questo periodo diventa un po' il fulcro della comunità ponzese. Ognuno si reca per portare un fiore, un lume, a parenti e amici.

E' il luogo della memoria di Ponza dove riposano non solo ponzesi ma anche "forestieri" che l'hanno amata a tal punto da non volerla mai lasciare scegliendola come ultima dimora. Vediamo in alcuni punti del cimitero piccole cappelline con le ceneri di qualcuno che è diventato ponzese d'adozione.

Il cimitero di Ponza, situato sulla collina della Madonna sui resti di una villa romana, fu sistemato nel 1892 quando era sindaco Vincenzo De Luca.

Furono costruite le cappelle dei notabili ma già nel '700 c'erano delle sepolture.
In questo luogo c'è la storia della nostra isola, lì ci sono i nostri antenati, coloro che hanno fatto grande questo territorio con il loro lavoro e lungimiranza.









mercoledì 28 ottobre 2026

Tramonto di fine ottobre all'isola di Ponza

 Un tramonto stupendo ammirato da Chiaia di Luna, all'isola di Ponza, il 26 ottobre 2026

Le foto sono di Milena Spignesi

La fotografia ferma il tempo e trasforma un istante visivo in un'emozione profonda








martedì 27 ottobre 2026

La Luna che tramonta sull'isola di Palmarola

 In questa foto scattata all'alba di un giorno di settembre vediamo la Luna che tramonta sull'isola di Palmarola.

Uno spettacolo meraviglioso!!!

Foto di Annalisa Sogliuzzo, 26 settembre 2026



domenica 25 ottobre 2026

Anni '60 processione di San Silverio

Processione in onore di San Silverio, patrono della comunità stintinese di origine ponzese.

Anni '60, Stintino, Sardegna.

Coll. Eugenio Denegri.

Dove c'è un ponzese c'è San Silverio

(Dalla pagina Facebook "Vecchia Stintino")



venerdì 23 ottobre 2026

Le trombe marine

 I pescatori mentre erano in mare con le loro barche da pesca temevano le trombe marine che in dialetto ponzese viene chiamata code i zèfere.

A code i zèfere è un turbine violento che si forma al di sotto di grosse nuvole nere con in basso la coda che può produrre un vortice con un' azione di risucchio verso l'alto.

Molte volte i pescatori non si allontanavano se non c'era a bordo o nei paraggi qualche persona che attraverso una formula, una preghiera , era capace di tagliare la code i zèfere, la coda del diavolo.

Il rito è diverso in base alla località e la formula era segreta. 

Sia all'isola di Ponza che ad Ischia, in base a quanto tramandato, poteva spezzare la code i zèfere soltanto un primogenito che esponendo le natiche verso il fenomeno vorticoso doveva recitare una preghiera.

Ad Ischia viene riportata questa preghiera:

Pater noster che i cielo in terra in mare

Voi state

guardateci da questo diavolo

che senza coda non è più nessuno

Ernesto Prudente scrive: "mostrare le natiche era ritenuto scaramantico; era considerato un disprezzo al diavolo mostrandogli qualcosa che a lui mancava. Tradizione, questa, che risale ai primi periodi del cristianesimo, talmente vissuta che si usava scolpirle sulle facciate delle chiese. Il posteriore umano era considerato un simbolo degli scongiuri." 




(Foto di Lina Raso, ottobre 2019)
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