lunedì 11 maggio 2026

Omaggio a Palmarola

 Questo scritto è un omaggio a Palmarola, isola sospesa tra mare e cielo, dove la natura si intreccia con la fede e il ricordo.

Attraverso descrizioni vivide e una voce personale, si racconta l'esperienza di una salita rituale al Faraglione di San Silverio - tra fondali cristallini, saraghi antichi e cieli trapunti di stelle. 

Un cammino rinnovato ogni anno, memoria viva di un legame profondo. 

Una rotta interiore che s'eleva, silenziosa e fedele.

DIARIO DI BORDO - Palmarola, faraglione di San Silverio.

E' un luogo magico delle isole Pontine, sopra e sotto.

Quel ritaglio in cui si specchia è singolare. Le acque azzurre e cristalline permettono di contare i massi sul fondo, mentre onnipresenti occhiate sembrano volare sotto la barca. Ma è più profondo il vero incantesimo.

Fin dalla notte dei tempi, dimora qui  una colonia di saraghi XXL , da generazioni. Si osserva  questa ridda di bei pesci  apparentemente errabondi  che, con indole superba, carosellano a poche spanne  da un fondale di dieci metri.  Sicuri di sè, astuti,  quasi invincibili: anche il subacqueo più avvezzo, in una tenzone di contrapposti istinti, avrà successo solo con una buona dose di fortuna. 

Il substrato è una franata millenaria, , saldata e compattata, che presenta crepacci, caverne e pozzi d'ingresso ridotto, simili a vulcani di fumarole. Questi sfociano in un dedalo di catacombe inviolabili. Sicuri del loro fortino sotterraneo,  i pinnuti  vi risiedono stabilmente, beffandosi del pescatore più ostinato. 

A pochi metri s'erge il Faraglione, collegato all'isola da un sottile istmo. 

Vi si accede dal mare, risalendo gli scogli ai suoi piedi immersi.  Una scalinata malmessa conduce a una piccola area  con un altare in pietra,  dove,  durante le celebrazioni del Santo nel mese di giugno,  il parroco di Ponza  benedice tutte le imbarcazioni che, piamente, vi si recano. 

La salita continua,  poco segnata  dai continui pellegrinaggi  di umani e capre.  E' erta, petrosa, tra gli arbusti indigeni e qualche sorpresa: lacerti  endemici che sfrecciano  tra le rocce. 

Non senza fatica si arriva in cima, dove, sul picco , si trova l'edicola con la statua del Santo,  alcuni ex voto, elemosine e un quaderno  dove lasciare  memoria della visita: una preghiera , una promessa. 

Dall'alto, il panorama è doppio. 

Verso nord,  la costa regala la vista della marina - cala storica di vita vissuta  coi locali - , i due scogli  delle Galere e, oltre, i due isolotti dei Piatti. 

Verso sud,  si apre come un palcoscenico  tutta la piana del Viaggio , poi lo scoglio Pallante, sino al Faraglione di Mezzogiorno. 

E in alto, di notte, il cielo. 

Le stelle ci appaiono  così vicine che sembra  di toccarle: Mizar, Vega,  Shedir, Altair,  Deneb, Arcturus,  Rigel,  Sirio...

Compagne silenziose del marinaio, lo accompagnano in pensieri e poesie. 

Per questa salita erta,  con i dardi fiammeggianti  del sole, scalzo su queste pietre arroventate, a te devoto, arrivo  San Silverio, e lascio una preghiera per quei conoscenti, quegli amici, quei parenti troppo presto  a te involati. Amen.


Questo piccolo monte  lo arrampichiamo ogni anno, quando siamo ospiti di Palmarola.  A piedi nudi, per scelta e per omaggio.  Compito non facile nelle ore centrali, ma  - per aspera ed astra - così decidemmo  fin dalla prima esperienza giovanile , quando i bisnonni degli attuali saraghi erano più distratti all'arpione. 

Sulla rotta del cuore, verso l'alto. 


(Questo omaggio all'isola di Palmarola è stato scritto da  Andrea Valenti (Andrew D Val su FB) che ne ha concesso, gentilmente, la pubblicazione)





Isola di Palmarola, foto di Rossano Di Loreto


sabato 9 maggio 2026

La festa della mamma

  Madre

La parola più bella

sulle labbra del genere umano è "Madre", 

e la più bella invocazione è "Madre mia".

E' la fonte dell'amore, della misericordia, 

della comprensione, del perdono.

Ogni cosa in natura parla della madre.

La stella Sole è madre della terra

e le dà il suo nutrimento di calore; 

non lascia mai l'universo nella sera

finchè non abbia coricato la terra

al suolo del mare e al canto melodioso

di uccelli e acque correnti.

E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.

Li produce, li alleva e li svezza.

Alberi e fiori diventano

madri tenere dei loro grandi frutti e semi.

La parola "madre"  è nascosta nel cuore

e sale alle labbra

nei momenti di dolore e felicità, 

come il profumo sale dal cuore della rosa 

e si mescola

all'aria chiara  e nell'aria nuvolosa.

Khalil Gibran


Buona festa della mamma!!!


In queste foto, tratte dall'album di famiglia, siamo io, la piccolina, mio fratello Peppino, mia sorella Olimpia e la mia mamma Elvira. Le gemelle ancora non erano nate.

Isola di Ponza la Banchina Nuova e siamo alla fine degli anni '50






venerdì 8 maggio 2026

Il salvadanaio di San Silverio

 Nel museo del Porto di Ingeniero White, a pochi chilometri da Bahia Blanca, in Argentina,  c'è un salvadanaio colorato che era sulla barca Nueva Lucia. 

Prima di dividere i soldi guadagnati a fine mese, i pescatori mettevano lì dentro i soldi per la festa del Santo.  Tutte le famiglie , come i Vitiello, i Conte, i Califano, lavoravano molto per la festa di San Silverio.

Questa foto è stata inviata da Nestor Hugo Alfieri ed è il salvadanaio che suo nonno aveva sulla barca "Ancona" nel porto di Ingeniero White in Argentina, dove raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio.


Il  salvadanaio di San Silverio

mercoledì 6 maggio 2026

Amici al Fieno

 Isola di Ponza, maggio 1945, amici al Fieno per una battuta di caccia alle quaglie in attesa del pranzo. 

Vittorio Scotti, Giustino Mazzella, Giovanni Ronca, Vincenzo Mattera, Aristide Baglio, Luigi Scarpati, Salvatore Mazzella, Gaspare Parisi, Antonio Guarino, Pasquale Ronca.

(Dal libro di Ernesto Prudente "PONZA il tempo della storia e quello del silenzio")



lunedì 4 maggio 2026

Buon viaggio Liliana!!!

 Ho appena saputo della scomparsa di Liliana Conte, un altro pezzo di storia di Ponza che se ne va. 

Una bella donna,  sempre sorridente, era cugina di mia madre Elvira. 

Era figlia di Benedetto Conte (fratello di nonno Salvatore) e Maria Grazia Migliaccio

Buon viaggio Liliana!!!



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