mercoledì 18 febbraio 2026

Un matrimonio del 1961

 Isola di Ponza, gli sposi della foto  sono Lucia Feola 'i Nanninella e Diego Straullu. Era settembre 1961, il luogo è la splendida terrazza del Ristorante EEA. 

In piedi gli sposi  mentre seduti ci sono alcuni  degli invitati  al pranzo di nozze.

Lucia 'i Nanninella, Lucia Feola, abitava sulla Punta Bianca, in piazza Gaetano Vitiello.

Diego Straullu prestava servizio nella Guardia di Finanza a Ponza.

La madre di Lucia, Nanninella, gestiva un negozio di stoffe in Corso Pisacane dove fino a poco tempo fa c'era la Pasticceria Napoletana. 

Il padre Silverio Feola, u' Semmentare, era noto per il suo umorismo, apparteneva ad una famiglia di pescatori.


(Foto tratta dall'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)


martedì 17 febbraio 2026

Mare in tempesta a Cala Fonte

 Oggi, 17 febbraio 2026, il mare in tempesta ha flagellato le coste dell'isola di Ponza offrendo anche uno spettacolo straordinario.

Annalisa Sogliuzzo sfidando raffiche di vento e salsedine ci ha regalato queste bellissime foto di Cala Fonte

Isola di Ponza, Cala Fonte, foto di Annalisa Sogliuzzo, 17 febbraio 2026











domenica 15 febbraio 2026

Tragedia nelle acque della Sardegna

Qualche giorno fa nelle acque di Santa Maria Navarrese, in Sardegna,  durante una violenta mareggiata, è naufragato il peschereccio Luigino, un'imbarcazione di 12 metri. Dei tre dell'equipaggio uno si è salvato mentre gli altri due Antonio Morlè ed Enrico Piras risultano dispersi. 

Il comandante Antonio Morlè era di origini ponzesi. 

Nella comunità di Arbatax - Tortolì vivono molte famiglie che provengono dall'isola di Ponza ed ora sono attonite, sono chiuse nel dolore.

Una grande tragedia

Nelle foto: 

Il comandante Antonio Morlè al porto di Arbatax davanti al suo peschereccio pochi giorni prima del naufragio. 

Il peschereccio Luigino

(Da TGR Rai Sardegna)





venerdì 13 febbraio 2026

Isola di Ponza e il Disegnatore di Lune

 ...quando sto lontano da te...

... continuo ad immaginarti
Ponza con San Silverio
Segnalibro
acquerellabili e china su carta torchon
©®IL DISEGNATORE DI LUNE
Gianluca Campoli

mercoledì 11 febbraio 2026

Il sopravvissuto

Emiliano Vitiello apparteneva ad una numerosa famiglia di pescatori ponzesi. Da giovane pare sia emigrato in America o in Australia ma dopo pochi anni ritornò a Ponza.

Sopravvisse ad una immane tragedia nelle acque di Palmarola, nel febbraio del 1929 o 1930, mentre pescavano merluzzi. Si mise una tempesta di ponente e la barca si capovolse. Emiliano vide annegare i suoi compagni e due suoi fratelli lui riuscì a salvarsi insieme ad altre quattro persone. Trascinato dalle onde finì sulla spiaggia sassosa di Cala Appannesse a Palmarola, piangendo e pregando scalò la falesia a strapiombo di monte Tramontana per accendere il fuoco e dare l'allarme. Raccontò di essere stato guidato da un vecchio con la barba che gli indicava dove potesse appigliarsi nella roccia. 

"La figura del vecchio prese forma e consistenza una volta giunto in vetta. Lo guidò fino ad una grotta piena di paglia dove trovò una coperta. Le sue condizioni di avvilimento e di prostrazione fisica non gli consentivano di andare oltre quello che i suoi occhi vedevano. Si tolse i panni bagnati e si buttò nella paglia coprendosi con la coperta. Più che stanco era sfinito. E poco dopo, in quello stato di paura e avvilimento si sentì strattonare e sentì che una voce lo invitava ad accendere il falò per segnalare a Ponza la loro presenza a Palmarola. Si ridestò e si guardò intorno. Era solo nella grotta eppure si era sentito strattonare. Eppure aveva sentito parlare. Uscì sempre avvolto dalla coperta. Accatastò sulla roccia della legna e con l'aiuto della paglia secca, accese il fuoco con un fiammifero che, guarda caso, aveva trovato su una mensola della grotta. Il fuoco, alimentato dal vento, divampò immediatamente, dando luogo ad una alta fiammata. L'avrebbero certamente vista da Ponza dove sapeva che parenti e amici erano sui promontori a scrutare, come erano usi fare quando preoccupati attendevano il ritorno dei pescatori o un segnale della loro presenza a Palmarola. Prima di rientrare nella grotta per addormentarsi, guardò in giro in cerca del vecchio, l'unica certezza di cui aveva ricordo. Ma di lui nessuna traccia." (Ernesto Prudente)

Sicuramente il vecchio con la barba era San Silverio.

Dopo questa disgrazia Emiliano emigrò a La Maddalena e andò con la moglie Margherita Pagano a vivere in una casa nel rione Due Strade. I suoi figli maschi Augusto, Osvaldo ed il piccolo Benito divennero anch'essi pescatori. Lui continuò a pescare fino a dieci anni prima della morte che avvenne nel 1978.


L'isola di Palmarola vista da Ponza


Emiliano Vitiello, il sopravvissuto

Margherita Pagano, moglie di Emiliano Vitiello,  con le nasse


Accanto allo sposo Benito Vitiello, i suoi genitori Emiliano e Margherita, 1961


Benito Vitiello figlio di Emiliano mentre costruisce una nassa

(Per gentile concessione di Leonarda Maria Maddalena Vitiello, nipote di Emiliano)






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...