Per la mia mamma Elvira sarebbe stato un compleanno veramente importante, avrebbe compiuto cento anni.
Frammenti di Ponza
racconti e altro sulle isole Ponziane...
mercoledì 13 maggio 2026
lunedì 11 maggio 2026
Omaggio a Palmarola
Questo scritto è un omaggio a Palmarola, isola sospesa tra mare e cielo, dove la natura si intreccia con la fede e il ricordo.
Attraverso descrizioni vivide e una voce personale, si racconta l'esperienza di una salita rituale al Faraglione di San Silverio - tra fondali cristallini, saraghi antichi e cieli trapunti di stelle.
Un cammino rinnovato ogni anno, memoria viva di un legame profondo.
Una rotta interiore che s'eleva, silenziosa e fedele.
DIARIO DI BORDO - Palmarola, faraglione di San Silverio.
E' un luogo magico delle isole Pontine, sopra e sotto.
Quel ritaglio in cui si specchia è singolare. Le acque azzurre e cristalline permettono di contare i massi sul fondo, mentre onnipresenti occhiate sembrano volare sotto la barca. Ma è più profondo il vero incantesimo.
Fin dalla notte dei tempi, dimora qui una colonia di saraghi XXL , da generazioni. Si osserva questa ridda di bei pesci apparentemente errabondi che, con indole superba, carosellano a poche spanne da un fondale di dieci metri. Sicuri di sè, astuti, quasi invincibili: anche il subacqueo più avvezzo, in una tenzone di contrapposti istinti, avrà successo solo con una buona dose di fortuna.
Il substrato è una franata millenaria, , saldata e compattata, che presenta crepacci, caverne e pozzi d'ingresso ridotto, simili a vulcani di fumarole. Questi sfociano in un dedalo di catacombe inviolabili. Sicuri del loro fortino sotterraneo, i pinnuti vi risiedono stabilmente, beffandosi del pescatore più ostinato.
A pochi metri s'erge il Faraglione, collegato all'isola da un sottile istmo.
Vi si accede dal mare, risalendo gli scogli ai suoi piedi immersi. Una scalinata malmessa conduce a una piccola area con un altare in pietra, dove, durante le celebrazioni del Santo nel mese di giugno, il parroco di Ponza benedice tutte le imbarcazioni che, piamente, vi si recano.
La salita continua, poco segnata dai continui pellegrinaggi di umani e capre. E' erta, petrosa, tra gli arbusti indigeni e qualche sorpresa: lacerti endemici che sfrecciano tra le rocce.
Non senza fatica si arriva in cima, dove, sul picco , si trova l'edicola con la statua del Santo, alcuni ex voto, elemosine e un quaderno dove lasciare memoria della visita: una preghiera , una promessa.
Dall'alto, il panorama è doppio.
Verso nord, la costa regala la vista della marina - cala storica di vita vissuta coi locali - , i due scogli delle Galere e, oltre, i due isolotti dei Piatti.
Verso sud, si apre come un palcoscenico tutta la piana del Viaggio , poi lo scoglio Pallante, sino al Faraglione di Mezzogiorno.
E in alto, di notte, il cielo.
Le stelle ci appaiono così vicine che sembra di toccarle: Mizar, Vega, Shedir, Altair, Deneb, Arcturus, Rigel, Sirio...
Compagne silenziose del marinaio, lo accompagnano in pensieri e poesie.
Per questa salita erta, con i dardi fiammeggianti del sole, scalzo su queste pietre arroventate, a te devoto, arrivo San Silverio, e lascio una preghiera per quei conoscenti, quegli amici, quei parenti troppo presto a te involati. Amen.
Questo piccolo monte lo arrampichiamo ogni anno, quando siamo ospiti di Palmarola. A piedi nudi, per scelta e per omaggio. Compito non facile nelle ore centrali, ma - per aspera ed astra - così decidemmo fin dalla prima esperienza giovanile , quando i bisnonni degli attuali saraghi erano più distratti all'arpione.
Sulla rotta del cuore, verso l'alto.
(Questo omaggio all'isola di Palmarola è stato scritto da Andrea Valenti (Andrew D Val su FB) che ne ha concesso, gentilmente, la pubblicazione)
sabato 9 maggio 2026
La festa della mamma
Madre
La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera
finchè non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola "madre" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all'aria chiara e nell'aria nuvolosa.
Khalil Gibran
Buona festa della mamma!!!
In queste foto, tratte dall'album di famiglia, siamo io, la piccolina, mio fratello Peppino, mia sorella Olimpia e la mia mamma Elvira. Le gemelle ancora non erano nate.
venerdì 8 maggio 2026
Il salvadanaio di San Silverio
Nel museo del Porto di Ingeniero White, a pochi chilometri da Bahia Blanca, in Argentina, c'è un salvadanaio colorato che era sulla barca Nueva Lucia.
Prima di dividere i soldi guadagnati a fine mese, i pescatori mettevano lì dentro i soldi per la festa del Santo. Tutte le famiglie , come i Vitiello, i Conte, i Califano, lavoravano molto per la festa di San Silverio.
Questa foto è stata inviata da Nestor Hugo Alfieri ed è il salvadanaio che suo nonno aveva sulla barca "Ancona" nel porto di Ingeniero White in Argentina, dove raccoglievano i soldi per la festa di San Silverio.
Il salvadanaio di San Silverio
mercoledì 6 maggio 2026
Amici al Fieno
Isola di Ponza, maggio 1945, amici al Fieno per una battuta di caccia alle quaglie in attesa del pranzo.
Vittorio Scotti, Giustino Mazzella, Giovanni Ronca, Vincenzo Mattera, Aristide Baglio, Luigi Scarpati, Salvatore Mazzella, Gaspare Parisi, Antonio Guarino, Pasquale Ronca.
(Dal libro di Ernesto Prudente "PONZA il tempo della storia e quello del silenzio")
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