Mare calmo, splendido sole, l'isola di Ponza è meravigliosa
Isola di Ponza, 6 aprile 2026, foto inviata da mia sorella Lella
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Mare calmo, splendido sole, l'isola di Ponza è meravigliosa
Isola di Ponza, 6 aprile 2026, foto inviata da mia sorella Lella
Siamo in un mondo in cui con l'uso spropositato delle armi si stanno distruggendo intere popolazioni e si rischia di annientare l'intera umanità.
Speriamo si riesca a capire che senza la pace tra i popoli si rischia l'autodistruzione
BUONA PASQUA!!!
"La pace è il solo vero investimento per il futuro"
Franklin D. Roosevelt, 32° Presidente degli Stati Uniti
Isola di Ponza, foto di Maurizio Musella, marzo 2026
In questo foto vediamo, durante la processione del Venerdì Santo, portare il Cristo morto mio padre Ciro Iacono e Silverio D'Arco chiamato affettuosamente Bebè.
Sono scomparsi entrambi a distanza di pochi mesi nel 2006.
Decètte a vècchie:
scapulàte màrze, i càmpe n'at ànne
(Disse la vecchia:
superato marzo, vivrò un altro anno. Perchè passato il freddo seguirà il tempo bello)
Il dialetto ponzese anche attraverso i proverbi e i modi di dire è il linguaggio dei nostri antenati. Purtroppo sta scomparendo anche se basta, a volte, una parola per farci tornare indietro nel tempo.
Isola di Ponza, foto di Rossano Di Loreto, marzo 2026
Isola di Ponza foto di Annalisa Sogliuzzo, marzo 2026
Il mercantile San Silverio era partito da Rio Marina il 23 maggio 1954 e diretto a Savona ma verso l'una di notte del giorno seguente affondò al largo di Santa Margherita Ligure. Il mare era molto mosso e forse il carico sbandò.
L'armatore era Nicola Caccioppoli di Capri ma residente a Ponza ed era soprannominato Frichella. Il comandante era Giuseppe Mazzella e l'equipaggio era composto da undici persone ma si salvarono solo in sette. Persero la vita anche tre ponzesi, Salvatore Vitiello, Giuseppe Feola e Alessandro Feola.
" Lo scafo procedeva lentamente sul mare sconvolto dalla tempesta, quando un'onda gigantesca lo investì in pieno scuotendolo con estrema violenza. La nave si impennò più volte; la pirite chiusa nella stiva scivolò, andando a urtare contro la murata, Seguì un pauroso sbandamento a dritta; il fasciame dello scafo, sotto la pressione interna del carico e quello esterno delle onde sempre più aggressive scricchiolò . Pareva che da un momento all'altro il battello dovesse spezzarsi. Constatata l'impossibilità di raddrizzare la "San Silverio" , che ormai sarebbe stata trascinata alla deriva, il comandante Mazzella lanciò il SOS"
Abbandonarono la nave che poi affondò adagiandosi su un fondale di 112 metri. Il comandante Mazzella subì un processo ma poi fu assolto.
(Notizie e foto sono tratte dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")