Emiliano Vitiello apparteneva ad una numerosa famiglia di pescatori ponzesi. Da giovane pare sia emigrato in America o in Australia ma dopo pochi anni ritornò a Ponza.
Sopravvisse ad una immane tragedia nelle acque di Palmarola, nel febbraio del 1929 o 1930, mentre pescavano merluzzi. Si mise una tempesta di ponente e la barca si capovolse. Emiliano vide annegare i suoi compagni e due suoi fratelli lui riuscì a salvarsi insieme ad altre quattro persone. Trascinato dalle onde finì sulla spiaggia sassosa di Cala Appannesse a Palmarola, piangendo e pregando scalò la falesia a strapiombo di monte Tramontana per accendere il fuoco e dare l'allarme. Raccontò di essere stato guidato da un vecchio con la barba che gli indicava dove potesse appigliarsi nella roccia.
"La figura del vecchio prese forma e consistenza una volta giunto in vetta. Lo guidò fino ad una grotta piena di paglia dove trovò una coperta. Le sue condizioni di avvilimento e di prostrazione fisica non gli consentivano di andare oltre quello che i suoi occhi vedevano. Si tolse i panni bagnati e si buttò nella paglia coprendosi con la coperta. Più che stanco era sfinito. E poco dopo, in quello stato di paura e avvilimento si sentì strattonare e sentì che una voce lo invitava ad accendere il falò per segnalare a Ponza la loro presenza a Palmarola. Si ridestò e si guardò intorno. Era solo nella grotta eppure si era sentito strattonare. Eppure aveva sentito parlare. Uscì sempre avvolto dalla coperta. Accatastò sulla roccia della legna e con l'aiuto della paglia secca, accese il fuoco con un fiammifero che, guarda caso, aveva trovato su una mensola della grotta. Il fuoco, alimentato dal vento, divampò immediatamente, dando luogo ad una alta fiammata. L'avrebbero certamente vista da Ponza dove sapeva che parenti e amici erano sui promontori a scrutare, come erano usi fare quando preoccupati attendevano il ritorno dei pescatori o un segnale della loro presenza a Palmarola. Prima di rientrare nella grotta per addormentarsi, guardò in giro in cerca del vecchio, l'unica certezza di cui aveva ricordo. Ma di lui nessuna traccia." (Ernesto Prudente)
Sicuramente il vecchio con la barba era San Silverio.
Dopo questa disgrazia Emiliano emigrò a La Maddalena e andò con la moglie Margherita Pagano a vivere in una casa nel rione Due Strade. I suoi figli maschi Augusto, Osvaldo ed il piccolo Benito divennero anch'essi pescatori. Lui continuò a pescare fino a dieci anni prima della morte che avvenne nel 1978.
L'isola di Palmarola vista da Ponza
Emiliano Vitiello, il sopravvissuto
Margherita Pagano, moglie di Emiliano Vitiello, con le nasse
Accanto allo sposo Benito Vitiello, i suoi genitori Emiliano e Margherita, 1961














