martedì 28 luglio 2026

Ragazzi che si tuffano

 In questa foto vediamo ragazzi spensierati che si tuffano dallo scoglio sotto l'albergo Gennarino a Mare, all'isola di Ponza. Credo anni '50.

Come si divertivano, bastava poco

Altri tempi!!!



domenica 26 luglio 2026

A cetratèlle di nonna Assunta

  Nonna Assunta aveva davanti alla sua casa, ncòppe i Cuònte, un piccolo giardino in cui oltre ai fiori c'era una profumatissima pianta di cetratèlle (aloysia citrodora).

Ancora oggi ricordo quel profumo inebriante che mi fa ricordare l'infanzia, luoghi e persone che non ci sono più.

Assunta Mazzella era la mia nonna materna e voglio ricordarla perchè sono cinquant'anni dalla sua scomparsa, era il 28 luglio 1976.


Ncòppe i Cuonte c'era la casa di nonna Assunta


Qui era la casa di nonna con davanti il giardinetto


Nonna Assunta nella sua casa
Nonna Assunta Mazzella

(Dall'album di famiglia)





La profumatissima cetratèlle (Aloysia citrodora)

venerdì 24 luglio 2026

Un proverbio di Ponza

 I chiacchiere s'e pigle u viènte, i maccarune jenghene a panze

(Le chiacchiere se le porta il vento, i maccheroni riempiono la pancia)

I fatti contano, le parole volano con il vento

(Tratto dal libro di Ernesto Prudente "A PA'NJE - i proverbi di Ponza -")


Isola di Ponza in una foto antica


...i maccarune jenghene a panze

mercoledì 22 luglio 2026

La tragedia del piroscafo Santa Lucia

 La tragedia del piroscafo Santa Lucia, avvenuta a poche miglia dall'isola di Ventotene,  ha sconvolto tante vite ma soprattutto quella di Mirella Romano che perse il padre Carmine, finanziere di 31 anni,  in quell'affondamento. 

Per anni erano circolate voci, leggende ma nessuna verità.

Mirella appena ha potuto si è data da fare per raggiungere questo obiettivo: conoscere la verità e ci è riuscita.

È stata un’operazione di guerra in quanto gli alleati volevano fiaccare l’Italia bombardando tutto quello che capitava.
Quella mattina del 24 luglio 1943 gli aerei erano otto ed erano partiti dalla base di Protville, in Tunisia.
Quattro si lanciarono sul Santa Lucia mentre gli altri colpirono una piccola imbarcazione, presumibilmente tedesca.
Nel 2008 è riuscita a ritrovare anche un superstite, per puro caso.
È Vincenzo Moretti, in quel tempo carabiniere, si trovava su quella nave insieme ad altri colleghi. Non sapeva nuotare e si salvò restando attaccato ad un pezzo di legno.

Io però ho una testimonianza di quella tragedia, quella di mia madre Elvira.
Era appena diciassettenne ed era andata a Ventotene il 18 luglio per aiutare sua sorella Olga che aveva due bambine piccole.
Raccontava che su quella nave c’era anche una sua amica, Antonietta Galano e si dovevano incontrare a Ventotene.
Mia madre vide l’orribile spettacolo dell’affondamento dalla finestra di casa di don Aniello Conte, suo zio, che era cappellano dell’ergastolo di Santo Stefano.
In 28 secondi la nave affondò con il suo carico di vite umane, lasciando sulla superficie del mare un’enorme macchia.
Raccontava anche che il giorno precedente all’affondamento, oltre al Santa Lucia, fu mitragliata la lavanderia di Santo Stefano, per fortuna senza danni. Lei ed altre persone trascorsero la notte in una grotta sotto l’ergastolo.
Anche se era molto giovane ricordava perfettamente quell’orrore.

Ogni anno, grazie alla costanza di Mirella, si ricorda questa grande tragedia con delle cerimonie sia a Ventotene che a Ponza.




Il piroscafo Santa Lucia


Mirella Romano con il modellino del piroscafo Santa Lucia


La locandina con le cerimonie per l'Anniversario dell'Affondamento del Piroscafo Santa Lucia, luglio 2026

lunedì 20 luglio 2026

Una bella edicola votiva della Madonna della Civita

 All'isola di Ponza, su una parete della Banchina Di Fazio, accanto al negozio di nautica, c'è un'edicola votiva dedicata alla Madonna della Civita.

Pare sia stata realizzata intorno al 1935 come riproduzione di quella più antica e grande oggi conservata da Silvia, moglie di Francesco Aprea. 

Alcuni ricordano che Peppino Di Fazio, bisnonno degli attuali proprietari dei locali per la vendita di materiale nautico, allora alimentari, organizzava la festa rituale del 21 luglio, con preghiere davanti all'immagine, canti e giochi per i ragazzi compreso il palo della gallina che in seguito venne soppresso come quello nella tradizione per la festa di S.Silverio.

La consuetudine è durata fino al 1951/ 52 quando il parroco Luigi Dies fece edificare  la chiesetta dedicata alla Madonna della Civita nella frazione degli Scotti di Sopra dove si è definitamente trasferita questa devozione che nei tempi andati era sentita e avveniva anche nella frazione dei Conti e nella parte nord dell'isola,  Le Forna, nella zona di Cala Caparra. ( Tratto da "Le edicole votive a Ponza" di Giuliano Massari)

Qualche anno fa il quadro che c'era prima è stato sostituito con un bellissimo dipinto realizzato da Florentine Wallner (a tedesche d'a Ravia)

Nota:

Mia madre Elvira mi raccontava che festeggiavano la Madonna della Civita sui Conti, zona in cui abitava da ragazza. Addobbavano il quadro che raffigurava la Madonna custodito in un'edicola votiva e lei portò una pianta di nastrino (falangio) che purtroppo non ritrovò più..


Edicola votiva dedicata alla Madonna della Civita sulla Banchina Di Fazio, foto di Giuliano Massari, 2020

 
 Il dipinto che raffigura la Madonna della Civita



Il dipinto della Madonna della Civita mentre veniva realizzato da Florentine Wallner...sotto si intravede l'isola di Ponza 



Il dipinto in lavorazione


L'edicola votiva in Banchina Di Fazio
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