martedì 22 settembre 2026

Ernesto Prudente, un grande personaggio ponzese

In questi giorni ricorre l'anniversario della scomparsa di Ernesto Prudente e mi sembra giusto ricordarlo.

Ernesto Prudente potremmo definirlo il Presidente di Palmarola, isola che amava in modo sviscerato, dove trascorreva lunghi periodi in solitudine però mai in estate.
Ha scritto tanti libri in cui ha raccontato dell'arcipelago Ponziano spaziando in tutti i campi possibili, la storia, le tradizioni, la cucina, gli aneddoti, i proverbi e leggendo quelle pagine sembra di sentire la sua voce. 
Così facendo ha cercato di tramandare il suo sapere.
La sua vita lavorativa l'ha trascorsa stando in contatto con i ragazzi perchè era un maestro elementare a cui ha dato molto, oltre al sapere tante perle di saggezza.
Un maestro di scuola e di vita!!!
Anche nella vita isolana è stato un personaggio di spicco, ha dato notevoli contributi in tante vicende, solo per raccontarne una, citata anche nei suoi libri, quella della chiusura della miniera che stava devastando una parte dell'isola di Ponza.
Ernesto, distinto signore dagli occhi azzurri ci ha lasciati nel settembre del 2012 ma il suo ricordo è sempre vivo nella comunità ponzese.

Hanno scritto di lui:

Da Nautica, novembre 2001:
"Ponza ed Ernesto Prudente sono un binomio inscindibile. Insegnante sull'isola natia per decenni è la memoria storica dell'arcipelago che comprende anche Palmarola, a cui lo lega un amore viscerale. Qui lui vive per almeno sei mesi l'anno, qui raccoglie minerali e ossidiane, i suoi appunti storici e gli scritti di quanti con l'arcipelago hanno avuto a che fare."

Ed ancora Il Messaggero 15 giugno 2000, Pier Giacomo Sottoriva:
"Ernesto Prudente...E' ormai il deposito della Ponzesità, lo scrigno del Buon Ricordo isolano, il cercatore dell'oro dei detti, motti, saggezze e minuzie, usi racconti e miti, invenzioni e verità. Insomma, di tutto "quanto fa isola".

Così lo descrive Davide Desario in Voglia di mare settembre/ottobre 2000:
"...E' l'unico abitante di Palmarola. Ha settantatre anni e vive in completa solitudine in una piccola casetta su una delle cime più alte dell'isola ponziana. Le sue giornate le trascorre a scrivere libri, a raccogliere asparagi e a parlare con la natura. Si chiama Ernesto Prudente e la sua vita è tutta da raccontare."



Ernesto Prudente



Ernesto Prudente con una scolaresca

 


Ernesto con la collega, la maestra Giovanna Conte

domenica 20 settembre 2026

Buon compleanno papà!!!

Buon compleanno papà ovunque tu sia!!! 

Il ricordo non muore mai...

Ciro Iacono maestro d'ascia dell'isola di Ponza

(21 / 09 / 1920 - 25 / 02 / 2006 

( Dall'album di famiglia)




venerdì 18 settembre 2026

L'altare di San Silverio nella chiesa di Ponza

 "...Il devoto isolano ama e venera sommamente il suo Patrono, del cui patrocinio ben spesso ei prova la benefica influenza;  di rado la prece innalzata a piè dell'altare a Lui sacro se ne va perduta, donde avviene che ognuno grato per questa o quella speciale grazia ottenuta sua mercè,  vieppiù lo ossequia e si pregia ricordare il nome imponendolo ad uno de' suoi pargoletti. Il marinaio che dopo lungo e periglioso viaggio, tocca il porto, rende grazie a Lui e gli fa presente d'un qualche dono se nello smercio della mercanzia ha fatto buon negozio..."

(Da "Impressioni" di Gabriella Moriondo, maestra,1890)

Nota:

La maestra Gabriella Moriondo sposò il notaio Giovanni Coppa, era la mamma del Professor Ezio Coppa



Isola di Ponza, chiesa Madre, altare di San Silverio, agosto 2026

mercoledì 16 settembre 2026

Il pozzo della Cisterna del Corridoio

 Da qualche anno, all'isola di Ponza, è stata resa fruibile la Cisterna Romana del Corridoio, in via Comandante, un vero gioiello di ingegneria idraulica.

Questa Cisterna fa parte del sistema di troppo pieno di un'altra più grande, quella di Via Parata, e di cui mi batto da anni per il suo recupero.
Il Tricoli quando descrive la Cisterna del Bagno o di Via Parata così scrive: "...La inferiore è destinata a contenere l'acqua pubblica. quella superiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora il Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori sulla volta."
La inferiore, appunto, è la Cisterna del Corridoio.

Un tempo, attingevano l'acqua da un pozzo davanti al palazzo rosa, in via Parata,  che negli anni '60 venne coperto non si sa il motivo. 

Fortunatamente qualche anno fa è stato ricostruito dando luce ed aria alla Cisterna sottostante.

E' stato abbellito da  mia sorella Olimpia dando un tocco di prestigio alla strada.

Credo che però andrebbe, durante la visita alla Cisterna, spiegato il collegamento e l'uso a cui era adibito.

Ponza non è solo mare.


Il pozzo, agosto 2026


Il pozzo illuminato di sera, agosto 2025


La luce del pozzo vista da dentro la Cisterna


La Cisterna del Corridoio


Il cunicolo che collega, presumibilmente,  le due Cisterne


La piantina in cui si vede dove è collocata la Cisterna...si vede anche quella di Via Parata e poi quella più piccola, del Corridoio

domenica 13 settembre 2026

Da Ponza a Tavolara

Nel loro girovagare per il Mediterraneo in cerca di fortuna, i pescatori ponzesi si sono stabiliti sull'isola di Tavolara in Sardegna verso la fine dell'Ottocento e il secondo dopoguerra, creando una piccola comunità di circa sessanta persone.

 L'isola di Tavolara con un mare ricco di aragoste era il regno più piccolo del mondo su cui aleggia una sorta di leggenda.

Alla fine del Settecento Giuseppe Bertoleoni, di origine genovese - corsa, giunse nell'Arcipelago della Maddalena in cerca di un posto su cui abitare. Nel 1807 si stabilì con la sua famiglia all'isola di Tavolara allevando capre selvatiche caratterizzate da una colorazione dorata nella dentatura.

Nel 1836 Carlo Alberto approdò all'isola di Tavolara e si presentò come Re di Sardegna e sembra che Giuseppe Bertoleoni rispose: "Io sono il Re di Tavolara".

Carlo Alberto rimase a Tavolara una settimana e, secondo i Bertoleoni, promise di di riconoscere l'indipendenza dell'isola. Sembra che non molto tempo dopo sia arrivata una pergamena firmata dal Re, ma pare che sia andata perduta.

Durante le ricerche per ricostruire l'albero genealogico della mia famiglia abbiamo scoperto che Luigi Mazzella, zio di nonna Assunta, fratello della mia bisnonna Maria Antonia, ha sposato una nipote del Re di Tavolara.

Luigi Mazzella (nato il 22 Settembre 1867 a Ponza) ha sposato Pasqualina Emanuela Puccetti (nata il 1 Dicembre 1879 a Tavolara). 

Pasqualina era figlia di Giosuè Puccetti (un marittimo di Viareggio) e di Giovannetta Bertoleoni. 

Giovannetta Bertoleoni era una delle figlie di Pasqua Favale e Paolo Bertoleoni (Paolo I di Tavolara). Paolo era figlio del primo Re di Tavolara, Giuseppe Bertoleoni, e di sua moglie Paola Ornaro. 

C'è una discendenza ancora oggi che ha delle attività turistiche e di ristorazione sull'isola con Tonino Bertoleoni 


Nota:

L'isola di Tavolara si trova nel golfo di Olbia



L'isola di Tavolara


La famiglia di Carlo I Bertoleoni in una foto di fine Ottocento
(Immagini reperite in rete)


Atto di matrimonio tra Luigi Mazzella e Pasqualina Emanuela Puccetti (figlia di Giovannetta Bertoleoni)


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