mercoledì 15 luglio 2026

Lo scoglio della Botte

Questo petroso eremita s'erge da fondali così improponibili e severi da esser snobbato dai più audaci cormorani, non ha attracchi e la sua cintura è ostile al naufrago.

Lo si traversa in avvicinamento a Ventotene, anfitrione dell'avvistamento dell'isola.

E' il baluardo emerso di una montagna subacquea, di misteriosa storia,  periplo d'ogni imprudente scafo, poichè esso di notte è celato dalla tenebra. Le stelle pietose tentano di alleviare l'oblio che lo attanaglia, tuttavia con arduo frutto. 

Ma è lì, qual maestoso ciclope millenario, quasi un'esplosione dolomitica in mezzo ad un nulla cobalto. Impervio, scevro dal più minuscolo lichene, privo d'insetti , forse posatoio effimero di stanchi uccelli in migrazione,  sembra reclamare considerazione, esser partecipe di un pensiero affettuoso al passaggio dell'uomo di mare.

Eccolo il mio umile tributo. Ti raffiguro: imponente sentinella, inattaccabile e salda guglia i cui marosi tentan  la resa o slanciano abbracci di spuma  incontaminata. 

Contemplo  la tua esistenza solinga e immota, la tua tenacia, il tuo messaggio. 

 Resterai oltre ogni  transitoria  terrenità,  contando stagioni e  occhi di passaggio. 

Piccolo mondo preistorico , con rispetto ammiro le tue fattezze, scolpite da aria  e acqua senza tempo, il sole ti irrora di lampi  di mare,  d'azzurro  e blu ti cingono la vita , lunga e interessante  come una rotta che non finisce mai.

C'è sempre da imparare, a te va un mio omaggio di gratitudine.


Nota dell'autore: 

Questo testo è nato  dal silenzioso incontro  con uno scoglio solitario,  che si erge fiero e dimenticato  nel mare verso Ventotene. Non è solo pietra: è simbolo di resistenza , di solitudine viva,  di tempo che non chiede attenzione  ma la merita. 

(Testo e foto inviati, gentilmente, da Andrea Valenti (Andrew D.Val su FB), giugno 2026)


domenica 12 luglio 2026

Da Ponza a Ingeniero White

 Ci fu una vera catena migratoria da Ponza verso Ingeniero White, località dell'Argentina.  Iniziò già nei primi anni del '900 e poi continuò poichè furono chiamati a trasferirsi anche i loro parenti.

I vincoli di parentela in quel luogo si rafforzarono ancora di più e pregavano San Silverio attraverso un'immagine, un quadro finchè nel 1928 arrivò la statua del Santo. 

Oggi fanno una bella processione di San Silverio prima per le strade del paese poi viene portato su un'imbarcazione a benedire il mare. A Ingeniero White si festeggia però in autunno, a novembre o nei primi giorni di dicembre, poichè a giugno fa freddo da loro.

A Ingeniero White molti cognomi sono ponzesi come Aversano, Conte, Onorato, Califano, Feola...


Questa bella signora era Assunta Conte che sposò Agostino Aversano. A Ponza lei abitava a Frontone mentre Agostino sopra Giancos (Per gentile concessione di Maria Cristina Aversano, la figlia)


Maria Cristina Romano, madre di Assunta Conte, arrivò in Argentina nel 1948


In questa foto ci sono anche Assunta Conte, sua madre Maria Cristina Romano


Silverio e Josè Aversano in testa alla processione di San Silverio, 1961


Claudio Onorato porta la statua di San Silverio, 25 novembre2007

(Foto tratte dal libro di Susana Beatriz Martos "San Silverio El origen de una hermandad")

venerdì 10 luglio 2026

La Palinuro nelle acque dell'isola di Ponza

 La nave scuola della Marina Militare Palinuro ieri ha sostato nelle acque dell'isola di Ponza ed è stata visitata dal sindaco di Ponza, dalle autorità, da una rappresentanza dell'Istituto Comprensivo Pisacane.

Il Sindaco Ambrosino ha donato una statuetta di San Silverio, patrono di Ponza

E' stata ammirata da ponzesi e ospiti dell'isola. 

Quanta bellezza!

Foto di Rossano Di Loreto


























mercoledì 8 luglio 2026

A Ponza si fa sera

 A Ponza si fa sera

e sembra essere tutto frenetico...
ma ti accorgi che non lo è affatto.
china e acquerellabili su carta Fabriano
©®IL DISEGNATORE DI LUNE
Gianluca Campoli


domenica 5 luglio 2026

Una notte a ridosso della Forcina

Palmarola dalla barca è una dimensione magica e silenziosa, soprattutto di notte: i munacielli curiosano sfacciatamente ogni "profanatore" del loro regno, ben attenti a non farsi vedere, tra la brulla vegetazione; la pace è sublimata da rari belati lontani di caprette ritardatarie, da berte invocanti e da sartie arpeggiate da morbidi refoli. Quando dal quarto quadrante il tempo bisticcia, si impegna l'ancora sulle sabbie di acque smeraldine, al cospetto severo dello squarcio montagnoso orientale della Forcina. 

Qui il chiasso  dei pensieri terreni si disperde veloce tra le galassie, lasciando a ricordi e nostalgie  ogni impero. 

Così lo sguardo  segue l'istinto, mira alto tra le stelle  affabili e quasi acciuffabili: in un attimo  il firmamento ci accoglie  e noi inspiriamo esso. 

Sorgono congetture  inusuali ma profonde, si delineano immagini fantasiose e intime, nulla scuote più il nostro animo,  apprensioni e problemi  sembrano ormai concetti preistorici. Allora penso a tante cose belle ma anche sofferenti, sono sempre emozioni. Gli astri sembrano ascoltare e apprezzare, ma so essere frutto di mie proiezioni, tuttavia gratificanti.

Affetti dispersi , cari involati,  cicatrici amorose, piango scuro  al chiar di luna  in coro agli struggenti echi  degli uccelli marini.

Quando l'oscurità  avvolge d'intorno , passato e presente si scontrano sempre , senza spettatori di una battaglia neuronica infinita, senza regole, spossante. 

Ma ecco innalzarsi un vessillo di vittoria, o meglio, c'è una ritirata strategica: il "qui e ora" sorride al mondo. 

Senza mai ricacciare il vissuto nell'oblio, si impara proprio  dalle stelle a rifulgere della propria luce interiore, irradiando,  per quanto possiamo,  ogni proposito, ogni battito,  ogni positivo slancio,  con invidiabili, generose onde invisibili. 

Quanto ho appena  raccontato non è forse merito di Palmarola?


Testo e foto inviati, gentilmente, da Andrea Valenti (Andrew D.Val su FB), luglio 2026

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