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mercoledì 24 giugno 2026

La colata di piombo per San Giovanni

 La molibdomanzia era un'arte divinatoria che consisteva nel versare qualche pezzo di piombo (chiumme) fuso  in una ciotola con  dell'acqua fredda e vedere quale forma assumesse nel raffreddarsi per poi  interpretarla. Era anche una protezione dagli spiriti maligni, tipo i janàre, ma serviva anche a predire il futuro. All'isola di Ponza era praticata nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Un racconto della compianta  Maria Conte da Padova che ha assistito da giovanetta a questo rito:

"Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo."

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna


Pezzetti di piombo


Qui c'era il forno di Maria Grazia

Il Corso


Le scalette che portano dove c'era il forno

I janàre

venerdì 2 maggio 2025

Un ricordo del giorno della Croce di Maria Conte

 Maria Conte, ponzese doc ma da una vita a Padova, scomparsa lo scorso gennaio, qualche anno fa mi inviò questo suo ricordo: 

"Il tuo Frammento ha risvegliato, nella mia mente, un ricordo dolcissimo della mia adolescenza, nell'isola.
Il 3 maggio, la Chiesa celebra l'Esaltazione della Croce. In tal giorno, era usanza  aprire le varie cappelline, dedicate alla Croce Santa. 
Nei giorni precedenti, le famiglie, che ne curavano la pulizia, e ne conservavano il culto, le biancheggiavano e le adornavano con fiori e ceri. Se possibile, ci mettevano qualche sedia, in attesa della visita dei fedeli. In ispecie, Nonne e Mamme ne visitavano più di una, sostando per una preghiera e per un canto. 
Noi ragazzi, in questa giornata primaverile, di solito splendida, seguivamo volentieri gli adulti nel pellegrinaggio.
Per prima, ci si soffermava a quella in piazza centrale, di fronte all'albergo della nostra cara Clorinda Conte;  poi, ci si spostava a quella della Dragonara, vicino alla casa dei Ferraiuolo, nonni dell'ex sindaco ; infine a quella, sopra S. Antonio, che domina il panorama mozzafiato del porto, la "bomboniera" come mi piace chiamarla. 
Un'altra era a S.Maria, un'altra ancora sopra i Conti. 
Si camminava volentieri, su e giù; si pregava con gli adulti; si cantava, se ricordo bene: "Evviva la Croce, la Croce evviva; evviva la Croce e Chi la portò.." 
Noi .eravamo felici anche di questo.."

Mi piace ricordarla

La Cappellina sulla Punta Bianca


L'interno della Cappellina  preparata per la recita del Rosario per il mese di maggio (Foto di Elena Coppa)


La scala che porta alla cappellina sulla Dragonara (Agosto 2020)



La Cappellina sulla Dragonara (Foto di Polina Ambrosino)



La Cappellina sopra Sant'Antonio in  salita Croce


sabato 8 marzo 2025

La Quaresima ponzese

La Quaresima ponzese è una bambolina che si usava appendere alla porta di casa..

 "Le tradizioni vanno conservate e tramandate. Un paese senza tradizioni  è un paese senza passato, senza storia, senza futuro" come diceva Maria Conte, ponzese che viveva a Padova, scomparsa lo scorso gennaio.


C'era anche una filastrocca che faceva così:
 " Na quareseme secca secche,
 se mangiaie na fechesecche,
 e decette dammene une 
se pegliaie nu cauce 'ngule. 
E decette dammene nate, 
ce menaie na scuppettate"

Maria Conte così raccontava la Quaresima ponzese:
La bambolina rappresenta una vecchietta con i capelli bianchi, che sta filando la lana, segno del tempo che scorre.
Sul capo, infilzate in una comune patata, si mettono 7 penne di gallina ovvero 6 nere ed 1 bianca.
Le 6 nere rappresentano le 4 Domeniche di Quaresima (I-II-III-IV), poi quella che si chiama Domenica di Passione ed infine Domenica delle Palme. Quella bianca significa la Pasqua di Resurrezione.
La vecchietta, la si poneva sotto l'arco della porta, esposta al bel tempo ed al brutto.
Ogni domenica, i piccoli di casa, a Ponza, un tempo, guardavano con ansia l'avvicinarsi della Pasqua con tutte le sue bellissime e suggestive funzioni religiose,....con il casatiello e facevano a gara a chi dovesse togliere la penna alla vecchietta.

Maria nella sua casa di Padova, insieme alla cugina Rosanna, appendeva questa  bambolina della Quaresima  per continuare la tradizione.




domenica 19 gennaio 2025

Buon viaggio Maria!!!

 Qualche giorno fa è scomparsa Maria Conte ponzese ma da una vita a Padova.

Era una donna di grande cultura, ha insegnato Lettere nelle scuole Medie,  che nonostante fosse ultranovantenne riusciva a parlare con i giovani, era al passo con i tempi.

Ricordava con nostalgia la sua vita a Ponza, le tradizioni, le persone.

Spesso mi inviava storie, dettagli della vita ponzese di un tempo e gradiva molto che le pubblicassi sul mio blog che seguiva con interesse.

Ogni estate tornava nella sua amata isola, nella sua casa "ncòppe a Pònte" da cui osservava il paesaggio straordinario. Quest'estate, purtroppo, è mancata all'appuntamento...

Era molto amica della mia famiglia, mio padre, Ciro, le aveva costruito la sua prima barca. 

Un altro pezzo di storia di Ponza che se ne va... 

Mi sembra doveroso ricordarla...

Buon viaggio Maria!!!



In questa foto di tanti anni fa a destra Maria Conte sorridente con la sua amica Mamena Di Monaco, davanti al bar Tripoli


In questa foto si vede la sua casa  (Foto di Annalisa Sogliuzzo)



venerdì 23 giugno 2023

La colata di piombo per San Giovanni

 Confesso che questa cosa non la sapevo. 

La molibdomanzia era un'arte divinatoria che consisteva nel versare qualche pezzo di piombo (chiumme) fuso  in una ciotola con  dell'acqua fredda e vedere quale forma assumesse nel raffreddarsi per poi  interpretarla. Era anche una protezione dagli spiriti maligni, tipo i janàre, ma serviva anche a predire il futuro. All'isola di Ponza era praticata nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Un racconto di Maria Conte da Padova che ha assistito da giovanetta a questo rito:

"Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo."

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna


Pezzetti di piombo


Qui c'era il forno di Maria Grazia


Il Corso da cui si raggiungeva il forno di Maria Grazia


Poi si scendevano queste scalette


L'isola di Ponza di tanto tempo fa 


I janàre (streghe, spiriti maligni)

mercoledì 22 febbraio 2023

La bambolina della Quaresima

 Oggi mi ha scritto la mia amica Maria Conte che abita a Padova da una vita, anche lei appassionata alle cose ed alle tradizioni di Ponza.  Mi ha raccontato della Quaresima ponzese, che sarebbe una bambolina che si usava appendere alla porta.

Maria scrive anche che "le tradizioni vanno conservate e tramandate. Un paese senza tradizioni  è un paese senza passato, senza storia, senza futuro."

Di questa tradizione ne ho sentito parlare, credo sia quasi  scomparsa ed è un vero peccato.

C'era anche una filastrocca che faceva così:
 " Na quareseme secca secche,
 se mangiaie na fechesecche,
 e decette dammene une 
se pegliaie nu cauce 'ngule. 
E decette dammene nate, 
ce menaie na scuppettate"

Maria Conte così racconta la Quaresima ponzese:
La bambolina rappresenta una vecchietta con i capelli bianchi, che sta filando la lana, segno del tempo che scorre.
Sul capo, infilzate in una comune patata, si mettono 7 penne di gallina ovvero 6 nere ed 1 bianca.
Le 6 nere rappresentano le 4 Domeniche di Quaresima (I-II-III-IV), poi quella che si chiama Domenica di Passione ed infine Domenica delle Palme. Quella bianca significa la Pasqua di Resurrezione.
La vecchietta, la si poneva sotto l'arco della porta, esposta al bel tempo ed al brutto.
Ogni domenica, i piccoli di casa, a Ponza, un tempo, guardavano con ansia l'avvicinarsi della Pasqua con tutte le sue bellissime e suggestive funzioni religiose,....con il casatiello e facevano a gara a chi dovesse togliere la penna alla vecchietta.

Maria nella sua casa di Padova, insieme alla cugina Rosanna, ancora usano appendere la bambolina della Quaresima ed è un pò come stare a Ponza...come ritornare bambini...
Ecco la foto della Quaresima appesa nella loro casa.




mercoledì 2 marzo 2022

La Quaresima ponzese

 Durante la Quaresima, un tempo, si usava appendere alla porta una bambolina.

Di questa tradizione ne ho sentito parlare...ma io non la ricordo, credo sia ormai scomparsa ed è un vero peccato.
C'era anche una filastrocca che faceva così:
 " Na quareseme secca secche,
 se mangiaie na fechesecche,
 e decette dammene une 
se pegliaie nu cauce 'ngule. 
E decette dammene nate, 
ce menaie na scuppettate"
Maria Conte, la mia amica che abita a Padova, cultrice delle tradizioni ponzesi, così racconta la Quaresima ponzese:
La bambolina rappresenta una vecchietta con i capelli bianchi, che sta filando la lana, segno del tempo che scorre.
Sul capo, infilzate in una comune patata, si mettono 7 penne di gallina ovvero 6 nere ed 1 bianca.
Le 6 nere rappresentano le 4 Domeniche di Quaresima (I-II-III-IV), poi quella che si chiama Domenica di Passione ed infine Domenica delle Palme. Quella bianca significa la Pasqua di Resurrezione.
La vecchietta, la si poneva sotto l'arco della porta, esposta al bel tempo ed al brutto.
Ogni domenica, i piccoli di casa, a Ponza, un tempo, guardavano con ansia l'avvicinarsi della Pasqua con tutte le sue bellissime e suggestive funzioni religiose,..con il casatiello e facevano a gara a chi dovesse togliere la penna alla vecchietta.
Maria nella sua casa di Padova, insieme alla cugina Rosanna, ancora usano appendere la bambolina della Quaresima...è un pò come stare a Ponza...come ritornare bambini...


La bambolina della Quaresima che mi ha inviato oggi Maria Conte da Padova.

martedì 14 dicembre 2021

Sant'Aniello

 Questo frammento mi è stato inviato da Maria Conte, ponzese che vive a Padova, cultrice delle tradizioni ponzesi.

Eccolo.

"Oggi, 14 dicembre, ricorre la festa di Sant'Aniello, Santo dal nome inusitato, ma venerato ed invocato nel Napoletano: a Sorrento c'è una chiesa a Lui dedicata e si possono incontrare tanti Aniello.

Nell'isola, oggi, hanno la meglio i nomi strani, ma, anni addietro, Aniello, era una testimonianza di fede.

Il Santo era venerato ed invocato quale protettore delle gestanti, che, a Lui rivolgevano suppliche perchè il nascituro fosse sano e bello, senza difetti fisici.

La  ragione?

Pare che il santo non fosse particolarmente dotato di aspetto leggiadro, anzi, forse, aveva addirittura la gobba. Non so se ciò corrisponda al vero. 

Ricordo tuttavia che un tempo, ora molto meno...quando si vedeva una persona poco piacente, si diceva: " Quant'è brutta Sant'Aniello mio"."

Io ricordo anche questa espressione che veniva recitata facendo il segno della Croce: "Sant'Anièlle sequenzia, dritte, triste e belle"


Immagine di Sant'Aniello con la preghiera

sabato 23 maggio 2020

'U vacile cu i fiuri per l'Ascensione

Un'antica tradizione ponzese si compie in questa notte dell'Ascensione, quella del vacìle cu i fiuri.
Ci spiega bene questa tradizione la mia amica Maria Conte, ponzese a Padova da una vita.
Ecco:
"Stasera, metti in un catino petali di rosa e di altri fiori, rametti e foglie di tutte le erbe aromatiche che hai. Lasciale, se puoi, al fresco delle stelle. Domattina, dopo l'igiene personale, aspergi il viso  con l'acqua profumata del catino e recita tre Gloria."
Bisogna tramandare le tradizioni di Ponza perchè sono la cultura della nostra isola.
Quella del vacìle cu i fiuri è bellissima ed io ricordo che nei giorni precedenti andavo alla ricerca dei fiori.
Per me è ancora più importante perchè sono nata nel giorno dell'Ascensione.






 'U vacile cu i fiuri ponzesi

(Le foto me le ha inviate Maria Conte lo scorso anno)



Questo è 'u vacile cu i fiuri inviatomi stamattina da Maria Conte


Questo vacile cu i fiuri lo ha realizzato mia cugina Candida Musella ad Arbatax, in Sardegna

(La foto mi è stata inviata da sua sorella Annamaria Musella)

domenica 3 maggio 2020

Un ricordo del giorno della Croce di Maria Conte

Leggendo il post che ho pubblicato ieri Maria Conte, ponzese doc, ma da una vita a Padova, mi ha inviato questo suo ricordo:
"Il tuo Frammento di ieri ha risvegliato, nella mia mente, un ricordo dolcissimo della mia adolescenza, nell'isola.
Oggi, 3 maggio, la Chiesa celebra l'Esaltazione della Croce. In tal giorno, era usanza  aprire le varie cappelline, dedicate alla Croce Santa. 
Nei giorni precedenti, le famiglie, che ne curavano la pulizia, e ne conservavano il culto, le biancheggiavano e le adornavano con fiori e ceri. Se possibile, ci mettevano qualche sedia, in attesa della visita dei fedeli. In ispecie, Nonne e Mamme ne visitavano più di una, sostando per una preghiera e per un canto. 
Noi ragazzi, in questa giornata primaverile, di solito splendida, seguivamo volentieri gli adulti nel pellegrinaggio.
Per prima, ci si soffermava a quella in piazza centrale, di fronte all'albergo della nostra cara Clorinda Conte;  poi, ci si spostava a quella della Dragonara, vicino alla casa dei Ferraiuolo, Nonni del nostro Sindaco; infine a quella, sopra S. Antonio, che domina il panorama mozzafiato del porto, la "bomboniera" come mi piace chiamarla. Un'altra era a S.Maria, un'altra ancora sopra i Conti. 
Si camminava volentieri, su e giù; si pregava con gli adulti; si cantava, se ricordo bene.."Evviva la Croce, la Croce evviva; evviva la Croce e Chi la portò.." 
Noi..eravamo felici anche di questo.."


La Cappella sulla Punta Bianca



L'interno della Cappella


La Cappella della Santa Croce


L'interno della Cappella di Salita  Croce

venerdì 28 febbraio 2020

Lucia 'i Nanninella

Questo ricordo  di Lucia 'i Nanninella mi è stato inviato da Maria Conte da Padova

Ovunque sia, un ponzese che muore è un pezzettino di Ponza che muore..
Domenica 23 febbraio, s'è spenta, a Firenze, la sig.ra, e mia carissima amica dall'adolescenza, Lucia Feola.  Mamma di Silverio Straullu, proprietario dell'Enoteca, giù, alla banchina, e di Giovanna.
Vedova del brigadiere, spero di non sbagliare, di Finanza Diego Straullu, stimato, in servizio a Ponza, per lungo tempo. Nessun riferimento per il luttuoso evento.
Mi piace ricordare Lucia, che ha fatto parte della banda dei ragazzi, maschi e femmine, che orbitavano..nello spazio dalla piazzetta, dal negozio di Tatonno Paesano, alla fine del corso, quasi all'imbocco del primo tunnel. 
La madre Nanninella, Anna, gestiva un bel negozio di stoffe e mercerie, laddove oggi c'è la pasticceria napoletana; il padre, Silverio u' semmentaro.., noto per il suo umorismo, apparteneva alla laboriosa famiglia di pescatori, Feola.
Mi piace ricordare Lucia nelle corse, nei giochi che facevamo con amici e amiche, noi che abitavamo in quel felice, ristretto angolo di mondo. A Lucia, dedico la piazza in cui abitava negli ultimi anni, certa che ha sognato la sua casa, all'angolo a sinistra della scala, che porta giù alla banchina, sino agli ultimi giorni, pur risiedendo nella magica Firenze.., dalla quale tuttavia non si vedeva, e non si sentiva..., il mare.. 
Ai familiari, un abbraccio da Maria Conte


In questa strada viveva Lucia 'i Nanninella



Nella piazzetta della Punta Bianca incontravi Lucia che stava seduta poco prima delle scalette che portano giù alla Banchina

(Foto di Rossano Di Loreto)



La piazzetta della Punta Bianca com'era...



Lucia 'i Nanninella è la prima seduta a sinistra, davanti alla Cappella della Punta Bianca in occasione della festa di San Silverio 2019

(Foto di Maria Cristina Coppa)

lunedì 23 dicembre 2019

I cento anni di Adele Scotti

In quel di Napoli, compie 100 anni, la prof. signora Adele Scotti, sorella del nostro  indimenticabile maestro Tatonno. Forse, i più giovani non hanno presente l'elegante figurina di questa signora, che, d'estate, accompagnata dalla figlia, ha fatto la sua visita all'amata isola, anche quest'anno, malgrado la non leggera rampa di scale che porta a casa sua: ultimo piano nella palazzina a sinistra della chiesa.
Tanti anni fa, laureata in lettere ed insegnante, ha dato anche lei lustro a Ponza, come oggi, grazie a Dio, stanno facendo tanti bravi ragazzi. Da giovane, ha illuminato, con la sua verve, spigliatezza, ironia e senso dell'umorismo, con tanti amici ed amiche, la gioiosa vita isolana. Le ho parlato ieri. Vivace e presente come sempre. Tanti auguri.
E', agli anziani come lei, ai giovani laureati di questi mesi, che i ponzesi devono dare attenzione: il passato, sempre presente, che porta al futuro. 
Buon Natale. Maria

Questo augurio per Adele Scotti mi è stato inviato ieri da Maria Conte, ponzese che vive a Padova.
Adele Scotti, insegnante, ha forgiato intere generazioni di ragazzi, è nata nel dicembre 1919.
Un traguardo importante...tanti auguri!!!



La seconda classe di Santa Maria, all'isola di Ponza, maestra Adele Scotti, 1942

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

venerdì 13 dicembre 2019

Un'antica tradizione per Santa Lucia

Secondo una vecchissima tradizione isolana, 2 - 3 giorni prima della ricorrenza di Santa Lucia, si mettono a mollo un po' di chicchi di grano, quantità a scelta; se non hai grano, sostituisci con orzo perlato. Il giorno precedente, sostituisci l'acqua e fai bollire il grano, sino a buona cottura. Raffreddato, sgocciolato, lo poni in una terrina, o tazza capace, e lo copri di ottimo vincotto ponzese, portato apposta da Ponza, in ottobre. Ogni tanto, rimescola il tutto. Il Giorno di S. Lucia, chi lo desidera, e ci crede, invoca la protezione della vista con una preghiera alla Santa e, poi, mangia 2- 3 cucchiai di grano con vino cotto, tra l'altro gradevolissimo. Pare che l'immagine del chicco di grano sia stata scelta perché ricorda quella dell'orzaiolo e del calazio, disturbi tipici dell'occhio, noiosi, anche se non gravi. Bella, no? La tradizione è segno di civiltà, e conservarla, lo è il doppio.

Il racconto di questa antica tradizione mi è stato inviato da Maria Conte, ponzese ma lontana da Ponza.
Questa tradizione in Sicilia viene chiamata "cuccìa".



Il quadro che raffigura Santa Lucia conservato nella chiesetta del cimitero di Ponza e fatto restaurare da Maria Conte per volontà della sorella Giovanna



La cuccìa

venerdì 8 novembre 2019

San Silverio...a Padova

Nella casa di Maria Conte, ponzese ma da una vita a Padova, c'è una piccola statua di San Silverio che ha oltre cento anni.
La statua era a Ponza nella casa della famiglia Guarino, nonni materni di Maria, e, come lei racconta, c'è sempre stata nella sua vita.
Maria dice: Lui è qui con noi, è come uno di casa".
"E' segnata dal tempo, scrostata e con qualche arto monco, ma il Suo viso è bellissimo, paterno e coinvolgente. Lo guardiamo con tenerezza ogniqualvolta Gli passiamo davanti."
Dove c'è un ponzese c'è San Silverio...









La statua di San Silverio nella casa di Maria Conte a Padova

domenica 3 novembre 2019

Una foto, una barca, un ricordo

Maria Conte mi ha inviato questa foto in cui si vede una barca con il nome Rosanna al Molo Musco, all'isola di Ponza.
E' stata costruita dal maestro d'ascia Ciro Iacono, mio padre.
Era la barca di Maria .
Ai remi Silverio D'Atri, a destra il fratello Gigino, a sinistra un loro cugino, Silverio Tricoli.
Come dice Maria Conte, avere a quei tempi, una barca costruita da Ciro Iacono è come avere oggi un'auto di lusso.


La barca Rosanna al molo Musco

venerdì 6 settembre 2019

A' quinnicina...per l'Assunta

"Non scendo in paese..troppa confusione.. Nonostante il caldo, preferisco, ad una certa ora della sera, uscire a far 2 passi..Guardo qua e là, le lucette delle barche dondolanti, come lucciole, la luna che avvolge l'Isola, le casette colorate, che spiccano, pur nel buio.
Quanto è bella, la mia isola. 
E, allora, senza accorgermene, l'atmosfera magica mi riporta all'adolescenza..
E sento...
Un coro dolcissimo di voci, che mi arriva dal terrazzino sopra il Giudicato. Recitano e cantano il Rosario ed altre preghiere in onore dell'Assunta. Ci si riunisce in gruppetti, dopo cena, e si innalzano lodi e invocazioni.
Il silenzio riporta echi non distanti..Si sente il coro,che sosta sul terrazzo di Rosa i' Santella, la mamma della nostra cara amica Adele, ancora oggi voce vigorosa nelle funzioni religiose.  
L'eco mi porta a valle il coro degli Scotti, stanziato sul terrazzino, in prossimità della cappellina, sotto il portico di passaggio. E, persino, ancora più lontano e più suggestivo, un coro da sopra Giancos. Che dolce nostalgia.. Sono le voci delle nostre nonne, delle parenti, delle amiche, che risuonano nel mio cuore e mai si allontaneranno...
Ponza che prega, che fa la quindicina ( cominciava il primo d'agosto, si concludeva il 15. Da qui, il nome...) in onore dell'Assunta..Un silenzio magico, di altri tempi, di altra gente..."

Queste bellissime parole racchiudono i ricordi della mia amica Maria Conte sulla "quinnicina" per l'Assunta






Le barche dondolanti, come lucciole, la luna che avvolge l'isola...

(Foto di Rossano Di Loreto, agosto 2019)




La statua della Madonna Assunta che viene portata in processione per le strade di Le Forna



L'affresco sulla navata della chiesa di Le Forna che raffigura Maria Assunta in Cielo

Nota:
A' quinnicina sono preghiere in dialetto che si recitavano per prepararsi alla festa della Madonna Assunta

"I quindici d'aust,
na' rosa spampanata 
Maria sarà chiamata 
per un'eternità..."

sabato 1 giugno 2019

'U vacìle cu i fiuri

Un'antica tradizione ponzese si compie in questa notte dell'Ascensione, quella del vacìle cu i fiuri.
Ci spiega bene questa tradizione la mia amica Maria Conte, ponzese a Padova da una vita.
Ecco:
"Stasera, metti in un catino petali di rosa e di altri fiori, rametti e foglie di tutte le erbe aromatiche che hai. Lasciale, se puoi, al fresco delle stelle. Domattina, dopo l'igiene personale, aspergi il viso  con l'acqua profumata del catino e recita tre Gloria."
Bisogna tramandare le tradizioni di Ponza perchè sono la cultura della nostra isola.
Quella del vacìle cu i fiuri è bellissima ed io ricordo che nei giorni precedenti andavo alla ricerca dei fiori.
Per me è ancora più importante perchè sono nata nel giorno dell'Ascensione.






'U vacìle cu i fiuri

Foto che sono giunte oggi, da Ponza, a Maria Conte che me le ha inviate

Nota:
u vacìle è il bacile, il catino

mercoledì 20 marzo 2019

Le fresie

Le fresie fanno presagire l'arrivo della primavera e quelle di Ponza hanno un profumo inebriante.
Le adoro!!!
Quando ero ragazza e vivevo a Ponza la prima fresia proveniva dal giardino di Maria Conte, la dolce signora d'altri tempi, il cui ricordo mi è sempre caro.
Sapeva della mia passione per questo fiore...
Ho provato a mettere dei bulbi  nei vasi del mio balcone, le fresie sono fiorite ma non profumano come quelle di Ponza.



Le profumatissime fresie ponzesi

(Foto di Annalisa Sogliuzzo)

Nota:
Maria Conte, la dolce signora d'altri tempi, era la cugina di mia madre e sorella di Titina Conte. Era una persona squisita e provavo molto affetto per lei.
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