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mercoledì 24 giugno 2026

La colata di piombo per San Giovanni

 La molibdomanzia era un'arte divinatoria che consisteva nel versare qualche pezzo di piombo (chiumme) fuso  in una ciotola con  dell'acqua fredda e vedere quale forma assumesse nel raffreddarsi per poi  interpretarla. Era anche una protezione dagli spiriti maligni, tipo i janàre, ma serviva anche a predire il futuro. All'isola di Ponza era praticata nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Un racconto della compianta  Maria Conte da Padova che ha assistito da giovanetta a questo rito:

"Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo."

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna


Pezzetti di piombo


Qui c'era il forno di Maria Grazia

Il Corso


Le scalette che portano dove c'era il forno

I janàre

venerdì 23 giugno 2023

La colata di piombo per San Giovanni

 Confesso che questa cosa non la sapevo. 

La molibdomanzia era un'arte divinatoria che consisteva nel versare qualche pezzo di piombo (chiumme) fuso  in una ciotola con  dell'acqua fredda e vedere quale forma assumesse nel raffreddarsi per poi  interpretarla. Era anche una protezione dagli spiriti maligni, tipo i janàre, ma serviva anche a predire il futuro. All'isola di Ponza era praticata nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Un racconto di Maria Conte da Padova che ha assistito da giovanetta a questo rito:

"Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo."

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna


Pezzetti di piombo


Qui c'era il forno di Maria Grazia


Il Corso da cui si raggiungeva il forno di Maria Grazia


Poi si scendevano queste scalette


L'isola di Ponza di tanto tempo fa 


I janàre (streghe, spiriti maligni)

venerdì 24 giugno 2022

La colata di piombo per San Giovanni

 Confesso che questa cosa non la sapevo. 

La molibdomanzia era un'arte divinatoria che consisteva nel versare qualche pezzo di piombo (chiumme) fuso  in una ciotola con  dell'acqua fredda e vedere quale forma assumesse nel raffreddarsi per poi  interpretarla. Era anche una protezione dagli spiriti maligni, tipo i janàre, ma serviva anche a predire il futuro. All'isola di Ponza era praticata nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Un racconto di Maria Conte da Padova che ha assistito da giovanetta a questo rito:

"Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo."

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna


Pezzetti di piombo


Qui c'era il forno di Maria Grazia


Il Corso da cui si raggiungeva il forno di Maria Grazia


Poi scendevano queste scalette


L'isola di Ponza di tanto tempo fa


I janàre (streghe, spiriti maligni)

martedì 25 giugno 2019

Antiche leggende: 'a janàre

Per sconfiggere 'a janàre (strega) si svolgevano dei riti antichi e uno di questi ci viene raccontato dalla mia amica Maria, tratto dal suo vissuto a Ponza.
Ecco il suo racconto:
"Le janàre, in dialetto nostro, creature diaboliche e maligne, ma non so perchè si scatenavano la notte dal 23 al 24 giugno. Si cercava di esorcizzarne l'effetto con preghiere e qualche rituale. 
Io ne ricordo uno.
Alcune amiche ed io ci riunivamo nel locale del forno di Maria Grazia (allora tra piazza e corso c'erano quattro panetterie...ora solo pizze).
Vi si accedeva dalla scaletta che porta dal Corso, poco prima del tunnel di S.Antonio sulla destra, alla banchina.
Eravamo privilegiate, per assistere al rito...
Il papà di Liliana, gran brava persona, oltre che provetto fornaio, preparava gli arnesi: un catino con l'acqua, una ciotolina di ferro, alcuni piombini, di quelli che si usavano per la confezione dei pacchi postali.
Nel silenzio più assoluto, circondato da noi, che seguivamo il tutto con gli occhi sgranati e un pò di paura, don Benedetto poneva due, tre piombini nella ciotola, sulla brace. Il piombo si liquefaceva piano piano.
Quando la piccola massa argentea era del tutto pronta, con maestria, il nostro amico la versava nel catino, dove sfrigolando e schiumando, si rapprendeva in piccoli, vari corpuscoli dalle forme strane.
Quando tutto si era raffreddato, don Benedetto prendeva alcuni frammenti rappresi, ce li mostrava e dall'immagine che ciascuno di loro suscitava, ne traeva auspici...sempre buoni e confortanti, logico.
Finalmente, serene e consolate da uno "scagliuozzo", omaggio del fornaio ce ne andavamo.
Le janàre erano sconfitte anche stavolta...
Non c'era concesso in maniera più assoluta e non so il perchè, iniziare i bagni...San Giovanni non voleva. Correvamo il rischio di affogare contravvenendo alla tradizione."



Isola di Ponza, il centro storico



Il Corso da dove si raggiungeva il forno di Maria Grazia

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Le scalette per raggiungere il luogo del rito

(estate 2015)



Da queste parti c'era il forno in cui si svolse il rito

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



I janàre

(Immagine reperita in rete)

Nota:
Scagliuozzo era una focaccina fatta con la farina di granturco, uva passa ed un pò di sugna

venerdì 22 giugno 2018

La notte delle streghe

Si racconta che la notte di San Giovanni, tra il 23 ed il 24 giugno, sia quella delle streghe.
Il Tricoli nella Monografia dell'Ottocento così scrive: MAGHE- Si pensa che nella notte di S.Giovanni queste introducansi nelle abitazioni per succhiare il sangue dei ragazzi, percui divengono rachitici od in altro modo deformi. A preservarsene nella vigilia ligano per lo interno della porta e finestra alcune borsette con arena, sulla certezza che non potendola la strega numerare, tampoco potrà entrarvi.
Molte leggende circolano a proposito della notte di San Giovanni questa è di un ponzese dell'Ottocento.










Una notte all'isola di Ponza

(Foto di Rossano Di Loreto - gennaio 2018)


Nota:
Un tempo i primi bagni si iniziavano dopo la festività di San Giovanni

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