"Tra il 1850 e il 1880 a Ponza poco lontano dal pozzo della Quagliara, in una tipica casa - grotta isolana, viveva zì Tatèlla, come affettuosamente era chiamata dai vicini Candida Migliaccio. L'anziana signora, provvedeva alle quotidiane necessità vendendo le quaglie che numerose cadevano nella rete posta nel vallone sottostante l'abitazione, appunto "alla Quagliara". Coabitava con lei un munaciello dalle fattezze di un bambino che spesso si materializzava anche nella luce del giorno. Zì Tatèlla rinveniva spesso monete nascoste sotto il servizio di tazzine poste sul centrino ricamato del tavolo in cucina. -"Erano tazzine dalla forma insolita essendo più larghe alla base che al collo" osserva la nipote Brigida Scotti, che oggi ha 93 anni e ancora la ricorda recitare le preghiere, attorniata dai numerosi nipoti, alla cappella della Santa Croce, cappella votiva che lei stessa aveva fatto edificare alla fine del XIX secolo. Ormai cieca, con una strabiliante preveggenza indicava ai passanti, davanti alla sua casa, "apparecchi che volavano nel cielo, una grande casa sullo scoglio della Ravia e soldati che scendevano la strada da Le Forna". Solo col tempo si capiranno queste parole, quando si vedranno gli aerei, i soldati inglesi che occuparono l'isola durante la Seconda Guerra Mondiale e la costruzione della villa sulla Ravia negli anni '60. Un giorno il maresciallo di dogana Feola, scettico con le premonizioni, confessò, esprimendosi nel suo curioso dialetto, che pur avendo girato il mondo solo zì Tatèlla l'aveva fatto "fisso", perchè, incuriosito, si voltava cercando quanto indicato e non riusciva a vederlo. La casa di zì Tatèlla è andata completamente persa perchè demolita per far posto a una moderna villa. Assieme a essa è scomparso anche il munifico munaciello."
(Questo racconto è tratto dal libro di Silverio Mazzella Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita)mercoledì 23 settembre 2020
Zì Tatèlla e il munaciello
domenica 30 agosto 2020
La Cappella della S.Croce sulla Dragonara
E' un'antica Cappella un pò nascosta, inglobata in un'abitazione, e per raggiungerla bisogna salire una ripida scalinata.
All'interno ci sono i simboli della Passione.
Un tempo esisteva solo una croce sulla parte alta della Dragonara posizionata dai Passionisti.
Poi quel terreno fu acquistato da Salvatore Mazzella, padre di Giustino, che fece costruire la Cappella per preservare la Croce.
Salvatore Mazzella era soprannominato il Milionario perchè era tornato dall'America con una discreta fortuna ma era un uomo semplice e gran lavoratore.
Lavorava il suo terreno al Fieno che poi lasciò la figlio Giustino.
Sposò Elvira Aprea da cui ebbe Giustino ma che morì giovane.
Ricoprì anche la carica di vice sindaco durante il primo mandato del dott. Sandolo.
Per molti anni si è occupata della Cappella Maria Tagliamonte, seconda moglie di Salvatore, da cui ebbe una figlia, Giuseppina.
Maria, il 3 maggio, festa della Santa Croce, la addobbava ed il vicinato preparava i dolci.
Facevano una bella festa, tutto il quartiere della Dragonara partecipava.
Oggi la Cappellina è curata da Angelina Lamonica Ambrosino e sua figlia Polina.
Anche questa è storia di Ponza
domenica 3 maggio 2020
Un ricordo del giorno della Croce di Maria Conte
domenica 27 ottobre 2019
La Cappella della Santa Croce
E' stata fatta costruire, verso la fine dell'Ottocento, da Candida Migliaccio, chiamata affettuosamente zì Tatella.
Nella Cappella c'è la Croce ed alcuni simboli della Passione.
Zì Tatella aveva doti di preveggenza infatti, ormai cieca, a coloro che passavano davanti alla sua abitazione indicava apparecchi che volavano nel cielo, una grande casa sullo scoglio della Ravia e i soldati che scendevano la strada da Le Forna.
Erano gli aerei, i soldati inglesi che occuparono l'isola durante la Seconda Guerra Mondiale e la casa sulla Ravia non era ancora stata costruita.
Lei non poteva sapere tutto ciò.
(Dal libro di Silverio Mazzella Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita)
La Cappella della Santa Croce
La statuina della Madonna Addolorata all'interno della cappella
La Cappella della Santa Croce e la salita per arrivarci
(Estate 2019)





