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lunedì 3 novembre 2025

La Grande Guerra

  Il 4 novembre 1918 finiva la Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra

Il 24 maggio 1915 l'Italia entrò in guerra ed anche i giovani ponzesi partirono per il fronte.
Prima di partire scrissero i loro nomi sopra dei foglietti e chiesero la protezione di San Silverio, patrono dell'isola di Ponza. I foglietti sono raccolti nella cavità del cuore d'argento che San Silverio porta al collo.

Alcuni di loro, purtroppo, non sono tornati a casa, come il tenente Vincenzo Di Fazio, comandante di una Compagnia e già medaglia di bronzo per meriti acquisiti in battaglia. 
Il tenente Di Fazio cadde colpito da un proiettile nel giugno del 1918 e gli fu conferita la medaglia d'argento.

I nomi dei caduti ponzesi in combattimento sono incisi nel marmo del monumento in piazza Pisacane. Sullo stesso monumento ci sono anche i nomi dei morti nella tragedia del Corriere di Ponza, una goletta che fu affondata il 21 marzo 1918 da un sommergibile austriaco a sei miglia da Zannone.

Mio nonno Peppino Iacono, classe 1892, raccontava di aver partecipato alla battaglia di Caporetto.
Dopo oltre  cento anni dalla Grande Guerra non dimentichiamo l'orrore e la sofferenza...

Soldati

Si sta come 
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti

Nonno Peppino Iacono a destra 


Nonno Peppino Iacono al centro insieme ad altri soldati

(Dall'album di famiglia)


Il funerale del tenente Vincenzo di Fazio morto in battaglia nel giugno 1918


Il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)


Il cuore d'argento di San Silverio (Foto di Daniele Balzano)

venerdì 16 maggio 2025

Che bella foto!!!

 Questa foto è stata scattata all'isola di Ponza, credo, nei primi anni '60 e vediamo un gruppo di persone  in cui traspare tanta allegria.

Il primo da sinistra è mio nonno Peppino Iacono, poi mia nonna Olimpia, la signora con i capelli bianchi, con amici forestieri che mangiano il cocomero. La signora con i capelli neri accanto a nonna Olimpia, dietro al bambino che sta bevendo, è sua nipote Grazia Di Lorenzo.

I miei nonni strinsero un bel rapporto di amicizia con questa famiglia.

Che belle persone sorridenti!!!

(Dall'album di famiglia)



venerdì 15 novembre 2024

Un importante documento

 Nel libro di Silverio Corvisieri "All'isola di Ponza" , a pagina 236, si accenna alla Società di Mutuo Soccorso "Duca degli Abruzzi" , una organizzazione creata nel febbraio 1912. 

Il compianto Franco Schiano pubblicò nel dicembre 2020 questo importante documento che aveva trovato nell'Archivio di Stato di Caserta.

A questa Società aderirono 188 ponzesi tra contadini, pescatori, marinai, calzolai...

Ci sono anche i miei nonni, Giuseppe (Peppino) Iacono, Salvatore Conte, i miei bisnonni, Placido Conte e Pasquale Mazzella, marittimo (tra gli amministratori della Società).

Del bisnonno Pasquale Mazzella, di Francescantonio,  padre di nonna Assunta, non ho foto, so solo che è nato a Napoli nel 1859 ed è deceduto forse nel 1921.

Portò questa idea a Ponza lo spedizioniere Silverio De Luca fu Erasmo e lo scopo, forse, non era di tipo previdenziale  ma doveva essere una cooperazione tra di loro, come avere dei prestiti, acquistare merce a prezzi ridotti...

Lo Statuto non è stato ritrovato.

Franco Schiano mi contattò per avere notizie dei miei nonni ed il bisnonno e gli inviai delle foto.  Contava di raccogliere informazioni sugli altri ponzesi e poi pubblicarle ma forse non ha fatto in tempo.

Che peccato!








Il documento


Il mio bisnonno materno Placido Conte, fu Antonio, contadino
(6/ 10 / 1832 - 1912)



Nonno Giuseppe (Peppino) Iacono di Ciro, marinaio
(10/ 08/ 1892 - 12/ 01/ 1983) 

Nonno Salvatore Conte di Placido, contadino
(4 / 07/ 1885 -  28 / 01 /1968)

venerdì 5 luglio 2024

La bella Madonnina di nonno Peppino

In questa foto è raffigurata la Madonna dell'Olmo ed apparteneva a mio nonno, Peppino Iacono. 

E' molto antica, anche parecchio rovinata e non ne conosciamo la provenienza. Nonno Peppino era navigante e, presumibilmente, l'ha presa in qualche suo viaggio.

La Madonnina ha un' espressione molto delicata, tiene tra le sue braccia il Bambinello

La foto è di Marianna Licari



venerdì 2 giugno 2023

Zia Giovannina

 Mi è stata inviata questa foto che ritrae zia Giovannina Iacono, sorella di mio nonno Peppino, con il nipotino Mauro Esposito, figlio di Evelina. E' stata scattata verso la fine degli anni '50 o primi anni '60.

Giovannina Iacono era nata a Ponza il 18 settembre 1887 e sposò Antonio Califano. Dalla loro unione nacquero Anna, Giovanni, Silverio ed Evelina.

Ho un ricordo affettuoso di lei che ci raccontava storie fantastiche quando eravamo piccole.

Qualche giorno prima di Natale tramite i suoi nipoti,  Silverio prima e Mauro poi, ci mandava le "zeppole", aveva sempre un pensiero per noi. 

E' bello ricordarla...


(Per gentile concessione di Silverio Esposito, il nipote)

martedì 24 gennaio 2023

In attesa di Ciro

 Isola di Ponza, nonna Olimpia Feola con il pancione, attende la nascita del primo figlio, mio padre Ciro. Accanto, seduto,  nonno Peppino Iacono.  

Trovo questa foto straordinaria...

Da notare anche l'abbigliamento in quanto mio padre è nato il 21 settembre 1920 quindi in questa foto doveva fare caldo.  Nonna è vestita a maniche lunghe e nonno di tutto punto con giacca e cravatta.

La foto ha più di cento anni e mi è stata inviata da zio Mimì, fratello di mio padre che la conserva gelosamente.




giovedì 12 gennaio 2023

U nonno

 Voglio ricordare mio nonno Peppino Iacono che proprio oggi, quarant'anni fa, ci lasciava.

Era il mio nonno paterno ed era una persona gioviale, sempre allegro.

Per una vita ha navigato a vela e a motore.

Lo ricordo con affetto.

(Le foto di nonno Peppino sono tratte dall'album di famiglia)





giovedì 4 novembre 2021

Quei ragazzi che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale

 Oggi, 4 novembre 2021, sono cento anni che il Milite Ignoto riposa all'Altare delle Patria.  Una mamma che aveva perso il figlio in battaglia scelse questo ragazzo senza nome.

Davanti ad undici salme ne scelse una.

Il Milite Ignoto è stato scelto come simbolo dei giovani soldati italiani morti sul campo di battaglia.

Anche dalla nostra isola di Ponza partirono molti ragazzi tra cui mio nonno Peppino Iacono ma lui fortunatamente tornò sano e salvo.

Alcuni di loro, purtroppo, non sono tornati a casa, come il tenente Vincenzo Di Fazio, comandante di una Compagnia e già medaglia di bronzo per meriti acquisiti in battaglia. 
Il tenente Di Fazio cadde colpito da un proiettile nel giugno del 1918 e gli fu conferita la medaglia d'argento.

Per non dimenticare...


Nonno Peppino Iacono a destra nella foto


Nonno Peppino Iacono insieme agli altri soldati

(Dall'album di famiglia)


Il funerale del Tenente Vincenzo Di Fazio morto in battaglia nel giugno 1918

(Archivio fotografico di Giovanni Pcifico)

mercoledì 16 giugno 2021

Il cuore di San Silverio

 Il cuore d'argento che la statua di San Silverio porta al collo è un pegno d'amore che i ponzesi, in partenza per la Prima Guerra Mondiale, avevano donato al Santo con la speranza di ritornare salvi nella loro isola.

All'interno del cuore ci sono dei foglietti di carta in cui sono scritti i nomi dei ragazzi che partivano per il fronte e le loro preghiere.
Chissà forse c'è anche il nome di mio nonno Peppino Iacono...questo non lo so...lui, per fortuna, è ritornato dalla guerra ed ha costruito una splendida famiglia con sua moglie Olimpia Feola.

Speriamo che i foglietti siano ancora dentro il cuore d'argento, sarebbe triste perderli...




20 luglio 2019, chiusura della festa di San Silverio, si vede bene il cuore d'argento


Nella foto il soldato a destra è mio nonno Peppino Iacono

domenica 14 febbraio 2021

U cottero d'u nonno

 Nonno Peppino Iacono ha navigato per una vita su diverse imbarcazioni ponzesi e sul cottero (cutter) che era appartenuto a suo padre Ciro. Ha navigato prima a vela poi a motore.

Il cutter  Santuario di Pompei, costruito a Vietri sul Mare nel 1890, era in legno, quercia e pino e navigava a vela. Aveva una stazza lorda di 27 tonnellate. Era stato acquistato dal mio bisnonno Ciro Iacono il 24 settembre 1906.
Il motore fu aggiunto in seguito.
Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'affondamento del piroscafo Santa Lucia, nonno Peppino con il cottero faceva la spola tra Ponza e il continente portando viveri, quando capitava dava qualche passaggio anche a persone.
Mia madre mi ha raccontato che proprio in quell'estate era a Ventotene per aiutare sua sorella Olga che aveva le bambine piccole. I collegamenti marittimi furono interrotti e riuscì a tornare a Ponza proprio con il cottero di nonno Peppino. In quel periodo mamma ancora non era nemmeno fidanzata con mio padre Ciro, era giovanissima.
Questi mezzi furono utilissimi durante la guerra quando Ponza rimase isolata.
Il cutter Santuario di Pompei è entrato nella storia della marineria ponzese.

Nota:
Mia madre ha visto con i suoi occhi il piroscafo Santa Lucia mentre affondava a Ventotene. A bordo c'era una sua amica, Antonietta Galano, che in quella tragedia perse la vita a soli 17 anni.


Il cutter Santuario di Pompei


Nonno Peppino Iacono, la foto sul suo libretto di navigazione


Il bisnonno Ciro Iacono


Imbarcazioni a vela nel porto di Ponza

domenica 19 gennaio 2020

Quando si andava in barca a remi...

Un tempo, a Ponza come in altre isole, si andava in barca a remi.
Si godeva l'isola più lentamente,anche solo per andare alla Marenella di muorte, alle Grotte Azzurre o a Frontone, si pregustava  la gioia di fare un bagno in quelle splendide acque.
Non c'erano i rumorosi motoscafi che oggi fanno ondeggiare paurosamente la barca.
Altri tempi!!!


I miei nonni Peppino Iacono e Olimpia Feola con un nipote. Dietro di loro si vede lo scoglio a "Chiana Jànche" e la barchetta a remi con cui l'hanno raggiunta.



Nonno Peppino in barca a remi

(Dall'album fotografico di famiglia)

domenica 8 dicembre 2019

Cent'anni fa...

Cent'anni fa si univano in matrimonio i miei nonni paterni, Giuseppe (Peppino) Iacono ed Olimpia Feola.
Nonno Peppino era una persona molto gioviale, nonna stava un pò sulle sue ma preparava delle nocchette buonissime, indimenticabili.
La loro unione fu allietata dalla nascita di Ciro (mio padre), Silverio, Francesca, Anna, Giovanni e Mimì.
Purtroppo Anna morì all'età di cinque anni e nonna Olimpia per tutta la vita non si è data pace per questa perdita.
Mi piaceva ricordarli...


I miei nonni Peppino Iacono e Olimpia Feola
Buon anniversario ovunque voi siate!!!

mercoledì 6 marzo 2019

Il fanalista che salvò il Narduccio in difficoltà

Scorrendo le pagine del bellissimo libro di Silverio Mazzella Ponzesi, gente di mare Storie di barche, di pesca, di navigazione mi sono imbattuta in questa storia.
Eccola:
Il 28 gennaio 1948 una violenta tempesta si scatenò sull'isola di Ponza, così raccontò Filippo Vitiello, fanalista reggente al Faro della Guardia, al giornalista Alfonso Gatto che pubblicò su Epoca del 14 agosto 1955.
"...Uscito a dare uno sguardo alla torre, m'accorsi che la salsedine in poche ore aveva reso opachi tutti i vetri della lanterna e che il faro aveva perduto la sua luminosità. Il vento urlava e sembrava portarci via le parole. Salimmo, io e il mio compagno, sul terrazzino che gira intorno alla torre, mi feci legare a una fune e mi arrampicai ai montanti della lanterna. Con una mano stretta a un appiglio, con l'altra e con tutto il braccio pulii i vetri centrali. Sulla faccia accecata dalla luce sentii che il faro riaveva il suo splendore. Erano le 23 e 45. Ricordo che scendendo fissai l'ora e i minuti per trascriverli nel giornale di servizio. Al mattino, finito il mio turno, mi recai in paese. Alcuni uomini scalzi e imbambolati, quasi fuori dal mondo, uscivano dalla chiesa, accompagnati da una folla di curiosi e di parenti. 
Uno di loro, vedendomi, mi abbracciò e quasi senza fiato disse, grazie ripetè più volte.
Un altro con maggior voce tentò di spiegare: "Non vedevamo più nulla. La Narduccio incassava acqua per una falla e noi, perduta ogni speranza ormai, non pompavamo più, sfiniti, ansiosi quasi di rassegnarci alla nostra sorte.
All'improvviso il timoniere gridò: Il faro della Guardia!
..."Tutti ci sentimmo come presi alla sprovvista dal lampo che prima, ignari di essere alla sua portata, mai avremmo creduto di vedere.
Riprendemmo a pompare, a pompare.
Guardai l'orologio, era mezzanotte meno un quarto."
Quei naviganti mi ringraziavano come avrebbero ringraziato il faro stesso.
Ma nessuno di loro ha mai saputo che fu la mia mano, intenta disperatamente a pulire il vetro, a liberare alfine quel raggio che giunse sino a loro.
Chi mi aveva dato in quell'attimo il presentimento di uscire a vedere la torre?
Mi sentivo come chiamato."
Un intervento provvidenziale per l'equipaggio del Narduccio, senza quel presentimento non so come sarebbe andata.



Velieri nel porto di Ponza

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Il Faro della Guardia illumina con la sua luce



Il Faro della Guardia che con la sua luce, nella notte di tempesta, ha aiutato i naviganti

(Le foto sono di Giancarlo Giupponi)



Il fanalista, Filippo Vitiello, che salvò il Narduccio

(Foto tratta dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")

Nota:
Il Narduccio era un cutter costruito nel 1901. Nel 1942 fu acquistato da Antonio Feola (Tatonno primo) e cambiò nome prendendo quello dell'armatore.
Mio nonno Peppino Iacono è stato per un periodo, negli anni '40, al comando del Narduccio.



Il Narduccio nel porto di Ponza

lunedì 5 novembre 2018

Alla ricerca degli antenati

Io sono appassionata di storia e  e mi ha sempre affascinato ricostruire l'albero genealogico della mia famiglia.
L'albero genealogico è uno strumento prezioso per dare continuità con il passato e mettere delle radici nella nostra storia personale.
Con l'aiuto prezioso di Philippe D'Arco sono riuscita a ricostruire un bel pò ed ho scoperto che un mio antenato è morto in un naufragio insieme ad un fratello e ai cognati, il 23 aprile 1778.
Si chiamava Michele Iacono e lasciò due figli in tenera età, Silverio ed Aniello.
Io discendo dal ramo di Aniello che perse il papà all'età di un anno.
Ma leggendo il libro sulla navigazione di Silverio Mazzella ho scoperto che i genitori di Michele erano Pietro Paolo Iacono ed Elena Di Tomasso.
Pietro Paolo Iacono stipulò il contratto che gli concedeva in enfiteusi il terreno da coltivare, in zona Scarpellini, davanti al notar Palombo il 29 novembre 1769.
In quel naufragio del 1778 perse due figli e due generi.
Quindi il mio albero genealogico è andato ancora più in là nel tempo.
Ma tornando ad Aniello Iacono, figlio di Michele, nato nel 1777, sposò Maria Concetta Albano diventando genitori di Giuseppe Salvatore.
Giuseppe Salvatore Iacono, nato nel 1816, sposò Maria Candida Coppa e divennero genitori di Ciro.
Ciro Iacono, nato nel 1855 sposò Francesca Feola diventando genitori di Giuseppe (Peppino), Marietta, Giovannina, Evelina, Silverio.
Giuseppe (Peppino) Iacono, nato il 10 agosto 1892, mio nonno, sposò Olimpia Feola diventando genitori di Ciro (mio padre), Silverio, Francesca, Anna, Giovanni, Mimì.
Ciro Iacono, nato nel 1920, sposò Elvira Conte diventando genitori di Olimpia, Peppino, Francesca (io), Annamaria e Lella.
Il mio progenitore Pietro Paolo Iacono giunse a Ponza da Ischia.
Ed anche questa è storia.


Il porto di Ponza all'alba...oltre questo mare c'è Ischia, l'isola madre, da cui arrivò Pietro Paolo Iacono

(Foto di Rossano Di Loreto)



L'isola di Ponza vista dal mare

(Foto di Sergio Recchia)



I terreni concessi ai coloni
Agostino Grasso- Pianta dell'isola di Ponza ed altre isole sec. XVIII 


Territorio di Pietro Paolo Iacono a Scarpellini

Dal libro "Pontio. L'isola di Pilato" di V.Bonifacio



In questa pagina del libro sulla navigazione ponzese di Silverio Mazzella c'è la storia del naufragio del 1778 in cui morì Michele Iacono




Il mio bisnonno Ciro Iacono 



La mia bisnonna Francesca Feola, moglie del bisnonno Ciro Iacono



Marietta Iacono, figlia di Ciro Iacono e Francesca Feola, mamma di Linda, Vincenzina, Raffaele, Rita e Ciro Verde



Silverio Iacono, figlio di Ciro Iacono e Francesca Feola, padre di Peppino, Francesca e Aniello



Nonno Peppino Iacono,  figlio di Ciro Iacono e Francesca Feola. Questa foto è sul suo libretto di navigazione.



Nonno Peppino Iacono con nonna Olimpia Feola



Mio padre Ciro Iacono, figlio di Peppino Iacono e Olimpia Feola, con mia madre Elvira Conte

Nota:
Enfiteusi è una tassa proveniente dal diritto romano sul godimento di un fondo di proprietà altrui. Il titolare (enfiteuta) ha la facoltà di godimento pieno (dominio utile) sul fondo stesso, ma per contro deve migliorare il fondo stesso e pagare inoltre al proprietario un canone annuo in denaro o in derrate.
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