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venerdì 3 luglio 2026

Un'invocazione a San Silverio dal West Virginia

 " Il 4 maggio del 1908 Tobia Mazzella, emigrato in America nello stato del West Virginia, era incaricato a tagliare alberi di grande fusto che servivano per la realizzazione di traversine per la ferrovia. Il treno carico di tronchi per trasportarli alla segheria serviva anche da trasporto dei lavoratori che terminavano il turno di lavoro. Tobia, come tanti altri, era seduto a cavalcioni sui tronchi stessi quando il treno partì. Ma qualcosa non funzionò, il treno urtò qualcosa che fece slegare i tronchi e un convoglio si staccò incominciando a correre lungo la discesa. Tobia precipitando dai tronchi rimase impigliato con i pantaloni in un gancio del carrello e trascinato sulle rotaie non potè fare altro che invocare l'aiuto di S.Silverio: "ed il Santo impietosito dalla voce di quel disgraziato non volle abbandonarlo. Molte furono le contusioni e gli squarci portati nel suo corpo come pure la perdita d'un orecchio e  una guastatura al braccio destro, ma per grazia di S.Silverio egli è vivo tuttora, ripristinato  di salute e trovasi tra noi. Intanto per riconoscenza della grazia ricevuta  dal Santo ha offerto un braccio d'argento del valore di 107 lire quale vedesi tutt'ora pendente dalla statua di S.Silverio" 

(Questa storia è stata raccontata da don Luigi Coppa in "Vita di San Silverio Papa e Martire" del 1921 poi ripresa da Silverio Mazzella nel libro "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita") 

Nota:

Mirella Romano mi ha segnalato  la disavventura di Tobia, l'invocazione a San Silverio. Tobia abitava nella sua zona,  sopra Giancos. Per ricordarlo ha scritto questa poesia


1908 - Tobia Mazzella - ponzese emigrato in America

" Dall'America è arrivato

quel suo grido assai accorato...

"San Silverio aiutami Tu"

E' Tobia...non ce la fa più,

è caduto da quel camion

dove egli lavorava.

Ora giace sui binari

assai ferito e sanguinante,

anche un orecchio gli si è staccato 

ma al suo Santo si è affidato...

Non è sordo il Protettore

che poi subito inerviene

supplicando nostro Signore!!!

Una mano l'ha salvato,

l'ha scansato da quel treno

che fischiava...già in arrivo...

Più non scorda il poverino

e quando a Ponza ritornò 

San Silverio ringraziò!!!

E per grazia ricevuta in argento gli ha donato

quel suo braccio lacerato dal pericolo scampato!!!

Oggi splende come monito

su quel petto d'incenso profumato, 

su quel cuore d'amore paterno

per i figli tutti quanti

sia vicini...che lontani!!!"

Isola di Ponza 20 giugno 2026 

Mirella Romano



Quadro dipinto a olio con caratteri di pittura napoletana del sec. XIX è conservato nella chiesa madre di Ponza. Probabilmente è un quadro donato al Santo come ringraziamento per una grazia ricevuta



Nel cerchio rosso il braccio d'argento donato al Santo per grazia ricevuta

domenica 19 ottobre 2025

I ponzesi e San Silverio

Attraverso  le varie storie raccontate traspare il sentimento di rispetto che i ponzesi avevano verso San Silverio ma anche di confidenza.  Ci si rivolgevano come ad un padre ma se la grazia invocata tardava ad arrivare non esitavano ad esporre la statua all'acqua e al vento.

Don Luigi Coppa,  nel 1921, descrive in "San Silverio Papa e Martire" il rapporto tra i ponzesi e San Silverio.

" - Ed io stesso nei miei anni di vita  oh quante care impressioni e memorie ricordo del nostro S.Silverio. Ah! Ricordo che nelle più grandi tempeste che minacciavano di subissare l'isola, la gente impaurita correva alla chiesa a pregare S. Silverio; ed egli calmava le tempeste. Ricordo che nelle più grandi procelle di mare, mentre tante vittime umane si trovavano per mare, pure la gente veniva in chiesa e portando con fede S. Silverio perfino sotto i colonnati che son fuori la chiesa, lo lasciavano esposto al vento e all'acqua implorando grazie e misericordie per chi trovavasi in mare. E S. Silverio grondando perfino acqua e bagnato dalla pioggia largiva grazie e misericordie."

La statua di San Silverio


Una processione di San Silverio degli anni '20


La chiesa com'era un tempo con il colonnato


Il mare in burrasca e San Silverio in un dipinto di Salvatore Balzano (Ciciotto)

martedì 17 giugno 2025

Una situazione di pericolo e un'invocazione a San Silverio nel 1888

 I ponzesi quando si trovano in difficoltà invocano il loro Santo protettore, San Silverio, ovunque si trovino e da sempre.

Don Luigi Coppa , nel 1921, nella "Vita di San Silverio Papa e Martire" racconta questo episodio:
" Il 14 febbraio del 1888 una violenta tempesta si abbattè sull'isola di Ponza. Mai si ricordava un mare così agitato. Due barche incapparono nell'improvvisa mareggiata, non riuscendo a far ritorno in porto si rifugiarono nel ridosso di Le Forna. 
I due pescatori, Cristoforo Tagliamonte e Vincenzo Colonna, dovettero faticare non poco per tenere le barche ancorate. anche a ridosso della tempesta il vento era forte e le onde alte non accennava a diminuire mentre la pioggia incessante cadeva in tale quantità da impressionare i più anziani ed esperti pescatori. 
I parenti e una parte della popolazione si raccolsero in chiesa per pregare San Silverio. 
Dopo molte preghiere e suppliche esposero la statua sotto il colonnato mentre la tempesta infuriava ed ecco che " il Santo invocato da tante voci condusse nell'isola le due barche sane e salve."

Racconti come questo ce ne sono tantissimi  e la statua di San Silverio usciva dalla chiesa solo in situazioni di pericolo per la comunità ponzese, oltre che, ovviamente, per la processione del 20 giugno. 
Portare la statua in giro per l'isola su barche e furgoni non deve essere folclore, non ne abbiamo bisogno. 
Chissà cosa avrebbero detto i nostri padri, i nostri nonni, i nostri antenati. 
Le nostre tradizioni vengono stravolte irrimediabilmente.


San Silverio in una processione di tanti anni fa


La chiesa madre prima dell'ampliamento degli anni '40



La statua di San Silverio su una barca nella notte del 9 giugno 2025



La statua di San Silverio accanto a quella di Le Forna, chiesa SS, Maria Assunta in Cielo,  15 giugno 2025)


domenica 15 dicembre 2024

Un prodigio

 Nel 1843 il pescatore Angelo Feola, morto centenario nel 1908, mentre era a pesca del corallo lungo le coste di Carloforte, in Sardegna, fu sorpreso improvvisamente da una terribile tempesta e la sua barca stava per naufragare. 

" Però nel partire da Ponza egli aveva avuto l'accortezza di portarsi una statuetta di S. Silverio quale conservava sotto la prua del gozzo. Visto che la tempesta ingrossava, e conosciuta l'impossibilità di accostare a terra, i marinai cominciarono a sfiduciarsi e darsi per morti. 

Il vecchio centenario raccontava che lui volgendo lo sguardo alla statuetta di S. Silverio: Coraggio, ebbe a gridare ai marinai, abbiamo con noi chi ci può aiutare. Su prendete quella statuetta, mettetela sulla prua, penserà lui S. Silverio a liberarci. 

Oh bontà del nostro Santo!!!

Esposto alla vista dei flutti, egli fecesi quasi conduttiero del gozzo, per chi mentre prima cominciava a salire a bordo, ora rispettava il gozzo e la vita dei poveri marinai.

Sicchè guidati dallo stesso Santo giunsero a terra sani e salvi, e con stupore di quella gente che curiosa li aspettava convinti di non rivederli."

(Da "Vita di San Silverio Papa e Martire" del sacerdote Luigi Coppa, 1921)


Statuina di San Silverio 


Carloforte di fine Ottocento


Mareggiata a Carloforte (Foto di Andrea Luxoro)

domenica 1 maggio 2022

Un grande spavento!!!

 Questo episodio è accaduto nel giugno del 1875 mentre il sacerdote don Silverio Izzo celebrava la messa del mattino nella chiesa di Ponza porto. 

Il cielo dell'isola di Ponza era coperto da grossi nuvoloni neri che facevano presagire un violento temporale e intanto cominciò a diluviare. 

Don Luigi Coppa racconta questo episodio nel libro "Vita di San Silverio Papa e Martire" del 1921.

Ecco le sue parole:

"Tutto ad un tratto ecco che un fulmine penetrando per la porta della chiesa entra con gran fragore. Incredibile a dire!!! Girò quasi tutto il colonnato e fracassò perfino il vetro che copriva la nicchia e la statua della Madonna. Non è a dire lo spavento della gente! Nell'altare maggiore eravi esposta la statua di San Silverio con molti ceri accesi intorno. All'avvenimento ed al fragore del fulmine ognuno si rivolse al Santo e le voci comuni furono: San Silverio aiutaci! Ah! Il Santo invocato con fede nel pericolo permise che neppure uno solo fosse offeso dal fulmine il quale senza danno arrecare se ne uscì per uno dei finestroni della chiesa."


La chiesa di Ponza com'era


La statua di San Silverio con i ceri


Temporale sull'isola di Ponza in lontananza Palmarola
(Foto di Rossano Di Loreto)



domenica 21 febbraio 2021

La Cappella dell'Addolorata

 All'isola di Ponza, nella vecchia strada che collega Santa Maria ai Conti, troviamo una Cappella dedicata alla Madonna Addolorata. Venne edificata nel 1935 per volere di don Luigi Coppa perchè pare che proprio in quei luoghi vedessero gli spiriti.

Un pò per esorcizzare la paura venne edificata la Cappella dell'Addolorata e pare che dopo la sua costruzione il luogo divenne tranquillo.
Ras Immerù durante le sue passeggiate pare sostasse in preghiera proprio davanti alla cappella dell'Addolorata e gettasse monete attraverso le grate. Invece il generale Degiac che lo accompagnava donò alla statua della Madonna Addolorata una medaglietta d'oro che lui portava al collo in segno di devozione.


La Cappella dell'Addolorata


La statua della Madonna Addolorata

domenica 14 giugno 2020

Una situazione di pericolo e un'invocazione a San Silverio nel 1888

I ponzesi quando si trovano in difficoltà invocano il loro Santo protettore, San Silverio, ovunque si trovino e da sempre.
Don Luigi Coppa , nel 1921, nella "Vita di San Silverio Papa e Martire" racconta questo episodio:
" Il 14 febbraio del 1888 una violenta tempesta si abbattè sull'isola di Ponza. Mai si ricordava un mare così agitato. Due barche incapparono nell'improvvisa mareggiata, non riuscendo a far ritorno in porto si rifugiarono nel ridosso di Le Forna. 
I due pescatori, Cristoforo Tagliamonte e Vincenzo Colonna, dovettero faticare non poco per tenere le barche ancorate. anche a ridosso della tempesta il vento era forte e le onde alte non accennava a diminuire mentre la pioggia incessante cadeva in tale quantità da impressionare i più anziani ed esperti pescatori. 
I parenti e una parte della popolazione si raccolsero in chiesa per pregare San Silverio. 
Dopo molte preghiere e suppliche esposero la statua sotto il colonnato mentre la tempesta infuriava ed ecco che " il Santo invocato da tante voci condusse nell'isola le due barche sane e salve."
Racconti come questo ce ne sono tantissimi...


Una foto antica di San Silverio



Il colonnato della chiesa in cui esposero la statua di San Silverio



Barche sulla spiaggia di Sant'Antonio

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Il mare in tempesta nel porto di Ponza



Mare in tempesta alla Parata

(Foto di Rossano Di Loreto)

domenica 1 dicembre 2019

La cappella di Giancos

La cappella votiva che si trova proprio sulle scalette che portano sopra Giancos, all'isola di Ponza, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Fu costruita nel 1929 per volere di don Luigi Coppa e fino a che visse il sacerdote veniva celebrata la ricorrenza religiosa.
Don Luigi Coppa morì sette anni dopo la costruzione di questa Cappella.
Era una festa molto sentita in questo quartiere e dopo il rito religioso c'erano giochi ed anche dei fuochi pirotecnici tra cui u ciuccio i fuoco che consisteva in un manichino a forma di asino da cui uscivano fiamme di fuoco fino a bruciarsi.
Questa festa fu ripresa per qualche anno ma poi è finita nell'oblio.



La Cappella di Giancos

(Estate 2016)



La festa davanti alla Cappella di Giancos...quanta gente!!!



Don Luigi Coppa davanti alla Cappella di Giancos

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



U ciuccio i fuoco

( Immagine reperita in rete)

domenica 2 settembre 2018

Edicole votive a Le Forna

In località Le Forna, all'isola di Ponza, in via Forte Papa, c'è un'edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine molto antica.
E' posta su un palazzo ed è stata fondata da Luigi Ippolito e Assunta Iodice il 1 giugno 1886 come risulta dall'iscrizione proprio sotto l'edicola votiva.
Ecco le foto


L'edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine



L'iscrizione che c'è sotto l'edicola votiva

In quest'altra foto invece...



Mentre poco prima di via Forte Papa, sulla strada provinciale, c'è un'edicola votiva dedicata alla Santa Croce e all'Addolorata. Venne fatta costruire da don Luigi Coppa nel 1930.
Pare che nei pressi ci fosse un'antica edicola votiva, precedente a quella attuale e avesse una forma circolare.
Fu demolita nel 1930 ed alcune reliquie furono conservate in questa edicola.
Intorno a questa edicola si recitava il Rosario, la quindicina, come preparazione alla festa della Madonna dell'Assunta.
(Notizie attinte dal libro di Silverio Mazzella "A piedi per Ponza")

Anche questa è storia...

lunedì 10 aprile 2017

La Cappella votiva di Giancos

La cappella votiva che si trova proprio sulle scalette che portano sopra Giancos, all'isola di Ponza, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Fu costruita nel 1929 per volere di don Luigi Coppa e fino a che visse il sacerdote veniva celebrata la ricorrenza religiosa.
Don Luigi Coppa morì sette anni dopo la costruzione di questa Cappella.



La Cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù
(estate 2016)



 La Cappella votiva di Giancos e don Luigi Coppa



La celebrazione del Sacro Cuore davanti alla Cappella di Giancos...quanta gente!!!

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

venerdì 28 ottobre 2016

La cappella dell'Addolorata

Nella vecchia strada che collega Santa Maria ai Conti troviamo una Cappella dedicata alla Madonna Addolorata. Venne edificata nel 1935 per volere di don Luigi Coppa perchè pare che proprio in quei luoghi vedessero gli spiriti.
Un pò per esorcizzare la paura venne costruita la Cappella dell'Addolorata.



La Cappella dell'Addolorata



La Madonna Addolorata



La parte retrostante la Cappella


venerdì 6 dicembre 2013

La cappella votiva di Giancos

La cappella votiva che si trova proprio sulle scalette che portano sopra Giancos è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Fu costruita nel 1929 per volere di don Luigi Coppa e fino a che visse il sacerdote veniva celebrata la ricorrenza religiosa.
Il sacerdote morì sette anni dopo.


Foto antica della Cappella di Giancos con (presumo) don Luigi Coppa


La Cappella di Giancos com'è ora.....estate 2009                                                                              
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