" Il 4 maggio del 1908 Tobia Mazzella, emigrato in America nello stato del West Virginia, era incaricato a tagliare alberi di grande fusto che servivano per la realizzazione di traversine per la ferrovia. Il treno carico di tronchi per trasportarli alla segheria serviva anche da trasporto dei lavoratori che terminavano il turno di lavoro. Tobia, come tanti altri, era seduto a cavalcioni sui tronchi stessi quando il treno partì. Ma qualcosa non funzionò, il treno urtò qualcosa che fece slegare i tronchi e un convoglio si staccò incominciando a correre lungo la discesa. Tobia precipitando dai tronchi rimase impigliato con i pantaloni in un gancio del carrello e trascinato sulle rotaie non potè fare altro che invocare l'aiuto di S.Silverio: "ed il Santo impietosito dalla voce di quel disgraziato non volle abbandonarlo. Molte furono le contusioni e gli squarci portati nel suo corpo come pure la perdita d'un orecchio e una guastatura al braccio destro, ma per grazia di S.Silverio egli è vivo tuttora, ripristinato di salute e trovasi tra noi. Intanto per riconoscenza della grazia ricevuta dal Santo ha offerto un braccio d'argento del valore di 107 lire quale vedesi tutt'ora pendente dalla statua di S.Silverio"
(Questa storia è stata raccontata da don Luigi Coppa in "Vita di San Silverio Papa e Martire" del 1921 poi ripresa da Silverio Mazzella nel libro "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita")
Nota:
Mirella Romano mi ha segnalato la disavventura di Tobia, l'invocazione a San Silverio. Tobia abitava nella sua zona, sopra Giancos. Per ricordarlo ha scritto questa poesia
1908 - Tobia Mazzella - ponzese emigrato in America
" Dall'America è arrivato
quel suo grido assai accorato...
"San Silverio aiutami Tu"
E' Tobia...non ce la fa più,
è caduto da quel camion
dove egli lavorava.
Ora giace sui binari
assai ferito e sanguinante,
anche un orecchio gli si è staccato
ma al suo Santo si è affidato...
Non è sordo il Protettore
che poi subito inerviene
supplicando nostro Signore!!!
Una mano l'ha salvato,
l'ha scansato da quel treno
che fischiava...già in arrivo...
Più non scorda il poverino
e quando a Ponza ritornò
San Silverio ringraziò!!!
E per grazia ricevuta in argento gli ha donato
quel suo braccio lacerato dal pericolo scampato!!!
Oggi splende come monito
su quel petto d'incenso profumato,
su quel cuore d'amore paterno
per i figli tutti quanti
sia vicini...che lontani!!!"
Isola di Ponza 20 giugno 2026
Mirella Romano


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