venerdì 9 maggio 2025

La festa della mamma

 Anticamente questa festa era legata al culto di divinità della fertilità dai popoli politeisti e veniva celebrata nel periodo di passaggio della natura dall'inverno all'estate.

In Inghilterra nel diciassettesimo secolo cominciò l'usanza di festeggiare il Mothering Sunday con rose rosse da regalare alle mamme.
Nel primo Novecento arrivò negli Stati Uniti grazie ad Anna M. Jarvis che dopo la morte di sua madre, a cui era particolarmente legata, inviò lettere al Congresso per fare istituire una Festa Nazionale dedicata alle mamme. 
Nel 1914 il presidente W.Wilson istituì il Mother's Day.
Anna Jarvis propose come simbolo della festa il garofano, fiore preferito da sua madre, rosso per le mamme in vita, bianco per quelle scomparse.
In Italia la mamma fu festeggiata per la prima volta nel 1957 da don Otello Mignosi, nel piccolo borgo di Tordibetto, vicino Assisi. 
Ogni anno si festeggia la seconda domenica di maggio.
I simboli scelti, di colore rosso, sono il cuore e la rosa, fiore che rappresenta l'amore, la bellezza e l'affetto materno.

Auguri a tutte le mamme, anche alla mia che è in cielo

Nella foto: io piccola in braccio a mamma Elvira, mio padre Ciro e mia sorella Olimpia (Dall'album di famiglia)



mercoledì 7 maggio 2025

Altre foto dell'incendio all'isola di Ponza

 Giungono da Ponza altre foto dell'incendio che ieri 6 maggio, ha devastato una parte del territorio. 

Grazie all'intervento della Protezione Civile di Ponza ed all'intervento aereo dei Vigili del Fuoco l'incendio è stato domato. 

Le foto sono state scattate da Rossano Di Loreto che documenta sempre ciò che accade all'isola di Ponza e che ringrazio.




















martedì 6 maggio 2025

Incendio all'isola di Ponza

 Stamattina, 6 maggio, all'isola di Ponza si è sviluppato un incendio che ha richiesto l'intervento della Protezione civile isolana supportati da Canadair ed elicotteri dei Vigili del Fuoco.

L'incendio è stato domato nel primo pomeriggio ma ora si dovrà verificarne l'origine.

Il luogo è impervio ed hanno rischiato anche alcune abitazioni, ma per fortuna nessuna persona è stata convolta.

Il sindaco Francesco Ambrosino ha ringraziato coloro che si sono adoperati  nello spegnimento.

(Le foto sono state reperite in rete)








domenica 4 maggio 2025

Storie di mare: un attacco di fame a bordo della goletta Giuseppe padre

 " Partirono alla fine di novembre per caricare i capitoni nei canali di Prevese, nella Gracia Ionica. La Goletta era sprovvista di motore e la propulsione era data solo da due vele auriche, Trinchetta e Maestra, e tre vele triangolari ancorate al bompresso, Trinchettina, Fiocco e Controfiocco.

Ai primi di dicembre, passato lo Stretto di Messina, al largo di Punta Stilo, nel Golfo di Squillace furono investiti da un temporale violento con raffiche di vento fino a 200 Km. all'ora, una vera e propria Bora.

In breve tempo le vele furono squarciate e la goletta-vivaio si trovò in pericolo di naufragio. Agostino, legato, fu issato in cima all'albero di trinchetto dove fissò un grosso segnale a vento formato da pantaloni  e altri indumenti cuciti insieme per essere gonfiati dal vento.

Quel segnale significava che l'imbarcazione aveva bisogno di aiuto. Il tempo li sospingeva verso Catania e loro favorivano quella rotta nella speranza di salvarsi. Arrivati al largo del porto della città furono avvistati dalla locale Capitaneria e soccorsi da un rimorchiatore che li trainò nel porto.

Riparati i danni, ripartirono dopo una settimana per la Grecia, non prima però di aver fatto celebrare a bordo una messa in devozione di San Silverio e di ringraziamento per lo scampato pericolo. Caricarono circa 100 quintali di capitoni e ripartirono per Napoli.

Furono coinvolti in un altro fortunale al largo di Crotone, il mare era particolarmente agitato ma la goletta-vivaio non poteva essere portata in un ridosso per non far morire il carico di capitoni. Rimasero al largo e in navigazione però per il mare molto mosso non era possibile neanche accendere il fuoco nel fusto sulla coperta per cucinare. 

Dopo due giorni finirono le riserve di gallette e la fame incominciò a farsi sentire. L'equipaggio sapeva che gli armatori avevano comprato dei dolci tipici greci che portavano a casa per Natale e presi dalla fame quella notte successiva ne svuotarono la dispensa grazie al coraggio e alla giovane età di Agostino che, spalleggiato dagli altri dell'equipaggio, entrò silenziosamente nella cabina dei due armatori che dormivano al buio, avvolti in una vela.

Arrivati al molo Santa Lucia a Napoli e, venduti i capitoni, rientrarono a Ponza.

Agostino volontariamente confessò del saccheggio dei buoni dolci comprati in Grecia ma solo dopo aver percepito la paga a lui spettante."

Nota:

Agostino Vitiello a 24 anni, nel 1930, si imbarcò sulla goletta Giuseppe padre. Gli armatori erano Antonio Sandolo detto "Carocchia" e suo genero Aniello Sandolo

(Racconto tratto dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")


Isola di Ponza, la goletta  Giuseppe Padre durante la discesa a mare sulla spiaggia di Santa Maria


venerdì 2 maggio 2025

Un ricordo del giorno della Croce di Maria Conte

 Maria Conte, ponzese doc ma da una vita a Padova, scomparsa lo scorso gennaio, qualche anno fa mi inviò questo suo ricordo: 

"Il tuo Frammento ha risvegliato, nella mia mente, un ricordo dolcissimo della mia adolescenza, nell'isola.
Il 3 maggio, la Chiesa celebra l'Esaltazione della Croce. In tal giorno, era usanza  aprire le varie cappelline, dedicate alla Croce Santa. 
Nei giorni precedenti, le famiglie, che ne curavano la pulizia, e ne conservavano il culto, le biancheggiavano e le adornavano con fiori e ceri. Se possibile, ci mettevano qualche sedia, in attesa della visita dei fedeli. In ispecie, Nonne e Mamme ne visitavano più di una, sostando per una preghiera e per un canto. 
Noi ragazzi, in questa giornata primaverile, di solito splendida, seguivamo volentieri gli adulti nel pellegrinaggio.
Per prima, ci si soffermava a quella in piazza centrale, di fronte all'albergo della nostra cara Clorinda Conte;  poi, ci si spostava a quella della Dragonara, vicino alla casa dei Ferraiuolo, nonni dell'ex sindaco ; infine a quella, sopra S. Antonio, che domina il panorama mozzafiato del porto, la "bomboniera" come mi piace chiamarla. 
Un'altra era a S.Maria, un'altra ancora sopra i Conti. 
Si camminava volentieri, su e giù; si pregava con gli adulti; si cantava, se ricordo bene: "Evviva la Croce, la Croce evviva; evviva la Croce e Chi la portò.." 
Noi .eravamo felici anche di questo.."

Mi piace ricordarla

La Cappellina sulla Punta Bianca


L'interno della Cappellina  preparata per la recita del Rosario per il mese di maggio (Foto di Elena Coppa)


La scala che porta alla cappellina sulla Dragonara (Agosto 2020)



La Cappellina sulla Dragonara (Foto di Polina Ambrosino)



La Cappellina sopra Sant'Antonio in  salita Croce


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