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mercoledì 25 giugno 2025

San Silverio, l'incendio e i dollari bruciati

 Noi ponzesi amiamo il nostro San Silverio, guardando la statua del Santo è come se guardassimo nostro padre. Dobbiamo conservarla con amore.

Questo episodio che sto per raccontare è giunto a noi grazie alla testimonianza di alcuni confinati presenti sull'isola. 

Verso la metà degli anni '30, il 20 giugno, scoppiò un incendio in chiesa forse provocato dai ceri accesi. La statua di San Silverio rischiò di essere danneggiata seriamente dal fuoco. Bruciarono le banconote di dollari donate dai fedeli giunti dagli Stati Uniti che erano ancora attaccate alla statua dopo la processione.

Ma abbiamo anche la testimonianza di Walter Audisio che così scrive: "...Povero S.Silverio! Lo vidi all'indomani, nudo come un verme, affumicato e bruciacchiato, nello studiolo che il compagno Giorgi, aveva allestito in una stanzetta al "prato della miseria". Era con lui il compagno Callegari di Milano, fine stuccatore, dediti entrambi a ripristinare le soavi fattezze del vecchio Santo barbuto e a far sparire le tracce che il fuoco pareva aver lasciato sulla sua corruscata fronte"



Si vedono chiaramente i dollari donati dai ponzesi tornati dagli Stati Uniti



Processione di San Silverio, credo, anni '40



La statua di San Silverio dopo un restauro


mercoledì 7 maggio 2025

Altre foto dell'incendio all'isola di Ponza

 Giungono da Ponza altre foto dell'incendio che ieri 6 maggio, ha devastato una parte del territorio. 

Grazie all'intervento della Protezione Civile di Ponza ed all'intervento aereo dei Vigili del Fuoco l'incendio è stato domato. 

Le foto sono state scattate da Rossano Di Loreto che documenta sempre ciò che accade all'isola di Ponza e che ringrazio.




















martedì 6 maggio 2025

Incendio all'isola di Ponza

 Stamattina, 6 maggio, all'isola di Ponza si è sviluppato un incendio che ha richiesto l'intervento della Protezione civile isolana supportati da Canadair ed elicotteri dei Vigili del Fuoco.

L'incendio è stato domato nel primo pomeriggio ma ora si dovrà verificarne l'origine.

Il luogo è impervio ed hanno rischiato anche alcune abitazioni, ma per fortuna nessuna persona è stata convolta.

Il sindaco Francesco Ambrosino ha ringraziato coloro che si sono adoperati  nello spegnimento.

(Le foto sono state reperite in rete)








venerdì 16 aprile 2021

Il nostro San Silverio

 Noi ponzesi amiamo il nostro San Silverio, guardando la statua del Santo è come se guardassimo nostro padre. Dobbiamo conservarla con amore.

Questo episodio che sto per raccontare è giunto a noi grazie alla testimonianza di alcuni confinati presenti sull'isola. 

Verso la metà degli anni '30, il 20 giugno, scoppiò un incendio in chiesa forse provocato dai ceri accesi. La statua di San Silverio rischiò di essere danneggiata seriamente dal fuoco. Bruciarono le banconote di dollari donate dai fedeli giunti dagli Stati Uniti che erano ancora attaccate alla statua dopo la processione.

Ma abbiamo anche la testimonianza di Walter Audisio che così scrive: "...Povero S.Silverio! Lo vidi all'indomani, nudo come un verme, affumicato e bruciacchiato, nello studiolo che il compagno Giorgi, aveva allestito in una stanzetta al "prato della miseria". Era con lui il compagno Callegari di Milano, fine stuccatore, dediti entrambi a ripristinare le soavi fattezze del vecchio Santo barbuto e a far sparire le tracce che il fuoco pareva aver lasciato sulla sua corruscata fronte"



San Silverio veniva portato in processione su  un trono. Accanto al marinaio, con la camicia bianca c'è nonno Peppino Iacono.



La statua di San Silverio, giugno 2020

(Foto di Giovanni Pacifico)


venerdì 10 luglio 2020

E dopo la festa, il fuoco...accadde negli anni '30

Ecco cosa scrive Monsignor Luigi Maria Dies a proposito della statua di San Silverio nel libro Da Frosinone a Ponza...: "La statua  di S.Silverio che veneriamo nella nostra chiesa di Ponza è tanto bella, troneggia nell'artistico e monumentale altare di Ciro Piro. Scultura lignea del Settecento, essa ha uno sguardo sereno e paterno; le labbra semiaperte; pare che parlino e il popolo, sul volto del caro simulacro, è solito leggere le gioie e le pene, le soddisfazioni e i dispiaceri della vita, giacchè S.Silverio alla semplicità della loro fede sempre rivela."
Verso la metà degli anni '30, durante un incendio scoppiato in chiesa il 20 giugno,rischiò di essere danneggiata seriamente, ma per fortuna bruciarono solo le banconote di dollari donate dai fedeli, giunti dagli Stati Uniti, che erano ancora attaccate alla statua dopo la processione. Probabilmente a causare l'incendio furono le candele.
Questo episodio lo hanno raccontato alcuni confinati presenti sull'isola di Ponza.






Giugno 2018
(Foto di Rossano Di Loreto)



San Silverio in processione tanti anni fa...

martedì 16 agosto 2011

24 Luglio 2011...una giornata da dimenticare...

Domenica 24 luglio ci siamo svegliati con il forte vento di maestrale che ululava per i vicoli di Ponza.
Le navi hanno avuto difficoltà ad arrivare all’isola, gli aliscafi invece non sono proprio arrivati, quindi si preannunciava una giornata difficile.
Verso mezzogiorno mentre guardavamo il mare in burrasca sopra la spiaggia di Chiaia di Luna ci siamo accorti del fuoco proprio sulla falesia. Che tristezza!
Un piano preparato ad arte….con quel vento è stato un disastro.
Origine dolosa…sicuramente…..
Le avvisaglie c’erano state pochi giorni prima con un altro incendio in zona Guarini, poco lontano.
Per spegnere l’incendio sono intervenuti un elicottero e due Canadair della Protezione civile ma ci sono volute ore perché le raffiche di vento erano molto forti.
Alcune famiglie delle palazzine Gescal hanno lasciato le loro abitazioni per precauzione e il fuoco ha lambito i loro cortili.
Dopo lo spettacolo è stato desolante….vigneti danneggiati, alberi da frutta distrutti, le strade dell’isola erano ricoperte dalla cenere.
Chi ha appiccato il fuoco (una mente criminale) aveva pianificato il tutto e che con il forte vento sarebbe stato difficile spegnerlo.
Per fortuna non ci sono stati feriti…poteva andare peggio vista la vicinanza delle case.
Che senso ha bruciare quel poco di verde dell’isola…..proprio non capisco….
Gli alberi, i cespugli della macchia mediterranea trattengono il terreno, quindi evitano le frane….cosa non da poco in un’isola con un equilibrio così delicato come la nostra.
Chi ha fatto tutto questo credo abbia una mente malata…..non ci sono parole.

giovedì 30 ottobre 2008

Ponza si allaga

Quest’anno da Ponza fosse arrivata una notizia positiva….prima il crollo a Chiaia di Luna, poi la bandiera nera data da Goletta verde, poi un’estate non proprio brillante…ed ecco l’alluvione.
Ci mancava pure questa!!!
L’altro giorno, dopo ore di pioggia incessante, gli abitanti di Ponza si sono ritrovati a far fronte ad una vera emergenza.
Il tunnel che collega la zona Porto a Santa Maria è parzialmente crollato (non è la prima volta che accade), le fogne sono saltate a Sant’Antonio e a Giancos.
Ci sono stati danni nella zona del Canalone, i muretti a secco (parracine), a Le Forna, sono crollati, alcuni negozi e abitazioni si sono allagati.
Dal Monte Guardia è sceso un fiume d’acqua che ha portato giù tutto quello che capitava e questo è anche una conseguenza del grosso incendio che ha colpito l’isola l’anno scorso.
Gli alberi trattengono l’acqua è cosa risaputa….
Per ritornare alla normalità ( si fa per dire) sono arrivate le idrovore dal continente.
Il sindaco ha chiuso le scuole e ha chiesto lo stato di calamità naturale.
Bisogna curare di più l’isola altrimenti rischiamo di perderla completamente.
Bisogna lavorare non solo in vista della stagione estiva ma sempre e far in modo che i ponzesi rimangano sull’isola tutto l’anno invece che andare a “svernare” sul continente.
Speriamo in bene….
 

venerdì 31 agosto 2007

I colori di Ponza

In primavera Ponza è uno splendore, un’esplosione di colori. Oltre alle case che hanno diverse tonalità, dal rosa al celeste, dal bianco al giallo, la natura ci offre uno spettacolo meraviglioso. Ponza non ha boschi come Zannone, ma è ricca di macchia mediterranea, che a primavera esplode nei suoi colori. Il colore predominante è il giallo delle ginestre, ma c’è anche il bianco del cisto e il fucsia del fico degli ottentotti. Quest’anno c’erano anche i fiori spettacolari dell’agave, gialli e profumati, che purtroppo fioriscono una volta nell’arco di molti anni.
Ponza è rinomata per le sue calette, per il colore azzurro del suo mare, e così si è un po’ trascurata la campagna che prima era ben curata, verdeggiante. C’erano una miriade di contadini che lavoravano, producendo ogni ben di Dio. Oggi queste persone hanno cambiato attività, le campagne sono abbandonate e i prodotti locali quasi non esistono più. Certo il lavoro del contadino è duro, è faticoso e non è molto redditizio, quindi abbiamo una moltitudine di operatori turistici improvvisati. Molti terreni ormai sono incolti e durante il periodo delle piogge il mare è macchiato di terra per molti metri. Infatti, non ci sono più le piante a trattenere la terra.
 Ed ora sarà anche peggio, con gli incendi che hanno devastato l’isola nei giorni scorsi. In questo momento i colori sono spenti, rimane solo il nero del bruciato!

lunedì 27 agosto 2007

Il Fuoco

L’Isola è nata dal fuoco, il fuoco creatore, sprigionato dalla terra.
Il suo destino è essere sgretolata, erosa dal mare e dal vento.
Ma spesso l’uomo, che dovrebbe essere custode e non padrone,
usa il fuoco diverso, distruttore.
E non solo sull’Isola!
Pensando solo ai suoi interessi, usa il fuoco come strumento di potere,
di ricatto, verso gli altri uomini, strumento di sfregio verso la natura stessa.
Sono giorni che brucia il Sud - Italia, la Grecia, che bruciano il verde,
gli alberi e le persone.
Ieri bruciava Salina, oggi brucia Ponza.
Stamattina la gente è stata svegliata dai Canadair. L’incendio lambiva le case vicino l’Acquedotto, ma per fortuna è stato domato.
Ma il fuoco distruttore non si è arreso: Monte Guardia, il Pagliaro e Tre Venti sono stati seriamente danneggiati, tutti incendi chiaramente dolosi. Animali e piante inceneriti.
Una vera ferita, un colpo al cuore dell’isola.
Ponza è da sempre vittima degli incendi e degli incendiari.
Anni fa un vastissimo incendio, partito dal Frontone, aveva fatto danni gravissimi, mettendo quasi in ginocchio l’isola intera. Ogni parte dell’isola è stata più o meno colpita da un incendio, accidentale (causato dall’abitudine di bruciare le sterpaglie) o doloso.
Ma gli isolani perché dovrebbero fare del male alla loro Patria?
Commentando il bel verde degli ultimi anni con un commerciante, mi sono sentita rispondere <<Che ci facciamo col verde?Noi vogliamo le case!!>>.
Le case? ancora?l’isola non riesce a reggere l’attuale flusso turistico, e vogliono ancora più case.
Il verde è importantissimo per l’equilibrio ambientale. La macchia mediterranea evita le frane che tormentano l’isola e permette il drenaggio della pioggia dalle colline. È fondamentale. È il rifugio di piccoli animali, di uccelli migratori, di specie vegetali ormai rare.
Inoltre una rigogliosa vegetazione fa dell’isola un meraviglioso giardino pensile.Coltivare e proteggere la terra e sicuramente meglio che incendiarla.
Il turista non vuole vedere una terra brulla e sentire l’odore di bruciato.
Ma riposare gli occhi ammirando un giardino, un gioiello in mezzo al mare.
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