" Domenico, ventenne di Le Forna, per un rientro forzato dalla pesca a causa di un improvviso cattivo tempo, verso le due di notte, ritornava a casa dopo essere sbarcato a Cala Inferno.
Aveva appena superato il tunnel dell'antica scalinata romana quando sentì una voce sinistra e minacciosa che lo chiamava.
Il sangue gli si gelò, ma prese il coraggio a due mani gridò: " Hei! chi sì? Ie sò Dummineche, Dummineche sòtte la Madònna di Pumpèie, (Hei! chi sei? Io sono Domenico che è sotto la Madonna di Pompei)"
Il richiamo di aiuto alla Madonna di Pompei fece scomparire ogni paura e presenza misteriosa.
Non fu l'unico a sentire strane presenze lungo la discesa che portava alla vecchia fontana romana.
Voci, sospiri e affanni in piena notte, amplificati dalle alte pareti di tufo della galleria hanno scatenato paura e panico in quei poveri pescatori che avevano la necessità di percorrere quelle scale.
Erano i lamenti di un galeotto condannato ai lavori forzati che in questo luogo aveva perso la vita. ancora oggi nelle notti illuni si sentono i suoi lamenti e affanni, impegnato eternamente a scavare pietre con il suo pesante piccone di ferro."
(Racconto tratto dal libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita")
Il tunnel della scalinata di Cala InfernoLe rocce della scalinataLa vecchia fontana di Cala Inferno in un disegno del Mattei, aprile 1847