martedì 9 maggio 2023

Ncòppe u Nciènze

 E' un altopiano che si trova nell'estremità settentrionale dell'isola di Ponza ed un braccio di mare lo separa dall'isolotto di Gavi.

E' ricco di piante officinali che i ponzesi raccoglievano per curare i malesseri. 

Su questo pianoro ci sono i resti di un antico cenobio cistercense da cui, forse, prende il nome, incenso. 

Da qualche anno c'è anche una specola dedicata a San Silverio.



Da ncòppe u Nciènze si vede Gavi ed in lontananza Zannone                                                               

(Foto di Maurizio Musella)



I resti dell'antico cenobio cistercense


La specola dedicata a San Silverio (Foto di Rossano Di Loreto)

domenica 7 maggio 2023

Un importante documento

 La chiesa di Santa Maria, all'isola di Ponza, è un vero gioiello, è piccola ma è curata.

La mia famiglia è molto legata a questa chiesa perchè un nostro antenato, del ramo materno, don Antonino Conte, è stato il primo addetto, insomma il primo a svolgervi le funzioni religiose.
Mia madre Elvira per anni ha custodito una lettera, scritta nell'Ottocento, che le era pervenuta dalla sua famiglia di origine, Conte. 
Già qualche anno fa mi aveva fornito una copia del documento Eva Mazzella ma mancava la firma di colui che ha  scritto la petizione, don Antonino Conte. 
Questo è l'originale.
Praticamente gli abitanti della frazione di Santa Maria chiedevano al Papa Leone XIII un suo intervento in modo tale che i lavori della chiesa, interrotti da molto tempo, riprendessero.
Era stata scritta proprio da don Antonino Conte.
La chiesa fu consacrata il 21 giugno 1895.


Nota:

Don Antonino Conte era il fratello del mio bisnonno Placido. Era nato il 9 aprile 1821 e morì il 25 marzo 1917. Mio nonno Salvatore Conte raccontava che don Antonino era un uomo colto.
Don Antonino Conte fece parte del primo Consiglio Comunale di Ponza dopo l'Unità d'Italia.
Per un certo periodo, la chiesa di Santa Maria fu affidata anche al sacerdote don Aniello Conte, nipote di don Antonino, poi cappellano presso l'ergastolo di Santo Stefano.


Qui si vede la chiesetta di Santa Maria nei primi anni del '900
Don Antonino Conte




Il documento


Qui si vede bene la data,  Ponza 15 novembre 1886 e la firma, don Antonino Conte, sacerdote



In queste pagine si legge meglio

venerdì 5 maggio 2023

Le bellissime Cisterne Romane dell'isola di Ponza

In questi giorni è giunta da Ponza la notizia che riaprono le Cisterne della Dragonara e del Corridoio, e per le visite guidate bisogna rivolgersi alla Proloco. 

E' una notizia fantastica!!!

Sono solo una piccola parte del notevole  patrimonio archeologico dell'isola che abbiamo potuto ammirare, che sono state recuperate con fatica e soldi della comunità.

Ho visto brillare gli occhi dei visitatori davanti a tanta bellezza, ammirare la bravura dei Romani nel realizzare queste imponenti opere d'ingegneria idraulica.
A Ponza ce ne sono altre...
Oltre alle Cisterne della Dragonara e del Corridoio bisogna cercare di recuperare quella più grande in via Parata, una vera cattedrale, da paragonarla in quanto a imponenza e bellezza al Cisternone di Formia.
Più di quarant'anni fa riuscimmo a far venire a Ponza la Soprintendenza ai Beni Archeologici proprio per gli abusi nella Cisterna di via Parata, ma poi tutto finì nel nulla.
Amo troppo la mia isola e vederla maltrattata fa male.
Credo che ogni euro ricavato con la riapertura  delle Cisterne debba essere reinvestito nella loro  manutenzione e nel recupero di altri siti archeologici di cui Ponza è ricca.
Questo è il mio pensiero...
Ci vuole passione affinchè l'isola mostri il suo lato migliore avendo  altri tesori che molti non conoscono. Recuperare il patrimonio archeologico dell'isola darebbe un'impronta culturale e con un'adeguata pubblicità a livello nazionale si potrebbero avere dei flussi turistici anche fuori stagione.



La Cisterna della Dragonara 


L'entrata della Cisterna del Corridoio in via Comandante


Il pozzo da cui si attingeva l'acqua della Cisterna del Corridoio



La Cisterna del Corridoio
(Foto di Marianna Licari)

giovedì 4 maggio 2023

La chiesetta sul Monte Guardia

 Sul Monte Guardia, all'isola di Ponza, c'è una chiesetta dedicata a San Venerio protettore dei fanalisti.

E' stata fatta edificare dal dott. Biagio Vitiello in ricordo di suo padre Filippo, fanalista ponzese, che era devoto a San Venerio. La prima messa è stata celebrata nel dicembre del 2012.

Purtroppo qualche anno fa durante una tempesta di vento  il tetto è stato danneggiato seriamente.


La chiesetta sul Monte Guardia


L'immagine di San Venerio

La preghiera a San Venerio


Il promontorio della Guardia con il Faro

(Le foto sono di Rossano Di Loreto, aprile 2023)

martedì 2 maggio 2023

Gli spiriti di Cala Inferno

 " Domenico, ventenne di Le Forna, per un rientro forzato dalla pesca a causa di un improvviso cattivo tempo, verso le due di notte, ritornava a casa dopo essere sbarcato a Cala Inferno.

Aveva appena superato il tunnel dell'antica scalinata romana quando sentì una voce sinistra e minacciosa che lo chiamava. 

Il sangue gli si gelò, ma prese il coraggio a due mani gridò: " Hei! chi sì? Ie sò Dummineche, Dummineche sòtte la Madònna di Pumpèie, (Hei! chi sei? Io sono Domenico che è sotto la Madonna di Pompei)"

Il richiamo di aiuto alla Madonna di Pompei fece scomparire ogni paura e presenza misteriosa. 

Non fu l'unico a sentire strane presenze lungo la discesa che portava alla vecchia fontana romana. 

Voci, sospiri e affanni in piena notte, amplificati dalle alte pareti di tufo della galleria hanno scatenato paura e panico in quei poveri pescatori che avevano la necessità di percorrere quelle scale. 

Erano i lamenti di un galeotto condannato ai lavori forzati che in questo luogo aveva perso la vita. ancora oggi nelle notti illuni si sentono i suoi lamenti e affanni, impegnato eternamente a scavare pietre con il suo pesante piccone di ferro."

(Racconto tratto dal libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita")



Il tunnel della scalinata di Cala Inferno


Le rocce della scalinata


La vecchia fontana di Cala Inferno in un disegno del Mattei, aprile 1847

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