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martedì 9 maggio 2023

Ncòppe u Nciènze

 E' un altopiano che si trova nell'estremità settentrionale dell'isola di Ponza ed un braccio di mare lo separa dall'isolotto di Gavi.

E' ricco di piante officinali che i ponzesi raccoglievano per curare i malesseri. 

Su questo pianoro ci sono i resti di un antico cenobio cistercense da cui, forse, prende il nome, incenso. 

Da qualche anno c'è anche una specola dedicata a San Silverio.



Da ncòppe u Nciènze si vede Gavi ed in lontananza Zannone                                                               

(Foto di Maurizio Musella)



I resti dell'antico cenobio cistercense


La specola dedicata a San Silverio (Foto di Rossano Di Loreto)

domenica 8 novembre 2020

San Silverio sul Piano dell'Incenso

 La sera sopra il Piano dell'Incenso, all'isola di Ponza, brilla una piccola luce. Proprio lì è stata posizionata, nel 2016, una piccola statua di San Silverio per volontà del dottor Biagio Vitiello.

San Silverio da lassù protegge il territorio circostante e vigila sul mare intorno alla nostra isola.

Ecco cosa c'è scritto sulla targa ricordo:

BLASIUS VITELLIUS

IN MAIORUM SUORUM TERRA

SIMULACRUM HOC PARVUM

AD SANCTI SILVERI HONOREM POSUIT

SUAM ROGANS INTERCESSIONEM

UT PONTINIS OMNIBUS DOMINUS

DEUS MAGIS MAGISQUE DONET

UMILITATEM ATQUE MISERICORDIAM


PONTIA A.D. MMXVI

ANTE DIEM DUODECIMUM

KALENDAS OCTOBRIS







(Foto di Rossano Di Loreto)


Il Piano dell'Incenso
(Agosto 2015)

Nota:
Specola significa luogo elevato adatto ad osservazioni astronomiche


mercoledì 8 gennaio 2020

Cala Fèlece

All'isola di Ponza, sotto il piano dell'Incenso, nel versante ovest, c'è una piccola cala le cui pareti sono colorate di giallo, di argilla sulfurea.
E' Cala Fèlece (delle Felci)
Prende il nome dalle felci, l'Osmunda regalis, in dialetto ponzese  fèlece, che cresce rigogliosa in quella zona e si protende fino alla spiaggia.
Proprio su questo versante, a metà costa, esistono i ruderi di un Cenobio Cistercense del XII secolo che i monaci furono costretti ad abbandonare.
I monaci, oltre a pregare, raccoglievano erbe officinali e medicinali di cui era ricco il territorio.
Questo Cenobio probabilmente fu costruito dai monaci per una sorta di collegamento tra il Monastero di Zannone e quello di Santa Maria in Ponza. In quel periodo c'erano i Saraceni sempre pronti a colpire e quindi avevano bisogno di proteggersi a vicenda. Probabilmente i monaci comunicavano attraverso dei segnali.
Può darsi che i Cistercensi abbiano dato il nome alla località dell'Incenso.


Cala Fèlece

(Foto tratta dal libro "PONZA PALMAROLA ZANNONE" di S. e G. Mazzella)


I ruderi del Cenobio cistercense sulla baia del Fèlece

(Foto tratta dal libro "Ponza Isola Azzurra" di G. e S. Mazzella)



La felce in dialetto ponzese fèlece, Osmunda regalis

(Dal libro "La Flora di Ponza" di G.e S. Mazzella)
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