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mercoledì 30 aprile 2025

Buon Primo Maggio!!!

  Oggi festeggiamo tranquillamente  il primo maggio, la festa dei lavoratori, ma, nel 1922,  durante il regime fascista era stata abolita e sostituita con  il 21 aprile, il Natale di Roma. 

A Ponza, isola di confino, si racconta che in quel giorno, il primo maggio,  i confinati erano controllati nei loro movimenti, era vietato vestirsi in modo elegante, oppure fregiarsi di qualcosa di rosso.

Guai a mettere il garofano rosso all'occhiello, si rischiava grosso come successe ad un confinato in Corso Principe di Napoli oggi Corso Pisacane che venne preso a calci dai militi con i loro scarponi chiodati e lasciato in un bagno di sangue.

I militi si mettevano fuori alle mense dei confinati per controllare persino il cibo che mangiavano. 

Per coloro che trasgredivano erano botte, bastonate, punizioni...

BUON PRIMO MAGGIO!!!


Isola di Ponza, corso Principe di Napoli



Isola di Ponza, la sede del comune che, un tempo, era sulla Punta Bianca 

venerdì 21 luglio 2023

Il nostro San Silverio

  Noi ponzesi amiamo il nostro San Silverio, guardando la statua del Santo è come se guardassimo nostro padre. Dobbiamo conservarla con amore.

Questo episodio che sto per raccontare è giunto a noi grazie alla testimonianza di alcuni confinati presenti sull'isola. 

Verso la metà degli anni '30, il 20 giugno, scoppiò un incendio in chiesa forse provocato dai ceri accesi. La statua di San Silverio rischiò di essere danneggiata seriamente dal fuoco. Bruciarono le banconote di dollari donate dai fedeli giunti dagli Stati Uniti che erano ancora attaccate alla statua dopo la processione.

Ma abbiamo anche la testimonianza di Walter Audisio che così scrive: "...Povero S.Silverio! Lo vidi all'indomani, nudo come un verme, affumicato e bruciacchiato, nello studiolo che il compagno Giorgi, aveva allestito in una stanzetta al "prato della miseria". Era con lui il compagno Callegari di Milano, fine stuccatore, dediti entrambi a ripristinare le soavi fattezze del vecchio Santo barbuto e a far sparire le tracce che il fuoco pareva aver lasciato sulla sua corruscata fronte"


La statua di San Silverio


Una processione di San Silverio di tanto tempo fa, credo anni '80. Si vede zio Silverio Musella


Processione di San Silverio, credo, anni '40


La statua di San Silverio dopo un restauro

domenica 30 aprile 2023

Buon Primo Maggio!!!

 Oggi festeggiamo tranquillamente  il primo maggio, la festa dei lavoratori, ma, nel 1922,  durante il regime fascista era stata abolita e sostituita con  il 21 aprile, il Natale di Roma. 

A Ponza, isola di confino, si racconta che in quel giorno, il primo maggio,  i confinati erano controllati nei loro movimenti, era vietato vestirsi in modo elegante, oppure fregiarsi di qualcosa di rosso.

Guai a mettere il garofano rosso all'occhiello, si rischiava grosso.

I militi si mettevano fuori alle mense dei confinati per controllare persino il cibo che mangiavano. 

Per coloro che trasgredivano erano botte, bastonate, punizioni...

BUON PRIMO MAGGIO!!!



Il confinato Guido Galimberti, isola di Ponza, 1 maggio 1929



venerdì 16 aprile 2021

Il nostro San Silverio

 Noi ponzesi amiamo il nostro San Silverio, guardando la statua del Santo è come se guardassimo nostro padre. Dobbiamo conservarla con amore.

Questo episodio che sto per raccontare è giunto a noi grazie alla testimonianza di alcuni confinati presenti sull'isola. 

Verso la metà degli anni '30, il 20 giugno, scoppiò un incendio in chiesa forse provocato dai ceri accesi. La statua di San Silverio rischiò di essere danneggiata seriamente dal fuoco. Bruciarono le banconote di dollari donate dai fedeli giunti dagli Stati Uniti che erano ancora attaccate alla statua dopo la processione.

Ma abbiamo anche la testimonianza di Walter Audisio che così scrive: "...Povero S.Silverio! Lo vidi all'indomani, nudo come un verme, affumicato e bruciacchiato, nello studiolo che il compagno Giorgi, aveva allestito in una stanzetta al "prato della miseria". Era con lui il compagno Callegari di Milano, fine stuccatore, dediti entrambi a ripristinare le soavi fattezze del vecchio Santo barbuto e a far sparire le tracce che il fuoco pareva aver lasciato sulla sua corruscata fronte"



San Silverio veniva portato in processione su  un trono. Accanto al marinaio, con la camicia bianca c'è nonno Peppino Iacono.



La statua di San Silverio, giugno 2020

(Foto di Giovanni Pacifico)


mercoledì 4 giugno 2014

Il latte

D'estate molti vengono a trascorrere le vacanze a Ponza, affascinati dallo splendido mare dell'isola e da panorami mozzafiato ma non tutti sanno che questo, un tempo, era un luogo di relegazione.
Durante il periodo fascista furono confinati a Ponza personaggi illustri, contrari al regime, come Sandro Pertini, Giorgio Amendola, Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi, Antonio Camporese ...e tanti altri...l'elenco sarebbe veramente lungo.
Ma come ha vissuto l'isolano questa condizione?
Pare non bene...anche i ponzesi non si potevano muovere liberamente...
Ernesto Prudente nel libro "Cronaca di cose ponziane" con l'episodio del latte ci dà l'idea di come si vivesse a Ponza.
Ecco cosa scrive Ernesto: "Una volta quasi tutte le famiglie che abitavano al di fuori della parte centrale del paese allevavano gli ovini. In maggior parte erano capre perchè producevano un maggior quantitativo  di latte rispetto alle pecore che si allevavano soprattutto per la lana.
Quel latte quasi sempre serviva per le esigenze della famiglia. Chi allevava molti animali lo vendeva come lo vendevano le due uniche famiglie che allevavano ovini.
Si cercavano i clienti prima che l'animale figliasse.
Erano le famiglie più agiate a prenotarsi. Si prenotava anche chi aveva necessità di latte per ragioni di salute.
Grande o piccolo, uomo o donna che fosse il lattaio girava di primo mattino per le strade del paese per fornire chi ne aveva fatto richiesta.
Quando pioveva si copriva con un sacco di juta a mo' di cappuccio di monaco."
Scrive ancora: "In generale l'offerta era sempre inferiore alla richiesta specialmente durante il periodo del confino politico, quando l'isola aveva una popolazione stabile intorno ai seimila abitanti.
Anche sui lattai pesava il rigore del regime fascista.
Arcangelo scendeva tutte le mattine da sopra Giancos per distribuire il latte delle sue vacche. Era conosciuto ma soprattutto era noto per una forma di poliomielite che gli aveva atrofizzato una gamba e lo costringeva a zoppicare.
Molto spesso all'uscita del grottone di Giancos, dov'era posto il limite di confino, s'imbatteva in un milite di guardia, uno di quelli che ci tenevano a far pesare il valore della loro divisa (e quanti ce n'erano), che gli diceva: "Arcangelo, i documenti".
Chiamarlo per nome significava che lo conoscesse e, come se ciò non bastasse, Arcangelo presentava nella carenza fisica, una identità netta e precisa che non permetteva sbaglio di persona.
Quante volte Arcangelo è stato costretto a ritornare a casa e munirsi di un documento di identità.
Anche questo fa parte di quel prezzo che Ponza fu costretta a pagare al fascismo."



L'uscita del tunnel di Giancos...dov'era il limite di confino...



Giancos vista dal tunnel...





Il porto e la spiaggia di Sant'Antonio
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