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mercoledì 24 aprile 2019

Il 25 aprile, Festa della Liberazione

In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista, la caduta del fascismo.
Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza formata dai partigiani.
Anni di lotte, di sacrifici per conquistare la libertà.
Una pagina di storia, quindi, molto importante.
Ma la storia passò anche da Ponza...
Fu confinato a Ponza Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica. 
Ma anche altri diedero un importante contributo alla Resistenza come Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi...ma non solo loro...
La prima partigiana d'Italia fu la ponzese Maria Vitiello, moglie di Canepa, il comandante "Marzo".
Per loro furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere l'Italia libera, altri, purtroppo, come Mario Magri, Antonio Camporese non ebbero questa possibilità.
Sono tante le storie italiane che non sono scritte nei libri.
Non possiamo dimenticare.

Buon 25 aprile!!!

Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani

Indro Montanelli



Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, accanto al marito Gianbattista Canepa, il comandante "Marzo"



Maria Vitiello con la figlia Enrica



Rita Parisi con il marito Mario Magri ucciso alle Fosse Ardeatine

Le foto sono tratte dal libro "All'isola di Ponza" di Silverio Corvisieri)



Antonio Camporese

Fu ucciso dai tedeschi il 28 aprile 1945 a Porta Savonarola, una delle vie d'accesso di Padova, proprio mentre era in corso l'ultimo scontro armato in quella città.
Aveva solo 39 anni, nel pieno della vita...
Era nato a Padova il 21 febbraio 1906 ed era un operaio meccanico che durante il regime fascista, per le sue idee, venne mandato in carcere e poi al confino, anche nell'isola di Ponza.
E proprio all'isola di Ponza conobbe e sposò una donna ponzese, Carolina Guarino, che condivise con lui anni difficili e di persecuzioni visto il momento ed il contesto in cui si trovarono.
Antonio Camporese, dopo la sua morte, venne insignito, dallo Stato Italiano, della medaglia d'argento al valor militare con questa motivazione: "Distintosi in azioni di sabotaggio durante tutto il periodo dell'occupazione tedesca, partecipò attivamente ai combattimenti, intesi ad impedire l'accesso al nemico alla città di Padova, al momento della ritirata, per preservare l'abitato da inevitabili distruzioni, incontrando gloriosa morte".

Onore a questi eroi, spesso dimenticati, che hanno fatto grande l'Italia...

Nota:
Maria Vitiello, moglie di Gianbattista Canepa, era la sorella di don Mario Vitiello, sindaco di Ponza dal 1975 al 1980. Cencio Baldazzi sposò la sorella di Maria Vitiello, Elena.

domenica 24 aprile 2016

25 aprile...Festa della Liberazione

Per molti è un giorno di vacanza...alcuni non sanno cosa si festeggia...qualcuno, per fortuna, lo sa.
In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista...la caduta del fascismo.
Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza formata dai partigiani.
Anni di lotte, di sacrifici per conquistare la libertà.
Una pagina di storia, quindi, molto importante...
Ma la storia passò anche da Ponza...
Fu confinato a Ponza Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica...Ma anche altri diedero un importante contributo alla Resistenza come Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi...ma non solo loro...
La prima partigiana d'Italia fu la ponzese Maria Vitiello, moglie di Canepa, il comandante "Marzo".
Per loro furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere l'Italia libera...altri, purtroppo, come Mario Magri, non ebbero questa possibilità.
Sono tante le storie italiane che non sono scritte nei libri...
Non possiamo dimenticare.

Buon 25 aprile!!!

Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani

Indro Montanelli



Da queste parti abitava come confinato Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica Italiana



Ponza- Panorama dal Parco della Rimembranza



Ponza com'era un tempo
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia con il marito Gianbattista Canepa, Il comandante "Marzo"



Maria Vitiello con la figlioletta Enrica

(Le ultime due foto sono tratte dal libro "All'isola di Ponza" di Silverio Corvisieri)

lunedì 7 marzo 2016

Le donne ponzesi

Nella storia di Ponza, le donne ponzesi hanno avuto un ruolo importante a volte un pò in sordina, ma ci sono state sempre.
Già nell'Ottocento ne scrive il Tricoli, ed anche il Mattei racconta delle donne che con la forza dei remi andavano a pescare verso Palmarola.
Quelle che voglio ricordare, ora, sono le donne coraggiose che per amore dei loro uomini, confinati a Ponza, hanno sfidato il regime fascista.
Negli anni '30 - '40 Ponza era un luogo di confino dove vennero mandati gli oppositori al regime.
Giunsero uomini colti, interessanti, determinati nelle loro idee che fecero innamorare alcune ragazze ponzesi.
Queste donne non hanno avuto paura davanti alle angherie dei militi fascisti, vennero anche giudicate male dalla comunità ponzese, hanno difeso strenuamente i loro compagni, non hanno esitato a lasciare le loro famiglie.
Voglio ricordarne qualcuna...
Maria Vitiello, sorella di don Mario, sindaco di Ponza dal 1975 al 1980, divenne partigiana per amore. Sposò Gianbattista Canepa, nome di battaglia, nella resistenza, "Marzo".
Elena Vitiello, sorella di Maria, sposò Cencio Baldazzi, antifascista.
Maria Migliaccio, moglie di Mario Monti, operaio comunista, donna tenace, coraggiosa. Fece scudo con il suo corpo a Germaine, moglie di Giorgio Amendola, che era in stato di gravidanza, durante una rivolta a Ponza.
E che dire di Giuseppina Mazzella che non è riuscita, purtroppo, a vivere il suo sogno d'amore con Sandro Pertini per varie vicissitudini.
L'amore tra Rita Parisi e Mario Magri fu impetuoso ed è rimasto tale anche dopo che lui fu ucciso, il 24 marzo 1944, nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Rita è vissuta fino alla fine dei suoi giorni nel ricordo del suo Mario.
In vista della festa dedicata alle donne il mio pensiero va a loro...



L'isola di Ponza
(Foto di Rossano Di Loreto)


Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, accanto al marito Gianbattista Canepa, il comandante "Marzo"


Rita Parisi con il marito Mario Magri ucciso alle Fosse Ardeatine

(Foto tratte dal libro "All'isola di Ponza" di Silverio Corvisieri)

L'amore è la sola libertà del mondo, perchè eleva lo spirito a tal punto che le leggi dell'umanità o i fenomeni della natura non ne alterano il corso.

Kahil Gibran

mercoledì 4 giugno 2014

Il latte

D'estate molti vengono a trascorrere le vacanze a Ponza, affascinati dallo splendido mare dell'isola e da panorami mozzafiato ma non tutti sanno che questo, un tempo, era un luogo di relegazione.
Durante il periodo fascista furono confinati a Ponza personaggi illustri, contrari al regime, come Sandro Pertini, Giorgio Amendola, Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi, Antonio Camporese ...e tanti altri...l'elenco sarebbe veramente lungo.
Ma come ha vissuto l'isolano questa condizione?
Pare non bene...anche i ponzesi non si potevano muovere liberamente...
Ernesto Prudente nel libro "Cronaca di cose ponziane" con l'episodio del latte ci dà l'idea di come si vivesse a Ponza.
Ecco cosa scrive Ernesto: "Una volta quasi tutte le famiglie che abitavano al di fuori della parte centrale del paese allevavano gli ovini. In maggior parte erano capre perchè producevano un maggior quantitativo  di latte rispetto alle pecore che si allevavano soprattutto per la lana.
Quel latte quasi sempre serviva per le esigenze della famiglia. Chi allevava molti animali lo vendeva come lo vendevano le due uniche famiglie che allevavano ovini.
Si cercavano i clienti prima che l'animale figliasse.
Erano le famiglie più agiate a prenotarsi. Si prenotava anche chi aveva necessità di latte per ragioni di salute.
Grande o piccolo, uomo o donna che fosse il lattaio girava di primo mattino per le strade del paese per fornire chi ne aveva fatto richiesta.
Quando pioveva si copriva con un sacco di juta a mo' di cappuccio di monaco."
Scrive ancora: "In generale l'offerta era sempre inferiore alla richiesta specialmente durante il periodo del confino politico, quando l'isola aveva una popolazione stabile intorno ai seimila abitanti.
Anche sui lattai pesava il rigore del regime fascista.
Arcangelo scendeva tutte le mattine da sopra Giancos per distribuire il latte delle sue vacche. Era conosciuto ma soprattutto era noto per una forma di poliomielite che gli aveva atrofizzato una gamba e lo costringeva a zoppicare.
Molto spesso all'uscita del grottone di Giancos, dov'era posto il limite di confino, s'imbatteva in un milite di guardia, uno di quelli che ci tenevano a far pesare il valore della loro divisa (e quanti ce n'erano), che gli diceva: "Arcangelo, i documenti".
Chiamarlo per nome significava che lo conoscesse e, come se ciò non bastasse, Arcangelo presentava nella carenza fisica, una identità netta e precisa che non permetteva sbaglio di persona.
Quante volte Arcangelo è stato costretto a ritornare a casa e munirsi di un documento di identità.
Anche questo fa parte di quel prezzo che Ponza fu costretta a pagare al fascismo."



L'uscita del tunnel di Giancos...dov'era il limite di confino...



Giancos vista dal tunnel...





Il porto e la spiaggia di Sant'Antonio
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