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venerdì 17 luglio 2026

Ras Immirù confinato a Ponza

Ras Immirù  oltre ad essere cugino del Negus di Etiopia, Hailè Selassiè, era il più importante generale delle forze etiopi durante  la guerra del 1935 - 36 ed anche il suo consigliere.  

L'Italia aveva invaso l'Etiopia poichè si intendeva costruire l'impero fascista

Una guerra tragica in cui gli italiani usarono dei gas proibiti sulla popolazione etiope per sterminarla. 

Molti giovani italiani sono morti in quel conflitto, in Etiopia ci sono cimiteri dove sono sepolti, la maggior parte sono senza nome.

Ras Immirù fu catturato e  mandato in confino a Ponza. 

Fu imbarcato sul piroscafo Colombo che trasportava le truppe italiane che rientravano in patria.

Così racconta Ernesto Prudente: 
"Egli raggiunse Ponza il 13 gennaio 1937 con il cacciatorpediniere Aquilone in compagnia del generale Degiac e due inservienti. andò ad abitare a Le Forna ma subito si fece trasferire per le condizioni climatiche dannose alla salute del generale. Gli misero a disposizione la casa Mazzella (il maestro Silverio) situata sulla spiaggia di Santa Maria, ora Pensione Silvia, casa che venne poi, luglio 1943, adibita ad alloggiare Benito Mussolini quando, a seguito della celebre riunione del Gran Consiglio, venne fatto arrestare dal Re.
Il Folchi, nella sua opera "La persecuzione politica a Littoria" afferma che il generale Degiac donò alla statua della Madonna Addolorata, sita nella Cappella dei Conti, una medaglietta d'oro che lui portava al collo in segno di devozione."

Pare che Ras Immirù  durante le sue passeggiate sostasse in preghiera proprio davanti alla Cappella dell'Addolorata e gettasse monete attraverso le grate.

Anche questa è storia anche se poco conosciuta.


La casa dove soggiornò Ras Immirù e poi Mussolini sulla spiaggia di Santa Maria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



La Cappella dell'Addolorata



La Madonna Addolorata all'interno della Cappella



Ras Immirù 
(Immagine reperita in rete)


mercoledì 17 dicembre 2025

Il Cantiere Porzio all'inizio degli anni '40

 Questa foto  è stata scattata al Cantiere Porzio nei primi anni '40, all'isola di Ponza, sulla spiaggia di Santa Maria.

Il primo seduto a destra è Luigi Pacifico, il papà di Giovanni,  aiutante dei maestri d'ascia Giuseppe, in piedi appoggiato all'asse, e Stanislao Porzio, in piedi, il primo a destra. 

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



mercoledì 26 marzo 2025

Gli idrovolanti all'isola di Ponza

 Nei primi mesi del 1918, durante la Prima Guerra mondiale, in un capannone sulla spiaggia di Santa Maria, all'isola di Ponza, erano custoditi cinque idrovolanti FBA.

Servivano per perlustrare il mare circostante l'Arcipelago Ponziano.


Il capannone degli idrovolanti a sinistra sulla spiaggia di Santa Maria


Un idrovolante in una sovrapposizione di una foto d'epoca dell'isola di Ponza


Il porto di Ponza fotografato da un idrovolante


Santa Maria dall'alto si vede l'hangar per gli idrovolanti

(Notizie e foto sono tratte dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")

mercoledì 22 maggio 2024

U sanduline

Questa foto inviata da Fabrizio  Bruschelli è del 1935 e ritrae suo padre Raoul, al centro, su un sanduline, una specie di canoa,  all'isola di Ponza. Con lui  ci sono altri due ragazzi ponzesi, Fortunato e Silverio Mazzella.

Il  suo papà Raoul ha vissuto sull'isola di Ponza per circa 3 anni e u sanduline lo hanno costruito sulla spiaggia di Santa Maria con l'aiuto di qualche maestro d'ascia.

Raccontava spesso dell'isola di Ponza, delle foche monache che stazionavano sugli scogli delle Formiche  e che andavano a disturbare.  Era un bravo subacqueo in apnea ed aveva imparato da alcuni giovani giapponesi che gli avevano insegnato a pescare con una canna appuntita e gli avevano regalato degli occhialetti per praticarla. 

Amava molto il mare...

Il nonno di Fabrizio, papà di Raoul, era il Commissario Prefettizio nell'isola di Ponza, quindi responsabile governativo anche del confino.




domenica 14 maggio 2023

Una barca...un maestro d'ascia

 Queste foto sono state scattate sulla spiaggia di Santa Maria, all'isola di Ponza. 

Un maestro d'ascia è all'opera, la barca è il  "San Silverio"

(Per gentile concessione di Eduardo Filippo, proprietario della barca, 1976)




domenica 24 luglio 2022

Libero Magnoni e i velieri in disarmo a Santa Maria

 Il pittore Libero Magnoni nel 1956 realizzò un acquerello raffigurante i velieri in disarmo sulla spiaggia di Santa Maria, all'isola di Ponza,  e vedendoli ormai in quello stato, morenti, scrisse:

" Qui  il tempo sembra fermo. Come se il silenzio di svanite ere gravasse sulle pietre  di questa segreta spiaggia, dove da anni muoiono uno due tre, dieci velieri in disarmo.

Riarsi scafi con le prue alzate verso i campi, fasciami incerti, scrostati, picchiettati da stagioni impietose. Anni d'abbandono, di guerra, di scoramento, di paura hanno corroso alberature e murate. Tutto ormai è opera morta e tutte le manovre dormienti. Nessuna vela o pennone, bome e bompressi scheggiati, timoniere senza bussola e ruota, travi sconnesse, franate, occhi di cubia senza più ancora e catena.

Assente, ormai, la speranza, la memoria, la fede  che dettarono i bei nomi arabeschi a poppa: Maria Pace - Lucia madre - Vergine del Cielo.

Ma forse queste navi sono ancora vive. Perchè hanno un'anima, come la Nave di Argo che parlava con Giasone e i compagni. Forse, nelle notti stellate, le creature dormienti nelle polene si risvegliano, si distaccano dalle prore e fanno circolo sotto la luna rammentando  navigazioni e approdi, pescate, carichi, noli.  Rammentano le calme di vento, le traversie, le burrasche, gli ancoraggi di fortuna, gli scali nei porti tranquilli, le soste operose lungo moli e banchine. Forse sognano ancora di riprendere il mare - alla via così! - secondo il vento, veleggiando di bolina o al gran lasco.

E, se San Silverio aiuta, anche in fil di ruota."



Velieri in disarmo a Santa Maria, 1956, acquerello realizzato da Libero Magnoni

Ed ora un pò di foto di quei velieri sulla spiaggia di Santa Maria:








domenica 9 giugno 2019

Trase a' feste i' San Silverie

Ogni anno la sera del 9 giugno ha qualcosa di magico, è speciale per Ponza e per i ponzesi.
Trase a' feste i' San Silverie, il Santo patrono dell'isola.
Sulla spiaggia di Santa Maria i fedeli attendono la barca con lo stendardo di San Silverio.
A mezzanotte ecco sbucare da dietro il promontorio della Madonna una barca illuminata seguita da altre.
E' un tripudio di fuochi, canti, tante belle sensazioni ed emozioni.
Una suggestiva processione notturna si snoda per le strade dell'isola portando lo stendardo fino alla chiesa madre che verrà poi collocato sul finestrone centrale.



Sulla spiaggia di Santa Maria i fedeli attendono lo stendardo di San Silverio



La barca sta arrivando



Davanti alla Cappella sulla Punta Bianca è posizionato un modellino della barca di San Silverio




Si accendono le luminarie

(Foto di Rossano Di Loreto)

lunedì 23 aprile 2018

Bagnanti ponzesi del secolo scorso

L'estate sta arrivando e si comincia a sognare il mare, la spiaggia.
Bisogna dire che i nostri antenati avevano più spiagge a disposizione come Chiaia di Luna, Sant'Antonio, Giancos, Santa Maria, la Caletta...noi ci dobbiamo accontentare della caotica Frontone.
Mia madre Elvira racconta che da sopra i Conti per andare a Frontone saliva da un sentiero vicino 'u pantano d'i ranòcchje, dove ora al suo posto c'è una casa, era faticoso e ci andava raramente.
Del costume da bagno di un tempo Luigi Sandolo così scrive in Su e giù per Ponza :"Il costume da bagno consisteva per la donna in una vecchia veste con le braghe legate sotto le ginocchia e per l'uomo nelle usuali mutande di tela. Quando sulle spiagge di S.Antonio e della Galetta si vedevano giacchette e braghe di colore blu la indossatrice era una donna agiata ed il marito che l'accompagnava un costume di lana sbracciato e lungo sin sopra le ginocchia.
Al bagno le donne non andavano mai sole ma sempre in compagnia di altre o con il marito."
Nell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico ho trovato delle belle foto d'epoca di bagnanti ponzesi.



Sant'Antonio anni '20...volti sorridenti in un momento di spensieratezza



Questa bella coppia prende il sole sulla spiaggia di Sant'Antonio, anni '30



Persone che fanno il bagno alla Caletta



Sempre sulla spiaggia di Sant'Antonio



Che buffi i costumi!!!



Spiaggia di Sant'Antonio



Spiaggia di Sant'Antonio...quanta gente


Dietro la Caletta

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Vicino a questa casa dove un tempo c'era "u pantano d'i ranòcchje" passava il sentiero che mia madre faceva per andare alla spiaggia di Frontone...si vede ancora
(Estate 2017)

venerdì 12 gennaio 2018

Ras Immerù confinato a Ponza

Ras Immerù (Immirù) oltre ad essere cugino del Negus di Etiopia, Hailè Selassiè, era il comandante delle forze etiopiche ed anche il suo consigliere. Fu mandato in confino a Ponza.
Così racconta Ernesto Prudente: "Egli raggiunse Ponza il 13 gennaio 1937 con il cacciatorpediniere Aquilone in compagnia del generale Degiac e due inservienti. andò ad abitare a Le Forna ma subito si fece trasferire per le condizioni climatiche dannose alla salute del generale. Gli misero a disposizione la casa Mazzella (il maestro Silverio) situata sulla spiaggia di Santa Maria, ora Pensione Silvia, casa che venne poi, luglio 1943, adibita ad alloggiare Benito Mussolini quando, a seguito della celebre riunione del Gran Consiglio, venne fatto arrestare dal Re.
Il Folchi, nella sua opera "La persecuzione politica a Littoria" afferma che il generale Degiac donò alla statua della Madonna Addolorata, sita nella Cappella dei Conti, una medaglietta d'oro che lui portava al collo in segno di devozione."
Pare che Ras Immerù (Immirù) durante le sue passeggiate sostasse in preghiera proprio davanti alla Cappella dell'Addolorata e gettasse monete attraverso le grate.
Sarebbe interessante saperne di più...
Anche questa è storia...


La casa dove soggiornò Ras Immerù e poi Mussolini sulla spiaggia di Santa Maria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



La Cappella dell'Addolorata



La Madonna Addolorata all'interno della Cappella



Ras Immerù (Immirù)
(Immagine reperita in rete)

domenica 7 febbraio 2016

Vicoli e vicoletti...foto estate 2015

I vicoli, le scalette, sono l'anima dell'isola, è proprio qui che possiamo trovare il genius loci, lo spirito del luogo.
Qualche foto dei luoghi un po' fuori mano di Ponza ma raggiungibili in pochissimo tempo.
Un po' di foto che ho scattato la scorsa estate.


Corso Umberto



Via Dragonara



Via Dragonara



Via Nuova



Scendendo dagli Scarpellini



Il vicolo che porta al Canalone



Sulla Dragonara



Ancora la Dragonara



Andando verso la spiaggia di Santa Maria

mercoledì 24 settembre 2014

San Silverio

I ponzesi, si sa, sono molto devoti a San Silverio ed alcuni hanno posto sotto la Sua protezione la loro casa.
Girovagando per l'isola troviamo statue di San Silverio in piccole e originali edicole votive ma anche sui muri delle case, accanto alla porta d'ingresso,  bellissime immagini del Santo in ceramica.
Ma questo non solo sulle case dei ponzesi......anche su quelle degli amanti dell'isola e che comunque sono devoti a San Silverio
Un pò di foto per documentare.....


Questa bellissima immagine si trova in via Galano



Questa edicola votiva con San Silverio si trova in via Dragonara



Questa immagine pure è molto bella....si trova a Giancos...di fronte al pontile di Enros



Questa piccola nicchia si trova sulla parete del bar sotto il Lanternino



Questa bella mattonella raffigurante San Silverio è sul muro della mia casa e l'ha realizzata Guglielmo Tirendi 



Questo San Silverio è sulla spiaggia di Santa Maria



San Silverio in via Nuova



Anche questo in via Nuova



Questa immagine è in via Chiaia di Luna



Questa immagine è antica......
San Silverio e San Giuseppe in un quadro all'interno del bar Tripoli
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