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giovedì 11 aprile 2024

Buon viaggio Rita!!!

 Piano piano l'isola di Ponza sta perdendo pezzi di storia. 

Ieri è mancata Rita Morrone, che per quasi tutta la vita ha vissuto sulla Dragonara. Una persona semplice, ma che quando usciva di casa era sempre elegante. 

Amava tanto i gatti.

Questa foto è stata scattata da mia figlia Marianna nell'agosto del 2014. Rita si fece promettere da lei che non l'avrebbe pubblicata finché sarebbe stata in vita. 

Mia figlia le inviò una copia a Ponza e lei era molto contenta.

Buon viaggio Rita!!!

In questa foto Rita è davanti alla casa sulla Dragonara. 

(La foto è di Marianna Licari)



domenica 30 agosto 2020

La Cappella della S.Croce sulla Dragonara

E' un'antica Cappella un pò nascosta, inglobata in un'abitazione, e per raggiungerla bisogna salire una ripida scalinata.

All'interno ci sono i simboli della Passione.

Un tempo esisteva solo una croce sulla parte alta della Dragonara posizionata dai Passionisti.

Poi  quel terreno fu acquistato da Salvatore Mazzella, padre di Giustino, che fece costruire la Cappella per preservare la Croce.

Salvatore Mazzella era soprannominato il Milionario perchè era tornato dall'America con una discreta fortuna ma era un uomo semplice e gran lavoratore.

Lavorava il suo terreno al Fieno che poi lasciò la figlio Giustino.

Sposò Elvira Aprea da cui ebbe Giustino ma che morì giovane.

Ricoprì anche la carica di vice sindaco durante il primo mandato del dott. Sandolo.

Per molti anni si è occupata della Cappella Maria Tagliamonte, seconda moglie di Salvatore, da cui ebbe una figlia, Giuseppina.

 Maria, il 3 maggio, festa della Santa Croce, la addobbava ed il vicinato preparava i dolci.

Facevano una bella festa, tutto il quartiere della Dragonara partecipava.

Oggi la  Cappellina è curata da Angelina Lamonica Ambrosino e sua figlia Polina.

Anche questa è storia di Ponza







Le foto della Cappella in occasione della visita di San Silverio pellegrino

(Foto di Polina Ambrosino, giugno 2020)





La Cappellina

(Foto di Polina Ambrosino)


La scalinata per raggiungere la Cappellina

(Agosto 2020)


In una vecchia cartolina, la collina della Dragonara ed in alto la piccola Cappella senza le abitazioni circostanti

domenica 7 febbraio 2016

Vicoli e vicoletti...foto estate 2015

I vicoli, le scalette, sono l'anima dell'isola, è proprio qui che possiamo trovare il genius loci, lo spirito del luogo.
Qualche foto dei luoghi un po' fuori mano di Ponza ma raggiungibili in pochissimo tempo.
Un po' di foto che ho scattato la scorsa estate.


Corso Umberto



Via Dragonara



Via Dragonara



Via Nuova



Scendendo dagli Scarpellini



Il vicolo che porta al Canalone



Sulla Dragonara



Ancora la Dragonara



Andando verso la spiaggia di Santa Maria

mercoledì 4 novembre 2015

Un palazzo da recuperare

A Ponza, sulla Dragonara, c'è un palazzo molto rovinato che ormai davo per spacciato. Credevo che potesse crollare da un momento all'altro. Ha le caratteristiche di un palazzo signorile ed a Ponza è conosciuto come u' palazz' i' Riviercio. Non so il periodo in cui è stato costruito, forse è dell'Ottocento, ma si vede che, anche se è in cattive condizioni, ha una linea elegante.
E' in stile neoclassico con decorazioni.
Quest'estate, durante le mie passeggiate, ho notato che c'era qualcosa di diverso...
Il cortile antistante al palazzo era stato ripulito dalle erbacce e c'era il cartello "Proprietà Privata".
Una signora che abita nei pressi mi ha detto che il palazzo è stato acquistato e non sarà demolito, ma bensì recuperato. Questa è una bella notizia!!!
Pare che gli acquirenti siano inglesi...
Speriamo torni all'antico splendore...ma anche che mantenga le caratteristiche originarie.
A Ponza molte abitazioni sono state snaturate sia all'interno che all'esterno.
La bellezza dell'isola sta proprio nel contrasto cromatico delle case, che deve mantenere dei toni pastello, non troppo accesi.
Questa è la particolarità di Ponza entrando con il traghetto...sembra di entrare in un libro di fiabe.

"Secondo l'ipotesi di anziani isolani, l'adozione del colore rosa e di quello celeste può essere attribuito all'uso antico dei contadini e dei pescatori immigrati, di unire alla calce, usata per la tinteggiatura dei muri delle loro case, rispettivamente, il solfato di rame, usato per le coltivazioni e il minio, usato per le barche.
Altri sostengono che il colore dei muri veniva realizzato miscelando nella calce solo la vernice usata dai pescatori per le proprie barche; la casa rosa individuava il proprietario della barca rosa, quella azzurra, bianca o gialla il proprietario della barca azzurra, bianca o gialla; veniva quindi a costituirsi un interessante catasto cromatico. I quattro colori tradizionali, nelle numerosissime tonalità dovute alla diversa saturazione del pigmento, hanno vivacizzato dal secondo decennio del '900 i tre Centri Storici, con la luminosa trasparenza delle tinte a calce e terre, e con quella spontanea e gradevole alternanza che ha caratterizzato l'immagine dell'isola stessa." (Tratto dal libro: "Ponza l'immagine di un'isola" di Raffaele Lemme e Marcella Morlacchi)




Ecco com'era lo scorso anno con le erbacce nel cortile (estate 2014)



Il cortile ripulito ed il cartello che indica la proprietà privata (estate 2015)


Una foto antica del palazzo da recuperare sulla Dragonara
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
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