Il mestiere del falegname è molto antico basti pensare a San Giuseppe.....
A Ponza è quasi scomparso....
Di questo mestiere così scrive Luigi Sandolo in "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980:
"Ponza ha avuto sempre capaci lavoratori del legno.
Se ne ricordano i fratelli Vincenzo, Pasquale e Veruccio Tricoli, recentemente scomparsi. In attività di lavoro vi sono Salvatore Coppa alias Tore 'e caramelle, Silverio Tricoli fu Vincenzo, Luigi Ambrosino, i fratelli Luciano e Guido Poloni, Giggino Pacifico ed il figlio Severino."
Di questi fanno ancora qualche lavoretto Luigi Ambrosino ed uno dei fratelli Poloni perchè gli altri sono tutti scomparsi.
Silverio Tricoli, ricordo, aveva la bottega giù a Mamozio, di fronte a quella di mio padre, mentre Salvatore Coppa lavorava, sulla Punta Bianca.
Giggino Pacifico lavorava con il figlio Severino, scomparso prematuramente, sulla Via Nuova.
Ora quasi nessuno lavora più il legno...i falegnami vengono da fuori Ponza...anche se ho scoperto che una falegnameria c'è a Le Forna dove lavora con passione Gaetano di Aprea Bontà (la macelleria in Corso Pisacane) che riesce a districarsi in entrambi i mestieri.
Giggino Pacifico nella sua falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La via Nuova dove Giggino Pacifico aveva la falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Giggino e Severino Pacifico nella loro falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Il banco di lavoro di un falegname
Alcuni attrezzi in uso al falegname
lunedì 2 febbraio 2015
sabato 31 gennaio 2015
La tempesta del 30 gennaio 2015 a Ponza......
Il 30 gennaio 2015 il centro Italia è stato investito da una tempesta con venti fortissimi.
Su un'isola come Ponza le tempeste si avvertono ancora di più....da una parte c'è il problema di essere isolati dalla terraferma ma dall'altra si resta incantati davanti alle forze della natura.
Come sempre il buon Rossano Di Loreto ci ha regalato un pò di foto....non servono le parole.....
Su un'isola come Ponza le tempeste si avvertono ancora di più....da una parte c'è il problema di essere isolati dalla terraferma ma dall'altra si resta incantati davanti alle forze della natura.
Come sempre il buon Rossano Di Loreto ci ha regalato un pò di foto....non servono le parole.....
venerdì 30 gennaio 2015
Finalmente si punta sulla cultura....
Evviva!!! Qualcosa si muove per quanto riguarda il recupero di Beni Archeologici nell'isola di Ponza.
Dopo il grande successo ottenuto con l'apertura della Cisterna romana della Dragonara si punta a recuperare altri siti archeologici che a Ponza versano, purtroppo, in condizioni pietose e che finora sono stati ignorati.
Questa volta ci troviamo in pieno centro storico, in via Comandante, alle spalle del Municipio.
Proprio in questi giorni il Sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, ha firmato un'ordinanza in cui si prevede oltre al recupero della Cisterna anche alla pulizia perchè dentro vi sono materiali di ogni genere che sono stati abbandonati nel tempo....insomma è piena d'immondizia.
E' stata già individuata la ditta che effettuerà i lavori.
La Cisterna di via Comandante credo sia collegata a quella più grande di via Parata (Grotta di Pilato o Cisterna del Bagno) di cui ho scritto più volte in questo blog, che si trova proprio sopra.
Infatti il Tricoli scrive:
Grotta di Pilato e Cisterna del Bagno - Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15. La inferiore è destinata a contenere l'acqua pubblica. Quella superiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori sulla volta.
Quella di via Comandante potrebbe essere la Cisterna inferiore destinata a contenere l'acqua pubblica.
L'articolo del Giornale di Latina in cui si scrive del recupero della Cisterna di via Comandante
Nel quadratino rosso è visibile la Cisterna di via Parata che è proprio sopra via Comandante
Pianta dell'area portuale di Ponza del 1815
Un tratto di via Comandante...poco più avanti c'è la Cisterna romana
(Foto di Marianna Licari)
Dopo il grande successo ottenuto con l'apertura della Cisterna romana della Dragonara si punta a recuperare altri siti archeologici che a Ponza versano, purtroppo, in condizioni pietose e che finora sono stati ignorati.
Questa volta ci troviamo in pieno centro storico, in via Comandante, alle spalle del Municipio.
Proprio in questi giorni il Sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, ha firmato un'ordinanza in cui si prevede oltre al recupero della Cisterna anche alla pulizia perchè dentro vi sono materiali di ogni genere che sono stati abbandonati nel tempo....insomma è piena d'immondizia.
E' stata già individuata la ditta che effettuerà i lavori.
La Cisterna di via Comandante credo sia collegata a quella più grande di via Parata (Grotta di Pilato o Cisterna del Bagno) di cui ho scritto più volte in questo blog, che si trova proprio sopra.
Infatti il Tricoli scrive:
Grotta di Pilato e Cisterna del Bagno - Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15. La inferiore è destinata a contenere l'acqua pubblica. Quella superiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori sulla volta.
Quella di via Comandante potrebbe essere la Cisterna inferiore destinata a contenere l'acqua pubblica.
L'articolo del Giornale di Latina in cui si scrive del recupero della Cisterna di via Comandante
Nel quadratino rosso è visibile la Cisterna di via Parata che è proprio sopra via Comandante
Pianta dell'area portuale di Ponza del 1815
Un tratto di via Comandante...poco più avanti c'è la Cisterna romana
(Foto di Marianna Licari)
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giovedì 29 gennaio 2015
Ponza porto com'era un tempo...
L'agglomerato di case intorno al porto di Ponza fanno parte del Foro Borbonico costruito nel '700 per opera dei progettisti Carpi e Winspeare
Un tempo c'erano solo case basse e le possiamo vedere nella veduta prospettica dell'architetto ponzese dell'ottocento Silverio Migliaccio, di cui ho già scritto in questo blog.
La strada principale dell'isola di Ponza, Corso Carlo Pisacane, si chiamava Corso Principe di Napoli le cui basi poggiano sui magazzini sottostanti.
Qualche foto per vedere la zona del porto com'è oggi e com'era un tempo....
Le foto sono di gennaio 2011
Questa foto credo sia degli inizi del '900.....mancano tante case...
Anche questa è di parecchio tempo fa........
Le foto antiche fanno parte dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
Fotografare è una maniera di vivere. Ma importante è la vita, non la fotografia. Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia.
Ferdinando Scianna
Un tempo c'erano solo case basse e le possiamo vedere nella veduta prospettica dell'architetto ponzese dell'ottocento Silverio Migliaccio, di cui ho già scritto in questo blog.
La strada principale dell'isola di Ponza, Corso Carlo Pisacane, si chiamava Corso Principe di Napoli le cui basi poggiano sui magazzini sottostanti.
Qualche foto per vedere la zona del porto com'è oggi e com'era un tempo....
Le foto sono di gennaio 2011
Questa foto credo sia degli inizi del '900.....mancano tante case...
Anche questa è di parecchio tempo fa........
Le foto antiche fanno parte dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
Fotografare è una maniera di vivere. Ma importante è la vita, non la fotografia. Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia.
Ferdinando Scianna
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lunedì 26 gennaio 2015
L'alba sull'isola
Delle belle foto di Rossano Di Loreto dell'alba sull'isola di Ponza a gennaio
Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte
Khalil Gibran
Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte
Khalil Gibran
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