Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica, durante il suo periodo di confinato a Ponza instaurò un bellissimo rapporto di amicizia con un falegname, Salvatore Pacifico.
Questa storia la racconta Antonio De Luca nel suo libro Il falegname e il partigiano pubblicato lo scorso anno.
Pertini alloggiava durante quel periodo triste della sua vita in una casa sulla via Nuova. Ogni giorno doveva andare a firmare la presenza al Comando della Milizia e passava davanti alla falegnameria di Salvatore che era sulla stessa strada. Scambiavano quattro chiacchiere come due amici qualsiasi ma la cosa fu notata dalla Milizia. Fu intimato a Salvatore di non colloquiare più con Pertini altrimenti avrebbe passato un brutto guaio. Ne parlò con il suo amico Sandro che subito trovò una soluzione.
Pertini continuò a passare davanti alla falegnameria, si fermava, Salvatore lo aspettava ed entrambi volgevano gli occhi al cielo.
La loro amicizia era ben salda.
Pertini poi andò via da Ponza ma non dimenticò Salvatore. Era stato confinato a Ponza dal settembre 1934 al 1939.
Un giorno di fine settembre del 1973 arrivò con l'elicottero Sandro Pertini che, in quel periodo, era Presidente della Camera e si recò alla falegnameria a cercare Salvatore. Trovò solo suo figlio Gigino...Salvatore era morto qualche anno prima.
Sandro non aveva dimenticato il suo amico Salvatore.
Una storia bellissima che non conoscevo e grazie ad Antonio De Luca è venuta alla ribalta. Lui il giorno in cui Pertini arrivò con l'elicottero a Ponza c'era e quindi ha potuto raccontarci.
Anche questa è storia di Ponza...
La copertina del libro ritrae Sandro Pertini, il partigiano, e Salvatore Pacifico, il falegname.
La via Nuova
Davanti alla falegnameria in via Nuova...il signore anziano dovrebbe essere Salvatore Pacifico che veniva chiamato "Pataccone" perchè da bambino chiamava patacche i bottoni con cui giocava. A quei tempi si giocava con poco, i bottoni venivano spinti con le dita, il pollice e l'indice, in una buca, sul terreno, chi la raggiungeva vinceva. C'era più fantasia di oggi...
Sopra quei tre archi è la via Nuova
La via Nuova vista da Sant'Antonio
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La mattonella fatta posizionare da Antonio De Luca sul muro della falegnameria come testimonianza dell'amicizia tra Sandro Pertini e Salvatore Pacifico
Attrezzi nella falegnameria Pacifico
L'interno della falegnameria
La via Nuova qui si incontravano il falegname e il partigiano
Nota:
Il falegname Salvatore Pacifico era il nonno di Giovanni Pacifico che con il suo archivio fotografico ci fa vedere la Ponza di un tempo
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martedì 31 gennaio 2017
lunedì 2 febbraio 2015
Antichi mestieri: il falegname
Il mestiere del falegname è molto antico basti pensare a San Giuseppe.....
A Ponza è quasi scomparso....
Di questo mestiere così scrive Luigi Sandolo in "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980:
"Ponza ha avuto sempre capaci lavoratori del legno.
Se ne ricordano i fratelli Vincenzo, Pasquale e Veruccio Tricoli, recentemente scomparsi. In attività di lavoro vi sono Salvatore Coppa alias Tore 'e caramelle, Silverio Tricoli fu Vincenzo, Luigi Ambrosino, i fratelli Luciano e Guido Poloni, Giggino Pacifico ed il figlio Severino."
Di questi fanno ancora qualche lavoretto Luigi Ambrosino ed uno dei fratelli Poloni perchè gli altri sono tutti scomparsi.
Silverio Tricoli, ricordo, aveva la bottega giù a Mamozio, di fronte a quella di mio padre, mentre Salvatore Coppa lavorava, sulla Punta Bianca.
Giggino Pacifico lavorava con il figlio Severino, scomparso prematuramente, sulla Via Nuova.
Ora quasi nessuno lavora più il legno...i falegnami vengono da fuori Ponza...anche se ho scoperto che una falegnameria c'è a Le Forna dove lavora con passione Gaetano di Aprea Bontà (la macelleria in Corso Pisacane) che riesce a districarsi in entrambi i mestieri.
Giggino Pacifico nella sua falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La via Nuova dove Giggino Pacifico aveva la falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Giggino e Severino Pacifico nella loro falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Il banco di lavoro di un falegname
Alcuni attrezzi in uso al falegname
A Ponza è quasi scomparso....
Di questo mestiere così scrive Luigi Sandolo in "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980:
"Ponza ha avuto sempre capaci lavoratori del legno.
Se ne ricordano i fratelli Vincenzo, Pasquale e Veruccio Tricoli, recentemente scomparsi. In attività di lavoro vi sono Salvatore Coppa alias Tore 'e caramelle, Silverio Tricoli fu Vincenzo, Luigi Ambrosino, i fratelli Luciano e Guido Poloni, Giggino Pacifico ed il figlio Severino."
Di questi fanno ancora qualche lavoretto Luigi Ambrosino ed uno dei fratelli Poloni perchè gli altri sono tutti scomparsi.
Silverio Tricoli, ricordo, aveva la bottega giù a Mamozio, di fronte a quella di mio padre, mentre Salvatore Coppa lavorava, sulla Punta Bianca.
Giggino Pacifico lavorava con il figlio Severino, scomparso prematuramente, sulla Via Nuova.
Ora quasi nessuno lavora più il legno...i falegnami vengono da fuori Ponza...anche se ho scoperto che una falegnameria c'è a Le Forna dove lavora con passione Gaetano di Aprea Bontà (la macelleria in Corso Pisacane) che riesce a districarsi in entrambi i mestieri.
Giggino Pacifico nella sua falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La via Nuova dove Giggino Pacifico aveva la falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Giggino e Severino Pacifico nella loro falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Il banco di lavoro di un falegname
Alcuni attrezzi in uso al falegname
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