Un post già pubblicato qualche anno fa
Della chiesetta dedicata alla Madonna della Civita ne ho già scritto in altri post (Link1 Link2), quest'anno però sono sessant'anni che è stata costruita.
Fu fortemente voluta, questa chiesetta, da Monsignor Luigi Dies e fu costruita sugli Scotti, in località Fontana, sul terreno donato dalla famiglia di Costantino Tagliamonte.
E'
una chiesetta carinissima in mezzo al verde, c'è un pozzo per l'acqua,
nella piccola sacrestia c'è ancora il letto di Monsignore ed in una
campana di vetro c'è una statuetta della Madonna con il Bambino.
Ogni
21 luglio c'è una suggestiva processione, con il quadro raffigurante la
Madonna della Civita, tra i viottoli di campagna ed è seguita da gente
che arriva da ogni parte dell'isola.
Il culto di questa Madonna
però è secolare perchè i ponzesi, un tempo, si recavano a Itri dove a
673 metri di altezza c'è il Santuario a Lei dedicato.
I ponzesi si
recavano a Gaeta con piccoli gozzi e poi arrivavano al Santuario con le
carrozzelle, chi addirittura ci andava a piedi per implorare qualche
grazia o per ringraziare.
La chiesetta della Madonna della Civita imbandierata per la festa
La targa marmorea che ne ricorda la costruzione nel 1954
Il quadro della Madonna portato in processione
Dalla chiesetta il panorama che si vede......in lontananza Zannone
La chiesetta proprio alle pendici del Monte Guardia
Ancora in processione......
La campana di vetro con dentro la Madonna col Bambino
La processione della Madonna della Civita nel tempo.....
Madonna della Civita...1979
(La foto è dell'archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Visualizzazione post con etichetta archivio fotografico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta archivio fotografico. Mostra tutti i post
giovedì 21 luglio 2016
lunedì 13 luglio 2015
Oh, che giorno beato...
Il giorno della Prima Comunione di questi bambini ponzesi...anni '60
Si cantava: Oh, che giorno beato, il ciel ci ha dato...
Foto dell'archivio di Giovanni Pacifico
Vediamo di riconoscere qualcuno...ci provo...
I maschietti in primo piano, con il berretto in testa, Salvatore Conte, poi Gerardo Conte, Isidoro Feola, poi un bambino che non conosco, poi Bruno Usai, degli altri due non ricordo il nome.
In seconda fila Peppe Coppa, Ciro Vitiello, Santo Pelliccia, poi, credo, Francesco Albano, Alfonso Iodice, accanto a lui Apollonia Ambrosino.
Tra le bambine riconosco Giuseppina Coppa, Pina Di Meglio, Pina Feola, Annamaria Silvestri.
La cosa più difficile in fotografia è rimanere semplici.
Anne Geddes
Si cantava: Oh, che giorno beato, il ciel ci ha dato...
Foto dell'archivio di Giovanni Pacifico
Vediamo di riconoscere qualcuno...ci provo...
I maschietti in primo piano, con il berretto in testa, Salvatore Conte, poi Gerardo Conte, Isidoro Feola, poi un bambino che non conosco, poi Bruno Usai, degli altri due non ricordo il nome.
In seconda fila Peppe Coppa, Ciro Vitiello, Santo Pelliccia, poi, credo, Francesco Albano, Alfonso Iodice, accanto a lui Apollonia Ambrosino.
Tra le bambine riconosco Giuseppina Coppa, Pina Di Meglio, Pina Feola, Annamaria Silvestri.
La cosa più difficile in fotografia è rimanere semplici.
Anne Geddes
domenica 14 giugno 2015
Una foto un pò sbiadita
Nell'archivio fotografico di Giovanni Pacifico possiamo trovare veramente cose straordinarie che riguardano la Ponza di un tempo.
Questa foto sicuramente è molto antica.
Doveva esserci qualche manifestazione importante, tre persone indossano la fascia.
Il luogo mi lascia un pò perplessa perchè ho pensato fosse davanti agli arconi in piazza Pisacane ma la cosa non mi convince molto.
Sopra la porta dentro un arcone leggiamo l'insegna di una Farmacia mentre nell'altro non si legge.
Un tempo per ogni arcone c'erano due aperture mentre qui ne vediamo una sola.
Ho pensato allora potesse essere a S.Antonio dove in un arco, un tempo, c'era il negozio di alimentari di Anna Ambrosino (moglie di Giustino Mazzella) e nell'altro c'era la frutteria di Ilde, ma non ne sono sicura.
La mia è solo un'ipotesi...
Se qualcuno riesce a capirci qualcosa sarebbe bello...potremmo dare una collocazione a questa foto.
Anche questa è la storia di Ponza..
Ci sono fatti, pezzi di storia, che esistono solo perchè c'è una fotografia che li racconta.
Mario Calabresi
n.b. "La Zona è S. Antonio dove c'era il negozio di Giustino - Gli anni successivi alla prima guerra mondiale - Si nota una bandiera americana (stelle strisce) di italo-americani ritornati in Italia per combattere (Anni 1919 - 1921 - prima dell'avvento del fascismo) Il tricolare veniva indossato dal Sindaco - dal delegato di polizia etc)" Fonte Antonio Mario Scotti sul gruppo di Facebook Il Ponzese
Questa foto sicuramente è molto antica.
Doveva esserci qualche manifestazione importante, tre persone indossano la fascia.
Il luogo mi lascia un pò perplessa perchè ho pensato fosse davanti agli arconi in piazza Pisacane ma la cosa non mi convince molto.
Sopra la porta dentro un arcone leggiamo l'insegna di una Farmacia mentre nell'altro non si legge.
Un tempo per ogni arcone c'erano due aperture mentre qui ne vediamo una sola.
Ho pensato allora potesse essere a S.Antonio dove in un arco, un tempo, c'era il negozio di alimentari di Anna Ambrosino (moglie di Giustino Mazzella) e nell'altro c'era la frutteria di Ilde, ma non ne sono sicura.
La mia è solo un'ipotesi...
Se qualcuno riesce a capirci qualcosa sarebbe bello...potremmo dare una collocazione a questa foto.
Anche questa è la storia di Ponza..
Ci sono fatti, pezzi di storia, che esistono solo perchè c'è una fotografia che li racconta.
Mario Calabresi
n.b. "La Zona è S. Antonio dove c'era il negozio di Giustino - Gli anni successivi alla prima guerra mondiale - Si nota una bandiera americana (stelle strisce) di italo-americani ritornati in Italia per combattere (Anni 1919 - 1921 - prima dell'avvento del fascismo) Il tricolare veniva indossato dal Sindaco - dal delegato di polizia etc)" Fonte Antonio Mario Scotti sul gruppo di Facebook Il Ponzese
giovedì 7 maggio 2015
Un momento di vita ponzese
Una tavola apparecchiata...volti sorridenti...doveva essere un momento di gioia...di allegria...
Vediamo di riconoscere queste persone...ci provo...
La foto fa parte dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
Da sinistra:
il primo signore non lo conosco, poi Filomena Andreozzi, Elvira Di Monaco, Luigi Tricoli con la moglie, Giuseppe Tricoli (il bambino), don Mario Vitiello (il farmacista), la signora accanto a lui, mi pare, fosse una professoressa di matematica, ed il signore seduto vicino a lei non lo conosco
Dietro Luigi Tricoli ed alla moglie, le figlie Silvia e Lucia, poi ancora, Alfredo Tricoli (papà di Giuseppe ), poi Vincenzo Bosso, Gennaro i' Tatillo, poi ancora la moglie di don Mario (non so il nome)
Le altre signore non le conosco...
Nota:
Alfredo Tricoli e Filomena Andreozzi erano i genitori di Giuseppe Tricoli (il Barone) che nella foto è il bambino, mancato prematuramente nel dicembre del 2012
Nota di rettifica:
Il primo a sinistra è il sarto Luigino Murolo, poi la moglie Silveria.
Accanto a Luigi Tricoli è seduta la sorella Silvia.
Dietro a Luigi Tricoli ci sono la figlia Silvia e sua cugina Egle
Le immagini fotografate non sembrano rendiconti del mondo, ma pezzi di esso, miniature di realtà che chiunque può produrre o acquisire.
Susan Sotang
Vediamo di riconoscere queste persone...ci provo...
La foto fa parte dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
Da sinistra:
il primo signore non lo conosco, poi Filomena Andreozzi, Elvira Di Monaco, Luigi Tricoli con la moglie, Giuseppe Tricoli (il bambino), don Mario Vitiello (il farmacista), la signora accanto a lui, mi pare, fosse una professoressa di matematica, ed il signore seduto vicino a lei non lo conosco
Dietro Luigi Tricoli ed alla moglie, le figlie Silvia e Lucia, poi ancora, Alfredo Tricoli (papà di Giuseppe ), poi Vincenzo Bosso, Gennaro i' Tatillo, poi ancora la moglie di don Mario (non so il nome)
Le altre signore non le conosco...
Nota:
Alfredo Tricoli e Filomena Andreozzi erano i genitori di Giuseppe Tricoli (il Barone) che nella foto è il bambino, mancato prematuramente nel dicembre del 2012
Nota di rettifica:
Il primo a sinistra è il sarto Luigino Murolo, poi la moglie Silveria.
Accanto a Luigi Tricoli è seduta la sorella Silvia.
Dietro a Luigi Tricoli ci sono la figlia Silvia e sua cugina Egle
Le immagini fotografate non sembrano rendiconti del mondo, ma pezzi di esso, miniature di realtà che chiunque può produrre o acquisire.
Susan Sotang
lunedì 27 aprile 2015
Dopo una giornata di pesca...
E' sera e la barca torna al porto di Ponza dopo una giornata di pesca.
I pescatori sistemano il pescato nelle cassette per portarlo in pescheria.
Le foto sono di Rossano Di Loreto
(aprile 2015)
Ed ora una foto di tanto tempo fa ...
Una pesca fruttuosa...
Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
I pescatori sistemano il pescato nelle cassette per portarlo in pescheria.
Le foto sono di Rossano Di Loreto
(aprile 2015)
Ed ora una foto di tanto tempo fa ...
Una pesca fruttuosa...
Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
martedì 7 aprile 2015
La chiesa di San Silverio e Santa Domitilla
Durante i lavori di pavimentazione del piazzale della chiesa di Ponza porto è stata rinvenuta una condotta fognaria Borbonica che ora si potrà osservare.
Anche questa è Archeologia!
Poter vedere ciò che è stato costruito più di duecento anni fa, lo trovo interessante.
I Borboni hanno realizzato il centro storico di Ponza che ancora oggi possiamo ammirare ed anche la chiesa.
La prima chiesa, del Salvatore o della Trinità, sorgeva ai piedi della Torre e divenne "regia" parrocchia il 26 maggio 1738 per volere di Carlo III di Borbone. Nel disegno del Mattei del 1847 si vedono ancora i ruderi di questa chiesa che fu sostituita perchè inadeguata al contesto architettonico che si stava realizzando a Ponza. Secondo il Tricoli i ruderi di questa chiesa furono visibili fino al 1853, anno in cui, al suo posto, fu costruita la casa di Gambardella.
Ma sembra che, secondo don Salvatore Tagliamonte, ci fosse una prima Cappella, non parrocchiale, piccola e angusta, a 50 metri di distanza, nel fondo di Andrea Cassase (Cassese?), e poi di proprietà del defunto Luigi Tagliamonte. Questa potrebbe essere, forse, la chiesetta che, secondo il Tricoli, venne consegnata nel 1698, al cappellano Don Aniello da Vico con gli arredi sacri "nonchè lo scarabattolo contenente la statua della Vergine, avendo il Bambino fra le braccia"
Per la costruzione della chiesa attuale, a forma rotonda, il re incaricò il 17 luglio 1775, il Maggiore del Genio Winspeare coadiuvato dall'architetto Francesco Carpi.
A tal proposito così scrive il Tricoli: " Con solennità rituale poi nel dì 7 agosto 1775 dal parroco Verde, con l'intervento de' monaci e funzionari, vennero gittate le fondazioni della nuova Parrocchia, modellata rotonda, avendo l'ampio volta sferoida, sormontata dal lenternino, con maestosa scalinata, che immette sul perestilio; l'ordine e decorazioni sono composti, tenendo indossato il Monistero, i di cui estremi si fanno simmetricamente sporgenti da' fianchi della Chiesa, in dove sono l'orologio e campanile, presentandosi di prospettiva al porto. Nell'emiciclo di mezzo vi è l'altare col grosso quadro rappresentante la Triade, titolo della Chiesa, e nei due laterali vi sono le cappelle pel tutelare S.Silverio, e della S.Vergine. Nel dì 4 settembre 1778 dal vescovo di Gaeta Pergamo essa Chiesa fu consacrata, riponendo sul primo altare, privilegiato, le reliquie de' ss.mm. Costanzo, Tuccindino, e Reparato, con decretarvi 40 giorni d'indulgenza per coloro che lo visitavano in detto anniversario."
Sulla chiesa di Ponza porto ho già scritto in un altro post.
Il piazzale davanti alla Chiesa dedicata a S.Silverio e S.Domitilla dopo la sistemazione
(Foto di Rossano Di Loreto)
L'interno della chiesa
In questo disegno del Mattei, del 1847, si vedono i ruderi della chiesa della Trinità
La chiesa com'era fino al 1940
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La chiesa com'era ed accanto si vede la casa di Gambardella con gli archi costruita sui ruderi della chiesa del Salvatore o della Trinità
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La chiesa com'era vista dal mare
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Anche questa è Archeologia!
Poter vedere ciò che è stato costruito più di duecento anni fa, lo trovo interessante.
I Borboni hanno realizzato il centro storico di Ponza che ancora oggi possiamo ammirare ed anche la chiesa.
La prima chiesa, del Salvatore o della Trinità, sorgeva ai piedi della Torre e divenne "regia" parrocchia il 26 maggio 1738 per volere di Carlo III di Borbone. Nel disegno del Mattei del 1847 si vedono ancora i ruderi di questa chiesa che fu sostituita perchè inadeguata al contesto architettonico che si stava realizzando a Ponza. Secondo il Tricoli i ruderi di questa chiesa furono visibili fino al 1853, anno in cui, al suo posto, fu costruita la casa di Gambardella.
Ma sembra che, secondo don Salvatore Tagliamonte, ci fosse una prima Cappella, non parrocchiale, piccola e angusta, a 50 metri di distanza, nel fondo di Andrea Cassase (Cassese?), e poi di proprietà del defunto Luigi Tagliamonte. Questa potrebbe essere, forse, la chiesetta che, secondo il Tricoli, venne consegnata nel 1698, al cappellano Don Aniello da Vico con gli arredi sacri "nonchè lo scarabattolo contenente la statua della Vergine, avendo il Bambino fra le braccia"
Per la costruzione della chiesa attuale, a forma rotonda, il re incaricò il 17 luglio 1775, il Maggiore del Genio Winspeare coadiuvato dall'architetto Francesco Carpi.
A tal proposito così scrive il Tricoli: " Con solennità rituale poi nel dì 7 agosto 1775 dal parroco Verde, con l'intervento de' monaci e funzionari, vennero gittate le fondazioni della nuova Parrocchia, modellata rotonda, avendo l'ampio volta sferoida, sormontata dal lenternino, con maestosa scalinata, che immette sul perestilio; l'ordine e decorazioni sono composti, tenendo indossato il Monistero, i di cui estremi si fanno simmetricamente sporgenti da' fianchi della Chiesa, in dove sono l'orologio e campanile, presentandosi di prospettiva al porto. Nell'emiciclo di mezzo vi è l'altare col grosso quadro rappresentante la Triade, titolo della Chiesa, e nei due laterali vi sono le cappelle pel tutelare S.Silverio, e della S.Vergine. Nel dì 4 settembre 1778 dal vescovo di Gaeta Pergamo essa Chiesa fu consacrata, riponendo sul primo altare, privilegiato, le reliquie de' ss.mm. Costanzo, Tuccindino, e Reparato, con decretarvi 40 giorni d'indulgenza per coloro che lo visitavano in detto anniversario."
Sulla chiesa di Ponza porto ho già scritto in un altro post.
Il piazzale davanti alla Chiesa dedicata a S.Silverio e S.Domitilla dopo la sistemazione
(Foto di Rossano Di Loreto)
L'interno della chiesa
In questo disegno del Mattei, del 1847, si vedono i ruderi della chiesa della Trinità
La chiesa com'era fino al 1940
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La chiesa com'era ed accanto si vede la casa di Gambardella con gli archi costruita sui ruderi della chiesa del Salvatore o della Trinità
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La chiesa com'era vista dal mare
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Etichette:
archivio fotografico,
chiesa di San Silverio e Santa Domitilla,
foto Giovanni Pacifico,
Mattei,
ponza,
Rossano DI Loreto,
TrIcoli
domenica 22 marzo 2015
Una finestra sul passato...
Delle foto antiche ci mostrano una Ponza completamente diversa da come la conosciamo...mancano tante case...
Giù alla Banchina, dove ora ci sono negozi ci abitavano....vediamo gente seduta fuori la porta e panni stesi.
Le foto sono dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
La fotografia è un istante catturato dai poeti del tempo. E' scrivere gli attimi per regalarli al futuro.
Stephen Littleword
Giù alla Banchina, dove ora ci sono negozi ci abitavano....vediamo gente seduta fuori la porta e panni stesi.
Le foto sono dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico
La fotografia è un istante catturato dai poeti del tempo. E' scrivere gli attimi per regalarli al futuro.
Stephen Littleword
venerdì 13 febbraio 2015
Scale e scalette
A Ponza si cammina molto e ci sono anche tante scale....salirle a volte è faticoso ma con un pò di esercizio ci si abitua....
Ecco qualche foto che ho fatto durante la scorsa estate....
Questa scalinata è in via Parata
Queste scalette portano da via Corridoio a Corso Pisacane
Corso Umberto...queste scalette portano al ristorante EEA
Questa scalinata conduce al piazzale della chiesa
La scalinata che porta a via Galano
Le scalette della Dragonara
Altre scale della Dragonara
Scala a Cala Feola in località Le Forna
Scaletta dietro la chiesa
Scale in questo bel portone di una palazzina sulla Punta Bianca (Palazzo di Clorinda) ex palazzo Tagliamonte
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La strada della vita attraversa il presente e non il domani. A volte è larga a volte stretta. Corre in salita oppure in discesa ma va sempre avanti in direzione dell'oggi.
Romano Battaglia
Ecco qualche foto che ho fatto durante la scorsa estate....
Questa scalinata è in via Parata
Queste scalette portano da via Corridoio a Corso Pisacane
Corso Umberto...queste scalette portano al ristorante EEA
Questa scalinata conduce al piazzale della chiesa
La scalinata che porta a via Galano
Le scalette della Dragonara
Altre scale della Dragonara
Scala a Cala Feola in località Le Forna
Scaletta dietro la chiesa
Scale in questo bel portone di una palazzina sulla Punta Bianca (Palazzo di Clorinda) ex palazzo Tagliamonte
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La strada della vita attraversa il presente e non il domani. A volte è larga a volte stretta. Corre in salita oppure in discesa ma va sempre avanti in direzione dell'oggi.
Romano Battaglia
venerdì 6 febbraio 2015
Abbascio 'u Mamozio
Abbascio 'u Mamozio è quella parte della zona del porto di Ponza in cui mio padre, Ciro Iacono, aveva il suo magazzino nel quale costruiva barche in legno.
Era un maestro d'ascia.
Proprio in questo scalo di alaggio si tiravano in secco le barche per qualche manutenzione.
Prende il nome da una statua ritrovata nel '700, Mamozio.
Un pò di foto antiche dell'Archivio Fotografico di Giovanni Pacifico
Abbascio 'u Mamozio com'era......
Quante barche tirate in secco.....
Solo barchette piccole....ci sono anche quelle costruite da mio padre....
La porta del magazzino dove mio padre, Ciro Iacono, costruiva delle bellissime barche in legno
Abbascio 'u Mamozio visto da Corso Pisacane
Era un maestro d'ascia.
Proprio in questo scalo di alaggio si tiravano in secco le barche per qualche manutenzione.
Prende il nome da una statua ritrovata nel '700, Mamozio.
Un pò di foto antiche dell'Archivio Fotografico di Giovanni Pacifico
Abbascio 'u Mamozio com'era......
Quante barche tirate in secco.....
Solo barchette piccole....ci sono anche quelle costruite da mio padre....
La porta del magazzino dove mio padre, Ciro Iacono, costruiva delle bellissime barche in legno
Abbascio 'u Mamozio visto da Corso Pisacane
lunedì 2 febbraio 2015
Antichi mestieri: il falegname
Il mestiere del falegname è molto antico basti pensare a San Giuseppe.....
A Ponza è quasi scomparso....
Di questo mestiere così scrive Luigi Sandolo in "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980:
"Ponza ha avuto sempre capaci lavoratori del legno.
Se ne ricordano i fratelli Vincenzo, Pasquale e Veruccio Tricoli, recentemente scomparsi. In attività di lavoro vi sono Salvatore Coppa alias Tore 'e caramelle, Silverio Tricoli fu Vincenzo, Luigi Ambrosino, i fratelli Luciano e Guido Poloni, Giggino Pacifico ed il figlio Severino."
Di questi fanno ancora qualche lavoretto Luigi Ambrosino ed uno dei fratelli Poloni perchè gli altri sono tutti scomparsi.
Silverio Tricoli, ricordo, aveva la bottega giù a Mamozio, di fronte a quella di mio padre, mentre Salvatore Coppa lavorava, sulla Punta Bianca.
Giggino Pacifico lavorava con il figlio Severino, scomparso prematuramente, sulla Via Nuova.
Ora quasi nessuno lavora più il legno...i falegnami vengono da fuori Ponza...anche se ho scoperto che una falegnameria c'è a Le Forna dove lavora con passione Gaetano di Aprea Bontà (la macelleria in Corso Pisacane) che riesce a districarsi in entrambi i mestieri.
Giggino Pacifico nella sua falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La via Nuova dove Giggino Pacifico aveva la falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Giggino e Severino Pacifico nella loro falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Il banco di lavoro di un falegname
Alcuni attrezzi in uso al falegname
A Ponza è quasi scomparso....
Di questo mestiere così scrive Luigi Sandolo in "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980:
"Ponza ha avuto sempre capaci lavoratori del legno.
Se ne ricordano i fratelli Vincenzo, Pasquale e Veruccio Tricoli, recentemente scomparsi. In attività di lavoro vi sono Salvatore Coppa alias Tore 'e caramelle, Silverio Tricoli fu Vincenzo, Luigi Ambrosino, i fratelli Luciano e Guido Poloni, Giggino Pacifico ed il figlio Severino."
Di questi fanno ancora qualche lavoretto Luigi Ambrosino ed uno dei fratelli Poloni perchè gli altri sono tutti scomparsi.
Silverio Tricoli, ricordo, aveva la bottega giù a Mamozio, di fronte a quella di mio padre, mentre Salvatore Coppa lavorava, sulla Punta Bianca.
Giggino Pacifico lavorava con il figlio Severino, scomparso prematuramente, sulla Via Nuova.
Ora quasi nessuno lavora più il legno...i falegnami vengono da fuori Ponza...anche se ho scoperto che una falegnameria c'è a Le Forna dove lavora con passione Gaetano di Aprea Bontà (la macelleria in Corso Pisacane) che riesce a districarsi in entrambi i mestieri.
Giggino Pacifico nella sua falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
La via Nuova dove Giggino Pacifico aveva la falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Giggino e Severino Pacifico nella loro falegnameria
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Il banco di lavoro di un falegname
Alcuni attrezzi in uso al falegname
Iscriviti a:
Post (Atom)
































.jpg)
