In pieno centro storico di Ponza, precisamente in via del Comandante, è stata recuperata ed aperta al pubblico quest'estate un'altra Cisterna romana.
E' collegata con quella maestosa di via Parata da cui riceveva il troppo pieno d'acqua.
Ma in via del Comandante, vicino all'Hotel Feola c'è anche un antico pozzo che viene elencato dal Lombardi nel libro Ponza impianti idraulici romani.
Secondo il Lombardi è una cisterna con vera di pozzo antica che riceveva l'acqua dalle cisterne sovrastanti e riforniva sicuramente l'area portuale sottostante.
Adalgiso Coppa, incaricato della Cassa del Mezzogiorno, ha sempre sostenuto che ci sono a Ponza quattro sistemi di cisterne collegate tra loro a gruppi di quattro.
Il pozzo del Comandante è dietro la Palazzina, oggi Palazzo Comunale, e la sua presenza è già attestata nel 1572 dalla Consulta della Regia Camera. Lo troviamo, nel 1768, poi nel progetto del nuovo porto redatto da Winspeare.
Non è collegato con la Cisterna del Corridoio o del Comandante.
Il Tricoli lo annovera tra i pozzi con la dicitura "pozzo dietro il 1° Padiglione".
Vera di pozzo antica accanto all'Hotel Feola in via del Comandante
(Foto di Marianna Licari)
Sovrapposizione della planimetria di rilievo del porto di Ponza con quello originale di Winspeare
(disegno di O.Fasolo)
Ricostruzione, sulla base del progetto di Winspeare, della volumetria del complesso edilizio del porto di Ponza
Piantina aerea portuale 1815
Via del Comandante...il pozzo antico è sulla sinistra poco prima di questo vialetto.
Via del Comandante
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domenica 23 ottobre 2016
domenica 9 dicembre 2012
La beffa dell’acqua….
Su Repubblica c’è un interessante articolo sull’acqua che
arriva alle isole Ponziane tramite le navi cisterna…..
Veramente incredibile!!!
Non ci sono parole…….
venerdì 21 gennaio 2011
Archeologia a Ponza…..un miraggio!!!
L’isola
di Ponza è ricca di testimonianze e di un patrimonio che non si trova
sempre alla luce del sole, è nascosto, ma non per questo da non
valorizzare…da scoprire….
Dei
tanti visitatori che affollano l’isola in estate, solo pochi sanno
dell’esistenza di necropoli…di cisterne romane…che versano nella totale
incuria.
La
necropoli del Bagno Vecchio, sugli Scotti, è veramente interessante e
ci si arriva percorrendo un sentiero che viene ripulito grazie a dei
volontari.
Qualche giorno fa ho visto su internet delle foto molto belle di questa necropoli.
Delle cisterne romane …stendiamo un velo pietoso…
Sono
ben documentate nei libri con tanto di cartine e foto….per ultimo Enzo
Bonifacio le descrive nel suo “Pontio.L’isola di Pilato” ma
difficilmente visitabili.
La
cisterna del Bagno, in via Parata, che nell’antichità era chiamata
Palazzo di Pilato è proprio dietro casa mia….mai vista….con costruzioni
abusive all’interno.
Quella della Dragonara idem….quella del Serpente così maestosa…solo per citarne alcune.
A Ponza c’è anche un Mitreo ma anche quello non è visitabile…bisogna vedere pure se esiste più….
Eppure quelli della Soprintendenza sanno della loro esistenza…possibile che non si possa fare qualcosa?
Non mi stancherò mai di dire che recuperare questo patrimonio potrebbe portare un turismo diverso….di livello…di qualità.
Ci
sono persone che quando vanno in un luogo cercano non solo il mare e il
divertimento ma anche la storia…poter visitare un museo.
E Ponza queste risorse potrebbe averle e potrebbe avere anche un turismo che non sia legato solo ai mesi estivi.
Anche
se sono fuori dall’isola (purtroppo) darò il mio supporto a qualsiasi
iniziativa che porti al recupero di questo patrimonio.
La foto della necropoli è di Filippo Conte
sabato 8 agosto 2009
L'ennesima beffa
Sono appena tornata da Ponza, come sempre splendida, con dei colori fantastici, ma ho colto molte cose che non vanno…
Una
di queste è che il bellissimo belvedere della Parata è off-limits, non
ci si può affacciare…il muretto è transennato perché pericolante…un vero
peccato perché da lì si gode di un panorama spettacolare…
Ma
la cosa che veramente mi ha lasciata perplessa sono i numerosi cartelli
posizionati, con tanto di cartina, per dei percorsi archeologici.
Sono
stati messi lo scorso inverno dalla Regione Lazio in collaborazione con
il Comune di Ponza e la Sopraintendenza…quanti soldi sprecati!!!
Quasi
tutti i percorsi non sono fruibili perché nelle cisterne romane ci sono
costruzioni abusive (quella del Bagno Vecchio e quella della Dragonara )
o è vietato l’accesso perché privato come nel caso della Grotta del
Serpente.
E che dire del cartello davanti al tunnel romano di Chiaia di Luna?
Ebbene
accanto a quello che indica il percorso archeologico ne è stato
posizionato un altro in cui c’è scritto che c’è pericolo di morte per
caduta massi.
Molti leggendo questi cartelli hanno chiesto come fare per visitare i siti archeologici…ma le risposte sono state zero.
Ennesima beffa per i visitatori di Ponza….
Ma certo Ponza è solo mare…Frontone…giro dell’isola…
Ma cos’è la cultura?
Cos’è l’archeologia?
Chi ha messo quei cartelli non ha fatto bella figura…
Bisogna puntare sul recupero delle cisterne romane, delle necropoli e degli altri siti archeologici…fare dei VERI percorsi.
Si potrebbe avere un turismo con un livello culturale più alto e la cosiddetta “stagione” sarebbe più lunga dei soliti due mesi.
Bisogna cambiare scena e non continuare a piangersi addosso…bisogna impegnarsi tutti.
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mercoledì 5 settembre 2007
Cisterne romane
In tutto questo tempo si è trascurata completamente la parte archeologica che possiede Ponza.
Penso
che molte cose siano distrutte dalla negligenza e dall’incuria. C’erano
molte e ampie cisterne romane ricavate nella roccia viva, con pilastri
di sostegno a più navate che potevano contenere molte cubature di acqua.
Molte di queste sono state distrutte, in altre addirittura alcuni hanno
ricavato mini appartamenti.
Un esempio è la Cisterna di Via Parata, che durante la Seconda Guerra
Mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo. Negli ultimi anni i
proprietari di case attigue alla cisterna hanno sfondato il muro e hanno
costruito camere, bagni ed altro per il loro personale utilizzo.
Non
c’è controllo. Tanti anni fa vennero a Ponza anche incaricati della
Sovrintendenza del Lazio ma tutto venne messo a tacere. Chissà!!!
E pensare che la vicina Ventotene ha recuperato le sue cisterne, che sono visitabili dai numerosi turisti che lo richiedono.
Anche
Formia ha recuperato il suo Cisternone, che era pieno di immondizia, ed
ora è visitabile facendo scoprire l’ingegno e l’abilità dei romani.
E
che dire del Museo che Ponza NON possiede: chissà dove sono finite le
anfore ritrovate su un relitto anni fa. Recuperando queste opere si
darebbe un’impronta culturale al turismo, si potrebbero impegnare dei
giovani come guide. Ponza potrebbe avere non solo un turismo balneare,
ma anche culturale.
A
lato pianta Cisterna in via Parata. In giallo i pozzi di luce e di
presa d’acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare
vani abitabili a ridosso della cisterna;in verde le murature antiche di
rinforzo.
Tratto dal libro
Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale
“Le Isole Pontine attraverso i tempi” a cura di G.M. De Rossi, 1986
Guido Guidotti Editore
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