lunedì 11 maggio 2015

La nebbia di maggio

Qualche giorno fa a Ponza c'era un po' nebbia.
E' un fenomeno che, in questo periodo, può capitare...
Ricordo che, circa quarant'anni fa, proprio in una mattina di maggio, Ponza era completamente avvolta dalla nebbia.
Io dovevo partire da Ponza e la nave, il mitico Falerno, aspettò fino al pomeriggio per mollare gli ormeggi ma la nebbia si diradò solo un po'.
Per tutto il viaggio in mare si sentì la sirena del Falerno che strombazzava a più non posso...
E chi se lo scorda...
La nebbia mi mette l'ansia, un senso di oppressione...
Un po' di foto di Rossano Di Loreto













E' l'incertezza che affascina. La nebbia rende le cose meravigliose.

Oscar Wilde

sabato 9 maggio 2015

La festa della mamma

Anticamente questa festa era legata al culto di divinità della fertilità dai popoli politeisti e veniva celebrata nel periodo di passaggio della natura dall'inverno all'estate.
In Inghilterra nel diciassettesimo secolo cominciò l'usanza di festeggiare il Mothering Sunday con rose rosse da regalare alle mamme.
Nel primo Novecento arrivò negli Stati Uniti grazie ad Anna M. Jarvis che dopo la morte di sua madre, a cui era particolarmente legata, inviò lettere al Congresso per fare istituire una Festa Nazionale dedicata alle mamme. Nel 1914 il presidente W.Wilson istituì il Mother's Day.
Anna Jarvis propose come simbolo della festa il garofano, fiore preferito da sua madre, rosso per le mamme in vita, bianco per quelle scomparse.
In Italia la mamma fu festeggiata per la prima volta nel 1957 da don Otello Mignosi, nel piccolo borgo di Tordibetto, vicino Assisi. Ogni anno si festeggia la seconda domenica di maggio.
I simboli scelti, di colore rosso, sono il cuore e la rosa, fiore che rappresenta l'amore, la bellezza e l'affetto materno.
Un ricordo personale della festa della mamma che mi riporta all'infanzia......
Eravamo verso la fine degli anni sessanta, si cominciava a festeggiare questa ricorrenza anche a Ponza ed io volevo fare un regalo alla mia mamma. Avevo adocchiato nella vetrina dell'Emporio Musella un qualcosa che, credevo, potesse piacere a mia madre. Quando mi resi conto che anche una mia compagna lo aveva puntato per fare il regalo a sua madre corsi subito a comprarlo.
Mica mi potevo far soffiare il regalo...
Questa cosa mi è rimasta impressa nella mente...
Auguri a tutte le mamme!


Tanti auguri alla mia mamma, Elvira, che ancora oggi riesce a regalarci perle di saggezza



In questa foto, la bambina piccola sono io in braccio alla mia mamma, Elvira, poi mio padre, Ciro e mia sorella maggiore, Olimpia

La madre

La madre è un angelo che ci guarda
che ci insegna ad amare!
Ella riscalda le nostre dita, 
il nostro capo fra le sue ginocchia
la nostra anima nel suo cuore:
ci dà il suo latte quando siamo piccini,
il suo pane quando siamo grandi
e la sua vita sempre.

Victor Hugo

giovedì 7 maggio 2015

Un momento di vita ponzese

Una tavola apparecchiata...volti sorridenti...doveva essere un momento di gioia...di allegria...
Vediamo di riconoscere queste persone...ci provo...
La foto fa parte dell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico


Da sinistra:
il primo signore non lo conosco, poi Filomena Andreozzi, Elvira Di Monaco, Luigi Tricoli con la moglie, Giuseppe Tricoli (il bambino), don Mario Vitiello (il farmacista), la signora accanto a lui, mi pare, fosse una professoressa di matematica, ed il signore seduto vicino a lei non lo conosco
Dietro Luigi Tricoli ed alla moglie, le figlie Silvia e Lucia, poi ancora, Alfredo Tricoli (papà di Giuseppe ), poi Vincenzo Bosso, Gennaro i' Tatillo, poi ancora la moglie di don Mario (non so il nome)
Le altre signore non le conosco...

Nota:
Alfredo Tricoli e Filomena Andreozzi erano i genitori di Giuseppe Tricoli (il Barone) che nella foto è il bambino, mancato prematuramente nel dicembre del 2012

 Nota di rettifica:
Il primo a sinistra è il sarto Luigino Murolo, poi la moglie Silveria.
Accanto a Luigi Tricoli è seduta la sorella Silvia.
Dietro a Luigi Tricoli ci sono la figlia Silvia e sua cugina Egle

Le immagini fotografate non sembrano rendiconti del mondo, ma pezzi di esso, miniature di realtà che chiunque può produrre o acquisire.

Susan  Sotang

mercoledì 6 maggio 2015

Il Giardino di Ninfa

Il Giardino di Ninfa è un vero paradiso che si trova a pochi chilometri da Latina, nel comune di Cisterna, ed è aperto solo pochi giorni l'anno.
Qualche giorno fa per entrarci abbiamo fatto una fila di un'ora e mezza, ma ne è valsa la pena.
E' un giardino all'inglese posto sulle rovine di una città medioevale e creato, nel 1921, da Gelasio Caetani.
Dal 2000 è monumento naturalistico e il New York Times lo ha definito il giardino più bello del mondo.
Questo luogo è ricco di acque infatti oltre al fiume Ninfa scorrono diversi ruscelli creando una zona umida. Inoltre il clima è ideale per le molteplici specie botaniche.
In questo periodo c'è un'esplosione di colori ed i fiori inebriano con il loro profumo. Possiamo ammirare cascate di glicini sospesi nell'acqua oppure rose arrampicate sulle rovine della città.
E' un luogo di poesia, fuori dal tempo...
Ferdinand Gregorovius, nell'ottocento, in "Passeggiate romane" così scrive di Ninfa: "Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l'edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s'innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche"
A Ninfa troviamo un ottimo connubio tra ambiente e cultura.
E poi dicono che con la cultura non si mangia...c'era una quantità di persone, nonostante il prezzo del biglietto.

















































lunedì 4 maggio 2015

L'archeologia delle acque nell'isola di Ponza

I Romani hanno lasciato notevoli tracce della loro presenza sull'isola di Ponza che sono giunte fino a noi alcune in buone condizioni, altre meno.
Hanno realizzato ville, gallerie, un acquedotto e tante cisterne.
Nella zona del porto sono tante le cisterne che ci mostrano l'abilità degli ingegneri romani.
Chissà quanta fatica hanno fatto quegli schiavi a scavare nel tufo per fare in modo che nell'isola si potesse raccogliere l'acqua.
L'acqua era di vitale importanza sia per rifornire le ville, ma anche le navi che facevano tappa a Ponza.
Queste opere purtroppo sono state violate dall'uomo che, in qualche caso vi ha costruito dentro o le ha riempite d'immondizia.
Una vergogna!!! Direi anche ignoranza...
Ora, finalmente, si sta cercando di recuperare questi "muort' viecchie", come qualcuno li ha definiti.
Sono la storia della nostra isola.
Dopo il recupero della Cisterna della Dragonara si sta procedendo con quella di Via Comandante di cui abbiamo potuto vedere le prime foto poco tempo fa.
Per togliere il materiale dalla Cisterna è stata aperta una botola dal piazzale sovrastante che poi era, nell'antichità, il pozzo da cui si attingeva l'acqua.
L'acqua arrivava dal il troppo pieno di quella di Via Parata in questa Cisterna che a sua volta riforniva quella di Tagliamonte o del Portone (Hotel Mari).
La cisterna di Via Parata sappiamo che divenne con il tempo un Bagno penale e potremmo trovare tracce dei relegati che erano rinchiusi lì dentro come per esempio graffiti e disegni proprio come in quella di Ventotene.
Ma forse potremmo trovare altro...
Il Dies nel suo libro "Ponza perla di Roma" scrive: "...nel Cisternone accanto alla Parata ho osservato una edicoletta probabilmente una finestrina religiosa che teneva in venerazione forse l'immagine d'una divinità cui era sacra l'acqua potabile; tanto il sentimento religioso possedeva tutte le manifestazioni della vita romana".
Io penso che con il recupero dell' immensa Cisterna di Via Parata potremmo avere delle sorprese...


La Cisterna della Dragonara
(Foto di Rossano Di Loreto)



Cisterna della Dragonara
(foto di Rossano Di Loreto)


Edicola votiva al tempo dei Romani



Nella Cisterna di Ventotene un particolare...



Qui è stata aperta una botola dove un tempo c'era il pozzo da cui si attingeva l'acqua della Cisterna di Via Comandante


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