Proprio così...in pieno centro storico è stato recuperato un gioiello finora sconosciuto, finito nel dimenticatoio...è la Cisterna del Corridoio in via del Comandante.
Per riportarla alla luce ci sono voluti mesi di lavori e ben 18 camion per svuotarla dall'immondizia.
Questa Cisterna fa parte del sistema di troppo pieno di un'altra più grande, quella di Via Parata, di cui scriverò in seguito e di cui mi batto da anni per il suo recupero.
Il Tricoli quando descrive la Cisterna del Bagno o di Via Parata così scrive: "...La inferiore è destinata a contenere l'acqua pubblica. quella superiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora il Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori sulla volta."
La inferiore, appunto, è la Cisterna del Corridoio.
La Cisterna del Corridoio o del Comandante è stata inaugurata a fine giugno ed era presente alla cerimonia il Sottosegretario ai Beni Culturali, Antimo Cesaro.
Ancora c'è qualche lavoretto da fare come il rivestimento al pozzo che dà luce e da cui, un tempo, si attingeva l'acqua che è collocato sulla strada sovrastante.
Credetemi vale la pena visitare questo gioiello...fa parte della storia di Ponza.
Un pò di foto per dare l'idea...
Si entra da qui
Si arriva da qui...
Una parte della Cisterna si estende sotto il palazzo rosa
Si scende
Il pozzo che dà luce
La piantina in cui si vede dove è collocata la Cisterna...si vede anche quella di Via Parata e poi quella più piccola, del Corridoio
Il pozzo sulla strada sovrastante che dà luce alla Cisterna del Corridoio...un tempo serviva per attingere l'acqua
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venerdì 9 settembre 2016
giovedì 23 giugno 2016
Una bella notizia...
Da Ponza giunge una bella notizia...
Proprio ieri il sindaco dell'isola, Piero Vigorelli, ha comunicato che sabato pomeriggio verrà inaugurata la Cisterna del Comandante, in pieno centro storico, che lui ha definito una bomboniera.
Ne sono particolarmente felice perchè è sottostante al palazzo in cui abito.
E pensare che non ne conoscevo l'esistenza fino a qualche anno fa perchè l'ingresso era stato murato ed era finita nell'oblio.
Finalmente si punta sulla cultura..
Spero si recuperi anche quella più grande, la maestosa Cisterna di Via Parata, che è stata violata da persone ignoranti e senza scrupoli.
E' stata fatta finire nel dimenticatoio...alcuni non sanno che esiste...ma è lì che aspetta...
So che dentro c'è di tutto e che ci vogliono molti soldi per recuperarla.
Si potrebbero cercare degli sponsor...come è già accaduto in altre città
La Cisterna del Comandante è collegata con quella più grande di Via Parata, sovrastante, da cui veniva rifornita con il troppo pieno d'acqua.
Complimenti ha chi sta pian piano mettendo alla luce i tesori dell'isola...
Era ora...
Si potrebbero creare dei percorsi archeologici, avere un turismo di alto spessore, non solo estivo di solo mare.
L'interno della Cisterna del Comandante
La piantina della Cisterna del Comandante
Tutti giù per terra...
(Le foto sono state pubblicate sul profilo Facebook del sindaco Piero Vigorelli)
L'immobile fatiscente è ancora lì...un obbrobrio
L'obbrobrio è stato demolito
Si intravede un'apertura sotto la strada
I lavori continuano...
(Le foto mi sono state inviate da Paola Aversano che abita a pochi passi dalla Cisterna)
Proprio ieri il sindaco dell'isola, Piero Vigorelli, ha comunicato che sabato pomeriggio verrà inaugurata la Cisterna del Comandante, in pieno centro storico, che lui ha definito una bomboniera.
Ne sono particolarmente felice perchè è sottostante al palazzo in cui abito.
E pensare che non ne conoscevo l'esistenza fino a qualche anno fa perchè l'ingresso era stato murato ed era finita nell'oblio.
Finalmente si punta sulla cultura..
Spero si recuperi anche quella più grande, la maestosa Cisterna di Via Parata, che è stata violata da persone ignoranti e senza scrupoli.
E' stata fatta finire nel dimenticatoio...alcuni non sanno che esiste...ma è lì che aspetta...
So che dentro c'è di tutto e che ci vogliono molti soldi per recuperarla.
Si potrebbero cercare degli sponsor...come è già accaduto in altre città
La Cisterna del Comandante è collegata con quella più grande di Via Parata, sovrastante, da cui veniva rifornita con il troppo pieno d'acqua.
Complimenti ha chi sta pian piano mettendo alla luce i tesori dell'isola...
Era ora...
Si potrebbero creare dei percorsi archeologici, avere un turismo di alto spessore, non solo estivo di solo mare.
L'interno della Cisterna del Comandante
La piantina della Cisterna del Comandante
Tutti giù per terra...
(Le foto sono state pubblicate sul profilo Facebook del sindaco Piero Vigorelli)
L'immobile fatiscente è ancora lì...un obbrobrio
L'obbrobrio è stato demolito
Si intravede un'apertura sotto la strada
I lavori continuano...
(Le foto mi sono state inviate da Paola Aversano che abita a pochi passi dalla Cisterna)
mercoledì 25 maggio 2016
La Cisterna di Via Parata o del Bagno all'isola di Ponza
Dopo la Cisterna della Dragonara presto potremo ammirare anche la Cisterna del Comandante il cui recupero sta procedendo e di questo ne sono veramente contenta.
Questa Cisterna, situata in pieno centro storico, è stata dimenticata per molto tempo, se ne era persa la memoria ed era ingombra di immondizia.
Un sito archeologico a cui tengo molto, di cui ho scritto tanto in altri post (qui e qui), è la grande Cisterna di Via Parata, anticamente chiamata anche Palazzo di Pilato, che è posizionata proprio dietro casa mia. Sicuramente era collegata attraverso un condotto con quella del Comandante che è sottostante.
Non ci sono mai entrata e non la conosco se non attraverso le foto, le mappe o i racconti di persone che si rifugiavano in caso di allarme aereo durante la seconda guerra mondiale.
Mio nonno, Salvatore Conte, contadino di sopra i Conti, aveva una concessione grazie alla quale nella Cisterna di Via Parata poteva preparare il concime per i suoi terreni a base di alghe con l'aiuto dei coatti. Questo a dimostrare i molteplici usi nel corso dei secoli...
Oggi praticamente è impossibile entrarci...addirittura ci sono costruzioni abusive all'interno....
Ma possibile che non interessi a nessuno recuperarla???
Eppure è raccontata in molti libri.......
Tanto per citarne qualcuno......
Il Tricoli nella Monografia per le isole del Gruppo Ponziano, del 1855, così descrive la Cisterna di Via Parata o del Bagno:
"Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15.
La inferiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori nella volta."
Così scrive Giovanni Maria De Rossi in "Ponza, Palmarola, Zannone" :
"Nella grande cisterna, ubicata oggi in via Parata, fu ricavato l'alloggio per i forzati, con la creazione ed il ripristino delle antiche prese di luce e aria, al fine di rendere meno disagevole il soggiorno.
Nella pianta di Winspeare si dice espressamente "quartiere per i forzati coi suoi lucernaj".
A quanto pare la storia di Ponza passa pure da lì.....
I trecento di Pisacane erano rinchiusi in quel Bagno penale.
Per quanto riguarda le cattive condizioni in cui versano le Cisterne di Ponza scrive così Carla M. Amici nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi":
"Attualmente la maggior parte delle cisterne è in cattivo stato di conservazione per i cedimenti della roccia; alcune inoltre, in mancanza di precisi vincoli archeologici, vengono utilizzate come scarico di immondizie o adatte a abitazione murandone le aperture e approfondendone i vani praticabili."
Ma come si fa a distruggere delle opere così imponenti solo in virtù di allargare qualche camera o costruirsi un bagno in nome del dio denaro???
La Cisterna di Via Parata è paragonabile per imponenza alla Piscina Mirabilis di Bacoli o al Cisternone di Formia.
Nella parte meridionale dell'isola sono molte le cisterne scavate dai Romani pare siano una trentina
La piantina della Cisterna di Via Parata
In giallo i pozzi di luce e di presa d'acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare vani abitabili a ridosso della cisterna; in verde le murature antiche di rinforzo, messe in opera in periodi differenti. (Dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")
Cisterna in via Parata. Pozzo di luce verticale. In evidenza le pedarole di servizio per la manutenzione.
Cisterna di via Parata. Lato sud-est. Particolare del restauro in opera laterizia.
Cisterna in via Parata. Lato nord- ovest. Fodera in opera reticolata, visibile il rivestimento in cocciopesto.
(Le foto sono tratte dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")
In questa piantina si vede bene il" quartiere dei rilegati con i suoi lucernaj"
Questa Cisterna, situata in pieno centro storico, è stata dimenticata per molto tempo, se ne era persa la memoria ed era ingombra di immondizia.
Un sito archeologico a cui tengo molto, di cui ho scritto tanto in altri post (qui e qui), è la grande Cisterna di Via Parata, anticamente chiamata anche Palazzo di Pilato, che è posizionata proprio dietro casa mia. Sicuramente era collegata attraverso un condotto con quella del Comandante che è sottostante.
Non ci sono mai entrata e non la conosco se non attraverso le foto, le mappe o i racconti di persone che si rifugiavano in caso di allarme aereo durante la seconda guerra mondiale.
Mio nonno, Salvatore Conte, contadino di sopra i Conti, aveva una concessione grazie alla quale nella Cisterna di Via Parata poteva preparare il concime per i suoi terreni a base di alghe con l'aiuto dei coatti. Questo a dimostrare i molteplici usi nel corso dei secoli...
Oggi praticamente è impossibile entrarci...addirittura ci sono costruzioni abusive all'interno....
Ma possibile che non interessi a nessuno recuperarla???
Eppure è raccontata in molti libri.......
Tanto per citarne qualcuno......
Il Tricoli nella Monografia per le isole del Gruppo Ponziano, del 1855, così descrive la Cisterna di Via Parata o del Bagno:
"Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15.
La inferiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori nella volta."
Così scrive Giovanni Maria De Rossi in "Ponza, Palmarola, Zannone" :
"Nella grande cisterna, ubicata oggi in via Parata, fu ricavato l'alloggio per i forzati, con la creazione ed il ripristino delle antiche prese di luce e aria, al fine di rendere meno disagevole il soggiorno.
Nella pianta di Winspeare si dice espressamente "quartiere per i forzati coi suoi lucernaj".
A quanto pare la storia di Ponza passa pure da lì.....
I trecento di Pisacane erano rinchiusi in quel Bagno penale.
Per quanto riguarda le cattive condizioni in cui versano le Cisterne di Ponza scrive così Carla M. Amici nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi":
"Attualmente la maggior parte delle cisterne è in cattivo stato di conservazione per i cedimenti della roccia; alcune inoltre, in mancanza di precisi vincoli archeologici, vengono utilizzate come scarico di immondizie o adatte a abitazione murandone le aperture e approfondendone i vani praticabili."
Ma come si fa a distruggere delle opere così imponenti solo in virtù di allargare qualche camera o costruirsi un bagno in nome del dio denaro???
La Cisterna di Via Parata è paragonabile per imponenza alla Piscina Mirabilis di Bacoli o al Cisternone di Formia.
Nella parte meridionale dell'isola sono molte le cisterne scavate dai Romani pare siano una trentina
La piantina della Cisterna di Via Parata
In giallo i pozzi di luce e di presa d'acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare vani abitabili a ridosso della cisterna; in verde le murature antiche di rinforzo, messe in opera in periodi differenti. (Dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")
Cisterna in via Parata. Pozzo di luce verticale. In evidenza le pedarole di servizio per la manutenzione.
Cisterna di via Parata. Lato sud-est. Particolare del restauro in opera laterizia.
Cisterna in via Parata. Lato nord- ovest. Fodera in opera reticolata, visibile il rivestimento in cocciopesto.
(Le foto sono tratte dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")
In questa piantina si vede bene il" quartiere dei rilegati con i suoi lucernaj"
giovedì 12 maggio 2016
Un antico acquedotto
I Romani erano dei veri geni nel campo dell'ingegneria idraulica.
Hanno realizzato magnifiche cisterne per la raccolta dell'acqua come la Piscina Mirabilis a Bacoli o il Cisternone a Formia.
Anche a Ponza hanno realizzato cisterne come quella della Dragonara visitabile o quella del Comandante che si sta recuperando. Purtroppo altre versano in cattive condizioni, con costruzioni abusive all'interno (Cisterna di Via Parata) oppure la Grotta del Serpente il cui ingresso, un piccolo pezzo di terra, è interdetto perchè pare sia di un privato che chissà cosa pensa di ricavarci invece di metterlo a disposizione della comunità.
Sul recupero delle Cisterne di Ponza ho già scritto più volte in questo blog.
Questa volta però voglio scrivere dell'acquedotto...
Qualche tempo fa ho letto che a San Felice Circeo hanno approvato un progetto per recuperare l'acquedotto romano che è proprio sotto il centro storico della cittadina.
Anche a Ponza c'è l'acquedotto romano che attingeva da una sorgente situata a Le Forna (fontana Tagliamonte) che viene già descritta dal Tricoli nell'Ottocento così: "Sorgente delle Forna- Sulla Cavata di Vitiello, soprapposta alla bianca lava, vi è la crosta tufacea-calcarea stratificata, che assorbendo le acque piovane, le trapela per istillicidio, e sulla detta calcaria è incavata la località per dar campo al suditorio."
Secondo il De Rossi da questo punto, che ora è murato e prosciugato, l'acqua veniva fatta confluire in un cunicolo per poi farla sbucare a Cala Inferno. Qui alimentava una cisterna che è servita a rifornire le imbarcazioni anche in tempi recenti come durante la seconda guerra mondiale.
Però il condotto proseguiva e fino a Santa Maria si vedono le tracce nella roccia.
Il Tricoli scrive ancora: ..."Accumulava ivi in opportuna vasca molt'acqua, per urtare sul formale che poco alto del livello del mare, per cinque miglia, acconsentendo le sinuosità della costiera. Tributava nel suo corso per le abitazioni ove s'imbatteva, senza privarne a quegli situati presso l'attuale porto, in cui termina la traccia"
Probabilmente c'era un sistema di valvole che regolava il flusso dell'acqua avvalorato dal ritrovamento di un epistomio di bronzo nel 1774, conservato nel Museo Nazionale di Napoli.
Carla M.Amici nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi" ipotizza anche che l'acqua raccolta nelle cisterne potesse rinforzare la portata dell'acquedotto.
Quanti tesori ha la nostra isola...
Ponza non è solo mare...come qualcuno vuole farci credere...
Cisterna della Dragonara
Cisterna del Comandante
Piantina della Cisterna di Via Parata realizzata da Giovanni D'Alessio nel 1770
(Dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese")
Grotta del Serpente
Questo è l'ingresso della Grotta del Serpente che ho fotografato durante la scorsa estate...le piante sono cresciute di nuovo dopo che dei volontari avevano ripulito tutto. Chissà cosa pensa di guadagnarci il tizio invece di mettere il pezzo di terreno a disposizione della comunità isolana.
Cala Inferno in un disegno del Mattei del 1847, la cisterna dove le imbarcazioni si rifornivano d'acqua
Le Forna. In questa parte dell'isola c'era la sorgente dell'acquedotto
Hanno realizzato magnifiche cisterne per la raccolta dell'acqua come la Piscina Mirabilis a Bacoli o il Cisternone a Formia.
Anche a Ponza hanno realizzato cisterne come quella della Dragonara visitabile o quella del Comandante che si sta recuperando. Purtroppo altre versano in cattive condizioni, con costruzioni abusive all'interno (Cisterna di Via Parata) oppure la Grotta del Serpente il cui ingresso, un piccolo pezzo di terra, è interdetto perchè pare sia di un privato che chissà cosa pensa di ricavarci invece di metterlo a disposizione della comunità.
Sul recupero delle Cisterne di Ponza ho già scritto più volte in questo blog.
Questa volta però voglio scrivere dell'acquedotto...
Qualche tempo fa ho letto che a San Felice Circeo hanno approvato un progetto per recuperare l'acquedotto romano che è proprio sotto il centro storico della cittadina.
Anche a Ponza c'è l'acquedotto romano che attingeva da una sorgente situata a Le Forna (fontana Tagliamonte) che viene già descritta dal Tricoli nell'Ottocento così: "Sorgente delle Forna- Sulla Cavata di Vitiello, soprapposta alla bianca lava, vi è la crosta tufacea-calcarea stratificata, che assorbendo le acque piovane, le trapela per istillicidio, e sulla detta calcaria è incavata la località per dar campo al suditorio."
Secondo il De Rossi da questo punto, che ora è murato e prosciugato, l'acqua veniva fatta confluire in un cunicolo per poi farla sbucare a Cala Inferno. Qui alimentava una cisterna che è servita a rifornire le imbarcazioni anche in tempi recenti come durante la seconda guerra mondiale.
Però il condotto proseguiva e fino a Santa Maria si vedono le tracce nella roccia.
Il Tricoli scrive ancora: ..."Accumulava ivi in opportuna vasca molt'acqua, per urtare sul formale che poco alto del livello del mare, per cinque miglia, acconsentendo le sinuosità della costiera. Tributava nel suo corso per le abitazioni ove s'imbatteva, senza privarne a quegli situati presso l'attuale porto, in cui termina la traccia"
Probabilmente c'era un sistema di valvole che regolava il flusso dell'acqua avvalorato dal ritrovamento di un epistomio di bronzo nel 1774, conservato nel Museo Nazionale di Napoli.
Carla M.Amici nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi" ipotizza anche che l'acqua raccolta nelle cisterne potesse rinforzare la portata dell'acquedotto.
Quanti tesori ha la nostra isola...
Ponza non è solo mare...come qualcuno vuole farci credere...
Cisterna della Dragonara
Cisterna del Comandante
Piantina della Cisterna di Via Parata realizzata da Giovanni D'Alessio nel 1770
(Dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese")
Grotta del Serpente
Questo è l'ingresso della Grotta del Serpente che ho fotografato durante la scorsa estate...le piante sono cresciute di nuovo dopo che dei volontari avevano ripulito tutto. Chissà cosa pensa di guadagnarci il tizio invece di mettere il pezzo di terreno a disposizione della comunità isolana.
Cala Inferno in un disegno del Mattei del 1847, la cisterna dove le imbarcazioni si rifornivano d'acqua
Le Forna. In questa parte dell'isola c'era la sorgente dell'acquedotto
venerdì 4 dicembre 2015
A che punto siamo???
Ho ancora negli occhi lo splendore della maestosa Cisterna della Dragonara che ha catturato, stupito per la sua bellezza, molti ponzesi e visitatori di Ponza. Ho ascoltato i loro discorsi ed alcuni l'hanno paragonata alla Cisterna di Giustiniano ad Istanbul altri alla Piscina Mirabilis di Capo Miseno.
Abbiamo dei tesori sotto i piedi e per anni non sono stati capiti anzi sono stati distrutti, riempiti d'immondizia, violati con costruzioni abusive all'interno.
Che ignoranza!!!
Ora aspettiamo la prossima apertura della Cisterna del Comandante di cui si era persa la memoria...
La scorsa primavera è stata ripulita ed ora speriamo sia completata la messa in opera, resa fruibile al pubblico. Sono veramente curiosa di vederla perchè dalle foto sembra molto interessante.
Per la Cisterna di via Parata invece ci sono stati dei timidi passi...
Gli ingressi per entrarci sono tutti ostruiti e gli operatori sono riusciti a visualizzarla tramite un varco scavato in quella stradina dietro il palazzo rosa.
Pare che quell'apertura ci fosse già molto tempo fa per dare aria alla Cisterna e che ci fosse una grata come protezione.
In questo momento è stata murata di nuovo...
Speriamo non sia un cattivo segno...
Io credo che tutto si possa fare...basta volerlo
Certo la situazione è delicata in quanto nella Cisterna ci sono costruzioni abusive...
La Cisterna è di proprietà demaniale quindi possono passare anni ma gli abusivi non potranno certo dormire sonni tranquilli...
Ci vogliono molti fondi per il recupero ma si potrebbero trovare degli sponsor...un pò come è stato fatto con la fontana di Trevi.
Nella Cisterna di via Parata è passata la storia...ne ho già scritto ampiamente in altri post (qui e qui) e non mi stancherò mai di lottare...continuerò fino a quando non sarà recuperata.
Nei secoli è stata chiamata Palazzo di Pilato, Cisterna del Bagno, del Serraglio...la più grande dell'isola.
Sarebbe interessante sapere a che punto siamo...riusciremo a recuperare i Beni Archeologici della nostra isola oppure i soliti furbetti continueranno a fare il loro tornaconto???
La Cisterna della Dragonara
L'interno della Cisterna del Comandante durante i lavori di svuotamento
Pianta della Cisterna di via Parata, dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese"
Pianta della Cisterna di via Parata
Ponza porto 1815...si vede la collocazione della Cisterna di via Parata
Il cartello che indica la Cisterna di via Parata con la sua storia posizionato un po' di anni fa...ma è inutile visto che non ci si può entrare...
Il varco aperto per entrare nella Cisterna di via Parata
Abbiamo dei tesori sotto i piedi e per anni non sono stati capiti anzi sono stati distrutti, riempiti d'immondizia, violati con costruzioni abusive all'interno.
Che ignoranza!!!
Ora aspettiamo la prossima apertura della Cisterna del Comandante di cui si era persa la memoria...
La scorsa primavera è stata ripulita ed ora speriamo sia completata la messa in opera, resa fruibile al pubblico. Sono veramente curiosa di vederla perchè dalle foto sembra molto interessante.
Per la Cisterna di via Parata invece ci sono stati dei timidi passi...
Gli ingressi per entrarci sono tutti ostruiti e gli operatori sono riusciti a visualizzarla tramite un varco scavato in quella stradina dietro il palazzo rosa.
Pare che quell'apertura ci fosse già molto tempo fa per dare aria alla Cisterna e che ci fosse una grata come protezione.
In questo momento è stata murata di nuovo...
Speriamo non sia un cattivo segno...
Io credo che tutto si possa fare...basta volerlo
Certo la situazione è delicata in quanto nella Cisterna ci sono costruzioni abusive...
La Cisterna è di proprietà demaniale quindi possono passare anni ma gli abusivi non potranno certo dormire sonni tranquilli...
Ci vogliono molti fondi per il recupero ma si potrebbero trovare degli sponsor...un pò come è stato fatto con la fontana di Trevi.
Nella Cisterna di via Parata è passata la storia...ne ho già scritto ampiamente in altri post (qui e qui) e non mi stancherò mai di lottare...continuerò fino a quando non sarà recuperata.
Nei secoli è stata chiamata Palazzo di Pilato, Cisterna del Bagno, del Serraglio...la più grande dell'isola.
Sarebbe interessante sapere a che punto siamo...riusciremo a recuperare i Beni Archeologici della nostra isola oppure i soliti furbetti continueranno a fare il loro tornaconto???
La Cisterna della Dragonara
L'interno della Cisterna del Comandante durante i lavori di svuotamento
Pianta della Cisterna di via Parata, dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese"
Pianta della Cisterna di via Parata
Ponza porto 1815...si vede la collocazione della Cisterna di via Parata
Il cartello che indica la Cisterna di via Parata con la sua storia posizionato un po' di anni fa...ma è inutile visto che non ci si può entrare...
Il varco aperto per entrare nella Cisterna di via Parata
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mercoledì 9 settembre 2015
La Cisterna Romana della Dragonara
E così, finalmente, sono riuscita a visitare la Cisterna Romana della Dragonara, a Ponza.
Entrando ho provato una grande emozione davanti a così tanta bellezza.
E' stato come camminare nella storia.
Mi sono trovata davanti a qualcosa di maestoso come quando entri in una cattedrale, un senso di sacralità.
Non trovo le parole per descrivere le mie sensazioni.
Bella, veramente, bella!!!
Abbiamo tesori di così tanta grandezza e finora ci è stato impossibile visitarli.
La guida Ike è stata esauriente nelle spiegazioni ed un plauso va anche a lei.
Ora speriamo che al più presto vengano recuperate le altre Cisterne che potrebbero arricchire l'offerta turistica ma soprattutto culturale.
So che prossimamente verrà aperta la Cisterna del Comandante che è stata ripulita lo scorso inverno.
Credo che avrà sicuramente molto successo essendo situata in pieno centro storico.
Spero però che non ci si dimentichi di quella immensa di via Parata (sovrastante) che, se quella della Dragonara ho definito cattedrale questa lo è ancora di più per grandezza.
Lo so che che ci vogliono molte risorse per recuperarla ma credo che valga la pena se pensiamo al Cisternone di Formia, un tempo colmo d'immondizia.
Qualche mia foto...
Entrando ho provato una grande emozione davanti a così tanta bellezza.
E' stato come camminare nella storia.
Mi sono trovata davanti a qualcosa di maestoso come quando entri in una cattedrale, un senso di sacralità.
Non trovo le parole per descrivere le mie sensazioni.
Bella, veramente, bella!!!
Abbiamo tesori di così tanta grandezza e finora ci è stato impossibile visitarli.
La guida Ike è stata esauriente nelle spiegazioni ed un plauso va anche a lei.
Ora speriamo che al più presto vengano recuperate le altre Cisterne che potrebbero arricchire l'offerta turistica ma soprattutto culturale.
So che prossimamente verrà aperta la Cisterna del Comandante che è stata ripulita lo scorso inverno.
Credo che avrà sicuramente molto successo essendo situata in pieno centro storico.
Spero però che non ci si dimentichi di quella immensa di via Parata (sovrastante) che, se quella della Dragonara ho definito cattedrale questa lo è ancora di più per grandezza.
Lo so che che ci vogliono molte risorse per recuperarla ma credo che valga la pena se pensiamo al Cisternone di Formia, un tempo colmo d'immondizia.
Qualche mia foto...
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