giovedì 30 agosto 2007

I luoghi del cuore

Ognuno di noi ha dei luoghi  che ama particolarmente io non potevo che averli nella mia isola, Ponza, dove sono nata e cresciuta. Uno di questi è la  Parata che non è solo la spiaggia, bellissima, sassosa, qualche volta sabbiosa come quest’anno. Questo nome deriva da “apparata”, le reti che mettevano i ponzesi per intrappolare le quaglie che passavano nei i loro viaggi migratori. C’è un belvedere magnifico dove affacciarsi puoi spaziare lo sguardo dai faraglioni del Calzone Muto, allo scoglio della Botte, fino ad arrivare a Ventotene o addirittura ad Ischia. È  situato a poca distanza dal porto ed io quando sto a Ponza spesso mi affaccio per godere di questo spettacolo meraviglioso. È da li che osservi il sorgere della luna piena che irradia con la sua luce il mare blu, oppure le lampare delle barche dei pescatori. È un luogo molto ventilato, infatti d’estate anche quando fa molto caldo in questo posto dell’isola c’è sempre un  po’  di brezza ma d’inverno può capitare di trovarsi in mezzo a una vera e propria bufera. Ricordo che quando ero piccola e c’era il vento di levante forte avevo un po’ paura a passare in quel tratto di strada. Il vento creava come un muro che dovevi penetrare ed io con la mia cartella in mano andavo a scuola tenendo i piedi ben saldi a terra  per non cadere. Quest’estate la spiaggia sottostante era veramente magnifica, una immensa distesa di sabbia con degli scogli incastonati nel mare trasparente. E proprio la trasparenza dell’acqua faceva soffermare molte persone che non avrebbero esitato a tuffarcisi. Secondo me la Parata è uno dei belvedere più belli dell’isola senza nulla togliere nulla ad altri. 

Ponza

Canzone di Simone Cristicchi e Pier Cortese
Ponza,Ponza,l'isola della patonza,Ponza,Ponza,parapaponzipò!
Pensa che a Ponza ho incontrato na stronza
mentre andavo a pesca me s'è rotta la lenza
sono andato al Frontone,per un aperitivo
ho comprato un mojito;m'hanno spellato vivo,spellato vivo!

Pensa che a Ponza sono andato in vacanza,
mi so preso una sbronza,m'è partita la danza,
sono andato in pescheria ma era una gioielleria,
gli ho staccato un assegno e so scappato via,scappato via!
Ma io mi sento rilassato e non mi viene neanche più quell'ansia,ansia!

e mentre guardo il mare nella testa ho una canzone che mi ronza,ronza!
Ponza,Ponza,l'isola della patonza,Ponza,Ponza,parapaponzipò!
Ponza,Ponza,l'isola che non t'abbronza,ma te sbianca,per i prezzi che c'ha!

Pensa che a Ponza c'abbiamo na stanza con il cane Nanà
e il suo padrone che fa:San Silverio aiutaci tu!San Silverio aiutaci tu!
Pensa che a Ponza te cresce la panza un centimetro all'ora
come quella signora:San Silverio,proteggici tu,San Silverio proteggici tu!

Ponza m'ha stressato,quasi quasi me prenoto na vacanza,a Monza!
Ma mi sono innamorato e non voglio rimanere senza,senza!

Ponza,Ponza,l'isola della patonza,Ponza,Ponza,parapaponzipò!
Ponza,Ponza,l'isola che nnon t'abbronza,ma te sbianca,per i prezzi che c'ha!

martedì 28 agosto 2007

Il mare

“L’isolano non potrà mai dimenticare il mare. È stato la sua culla. Il mare è nella mente e nel cuore dell’isolano. Il suo primo grande amore”. Così scrive Ernesto Prudente in un suo libro. Questa citazione è verissima perché chi è nato in un’isola ha la necessità, il bisogno di vederlo e questo lo posso dire in prima persona.
Non vivo nella mia isola ormai da tanti anni, ma dalla città in cui abito, anche se piena di cemento, spesso scruto l’orizzonte alla ricerca del mare, che per fortuna è a pochi chilometri. Dalla finestra della mia camera, al quinto piano, lo vedo in lontananza e nelle giornate terse riesco a vedere il promontorio del Circeo, fantasticando che oltre c’è l’isola di Ponza. A volte non mi basta vederlo da lontano, voglio sentirne l’odore, il rumore ed allora devo andare al porto di Anzio per quietare il mio stato d’animo.
I bambini della mia classe sanno che la cosa che mi piace di più è il mare. Cerco in qualche modo di farglielo amare, insegnando loro che bisogna rispettarlo, e non lasciare rifiuti sulla spiaggia perché tutto ciò si ritorcerà contro di noi. Loro mi ripagano con dei disegni dove il mare è riprodotto in modo veramente eloquente.
Davanti al mare potrei stare delle ore senza parlare con alcuno, perché le sue onde, che vanno e vengono, ti placano l’animo.
Mi culla e mi fa tornare bambina, quando l’isola era ancora conosciuta da pochi turisti e potevi fare il bagno addirittura alla spiaggia di Sant’Antonio.
Ricordo che raccoglievo delle conchiglie bianche, molto sottili e l’acqua era bassa per un bel po’ permettendo a noi bambini di fare il bagno senza pericolo. Oggi quella spiaggia è invasa da centinaia di barchette ed è improbabile farci il bagno.
Come è cambiata Ponza!!!
 

lunedì 27 agosto 2007

L’Isola

In principio era l’acqua,
e l’acqua custodiva nel suo grembo
la terra.
E la terra emerse dal grembo degli abissi,
in forma di fuoco,
a testimoniare la potenza del suo divenire.
E il fuoco ruppe la notte
e volò alto sull’acqua,
e la ricoprì,
e sull’acqua fu ribollire,
colonne di vapore, incandescenza e rumore,
la lotta.
L’alba si fece sul mare placato.
La terra aveva conquistato il suo posto
e l’acqua la circondava,
l’abbracciava, la custodiva, l’alimentava.
Era nata l’Isola

Alberto Iacometti, 1974

Il Fuoco

L’Isola è nata dal fuoco, il fuoco creatore, sprigionato dalla terra.
Il suo destino è essere sgretolata, erosa dal mare e dal vento.
Ma spesso l’uomo, che dovrebbe essere custode e non padrone,
usa il fuoco diverso, distruttore.
E non solo sull’Isola!
Pensando solo ai suoi interessi, usa il fuoco come strumento di potere,
di ricatto, verso gli altri uomini, strumento di sfregio verso la natura stessa.
Sono giorni che brucia il Sud - Italia, la Grecia, che bruciano il verde,
gli alberi e le persone.
Ieri bruciava Salina, oggi brucia Ponza.
Stamattina la gente è stata svegliata dai Canadair. L’incendio lambiva le case vicino l’Acquedotto, ma per fortuna è stato domato.
Ma il fuoco distruttore non si è arreso: Monte Guardia, il Pagliaro e Tre Venti sono stati seriamente danneggiati, tutti incendi chiaramente dolosi. Animali e piante inceneriti.
Una vera ferita, un colpo al cuore dell’isola.
Ponza è da sempre vittima degli incendi e degli incendiari.
Anni fa un vastissimo incendio, partito dal Frontone, aveva fatto danni gravissimi, mettendo quasi in ginocchio l’isola intera. Ogni parte dell’isola è stata più o meno colpita da un incendio, accidentale (causato dall’abitudine di bruciare le sterpaglie) o doloso.
Ma gli isolani perché dovrebbero fare del male alla loro Patria?
Commentando il bel verde degli ultimi anni con un commerciante, mi sono sentita rispondere <<Che ci facciamo col verde?Noi vogliamo le case!!>>.
Le case? ancora?l’isola non riesce a reggere l’attuale flusso turistico, e vogliono ancora più case.
Il verde è importantissimo per l’equilibrio ambientale. La macchia mediterranea evita le frane che tormentano l’isola e permette il drenaggio della pioggia dalle colline. È fondamentale. È il rifugio di piccoli animali, di uccelli migratori, di specie vegetali ormai rare.
Inoltre una rigogliosa vegetazione fa dell’isola un meraviglioso giardino pensile.Coltivare e proteggere la terra e sicuramente meglio che incendiarla.
Il turista non vuole vedere una terra brulla e sentire l’odore di bruciato.
Ma riposare gli occhi ammirando un giardino, un gioiello in mezzo al mare.
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