martedì 11 settembre 2018

La preghiera di zia Francesca

Mia cugina Annamaria Musella, figlia di zia Francesca Iacono, mi ha inviato questa bellissima preghiera che la madre aveva imparato da sua nonna.
Hanno recitato questa preghiera fin da bambini ed hanno continuato fino agli ultimi giorni di vita di zia, scomparsa nel novembre 2015.
Annamaria mi ha raccontato che quando arrivavano alla parte dove si diceva uarde u cape i case, la mamma diceva chi è? E i bambini contenti e saltellanti rispondevano papà.
Ecco la preghiera...speriamo di aver trascritto bene perchè il dialetto ponzese è difficile da scrivere, è diverso da quello parlato.

Je me cocche e me so cuccate
e a Maria agge chiammate,
tre cose agge cercate: comunione, confessione, e olio santo.
Je dorme, dorme int'u liètte,
e a Maria tènghe mpiètte,
je dorme e èsse vèglje,
si è coccòse me resvèglje.
Sotte u cuscine sta u vere Ddje,
abbonde a porta sta l'angiule forte
che ci libera i mala morte,
u bbuone ce trase
e u male se n'esce,
cà ce uarde u cape i case che è 
PAPA'







Mia zia Francesca Iacono era la sorella di mio padre Ciro. Dal matrimonio con Silverio Musella sono nati sette figli.
Posso immaginare i bambini saltellanti e gioiosi rispondere PAPA' al termine della preghiera.
Era una splendida donna!!!


Nota:
Abbonde significa in punta, all'estremità

domenica 9 settembre 2018

Considerazioni di fine estate

Dopo più di un mese trascorso a Ponza provo a fare delle considerazioni sulla mia isola.
Quest'anno devo dire che ho trovato un'isola non solo sporca e trascurata, ma anche molto caotica e male organizzata. Rispetto delle regole pari a zero, tanto chi ci controlla...
Evviva la libertà!!!
Deiezioni canine ovunque, padroni maleducati, cosa se lo fanno a fare un cane quando non sanno mantenerlo.
Ho dovuto richiamare un operatore ecologico che faceva finta di non vedere gli escrementi sulla scalinata che porta sia a Corso Umberto che a via Parata.
E che dire dei cani lasciati liberi di scorrazzare senza guinzaglio? Io e mia figlia siamo state addirittura aggredite da tre cani senza padrone proprio davanti al ristorante "A casa di Assunta" in località Capobianco.
Cani senza collare che vagano per il centro e nessuno vede niente, che vanno a dar fastidio ai loro simili.
Eppure c'è un'ordinanza di qualche anno fa ancora in vigore, ma nessuna la rispetta.
Ci sono strade che non vengono mai pulite come via Parata, eppure noi paghiamo profumatamente la TARI.
E che dire del percolato lasciato dal camion della nettezza urbana rendendo irrespirabile l'aria a Corso Umberto...ho fatto presente che andava lavato quel tratto di strada. Mah!!!
L'isola dovrebbe essere un gingillo. Le strade dovrebbero essere lavate sistematicamente e non aspettare la pioggia d'Agosto, che perdipiù porta i rifiuti a mare.
Altra cosa veramente ridicola è stata quello di trasferire il capolinea degli autobus a Sant'Antonio. Ha creato dei veri ingorghi e un caos incredibile, oltre ad aver disorientato le persone che scendono dalle navi.
Una genialata!!!
E poi auto parcheggiate ovunque in barba ai divieti di sosta.
Questa è la libertà...fare i propri comodi alla faccia dell'ordine e del decoro.
Ma che sto dicendo???
Noi ponzesi che viviamo lontano da Ponza non dovremmo parlare altrimenti facciamo cattiva pubblicità all'isola, ma questa è la triste realtà.
Ma che discorsi sono???
Noi amiamo Ponza e vediamo la realtà.
Altra cosa che non mi è andata giù è che quest'anno, purtroppo, le Cisterne Romane (Dragonara e Corridoio) sono state spesso chiuse oppure aperte sporadicamente. Abbiamo dei tesori e facciamo di tutto per nasconderli, non li facciamo tornare nell'oblio.
Bisogna pubblicizzare i nostri Beni Archeologici, molti giungono a Ponza e non ne conoscono l'esistenza.
Non bisogna fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia...solo così possiamo salvare la nostra isola.


L'isola di Ponza
(agosto 2018)

Ed ora un pò di foto per vedere i degrado in cui versa l'isola



Escrementi sotto la mattonella che ricorda il grande Sandro Pertini in via Nuova



Degrado in via Corridoio



Su queste scale ci sono sempre escrementi



Sacco d'immondizia abbandonato



Escrementi accanto al pozzo della Cisterna del Corridoio in via Parata



Schifo dappertutto

Una bella canzone di Jovanotti...Viva la libertà

Preziosa e fragile
Instabile e precaria
Chiara e magnetica
Leggera come l'aria
Sempre moderna anche quando è fuori moda
Sempre bellissima cammina per la strada
All'orizzonte, dietro la fronte
Sul palcoscenico e dietro le quinte
Allenami, insegnami a vivere con te.

Viva la libertà (viva)
Viva la libertà
Viva la libertà (viva)
La libertà...

venerdì 7 settembre 2018

Accadde settantacinque anni fa...a Ponza

L'armistizio dell'8 settembre 1943 venne accolto con grandi manifestazioni di giubilo.

I soldati non avendo ben capito che la frase badogliana "la guerra continua" aveva un significato molto concreto, si misero a sparare in aria in segno di gioia.
La popolazione si raccolse in chiesa, convinta che la guerra fosse finita, per organizzare subito una processione di ringraziamento a San Silverio.
Ma la fede nel Santo protettore in quell'occasione fu messa a dura prova: nel momento in cui il corteo religioso si stava avvicinando alla Cappella della Madonna, alcuni aerei tedeschi sorvolarono l'isola, scesero a bassa quota e cominciarono a mitragliare le case di Ponza tanto per sfogare la loro collera.
La gente scappò in tutte le direzioni abbandonando sulla strada la statua di San Silverio...

Dal libro "All'isola di Ponza"
Silverio Corvisieri







La Chiesa dedicata alla Madonna della Salvazione, protettrice dei naviganti, all'interno del cimitero di Ponza




La statua di San Silverio

mercoledì 5 settembre 2018

Un ponzese che ha perso la vita durante la seconda guerra mondiale lontano dalla sua isola

Molte volte da bambina mi ritrovavo a pensare davanti al Monumento ai Caduti, situato nella piazzetta del cimitero, al mio prozio, Silverio Iacono, fratello di nonno Peppino, morto in mare durante la seconda guerra mondiale. Non sapevo quasi niente di lui, soltanto che aveva lasciato una moglie, Candiduccia e tre figli, Peppino, Francesca e Aniello.
Silverio Iacono perse la vita nell'affondamento della nave mercantile Terni il 16 giugno 1943 che, nonostante fosse scortata da altre unità, venne colpita mortalmente dal sommergibile britannico UMS Unison al largo di Catania.
Silverio era un secondo ufficiale ma in quel viaggio divenne primo ufficiale.
La nave trasportava materiali e viveri verso la Sicilia orientale.
Un'azione di guerra...
I morti furono 39 tra cui Silverio Iacono.
Il relitto giace capovolto a circa due miglia da Acireale ad una profondità che si aggira tra i 25 e 38 metri.
Non bisogna dimenticare...




Silverio Iacono nato a Ponza il 20 maggio 1901 e morto il 16 giugno 1943
Che bell'uomo!!!



Il piroscafo Terni



Il sommergibile che causò l'affondamento

(Dal sito "La voce del marinaio")

I nominativi dell'equipaggio del Terni tra cui Silverio Iacono

Amato Corrado, Tenente G N (D M) Arena Pietro di Torre Faro (fraz. Messina), Marinaio Beltrami Carlo, Marinaio Benevento Carmine, Panettiere Boniello Giuseppe di Livorno, Borriello Ciro, Marinaio Cavanno Vincenzo, Marinaio Celio Salvatore, Marinaio Chinapri Tommaso, Marinaio Colantuno Antonio, Marinaio Colantino Antonio, Marinaio Coppola Francesco, Marinaio Costa Salvatore, Cambusiere D’Amato Giuseppe, Marinaio D’Urso Salvatore, Marinaio Flugi Federico, Marinaio Fontana Giuseppe, Carbonaio Fragalà Giorgio, Marinaio Gai Domenico, Marinaio Gemito Raffaele, Marinaio Iaccarino Raffaele, Marinaio Iacono Silverio, Fuochista Iovino Aniello, Marinaio Liguori Giuseppe, Marinaio Maisto Gennaro, Operaio Mangini Eugenio di Genova, Carbonaio Marmorato Rocco, Marinaio Morelli Luca, Fuochista Pierini Fortunato, Macchinista Rossi Potito, Giovanotto Russo Antonio, Marinaio Russo Giuseppe, Mozzo Salvatori Michele, Marinaio Scalia Francesco, Marinaio Siringo Salvatore, Carbonaio Strazzullo Carlo, Ingrassatore Suarti Antonino, Giovanotto Tagliamonte Raffaele.


(Dal sito "La voce del marinaio")



Le fiancate del relitto della nave



Controluce della poppa con la grande elica in primo piano

(Immagini reperite in rete)



Il relitto del mercantile Terni. 
Video di Dario Zappalà realizzato nel 2015
(Da youtube)

Nota:
Silverio Iacono era figlio di Ciro e Francesca Feola 

domenica 2 settembre 2018

Edicole votive a Le Forna

In località Le Forna, all'isola di Ponza, in via Forte Papa, c'è un'edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine molto antica.
E' posta su un palazzo ed è stata fondata da Luigi Ippolito e Assunta Iodice il 1 giugno 1886 come risulta dall'iscrizione proprio sotto l'edicola votiva.
Ecco le foto


L'edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine



L'iscrizione che c'è sotto l'edicola votiva

In quest'altra foto invece...



Mentre poco prima di via Forte Papa, sulla strada provinciale, c'è un'edicola votiva dedicata alla Santa Croce e all'Addolorata. Venne fatta costruire da don Luigi Coppa nel 1930.
Pare che nei pressi ci fosse un'antica edicola votiva, precedente a quella attuale e avesse una forma circolare.
Fu demolita nel 1930 ed alcune reliquie furono conservate in questa edicola.
Intorno a questa edicola si recitava il Rosario, la quindicina, come preparazione alla festa della Madonna dell'Assunta.
(Notizie attinte dal libro di Silverio Mazzella "A piedi per Ponza")

Anche questa è storia...
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