venerdì 10 ottobre 2014

Malala, una piccola ma grande donna.....

Voglio condividere la mia gioia per l'assegnazione del premio Nobel per la Pace a Malala, una giovane pachistana di 17 anni, che si è fatta quasi ammazzare dai talebani per difendere il diritto all'istruzione delle bambine.
Ne ho già scritto in un altro post lo scorso anno quando incantò l'ONU con le sue parole e la sua determinazione.
Malala riceverà il premio Nobel insieme all'attivista indiano Kailash Satyarthi che lotta contro il lavoro minorile.
La motivazione del Comitato Norvegese per l'assegnazione dei Nobel è "per l'impegno contro l'oppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto alla loro istruzione. I bambini devono andare a scuola e non essere sfruttati economicamente".
Malala si dice fiera di essere la prima cittadina pachistana a ricevere il Nobel ed è contenta di condividerlo con un cittadino indiano. Spera che i premier del Pakistan e dell'India partecipino insieme alla consegna del premio che avverrà a dicembre ad Oslo.
Dedica il premio ai bambini che non hanno voce.
Grande Malala!!!


mercoledì 8 ottobre 2014

Lo spettacolo della Luna sul mare

In questa splendida serata con la Luna piena la mia mente ritorna a Ponza...all'estate appena trascorsa....
La Luna piena offre uno spettacolo meraviglioso sul mare......
Restiamo incantati dai riflessi sull'acqua....dalle luci delle barche che ondeggiano.....
Qualche foto di agosto 2014.......dal belvedere della Parata....







Quando osservo la luna piena in cielo, mi sento parte di un disegno straordinario, un tassello infinitesimamente piccolo, in un mondo infinitesimamente grande di possibilità
Stephen Littleword

domenica 5 ottobre 2014

Linda Verde, un'imprenditrice del Novecento

Linda Verde è stata una delle prime imprenditrici nel campo della ricezione turistica sull'isola di  Ponza.
Era nata a Ponza nel 1906 e si sposò con Amedeo Mastropietro, " il nostromo", da cui nacquero Giulia, Maria ed Erasmo.
Sua madre Marietta era la sorella di mio nonno Peppino Iacono quindi avevo con lei un rapporto di parentela. C'era molta stima tra le nostre famiglie... Linda Verde la ricordo molto bene...sempre impeccabile...
Cominciò la sua attività di imprenditrice quasi dal nulla, nella sua casa sulla Parata affittava due stanze e al piano terra aveva il ristorante con una bella terrazza sul mare.
Era una bravissima cuoca ed intuì che Ponza stava cambiando, arrivavano sempre più turisti e ci volevano degli alberghi per accoglierli.
Decise, quindi, che era arrivato il momento di costruire un albergo al posto del suo piccolo ristorante.
Ricordo che quando fecero la gettata di cemento  della nuova costruzione preparò le zeppole per buon augurio.
Nel 1967 nacque l'hotel Bellavista, con tutti i confort, munito di ascensore, quindi all'avanguardia per un'isola come Ponza ma soprattutto con stanze da cui si poteva ammirare il mare della Parata...potevi sentire lo sciabordio delle onde...un vero incanto...
Linda dirigeva con molta competenza quello che aveva creato, ma continuava a cucinare piatti prelibati nella cucina dell'hotel.
Mia madre mi ha raccontato che anche quando Linda stava già male la chiamavano dalla cucina per avere dei consigli.
Io  ritengo che sia stata una grande donna...


Linda Verde da giovane in un ritratto



Il ristorante Bellavista sulla Parata com'era un tempo...



Nella foto si riconoscono: Giulio Conte, Linda Verde Mastropietro, mons. Luigi M. Dies, don Salvatore Tagliamonte, Ernesto Prudente e Gennaro Silvestri (dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese")



L'hotel Bellavista com'è oggi...



Il panorama che si vede dalla terrazza dell'hotel...Linda Verde fece costruire una scala per scendere alla spiaggetta sottostante

giovedì 2 ottobre 2014

L'alba a Ponza.....

Delle bellissime immagini dell'alba, all'isola di Ponza, che non hanno bisogno di parole.....parlano da sole.....
Un grazie a Rossano Di Loreto che ci regala queste emozioni....
















Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perchè oltre la nera cortina della notte c'è un'alba che ci aspetta.
Khalil Gibran

mercoledì 1 ottobre 2014

Viaggio alle isole del confino

Sfogliando la rivista del 1985, Vivere Ponza, ho trovato delle pagine molto interessanti che raccontano il viaggio di Johann Karl Graeser, un viaggiatore svizzero che approdò a Ponza nel 1897.
Ecco il suo incontro con Ponza:
Il sole cala sull'orizzonte. Finalmente ci avviciniamo a Ponza, la più grande dell'Arcipelago, che si estende lunga e frastagliata. Una foschia rosso viola avvolge l'isola sulla quale è come sospeso un pulviscolo che da riverberi di luce in prossimità dei picchi più alti. il mare sembra trattenere il respiro ed è ora come una lamina d'oro fuso macchiato da improvvisi bagliori turchese.
Ho visitato luoghi molto belli in ogni angolo della terra, ma raramente ho vissuto impressioni così favolose come su queste variopinte isole vulcaniche dove la natura ha seminato a piene mani e secondo l'estro più capriccioso fantastiche bellezze.
E pensare che pochissimi sono quelli che vi approdano per visitarle, mentre è invece il luogo ideale per dimenticare gli affanni della vita e rinfrancare l'animo.
L'"isola di Circe" giace come una enorme sciabola turca macchiata di sangue su un mare luccicante.
Lo stretto fra il Porto e Chiaia di Luna ne formano il manico e la vetta del Monte Guardia l'elsa di onice verde-opaco.
Immaginando di tagliarla orizzontalmente per tutta la sua lunghezza essa assumerebbe la forma poi di una preziosa arma orientale, una sciabola della Persia o del Caucaso, intarsiata di pietre preziose e dal multiformi riflessi d'oro e d'argento.
Giunti in rada, l'abitato a ridosso del monte subito incanta. Fuori del Porto stanno alcuni scogli bassi, le Formiche, come una flottiglia in procinto di salpare. Essi si stagliano su di una parete violentemente frastagliata di roccia dura e dai colori ocra, bruno e bianco.
Scuri cipressi si innalzano nell'aria fra bianchi monumenti di marmo fra i quali si distingue un campanile e la cupola di una cappella. Il cimitero in primo  piano, quasi a ricordare una vecchia maledizione che sembra ancora pesare. E di nuovo la mente va a quel quadro dell'"Isola della Morte" e all'immagine del burbero traghettatore Caronte.
Alla fine però è la vita ad aver sopravvento su tutto. Gli scogli colorati e le rocce che si elevano come guardie si riflettono nello specchio d'acqua limpida come cristallo di fronte all'ampio bacino del porto. 
A fianco una piccola valle, fertile e tutta verde; ovunque bianche casette, adagiate tra pareti di tufo e colorati rocce trachitiche. Tutto questo splendido paesaggio ancora caldo dei raggi del sole calante, tutta questa natura pulsante non lascia posto a pensieri del passato e di morte. Risuona la voce rauca del capitano napoletano dalla testa calva e gialla che si alza come la luna fra collo e berretto: " Piano, mezza forza, basta!"
Attracchiamo: Comincia lo sbarco, chiassoso come sempre nel sud, sebbene a sbarcare siano solamente pochi coatti con gli inseparabili carabinieri e alcune casse. Alcune file di case, l'una sull'altra, formano tutto il paese verso levante, dove si trova il cimitero.
L'abitato è chiuso da questa parte dalla rossa cupola della Chiesa di S.Silverio. A ponente si estende lungo il declivio della collina dietro la quale si eleva il punto più alto dell'isola, Monte Guardia (283 mt). su questa collina coronata di viti risalta come un cubo l'edificio pezzato bianco e nero, del Telegrafo della Marina.
Molto bella la descrizione di questo arrivo all'isola......
Ponza porto con i colori che potrebbero essere quelli raccontati da Graeser......
(agosto 2014)












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