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mercoledì 7 febbraio 2018

Ho fatto un sogno!!!

Ho fatto un sogno!
Ho sognato di entrare in un luogo immenso, da paragonare ad una cattedrale, ma che un tempo era una grande Cisterna d'acqua. Poi nel tempo è stata trasformata in Bagno penale dove venivano alloggiati i Forzati che servivano per la costruzione del porto di Ponza. I nostri vecchi, quelli rimasti ancora in vita, ricordano ancora di quando correvano a rifugiarsi lì ad ogni allarme aereo. Poi qualcuno o più di uno ha cercato di sfruttarla costruendo una casarella con tanto di bagnetto e cucina, tanto che male c'è, così l'affittiamo pure. Oppure altri hanno pensato di buttarci i calcinacci delle abitazioni in ristrutturazione.
Ma torniamo al mio sogno...
Tutto era bellissimo, tutto ripulito. E' stato recuperato anche l'opus reticolatum e su una parete è stato trovato anche il graffito di un detenuto. Navate lunghissime, pilastri altissimi, la volta a crociera.
Tutto è ben illuminato da luci che mettono in risalto tanta bellezza e maestosità.
La Cisterna di via Parata è la cattedrale tra le cisterne romane di Ponza per la sua imponenza.
La storia ha vinto!!!
La cultura vale più di una casarella o di un deposito pieno di schifezze.
Finalmente l'interesse di tutti è superiore a quello di pochi.
Peccato che sia solo un sogno!!!
Per costruire il futuro dell'isola bisogna tutelare il passato, la nostra storia.


Il centro storico dell'isola di Ponza...la Cisterna di via Parata è dietro il palazzo rosa
(Foto di Alessandro Alexoneit Tagliamonte)






Ecco lo schifo che c'è dentro!!!



Una piantina della Cisterna di via Parata

Nota:
La Cisterna di via Parata era alimentata da altre ubicate più in alto, in zona Scotti, che raccoglievano l'acqua che scendeva dal Monte Guardia. A sua volta la Cisterna di via Parata alimentava quella del Corridoio, poi quella del Portone (Pascarella) e giù fino al mare dove si rifornivano i navigli.

lunedì 25 settembre 2017

La Dragonara

Durante una puntata di Linea blu, quest'estate, dedicata alla Calabria, hanno trasmesso un video di Folco Quilici Mari dell'uomo. Bestiari degli abissi in cui mi sono imbattuta nella figura della Dragunara. 
Secondo una tradizione calabrese la Dragunara è una donna drago abitante gli abissi marini che provoca le trombe marine che si combatte con l'arte delle parole e la forza di magici coltelli.
Mi sono incuriosita... ho cominciato a cercare ed ho scoperto qualcosa.
Il termine Dragunara (Tracunara) proviene da tracon che in greco vuol dire condotto di acque.
A Miseno c'è la grotta della Dragonara (Tracunaria) che è una cisterna d'acqua, scavata nel tufo, proprio come quella che abbiamo a Ponza, con opus reticolatum, ricoperta da uno stucco bianchissimo adatto ad un serbatoio d'acqua.
Ma anche a Sassari scorrono fiumi sotterranei i dragunaggi, vene d'acqua che scavano strade nel sottosuolo ed attraversano la città.
A quanto pare la parola Dragonara ha sempre a che fare con l'acqua (grotte o cisterne d'acqua)
Potrebbe essere che la zona della Dragonara, a Ponza, abbia preso questo nome proprio dalla cisterna e non viceversa.
Questa cisterna è già citata dal Pacichelli nel 1685 così: Più avanti è quella della Dragonara, che raffigura una peschiera di acqua sorgente assai buona, dove fanno acqua i navili, che talvolta per tempesta vi approdano...
Invece il Tricoli la descrive così: Vedesi incavata nella roccia in quadro per 150 palmi ogni lato, sostenuta da cinque ordini di piloni, è spalmata d'intonaco. Oggi è conserva d'acqua.



La scalinata che porta sulla Dragonara



Ancora la scalinata



La piazzetta del pino sulla Dragonara



Uno scorcio



Antico palazzetto sulla Dragonara



La Cisterna della Dragonara



Un particolare della Cisterna della Dragonara

mercoledì 25 gennaio 2017

Un viaggiatore dell'Ottocento in visita alla Grotta del Serpente

Nel 1897, Johann Karl Graeser, viaggiatore svizzero, durante la sua permanenza a Ponza visitò la Grotta del Serpente e in "Viaggio alle isole del confino" la descrive così : "Camminiamo ora al fresco del tunnel di Santa Maria, tra muri di opus reticolatum. Tutto mi ricorda gli ambulacri imperiali come appaiono nella Villa Adriana, dove il grande epicureo cercava riparo dai caldi raggi del sole estivo.
Appena fuori, che idillio! Il golfo silenzioso nel quale si trovava la reggia di Circe. Casette bianche fra fertili giardini, terrazze dove floridi viti si avvinghiano come nastri verdi attorno al collo bruno dei monti, incorniciati da siepi cerulee di aloè (agave americana).
Mi guida un ragazzo e mi vuol mostrare la Grotta del Serpente. Si avvicina ad un signore anziano, basso di statura, che lavora le vigne e il podere sul quale si trova la grotta, ma non riceve risposta alcuna, fino a che io non lascio cadere la parola "cavaliere". Che sortisce, come sempre, il suo effetto.
"Felicissimo giorno" saluta il vecchio e con la più premurosa cordialità accoglie il raccomandato del " cavaliere-sindaco" (Vincenzo De Luca).
Ha il viso rugoso; le rughe si incrociano come linee di rombo su di un muro romano e in esso si aprono due occhi piccoli, neri, furbi e scrutatori. Mi esamina e non trova nulla di sospetto. Allora diventa allegro e loquace e ci conduce, attraverso le sue terrazza di viti ben coltivate, ad una buca profonda, mezza riempita di detriti, dalla quale escono i rami nodosi di un fico.
Scendiamo.
Androni impressionanti, profondamente incavati nel monte si allargano davanti ai nostri occhi: cinque corridoi a volta, ognuno largo da 3 a 4 metri e lunghi 30 metri, divisi da colonne robuste. Alle pareti resti di stucchi e decorazioni.
Si racconta che qui sia stata trovata una testa d'oro massiccio che era posta in una nicchia della sala d'ingresso e pure tubi di piombo che dimostrano che questa è una delle tante cisterne romane distribuite un pò dovunque nell'isola. (Parte di tali reperti sono ora al Museo di Napoli)."
Questa la descrizione della Grotta del Serpente da parte di Graeser è interessante perchè vista da un viaggiatore dell'Ottocento, così com'era in quel periodo.
La Grotta del Serpente è una delle cisterne romane di Ponza e si trova in località Santa Maria sulla strada che porta a Le Forna. Purtroppo anche qui non si può entrare perchè un tale ne rivendica il possesso e ha messo addirittura il cartello caduta massi.
Due cisterne romane, quella della Dragonara e quella del Corridoio in via Comandante, finalmente, sono state recuperate e rese fruibili ai visitatori. Alla Cisterna del Corridoio arrivava l'acqua del troppo pieno della maestosa Cisterna di via Parata. Sono anni che cerco di porre l'attenzione su questo importante sito archeologico quale è la Cisterna di via Parata. e spero in un prossimo recupero.
Speriamo si riesca a recuperare anche la Grotta del Serpente che probabilmente forniva l'acqua alla villa imperiale poco distante.
Sono solo una piccola parte dei tesori di Ponza...
Ponza non è solo mare...è molto di più...


In questa foto si vede la pianta di fico citata da Graeser






La Grotta del Serpente


Piantina della Grotta del Serpente
(Da "Le isole pontine attraverso i tempi")
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