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venerdì 14 gennaio 2022

Giosuè Coppa, il Cancelliere

 Riguardando un filmato di Linea Blu, La Memoria del mare, del luglio 2020 ho trovato un frammento di Ponza  in cui Giosuè Coppa, il Cancelliere, racconta una pagina di storia che lui stesso ha vissuto.

Giosuè racconta che era un ragazzo di quindici anni  ed era in campagna, incaricato da suo padre, a raccogliere l'erba per gli animali quando ha assistito ad uno spettacolo vero e proprio. 

Il sole stava tramontando quando lui alzò gli occhi e vide il mare circostante l'isola di Ponza  pieno di navi da guerra, mezzi da sbarco provenienti da sud che si dirigevano verso la costa laziale. 

Come racconta Giosuè non c'era uno spicchio di mare libero per quante navi c'erano.

Era il 21 gennaio 1944, il giorno dopo ci sarebbe stato lo sbarco di Anzio.

Una pagina di storia.

Giosuè Coppa chiamato il Cancelliere per il lavoro che ha svolto è scomparso in un giorno di fine dicembre del 2021. Aveva 93 anni ma una mente lucidissima e ha dato un prezioso contributo all'isola di Ponza rivestendo la carica di vice sindaco nella passata legislatura.









Le immagini sono tratte dal filmato di Linea Blu

venerdì 27 novembre 2020

La Dragonara

 Durante una puntata di Linea blu, di qualche anno fa, dedicata alla Calabria, hanno trasmesso un video di Folco Quilici Mari dell'uomo. Bestiari degli abissi in cui mi sono imbattuta nella figura della Dragunara. 

Secondo una tradizione calabrese la Dragunara è una donna drago abitante gli abissi marini che provoca le trombe marine che si combatte con l'arte delle parole e la forza di magici coltelli.
Mi sono incuriosita, ho cominciato a cercare ed ho scoperto qualcosa.
Il termine Dragunara (Tracunara) proviene da tracon che in greco vuol dire condotto di acque.
A Miseno c'è la grotta della Dragonara (Tracunaria) che è una cisterna d'acqua, scavata nel tufo, proprio come quella che abbiamo a Ponza, con opus reticolatum, ricoperta da uno stucco bianchissimo adatto ad un serbatoio d'acqua.
Ma anche a Sassari scorrono fiumi sotterranei i dragunaggi, vene d'acqua che scavano strade nel sottosuolo ed attraversano la città.
A quanto pare la parola Dragonara ha sempre a che fare con l'acqua (grotte o cisterne d'acqua)
Potrebbe essere che la zona della Dragonara, a Ponza, abbia preso questo nome proprio dalla cisterna e non viceversa.
Questa cisterna è già citata dal Pacichelli nel 1685 così: Più avanti è quella della Dragonara, che raffigura una peschiera di acqua sorgente assai buona, dove fanno acqua i navili, che talvolta per tempesta vi approdano...
Invece il Tricoli la descrive così: Vedesi incavata nella roccia in quadro per 150 palmi ogni lato, sostenuta da cinque ordini di piloni, è spalmata d'intonaco. Oggi è conserva d'acqua.






La scalinata che porta sulla Dragonara



Un angolo di questa zona


Il palazzo Rivieccio sulla Dragonara





La Cisterna della Dragonara

lunedì 27 agosto 2018

A tofe

Nella puntata di Linea blu dedicata a Marettimo, isola delle Egadi, si è descritto il tritone, un gasteropode dalla grossa conchiglia a forma di spirale che vive nel mar Mediterraneo.
A Ponza viene chiamata tofe ed è commestibile.
Viene lessata, tagliata a fettine poi condita con olio, aglio e prezzemolo.
Una volta la simpatica Candidina, quella del calamaro mbuttunato, nota per la sua fame leggendaria, ne mangiò una intera ma, ahimè, dopo si sentì male.
A tofe veniva usata, fin dal Neolitico, come strumento di segnalazione, tipo una tromba, soffiandoci dentro emette un suono fortissimo.
Sulle bancarelle dei bambini ponzesi forse si riesce a trovare ancora qualche esemplare di questa splendida conchiglia.
A Roma c'è la fontana del Tritone, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, nella quale il dio reclina la testa nel soffiare in una grossa conchiglia da cui esce uno zampillo d'acqua.
Appunto un tritone o tofe come la chiamiamo a Ponza...



La conchiglia del tritone che a Ponza viene chiamata tofe



A tofe nel mare



La fontana del Tritone a Roma

(Immagini reperite in rete)

lunedì 25 settembre 2017

La Dragonara

Durante una puntata di Linea blu, quest'estate, dedicata alla Calabria, hanno trasmesso un video di Folco Quilici Mari dell'uomo. Bestiari degli abissi in cui mi sono imbattuta nella figura della Dragunara. 
Secondo una tradizione calabrese la Dragunara è una donna drago abitante gli abissi marini che provoca le trombe marine che si combatte con l'arte delle parole e la forza di magici coltelli.
Mi sono incuriosita... ho cominciato a cercare ed ho scoperto qualcosa.
Il termine Dragunara (Tracunara) proviene da tracon che in greco vuol dire condotto di acque.
A Miseno c'è la grotta della Dragonara (Tracunaria) che è una cisterna d'acqua, scavata nel tufo, proprio come quella che abbiamo a Ponza, con opus reticolatum, ricoperta da uno stucco bianchissimo adatto ad un serbatoio d'acqua.
Ma anche a Sassari scorrono fiumi sotterranei i dragunaggi, vene d'acqua che scavano strade nel sottosuolo ed attraversano la città.
A quanto pare la parola Dragonara ha sempre a che fare con l'acqua (grotte o cisterne d'acqua)
Potrebbe essere che la zona della Dragonara, a Ponza, abbia preso questo nome proprio dalla cisterna e non viceversa.
Questa cisterna è già citata dal Pacichelli nel 1685 così: Più avanti è quella della Dragonara, che raffigura una peschiera di acqua sorgente assai buona, dove fanno acqua i navili, che talvolta per tempesta vi approdano...
Invece il Tricoli la descrive così: Vedesi incavata nella roccia in quadro per 150 palmi ogni lato, sostenuta da cinque ordini di piloni, è spalmata d'intonaco. Oggi è conserva d'acqua.



La scalinata che porta sulla Dragonara



Ancora la scalinata



La piazzetta del pino sulla Dragonara



Uno scorcio



Antico palazzetto sulla Dragonara



La Cisterna della Dragonara



Un particolare della Cisterna della Dragonara
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