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venerdì 29 ottobre 2021

Le Necropoli di Ponza

 Ponza ha un patrimonio archeologico notevole che purtroppo versa in pessime condizioni perchè la gente ha sempre cercato di nasconderlo per scopi personali o per ignoranza.

Solo da qualche anno si sta prendendo coscienza di questa potenzialità che la nostra isola possiede con il recupero delle due cisterne romane, ma ce ne sono altre da recuperare.
Puntando sull'archeologia si potrebbe allungare la stagione turistica, si potrebbero creare nuovi posti di lavoro.
Oltre alle cisterne a Ponza ci sono delle necropoli, una sui Guarini e l'altra quella del Bagno Vecchio.
Sono tombe ipogee che risalgono al periodo ellenistico ma utilizzate anche agli inizi del Cristianesimo. Queste necropoli sono situate nei fianchi delle colline e le tombe sono state scavate nel banco roccioso ed erano miste sia per incinerazione che inumazione.
Già il Tricoli le cita ed il Mattei le ha visitate nel 1847, possiamo attraverso i suoi disegni vedere com'erano.

















La Necropoli del Bagno Vecchio
(Foto di Rossano Di Loreto)


La Necropoli dei Guarini in un disegno del Mattei, aprile 1847

martedì 11 maggio 2021

Tra Ponza e Ventotene...

Venerdì sera, a TV 7, settimanale del Tg1, è andato in onda un servizio bellissimo sull'isola di  Ventotene. Ha messo in mostra siti archeologici fantastici come la Villa di Giulia, la Cisterna dei Detenuti ed il piccolo Museo.

Attualmente si sta procedendo anche al recupero del Carcere sull'isolotto di Santo Stefano dove sono stati reclusi personaggi famosi tra cui anche Sandro Pertini, ex Presidente della Repubblica Italiana. 

Che dire...Ventotene batte Ponza culturalmente su tutta la linea.

Eppure anche Ponza ha gioielli archeologici, ma sono tornati nell'oblio.

Le splendide Cisterne Romane recuperate qualche anno fa con soldi e fatica sono chiuse e presto saranno dimenticate.

E ce ne sono altre da recuperare come la maestosa Cisterna di Via Parata simile alla Piscina Mirabilis di Bacoli, le Necropoli e tanto altro ancora. Forse si andrebbero a toccare gli interessi  di qualcuno...

Ed il Museo sui cui locali predestinati c'è solo la targa...e pensare che il grande Ernesto Prudente ci teneva tanto, ma forse è finito nell'oblio pure lui.

Non si vuole un turismo culturale ed allora teniamoci i "pariolini" perchè  Ponza offre questo.

Recuperando i siti archeologici l'isola di Ponza avrebbe un turismo di qualità, visitatori per una buona parte dell'anno, ma bisognerebbe incrementare anche i trasporti marittimi attualmente obsoleti.



La Villa di Giulia a Ventotene



Cisterna Romana a Ventotene

(Immagini reperite in rete)


Cisterna della Dragonara all'isola di Ponza

Cisterna del Corridoio all'isola di Ponza


Necropoli del Bagno Vecchio all'isola di Ponza

(Foto di Rossano Di Loreto)


giovedì 22 ottobre 2020

Sulle tracce del passato...il culto dei morti

 In questo momento il cimitero di Ponza è diventato insufficiente...non c'è più posto e bisognerebbe trovare il modo di ampliarlo.

Ma nel Settecento i primi coloni giunti da Ischia dove seppellivano i propri cari?
Sono state trovate sepolture in diverse località dell'isola come nei pressi del porto, accanto alla chiesa, in zona Dragonara, a Santa Maria...
Il Tricoli scrive: "Solo nel 1772 venne costruito il camposanto scoverto in dorso del bagno di Pilato, cinto da un muro, con tre profonde fosse, oltre la estensione di suolo per inumarvi, nonchè quello esterno destinato per gl'impenitenti ed appestati. Sulla parte più elevata di quel luogo fu edificato quello coverto, con tre altari dedicati alla Madonna della Salvazione, a S. Lucia, ed alle anime del Purgatorio, mentre delle quattro fosse col dispaccio del 12 maggio 1792 erano classificate, una per i sacerdoti, uffiziali e notabili; la seconda per soldati e condannati; la terza per gli uomini; e l'altra per le donne e ragazzi."
E a Le Forna?
Era previsto un cimitero anche in quella parte dell'isola, accanto alla chiesa dell'Assunta, infatti si autorizzò la sepoltura con un dispaccio del 18 agosto 1801, ed il Re donò una lapide, con un'iscrizione in latino, che fece arrivare da Palermo, che ora si trova nei locali del Museo di Ponza.
Un discorso a parte meritano le Necropoli che sono situate sui Guarini ed al Bagno Vecchio degli Scotti.
Giovanni Maria De Rossi in "Ponza Palmarola Zannone" scrive: "In entrambi i casi ci si trova in presenza di tombe a camera scavate nel banco roccioso, per deposizioni miste (incinerazione ed inumazione). Sia ai Guarini che al Bagno Vecchio i sepolcri si snodano dalla sommità  lungo ai fianchi sud e sud-est dell'altura; il loro orientamento è determinato dall'orografia che imponeva lo sfruttamento dei terrazzamenti naturali e degli interposti pianori, senza l'intervento di forzature artificiali."
Il Mattei, nel 1847, così scrive della Necropoli dei Guarini: "Ma sul pendio di Chiaia di Luna non mi aspettava imbattermi nel sepolcreto Ponziano antico. Di esso mi offriva la certezza, oltre all'aspetto, anche la disposizione delle tombe, la frequenza delle medesime sulle pendici del colle, serbata la visuale della propinqua città."
Ecco la lapide che è una testimonianza del cimitero previsto a Le Forna:

Iscrizione marmorea in latino proveniente dall'ex Cimitero delle Forna di Ponza (Deposito Comunale di Ponza).
Il testo dice: "Affinchè coloro che furono creati di polvere e che polvere sono tornati, in attesa della beatitudine e della gloria del Gran Dio, abbiano un seppellimento temporaneo, la beneficenza religiosa di Ferdinando IV P.F.A.Re delle Due Sicilie ha costruito questo cimitero pubblico alle Forna di Ponza. Consulente, Michele San Severino vescovo di Gaeta, nell'anno di rinnovata salute 1807."
(Da "Le isole pontine attraverso i tempi")






La Necropoli sopra Chiaia di Luna nei disegni del Mattei, 1847











La Necropoli del Bagno Vecchio
(Foto di Rossano Di Loreto, settembre 2016)

La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi
Marco Tullio Cicerone

domenica 31 marzo 2019

Sulle tracce del passato...il culto dei morti

In questo momento il cimitero di Ponza è diventato insufficiente, non c'è più posto e  spesso si sfrattano i morti per seppellirne altri.
Ma nel Settecento i primi coloni giunti da Ischia dove seppellivano i propri cari?
Sono state trovate sepolture in diverse località dell'isola come nei pressi del porto, accanto alla chiesa, in zona Dragonara, a Santa Maria...
Il Tricoli scrive: "Solo nel 1772 venne costruito il camposanto scoverto in dorso del bagno di Pilato, cinto da un muro, con tre profonde fosse, oltre la estensione di suolo per inumarvi, nonchè quello esterno destinato per gl'impenitenti ed appestati. Sulla parte più elevata di quel luogo fu edificato quello coverto, con tre altari dedicati alla Madonna della Salvazione, a S. Lucia, ed alle anime del Purgatorio, mentre delle quattro fosse col dispaccio del 12 maggio 1792 erano classificate, una per i sacerdoti, uffiziali e notabili; la seconda per soldati e condannati; la terza per gli uomini; e l'altra per le donne e ragazzi."
E a Le Forna?
Era previsto un cimitero anche in quella parte dell'isola, accanto alla chiesa dell'Assunta, infatti si autorizzò la sepoltura con un dispaccio del 18 agosto 1801, ed il Re donò una lapide, con un'iscrizione in latino, che fece arrivare da Palermo. La lapide ora si trova nei locali che dovrebbero ospitare, si spera, il  Museo di Ponza.
Un discorso a parte meritano le Necropoli che sono situate sui Guarini ed al Bagno Vecchio degli Scotti.
Giovanni Maria De Rossi in "Ponza Palmarola Zannone" scrive: "In entrambi i casi ci si trova in presenza di tombe a camera scavate nel banco roccioso, per deposizioni miste (incinerazione ed inumazione). Sia ai Guarini che al Bagno Vecchio i sepolcri si snodano dalla sommità  lungo ai fianchi sud e sud-est dell'altura; il loro orientamento è determinato dall'orografia che imponeva lo sfruttamento dei terrazzamenti naturali e degli interposti pianori, senza l'intervento di forzature artificiali."
Il Mattei, nel 1847, così scrive della Necropoli dei Guarini: "Ma sul pendio di Chiaia di Luna non mi aspettava imbattermi nel sepolcreto Ponziano antico. Di esso mi offriva la certezza, oltre all'aspetto, anche la disposizione delle tombe, la frequenza delle medesime sulle pendici del colle, serbata la visuale della propinqua città."





Il cimitero sulla Collina la Rotonda con la Chiesetta dedicata alla Madonna della Salvazione



Iscrizione marmorea in latino proveniente dall'ex Cimitero delle Forna di Ponza (Deposito Comunale di Ponza).
Il testo dice: "Affinchè coloro che furono creati di polvere e che polvere sono tornati, in attesa della beatitudine e della gloria del Gran Dio, abbiano un seppellimento temporaneo, la beneficenza religiosa di Ferdinando IV P.F.A.Re delle Due Sicilie ha costruito questo cimitero pubblico alle Forna di Ponza. Consulente, Michele San Severino vescovo di Gaeta, nell'anno di rinnovata salute 1807."
(Da "Le isole pontine attraverso i tempi")




Necropoli sopra Chiaia di Luna, precisamente sui Guarini, disegni del Mattei, 1847









Necropoli del Bagno Vecchio

(Foto di Rossano Di Loreto, settembre 2016)

domenica 2 ottobre 2016

Le necropoli di Ponza

Ponza ha un patrimonio archeologico notevole che purtroppo versa in pessime condizioni perchè la gente ha sempre cercato di nasconderlo per scopi personali o per ignoranza.
Solo da qualche anno si sta prendendo coscienza di questa potenzialità che la nostra isola possiede con il recupero delle due cisterne romane, ma ce ne sono altre da recuperare.
Puntando sull'archeologia si potrebbe allungare la stagione turistica, si potrebbero creare nuovi posti di lavoro.
Oltre alle cisterne a Ponza ci sono delle necropoli, una sui Guarini e l'altra quella del Bagno Vecchio.
Sono tombe ipogee che risalgono al periodo ellenistico ma utilizzate anche agli inizi del Cristianesimo. Queste necropoli sono situate nei fianchi delle colline e le tombe sono state scavate nel banco roccioso ed erano miste sia per incinerazione che inumazione.
Già il Tricoli le cita ed il Mattei le ha visitate nel 1847, possiamo attraverso i suoi disegni vedere com'erano.
Qualche giorno fa Rossano Di Loreto ha fotografato la Necropoli del Bagno Vecchio.
Ecco qualche foto...


















La Necropoli dei Guarini vista attraverso i disegni del Mattei nel 1847

martedì 24 giugno 2014

L'archeologo Amedeo Maiuri a Ponza...

L'archeologo Amedeo Maiuri scoprì Ponza verso la metà degli anni venti e restò incantato dalle bellezze dell'isola. Scoprì anche il grande patrimonio archeologico di Ponza e pubblicò la "Ricognizione archeologica nell'isola di Ponza", un saggio sul Bollettino d'Arte del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nell'ottobre del 1926 visitò a Ponza le cisterne romane, la necropoli dei Guarini, i resti di ville imperiali, il tunnel di Chiaia di Luna che erano conservati abbastanza bene ma che avrebbero avuto bisogno di più cura.
Il Maiuri scrisse così di Ponza: "...pochi luoghi conservano come questa piccola isola sperduta nella vastità del Tirreno, altrettanto nitido e luminoso nella natura e nelle cose il colore e l'ambiente, dell'antica civiltà mediterranea. Nella linea del paesaggio o selvaggiamente rupestre o serenamente addolcito dalla coltura dei bassi vigneti, nella forma dell'abitato a gruppi di piccole case bianche assiepate intorno alla rada ed agli approdi o disseminati sulle colline al riparo di un ciglio di roccia o d'una siepe di fichi d'India, o rozzamente incavate nella stessa rupe come abitazioni primitive di predoni in agguato, sembra per chi vi giunga dal mare e la percorra sulle inerpicate vie mulattiere, come in'isola dello Ionio o del lontano Egeo (...). L'isola con i suoi spechi ombrosi, con le sue grotte fantasticamente tappezzate di rocce policrome o paurosamente orride, con gli scogli a forme strane e mostruose eruttati dalle ignivome profondità marine doveva necessariamente richiamare qui, meglio che altrove, il favoloso viaggio di Ulisse e l'incantata dimora di Circe".
Purtroppo questo grande patrimonio archeologico resta sulla carta.....non è stato recuperato.....versa in cattive condizioni...
Questo è il tesoro di Ponza...peccato che nessuno ci creda...




Ponza- panorama del porto



Le case del porto


Il passaggio tra i Faraglioni della Madonna



Gli scogli dalle forme strane...'u Casecavallo



Il porto di Ponza...metà degli anni venti...

sabato 29 marzo 2014

Sulle tracce del passato...il culto dei morti

In questo momento il cimitero di Ponza è diventato insufficiente...non c'è più posto e l'attuale Amministrazione Comunale sarebbe propensa ad ampliarlo.
Ma nel Settecento i primi coloni giunti da Ischia dove seppellivano i propri cari?
Sono state trovate sepolture in diverse località dell'isola come nei pressi del porto, accanto alla chiesa, in zona Dragonara, a Santa Maria...
Il Tricoli scrive: "Solo nel 1772 venne costruito il camposanto scoverto in dorso del bagno di Pilato, cinto da un muro, con tre profonde fosse, oltre la estensione di suolo per inumarvi, nonchè quello esterno destinato per gl'impenitenti ed appestati. Sulla parte più elevata di quel luogo fu edificato quello coverto, con tre altari dedicati alla Madonna della Salvazione, a S. Lucia, ed alle anime del Purgatorio, mentre delle quattro fosse col dispaccio del 12 maggio 1792 erano classificate, una per i sacerdoti, uffiziali e notabili; la seconda per soldati e condannati; la terza per gli uomini; e l'altra per le donne e ragazzi."
E a Le Forna?
Era previsto un cimitero anche in quella parte dell'isola, accanto alla chiesa dell'Assunta, infatti si autorizzò la sepoltura con un dispaccio del 18 agosto 1801, ed il Re donò una lapide, con un'iscrizione in latino, che fece arrivare da Palermo, che ora si trova nei locali del Museo di Ponza.
Un discorso a parte meritano le Necropoli che sono situate sui Guarini ed al Bagno Vecchio degli Scotti.
Giovanni Maria De Rossi in "Ponza Palmarola Zannone" scrive: "In entrambi i casi ci si trova in presenza di tombe a camera scavate nel banco roccioso, per deposizioni miste (incinerazione ed inumazione). Sia ai Guarini che al Bagno Vecchio i sepolcri si snodano dalla sommità  lungo ai fianchi sud e sud-est dell'altura; il loro orientamento è determinato dall'orografia che imponeva lo sfruttamento dei terrazzamenti naturali e degli interposti pianori, senza l'intervento di forzature artificiali."
Il Mattei, nel 1847, così scrive della Necropoli dei Guarini: "Ma sul pendio di Chiaia di Luna non mi aspettava imbattermi nel sepolcreto Ponziano antico. Di esso mi offriva la certezza, oltre all'aspetto, anche la disposizione delle tombe, la frequenza delle medesime sulle pendici del colle, serbata la visuale della propinqua città."





Iscrizione marmorea in latino proveniente dall'ex Cimitero delle Forna di Ponza (Deposito Comunale di Ponza).
Il testo dice: "Affinchè coloro che furono creati di polvere e che polvere sono tornati, in attesa della beatitudine e della gloria del Gran Dio, abbiano un seppellimento temporaneo, la beneficenza religiosa di Ferdinando IV P.F.A.Re delle Due Sicilie ha costruito questo cimitero pubblico alle Forna di Ponza. Consulente, Michele San Severino vescovo di Gaeta, nell'anno di rinnovata salute 1807."
(Da "Le isole pontine attraverso i tempi")



Necropoli sopra Chiaia di Luna, precisamente sui Guarini, disegni del Mattei, 1847



La Necropoli del Bagno Vecchio
(Foto di Filippo Conte)

"La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi"
Marco Tullio Cicerone

venerdì 21 gennaio 2011

Archeologia a Ponza…..un miraggio!!!

L’isola di Ponza è ricca di testimonianze e di un patrimonio che non si trova sempre alla luce del sole, è nascosto, ma non per questo da non valorizzare…da scoprire….
Dei tanti visitatori che affollano l’isola in estate, solo pochi sanno dell’esistenza di necropoli…di cisterne romane…che versano nella totale incuria.
La necropoli del Bagno Vecchio, sugli Scotti, è veramente interessante e ci si arriva percorrendo un sentiero che viene ripulito grazie a dei volontari.
Qualche giorno fa ho visto su internet delle foto molto belle di questa necropoli.
Delle cisterne romane …stendiamo un velo pietoso…
Sono ben documentate nei libri con tanto di cartine e foto….per ultimo Enzo Bonifacio le descrive nel suo “Pontio.L’isola di Pilato” ma difficilmente visitabili.
La cisterna del Bagno, in via Parata, che nell’antichità era chiamata Palazzo di Pilato è proprio dietro casa mia….mai vista….con costruzioni abusive all’interno.
Quella della Dragonara idem….quella del Serpente così maestosa…solo per citarne alcune.
A Ponza c’è anche un Mitreo ma anche quello non è visitabile…bisogna vedere pure se esiste più….
Eppure quelli della Soprintendenza sanno della loro esistenza…possibile che non si possa fare qualcosa?
Non mi stancherò mai di dire che recuperare questo patrimonio potrebbe portare un turismo diverso….di livello…di qualità.
Ci sono persone che quando vanno in un luogo cercano non solo il mare e il divertimento ma anche la storia…poter visitare un museo.
E Ponza queste risorse potrebbe averle e potrebbe avere anche un turismo che non sia legato solo ai mesi estivi.
Anche se sono fuori dall’isola (purtroppo) darò il mio supporto a qualsiasi iniziativa che porti al recupero di questo patrimonio.



La foto della necropoli è di Filippo Conte
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