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lunedì 24 luglio 2023

La cantina

 "La cantina era il luogo di ritrovo di una volta. I bar, anzi i caffè, come si chiamavano allora, erano pochissimi e tutti ubicati nella parte centrale del paese, all'interno della zona confinaria. I militi, gli agenti, i confinati formavano la loro clientela. Erano stipendiati e potevano permettersi certi lussi.

Il ponzese quando poteva, amava frequentare la cantina.

Nella cantina fiorivano una cultura e una letteratura che si ispiravano al piacere del bere e alla gioia di stare insieme. Nella cantina si incontrava un mondo diverso ed eterogeneo.

Davanti ad un bicchiere di vino le amicizie si stringevano facilmente e con facilità si saldavano le vecchie.

Si può benissimo affermare che la cantina confortava anima e corpo. Altro che ubriaconi!

In tutta l'isola ve ne erano sette o otto disseminate un pò ovunque. Ora sono tutte estinte, come sono estinti i vecchi osti, personaggi da favola.

Era il posto, i senso generale, ma autentico, dove si mangiava bene e si spendeva poco. Un luogo che restava aperto aldilà del profitto e dove si trascorrevano interi pomeriggi a chiacchierare, a discutere di lavoro o altro e a giocare a carte. Insomma era un punto d'incontro per stare insieme, un luogo di aggregazione sociale. 

Sulle orme della vecchia cantina è nata ed è cresciuta "La Lanterna", una trattoria tra le più rinomate e ricercate dell'isola. 

La cantina si animava nel pomeriggio specialmente quando le condizioni atmosferiche non permettevano ai pescatori di prendere il mare e ai contadini di recarsi in campagna."

(Ernesto Prudente)


Erasmo, proprietario della cantina "La Lanterna" in piazza Gaetano Vitiello, ncòppe a Pònte Jànche. 

Oggi è una trattoria


domenica 18 ottobre 2020

Il sindaco Gaetano Vitiello

 La piazzetta sulla Punta Bianca, all'isola di Ponza, è intitolata dal 1952 al sindaco Gaetano Vitiello.

Ma chi era? Quanto tempo fa è stato sindaco?

Qualche notizia l'ho avuta dal libro "PONZA brevis insula...brevis historia" di Giulio Vitiello, il figlio, che racconta:

" Ai primi del 1900 Gaetano Vitiello, figlio di Gennaro ultimo sindaco borbonico, fu eletto sindaco. Egli trovò la parte amministrativa in regola e parecchie ed importanti opere portate a compimento dal suo predecessore sindaco Vincenzo De Luca, tra queste la trasformazione del fortilizio (batteria Leopoldo) situato sulla collina "La Madonna" in cimitero; le grotte, già dormitori delle truppe e altre adibite a deposito materiali bellici, tramutate anche esse in cappelle sepolcreti, il tutto recintato da robuste mura. Purtuttavia la cittadina mancava di fognature, scoli d'acqua piovana, molte strade erano impecorribili, parte di quello che era stato il famoso campo trincerato ancora era da colmare o da spianare, bisognava trasformare le opere murarie che isolavano il centro, le cisterne serbatoi erano in stato di cattiva manutenzione, il canalone, che convoglia le acque piovane del monte Guardia verso Chiaia di Luna, aveva bisogno di riparazioni ed altri lavori urgenti non ammettevano dilazione, come il dragaggio del porto ed il rifacimento della banchina di levante con relativa protezione dei frangiflutti. Il sindaco Vitiello che era stato nominato in precedenza Delegato di Porto mise in moto anche questo ufficio per accelerare l'inizio dei lavori. Nel 1901 infatti la draga portò i fondali a quota normale ( 8 - 20 metri), la banchina fu riattata mentre il completamento dei frangiflutti durò quattro anni, o meglio, stagioni; si poteva lavorare solo d'estate e con mare completamente calmo. I macigni della "Scarrupata" la cui operazione di imbarco e sbarco era effettuata a braccia, il che richiedeva molto tempo dato che l'impresa assuntrice del lavoro non disponeva di pontoni muniti di gru, servivano a completare la scogliera frangiflutti. Il capitano della Regia Marina cav. Emilio Cuomo incaricato dal Consiglio Comunale (delibera n. 4 del 1900), si rese interprete presso il Ministero della Marina Mercantile facendo accelerare i tempi per l'esecuzione dei lavori. Il Vitiello, rieletto sindaco per il triennio 1903 - 1905 con delibera del n 21 dell'11. X. 1902 continuò la sua opera di sistemazione razionale delle strade urbane ed extraurbane. Gli appaltatori Michele Martinelli e Agostino Perrotta, in fraterna emulazione, costruirono le strade che ancora oggi reggono all'usura del tempo e qualche volta anche alla cattiveria degli uomini. In cinque anni le opere costruite o riattate comportarono una spesa complessiva - stando alle delibere consiliari - di  L 51.373, 61 somma che nel 1973 rappresentava alcuni milardi."

Gaetano Vitiello fu rieletto ancora per due trienni e dopo si trasferì, con la sua famiglia, ad Olbia dove scomparve il 30 luglio 1928, una settimana dopo sua moglie.





Piazza Gaetano Vitiello alla Punta Bianca
(Foto di Rossano Di Loreto)


La targa che intitola la piazza a Gaetano Vitiello

mercoledì 6 giugno 2018

Uno strano pesce



Delle persone con uno strano pesce
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

In un libro di Ernesto Prudente ho trovato qualcosa a tal proposito, ecco cosa scrive: "Questo signore di nome Damiano, era un pescatore che giornalmente frequentava  i mari di levante di Ponza e un giorno, nei pressi delle Formiche, trovò impigliato nella sua rete un pesce dalle forme strane. Un qualcosa che non aveva mai visto. Lo smagliò con attenzione e lo pose sulla prua coprendolo con un sacco. Al rientro in porto, come al solito, portò il pescato nella pescheria ma quel pesce lo tenne da parte per portarselo a casa per farlo vedere ai suoi familiari e al vicinato. Nel percorrere il tratto di strada Banchina Di Fazio- Via Scarpellini, dove abitava, era costretto a passare, sulla Punta Bianca, oggi Piazza Gaetano Vitiello, davanti allo studio fotografico di Biagio D'Arco, attuale negozio di "Totonno, tutto per la pesca". Il fotografo lo notò e notò anche lo strano animale per cui chiese di fotografarlo. Si radunarono e parteciparono anche alcuni giovani che si trovavano occasionalmente nella zona, come risulta dalla foto.
Siamo negli anni 1930-1934.
Il pesce ha, per la parte della testa, più o meno, le caratteristiche del pesce porco ma è totalmente differente nella parte centrale dove presenta due curiose pinne pettorali e nella parte caudale dove mostra addirittura due zampe simili ai piedi palmati di un gabbiano o di un qualsiasi pesce acquatico.
Nessuno, fra la tanta gente interpellata a cui è stata mostrata la foto, ha saputo darmi spiegazioni."
E' un grossopterigio? Come potrebbe sembrare.
se così fosse ci troveremmo davanti ad un caso di enorme interesse scientifico perchè l'esemplare  potrebbe essere un celacanto, creduto a lungo estinto. Nel 1939, con grande meraviglia degli scienziati, un esemplare di celacanto fu pescato al largo delle coste sudafricane e venne chiamato latemerie dal nome di uno studioso che si interessò al caso.
Da allora anche altri esemplari sono stati pescati nelle acque profonde al largo delle isole Comore nell'oceano Indiano. se il pesce pescato dal Tagliamonte fosse, pertanto, un celacanto aprirebbe nuovi discorsi tecnici perchè la sua pesca risale a diversi anni prima del 1939, anno dell'esemplare preso al largo del Sudafrica, e il luogo di pesca sono le acque delle Formiche, una secca ad un miglio ad est dell'isola di Ponza, nel pieno del mar Tirreno."

Anche questi racconti fanno parte della storia di Ponza...

domenica 11 settembre 2016

La Madonna Addolorata...sulla Punta Bianca

In piazza Gaetano Vitiello, sulla Punta Bianca, a Ponza c'è una cappella molto antica. E' dedicata alla S. Croce e la possiamo già vedere in un disegno del Mattei nel 1847.
Da una ventina d'anni c'è anche la statua della Madonna Addolorata che è stata donata dalla signora Filomena D'Arco Schiano, scomparsa lo scorso anno.
All'interno della cappella c'è una mattonella posizionata dopo il restauro, avvenuto quest'anno, in cui c'è scritto: Restaurata dal prof.Giovanni Piccirillo e dalla sig.ra Maria  Valente in Palmieri. La Madonna Addolorata risalente alla fine del 1800 che il "Gruppo del Rosario" generosamente e fortemente volle restituire alla devozione del fedeli. Ponza 19 marzo 2016.





Il cancelletto della Cappella






La statua della Madonna Addolorata



La cappella nel disegno del Mattei 

Anche questa è storia di Ponza...

sabato 3 ottobre 2015

Un edificio storico di Ponza

A piazza Gaetano Vitiello, sulla Punta Bianca, a Ponza, si trova uno degli edifici storici dell'Ottocento.
Un tempo era chiamato Palazzo Tagliamonte, oggi è conosciuto come 'u palazz' 'i  Clorinda, ed appartiene, appunto, alla famiglia Coppa-Conte.
Questo Palazzo fu preso in affitto come sede del Comune di Ponza durante il primo Consiglio Comunale, nel 1861, dopo l'Unità d'Italia.
Ha ospitato il Comune di Ponza fino ai primi anni '40.
Grazie alla cortesia di Cristina, figlia di Clorinda, quest'estate ho potuto visitare parte dell'interno.

Qualche foto di Marianna Licari.


Il portone d'ingresso



La scala






Un'ancora che abbellisce l'androne del palazzo



L'edicola votiva con San Silverio in cima alla scala



Un particolare sul portone d'ingresso




Il pozzo del palazzo









L'androne



La scala del piano superiore
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