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martedì 12 dicembre 2017

Che scoramento!!!

Leggendo su Latina oggi l'articolo riguardante il Cisternone Romano di Formia che si trasformerà nell'Ade,  in cui verrà rievocato il mito di Orfeo ed Euridice, quindi una manifestazione teatrale, ho provato un moto di rabbia.
Ho pensato subito alla nostra cattedrale, la Cisterna di via Parata che è tornata nell'oblio totale.
Sono molte le analogie con il Cisternone di Formia, anche questo sito era pieno d'immondizia ma alla fine è stato recuperato.
Invece, per quanto riguarda la Cisterna di via Parata è ancora ingombra d'immondizia e con costruzioni abusive al'interno.
Evviva l'illegalità!!!
Una storia che va avanti da quarant'anni...ne ho scritto tante volte in questo blog.
Eppure ci avevo sperato in un recupero di questo sito archeologico così importante, mai eravamo stati così vicini...
Era stata avviata anche la pratica per l'Art Bonus da parte dell'assessore della precedente amministrazione, Francesco Ambrosino, ma sembra tutto svanito nel nulla.
Forse non si vuole , si andrebbero a toccare gli intoccabili...che hanno deturpato un Bene Archeologico molto importante, testimonianza di ingegneria idraulica romana e di storia.



Il Cisternone Romano di Formia



Ricostruzione in 3 D del Cisternone Romano di Formia
(da Youtube)









Ecco lo stato in cui versa la nostra Cisterna romana, quella di via Parata all'isola di Ponza che è la "cattedrale" tra le cisterne per la sua maestosità



Una piantina della Cisterna di via Parata detta anche del Bagno



La descrizione della Cisterna nella pratica dell'Art Bonus

Nota:
L'Art Bonus, legge n.106 del 29.07.2014, è stato introdotto come credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura. Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito d'imposta.

mercoledì 25 maggio 2016

La Cisterna di Via Parata o del Bagno all'isola di Ponza

Dopo la Cisterna della Dragonara presto potremo ammirare anche la Cisterna del Comandante il cui recupero sta procedendo e di questo ne sono veramente contenta.
Questa Cisterna, situata in pieno centro storico, è stata dimenticata per molto tempo, se ne era persa la memoria ed era ingombra di immondizia.
Un sito archeologico a cui tengo molto, di cui ho scritto tanto in altri post (qui e qui), è la grande Cisterna di Via Parata, anticamente chiamata anche Palazzo di Pilato, che è posizionata proprio dietro casa mia. Sicuramente era collegata attraverso un condotto con quella del Comandante che è sottostante.
Non ci sono mai entrata e non la conosco se non attraverso le foto, le mappe o i racconti di persone che si rifugiavano in caso di allarme aereo durante la seconda guerra mondiale.
Mio nonno, Salvatore Conte, contadino di sopra i Conti, aveva una concessione grazie alla quale nella Cisterna di Via Parata poteva preparare il concime per i suoi terreni a base di alghe con l'aiuto dei coatti. Questo a dimostrare i molteplici usi nel corso dei secoli...
Oggi praticamente è impossibile entrarci...addirittura ci sono costruzioni abusive all'interno....
Ma possibile che non interessi a nessuno recuperarla???
Eppure è raccontata in molti libri.......
Tanto per citarne qualcuno......
Il Tricoli nella Monografia per le isole del Gruppo Ponziano, del 1855, così descrive la Cisterna di Via Parata o del Bagno:
"Sono due grotte incavate l'una sopra l'altra nel masso del colle, di palmi 300 lunga, e 200 larga ognuna, le volte sostenute da piloni sovrapposti ai primi, formano ciascuna di esse otto spaziose navate; è magnifico il cavamento, avendo la volta di mezzo massiccia non più di palmi 15.
La inferiore anticamente per tradizione, come ci dice ancora Pacichelli, era chiamata grotta di Pilato. Ora i due terzi sono ridotti a prigione con quattro fori nella volta."
Così scrive Giovanni Maria De Rossi in "Ponza, Palmarola, Zannone" :
"Nella grande cisterna, ubicata oggi in via Parata, fu ricavato l'alloggio per i forzati, con la creazione ed il ripristino delle antiche prese di luce e aria, al fine di rendere meno disagevole il soggiorno.
Nella pianta di Winspeare si dice espressamente "quartiere per i forzati coi suoi lucernaj". 
A quanto pare la storia di Ponza passa pure da lì.....
I trecento di Pisacane erano rinchiusi in quel Bagno penale.
Per quanto riguarda le cattive condizioni in cui versano le Cisterne di Ponza scrive così Carla M. Amici  nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi":
"Attualmente la maggior parte delle cisterne è in cattivo stato di conservazione per i cedimenti della roccia; alcune inoltre, in mancanza di precisi vincoli archeologici, vengono utilizzate come scarico di immondizie o adatte a abitazione murandone le aperture e approfondendone i vani praticabili."
Ma come si fa a distruggere delle opere così imponenti solo in virtù di allargare qualche camera o costruirsi un bagno in nome del dio denaro???
La Cisterna di Via Parata è paragonabile per imponenza alla Piscina Mirabilis di Bacoli o al Cisternone di Formia.


Nella parte meridionale dell'isola sono molte le cisterne scavate dai Romani pare siano una trentina



La piantina della Cisterna di Via Parata
 In giallo i pozzi di luce e di presa d'acqua; in marrone le strutture moderne, elevate per ricavare vani abitabili a ridosso della cisterna; in verde le murature antiche di rinforzo, messe in opera in periodi differenti. (Dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")



Cisterna in via Parata. Pozzo di luce verticale. In evidenza le pedarole di servizio per la manutenzione.



Cisterna di via Parata. Lato sud-est. Particolare del restauro in opera laterizia.



Cisterna in via Parata. Lato nord- ovest. Fodera in opera reticolata, visibile il rivestimento in cocciopesto.
(Le foto sono tratte dal libro "Le isole Pontine attraverso i tempi")



In questa piantina si vede bene il" quartiere dei rilegati con i suoi lucernaj"

giovedì 12 maggio 2016

Un antico acquedotto

I Romani erano dei veri geni nel campo dell'ingegneria idraulica.
Hanno realizzato magnifiche cisterne per la raccolta dell'acqua come la Piscina Mirabilis a Bacoli o il Cisternone a Formia.
Anche a Ponza hanno realizzato cisterne come quella della Dragonara visitabile o quella del Comandante che si sta recuperando. Purtroppo altre versano in cattive condizioni, con costruzioni abusive all'interno (Cisterna di Via Parata) oppure la Grotta del Serpente il cui ingresso, un piccolo pezzo di terra, è interdetto perchè pare sia di un privato che chissà cosa pensa di ricavarci invece di metterlo a disposizione della comunità.
Sul recupero delle Cisterne di Ponza ho già scritto più volte in questo blog.
Questa volta però voglio scrivere dell'acquedotto...
Qualche tempo fa ho letto che a San Felice Circeo hanno approvato un progetto per recuperare l'acquedotto romano che è proprio sotto il centro storico della cittadina.
Anche a Ponza c'è l'acquedotto romano che attingeva da una sorgente situata a Le Forna (fontana Tagliamonte) che viene già descritta dal Tricoli nell'Ottocento così: "Sorgente delle Forna- Sulla Cavata di Vitiello, soprapposta alla bianca lava, vi è la crosta tufacea-calcarea stratificata, che assorbendo le acque piovane, le trapela per istillicidio, e sulla detta calcaria è incavata la località per dar campo al suditorio."
Secondo il De Rossi da questo punto, che ora è murato e prosciugato, l'acqua veniva fatta confluire in un cunicolo per poi farla sbucare a Cala Inferno. Qui alimentava una cisterna che è servita a rifornire le imbarcazioni anche in tempi recenti come durante la seconda guerra mondiale.
Però il condotto proseguiva e fino a Santa Maria si vedono le tracce nella roccia.
Il Tricoli scrive ancora: ..."Accumulava ivi in opportuna vasca molt'acqua, per urtare sul formale che poco alto del livello del mare, per cinque miglia, acconsentendo le sinuosità della costiera. Tributava nel suo corso per le abitazioni ove s'imbatteva, senza privarne a quegli situati presso l'attuale porto, in cui termina la traccia"
Probabilmente c'era un sistema di valvole che regolava il flusso dell'acqua avvalorato dal ritrovamento di un epistomio di bronzo nel 1774, conservato nel Museo Nazionale di Napoli.
Carla M.Amici nel libro "Le isole Pontine attraverso i tempi" ipotizza anche che l'acqua raccolta nelle cisterne potesse rinforzare la portata dell'acquedotto.
Quanti tesori ha la nostra isola...
Ponza non è solo mare...come qualcuno vuole farci credere...


Cisterna della Dragonara



Cisterna del Comandante


Piantina della Cisterna di Via Parata realizzata da Giovanni D'Alessio nel 1770
(Dal libro di Ernesto Prudente "Biografia di un paese")



Grotta del Serpente



Questo è l'ingresso della Grotta del Serpente che ho fotografato durante la scorsa estate...le piante sono cresciute di nuovo dopo che dei volontari avevano ripulito tutto. Chissà cosa pensa di guadagnarci il tizio invece di mettere il pezzo di terreno a disposizione della comunità isolana. 



Cala Inferno in un disegno del Mattei del 1847, la cisterna dove le imbarcazioni si rifornivano d'acqua


Le Forna. In questa parte dell'isola c'era la sorgente dell'acquedotto

martedì 20 gennaio 2015

La cisterna borbonica di Formia

Formia da tempo sta valorizzando i Beni Archeologici che possiede nel suo territorio.
Qualche anno fa ha recuperato il Cisternone Romano che un tempo era pieno di rifiuti e che ora è meta di visitatori.
Dal Giornale di Latina ho appreso che il comune di Formia sta cercando di recuperare anche una cisterna borbonica che si trova in piazza Marconi, al centro della città.
In questa cisterna si può accedere da un tombino di epoca fascista e dopo un cunicolo si arriva al sotterraneo grande 250 metri quadrati.
Poteva contenere 1000 metri cubi d'acqua che probabilmente confluiva da una falda scoperta nel 1857 che era già utilizzata in epoca romana. Doveva rifornire il palazzo che ora ospita il Municipio e ai tempi dei borboni era una caserma.
Si pensa che fosse collegata al Cisternone Romano attraverso qualche condotto.
Ora è stato indetto un concorso per architetti ed ingegneri che dovranno presentare dei progetti per valorizzare questa cisterna.
Il tutto sarà realizzato con alcuni fondi europei.
Speriamo che Ponza prenda Formia per modello.......che recuperi i suoi tesori....
Forse siamo sulla buona strada......
Sarebbe una buona opportunità per Ponza....si potrebbero creare percorsi archeologici.
Ponza non è solo mare......
Le foto della cisterna borbonica di Formia.
















domenica 14 luglio 2013

Ancora sulle cisterne romane di Ponza......

La prima foto della cisterna delle Dragonara ci riempie di stupore davanti a tanta bellezza......
L'ho sempre detto che a Ponza c'erano dei tesori nascosti ed ora finalmente si comincia a recuperare qualcosa.
Questo deve essere però solo l'inizio....non deve essere un episodio isolato....anzi l'impegno deve essere maggiore.
E dopo il recupero della cisterna della Dragonara rendiamo fruibile anche quella di Via Parata, la più grande, di cui scrivo da tanto tempo..... poi la Grotta del Serpente e tutte le altre...ma anche le Necropoli.
Investire sull'archeologia vuol dire avere un turismo culturale puntando non solo sul mare ma anche sulla storia di cui l'isola è ricca.
Speriamo che, a fine luglio, possiamo ammirare, finalmente, e non solo in foto, la bellezza della cisterna della Dragonara.
Seguiamo l'esempio di Formia che ha recuperato il Cisternone Romano, una volta pieno d'immondizia ed ora è uno splendore.
A proposito ecco un video del Cisternone Romano di Formia che ho trovato in rete





Ed ora la foto della Cisterna della Dragonara



La pianta della Cisterna della Dragonara eseguita, nel 1768, da Winspeare
(foto tratta dal libro di Giovanni Maria De Rossi "Ponza Palmarola Zannone")






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