domenica 4 settembre 2016

La barchetta di San Silverio

Ogni 20 giugno la statua di San Silverio viene portata in processione su una barchetta, una riproduzione della tipica imbarcazione ponzese.
Questa barchetta per me ha un valore immenso perchè è stata costruita da un maestro d'ascia che non c'è più, Ciro Iacono, mio padre.
Viene riempita di garofani rossi che poi vengono, alla fine della processione, sul sagrato della chiesa, lanciati e raccolti dai fedeli che li conservano gelosamente.
Quest'anno mi ha fatto molto male vedere la barchetta, nel mese d'agosto, abbandonata nel giardino della chiesa, all'aperto,in balìa delle intemperie.
Non è solo una barca!!!
Si dovrebbe aver più cura, rispettare le persone che non ci sono più ma che hanno dato tanto per San Silverio come Maurino, Ciro, Bebè, Veruccio e tanti altri...
Pare però che dopo più di due mesi finalmente qualcuno abbia capito che bisognava spostarla...
A buon intenditor poche parole...






Foto di Giovanni Pacifico (20 giugno 2016)









Queste foto le ho scattate qualche giorno prima di Ferragosto...la barchetta è nel giardino della chiesa...all'aperto

giovedì 1 settembre 2016

Il terremoto e Ponza

Abbiamo tutti negli occhi le immagini dei danni causati dal terremoto che ha colpito la zona di Amatrice il 24 agosto scorso. Una devastazione...tanti morti...abitazioni distrutte...
Questa volta non ho avvertito le scosse a differenza del terremoto che colpì L'Aquila, nel 2009, perchè ero a Ponza.
Anche nella nostra isola, Ponza, nei secoli scorsi, si sono verificate scosse sismiche ma non devastanti.
Mio nonno Salvatore raccontava che aveva visto le case ondeggiare ncòppe i Cuont, dove lui abitava, durante una scossa di terremoto. Diceva che bisognava mettersi sotto l'architrave della porta perchè si era più al sicuro. Chissà!!!
Il 16 novembre 1892 ci fu una forte scossa di terremoto che spaventò molto gli abitanti dell'isola. Ci fu una replica un mese dopo, il giorno 11 dicembre.
A Ponza in quel periodo c'erano circa 400 relegati rinchiusi nel Bagno che impauriti dalle scosse cominciarono a protestare e vennero lasciati liberi dalle autorità.
Si verificò quindi anche un problema di ordine pubblico e venne chiamato per delle verifiche il sismologo G.Mercalli che giunse a Ponza il 15 dicembre.Fece dei sopralluoghi dal 16 al 19 dicembre.  Pubblicò una relazione, Note geologiche e sismiche sulle isole di Ponza, il 28 dicembre, da cui emerge che l'arcipelago è soggetto ad eventi sismici che raramente raggiungono il sesto grado della scala da lui inventata.
Mercalli scrive che i fenomeni del 1892 non erano di origine vulcanica ma dovuti al fatto che nel sottosuolo di Ponza ci sono delle cavità causate dalle lave eruttate in cui persiste qualche residuo di attività chimica che sviluppa materie gassose.
Durante una scossa, a Palmarola, si staccarono massi dalle rocce a picco sul mare alla Forcina, e furono distrutte alcune parracine.
Nel tempo, ci sono state altre scosse sismiche a Ponza, circa 33, dal 1 novembre 1755 all'agosto 1890.
Mercalli notò però che i periodi sismici furono di pochi giorni, poche settimane, e accompagnati da boati provenienti dal sottosuolo. Molte notizie le attinse da un manoscritto di un certo Ferdinando Ranieri, originario di Ventotene, che verso la fine del '700 fu giudice a Ponza.
Anche il Tricoli scrive qualcosa a proposito di terremoti :"La stessa Ponza spesso à sentito delle scosse più o meno sensibili nei tempi di ricordo, causate forse da altri scondiscimenti in tai prossimi sotterranei. Furono notabili quelle del dì 11 gennaio 1781, di modo che lesionò il pennello del Molo all'angolo dove principia la rampa della Batteria, ed indi ingrandita coll'altra del 24 luglio 93; e parimenti produsse la fenditura alla Torre di Ventotene, ed in diverse parti delle stesse ed altre Isole; ed in fine l'ondulazione del 22 giugno 1824 replicata per più giorni."
Queste le notizie che sono riuscita a raccogliere su alcuni fenomeni sismici accaduti a Ponza nel tempo.


L'isola di Ponza dall'alto



Il monte Guardia



Il versante di levante



La mappa sismica dell'Italia

lunedì 22 agosto 2016

La spiaggia del Grano

Un post già pubblicato nel gennaio 2016

Un tempo, a Ponza c'era la spiaggia del Grano, che i ponzesi di una certa età ancora ricordano, però ora non esiste più. Al suo posto ora c'è la Banchina Nuova costruita verso la metà degli anni '50 ed ampliata successivamente.
Il Mattei, nel suo viaggio a Ponza, nell'aprile del 1847, raccontò anche di una Grotta del Grano ed è riprodotta in un disegno.
Incontrò una ragazza (La fidanzata della Grotta del Grano), orfana di madre, il cui padre era in procinto di risposarsi, che gli raccontò l'origine del nome di questa spiaggia. Il fratello dodicenne, Domenico, era una sorta di piccola guida dell'isola che seguiva il Mattei passo passo.
Ecco la ragazza cosa disse al Mattei: In altri tempi il nostro paese, nel bisogno di provvedersi opportunamente di grano e di altra vettovaglia, qui appunto aveva stabilito i suoi magazzini di approvvigionamento. La nostra grotta formava parte di questo centro di deposito e non essa sola compone tutta la nostra abitazione. In continuità due altre stanzucce possediamo scalpellate nel masso- Osservate quali solide pareti le informano, come sono industriosamente scavate sotto il taglio facile del nostro tufo, come la volta e le mura imbiancate tengon vantaggiosamente le veci dell'intonaco. Voi non crederete che nella stessa roccia sien condotte le scale, gli archi, i poggiuoli, le scranne; o forse v'indurrete a credere che queste dimore sian malsane. Ma il fatto chiarisce come son esse nell'inverno caldissime ed asciutte, nell'està fresche e temperate. Vi ripeto però che non è tale da mostrasi questa nostra troppo povera grotta, chè il Padre non è in istato di accomodarla; ma ben altre saprei additarvene, e di tali da disgradarne le migliori case di fabbrica e dipinte...
Quindi la spiaggia si chiamava così perchè c'erano i magazzini di grano e vettovaglie del paese.

...in quel povero abituro che si schiudeva ad arco presso la sabbiosa spiaggia, mi accinsi a trarre uno schizzo fugace di quella scena.



P. Mattei, la Grotta del Grano



P.Mattei (La fidanzata della Grotta del Grano)



Com'era un tempo...


Non c'era la Banchina Nuova
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

lunedì 15 agosto 2016

La chiesa dell'Assunta

Dopo aver inviato a Ponza i coloni Ischitani che si stabilirono nella zona dell'attuale porto il Re pensò di popolare anche la contrada di Le Forna che era disabitata.
Così nel 1772 arrivarono delle famiglie soprattutto da Torre del Greco.
Venne edificata la chiesa sopra Cala Inferno che fu consacrata dal vescovo il 27 luglio 1781 ed il primo parroco fu Don Innocenzo Bianchi.
In questa chiesa c'era un quadro antico della Madonna della Purità a cui doveva essere intitolata però non essendoci, a quel tempo,  una festa a Lei dedicata  si optò per Madonna dell'Assunta o delle Tre Corone.
Il Tricoli a proposito della festa così scrive nel 1855:
"A guidare quella nascente popolazione, appena completata e consacrata dal Vescovo, la detta Chiesa, stimò il regnante nel 27 luglio 1781 destinarvi parroco il virtuoso D.Innocenzo Bianchi con soldo dagli Alloidali, coll'obbligo di servire quegli abitanti senza dritti di stola. 
Nel 14 seguente agosto egli ricevè il possesso ed in questa guisa. Dalla Parrocchia per la via di mare il Prefetto dei monaci gli condusse il santissimo, accompagnato da tutte le barche, e bastimenti che si trovarono nel porto, pavesandosi, facevano sentier un continuato sparo di cannoni e moschetti, siccome eseguirono le batterie Molo e Frontone, ed allorchè si montò la collina, il Forte-papa fece la sua salva. Indi recitaronsi i vespri, e nel dì vegnente si celebrò messa cantata, e così si continua a praticare in tali giorni anniversari, dal Parroco e due Cappellani di Ponza; accedendovi quasi tutti gli abitanti dell'isola per terra e per mare, onde godere la festa e prostrarsi nel tempo stesso a piede della Regina del Cielo."
In quel 14 agosto 1781 nacque la festa della Madonna Assunta o delle Tre Corone.


Il quadro antico della Madonna della Purità



La statua della Madonna che ogni anno viene portata in processione

I quindici d'aust, 
na' rosa spampanata
Maria sarà chiamata
per un'eternità...


La chiesa dell'Assunta a Le Forna


La processione

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

lunedì 1 agosto 2016

Gli artigiani

Un post già pubblicato lo scorso anno

A Ponza, un tempo, c'erano molti artigiani. Ora, purtroppo, ne sono rimasti proprio pochi.
Ne ho fotografato alcuni mentre stanno lavorando.










In queste foto, Benedetto Sandolo con pazienza e maestria costruisce le nasse (ceste di canne e vimini usate per la pesca ed in modo particolare per la pesca delle aragoste)















Guglielmo Tirendi con grande manualità e abilità crea delle stupende opere in ceramica...molto belli i presepi in miniatura



Il presepe in miniatura di Tirendi









A Campo Inglese, sulla strada che porta a Le Forna, questa signora, con mani sapienti, realizza dei bellissimi cestini

La creatività non sta nel trovare nuovi paesaggi, ma nell'avere occhi nuovi

Marcel Proust
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