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mercoledì 23 ottobre 2024

Il malocchio

 Il malocchio a Ponza viene chiamato uòcchje sìcche, è un'energia negativa che può procurare del male. Quando si intuisce che qualcuno è stato colpito da questo sortilegio si va alla ricerca di persone capaci di toglierlo. 

Alcuni riescono a toglierlo recitando delle preghiere e versando delle gocce d'olio in una tazza d'acqua. Per esorcizzare il malocchio si portano amuleti, ma anche proteggendo le abitazioni o le barche con degli oggetti.

"Si era all'inizio del XX secolo quando il padre di Agostino Romano, ed è proprio lui a raccontarlo, incaricò un ragazzo di bordo della barca per la pesca delle aragoste a consegnare una bottiglia di vino ad un suo amico che l'aveva aiutato in una pratica burocratica.

Il ragazzo, partendo da Le Forna passò davanti alla casa di Dommenichièllo sui Conti mentre era intento a costruire un nassone nel cortile. Questo anziano pescatore che era conosciuto da tutti per i suoi poteri magici chiese al ragazzo di poter bere quel vino. Alla richiesta il ragazzo gli propose di assaggiare solo mezzo bicchiere per non far vedere che la bottiglia era iniziata. Ma alla pretesa del vecchio di averlo tutto il ragazzo gli negò anche l'assaggio. 

A tal rifiuto il vecchio gli profetizzò che l'indomani al ritiro delle nasse da pesca il suo padrone le avrebbe trovate tutte devastate dalle foche. Incredulo il ragazzo non diede peso a queste parole ma quando il giorno successivo andarono a ritirare le nasse invece delle nasse piene di aragoste le trovarono tutte rovinate e devastate dalle foche che a Ponza erano ancora numerose. Non una o dieci nasse, incredibilmente tutte erano ormai inservibili."

(Racconto tratto dal libro di Silverio Mazzella "Le ore del giorno, i giorni dell'anno, gli anni della vita")


La zona dei Conti in una foto antica. Un tempo scendendo da Le Forna per andare al Porto si passava per la strada vecchia dei Conti perchè non era stata costruita ancora quella nuova, la carrabile.


Una nassa


Corna di toro su una barca da pesca ponzese

mercoledì 11 luglio 2018

'A nasse

Cos'è 'a nasse?
E' un attrezzo da pesca.
Ci racconta tutto Ernesto Prudente che così scrive: La nassa è una cesta intrecciata con rami di mirto, giunchi e canne tagliate a listelli. E' composta da due parti unite saldamente da sembrare un tutt'uno. La parte esterna, a forma di campana,  da cui il nome, ha una apertura al vertice che serve per fare uscire la preda catturata e per introdurre l'esca.E' dotata di coperchio, una porticina che rimane chiusa durante la pesca. La parte interna, a forma conica, ha la base leggermente inferiore a quella della campana perchè possa entrarvi ed essere ad essa legata in modo da formare un corpo unico. Il vertice termina con le punte dei vimini che convergono a cono senza essere legate perchè devono costituire un ostacolo per l'uscita dei pesci che sono penetrati all'interno.
Una volta, prima della invenzione della rete, qualsiasi tipo di pesca veniva effettuata con le nasse per cui le si costruiva a seconda del tipo di pesca da effettuare. Le nasse venivano impiegate, secondo la formazione del fondale marino, a gruppo di due o più di due. Raramente veniva calata da sola.
Il ritiro delle nasse avveniva giornalmente. Prima di portarsi sul luogo dove avevano affondato le nasse per tirarle, i pescatori tiravano le reti per racimolare l'esca. Il tiro di qualsiasi attrezzo avveniva a braccia. Di quei tempi non esistevano verricelli e scandagli. Il fondo marino si conosceva con l'uso delle coffe. Nel ritirarle, quando l'amo rimaneva impigliato in qualche ostacolo, che in genere era lo scoglio, si facevano dei rilevamenti a terra per stabilire la posizione.
La bravura di un pescatore consisteva proprio nella sua capacità di leggere il fondo marino.
A Ponza costruisce ancora le nasse Benedetto Sandolo nella curtègle (cortile) dell'antico palazzo Irollo.






Benedetto Sandolo mentre costruisce le nasse
(Estate 2015)

lunedì 1 agosto 2016

Gli artigiani

Un post già pubblicato lo scorso anno

A Ponza, un tempo, c'erano molti artigiani. Ora, purtroppo, ne sono rimasti proprio pochi.
Ne ho fotografato alcuni mentre stanno lavorando.










In queste foto, Benedetto Sandolo con pazienza e maestria costruisce le nasse (ceste di canne e vimini usate per la pesca ed in modo particolare per la pesca delle aragoste)















Guglielmo Tirendi con grande manualità e abilità crea delle stupende opere in ceramica...molto belli i presepi in miniatura



Il presepe in miniatura di Tirendi









A Campo Inglese, sulla strada che porta a Le Forna, questa signora, con mani sapienti, realizza dei bellissimi cestini

La creatività non sta nel trovare nuovi paesaggi, ma nell'avere occhi nuovi

Marcel Proust

mercoledì 14 ottobre 2015

Gli artigiani

A Ponza, un tempo, c'erano molti artigiani. Ora, purtroppo, ne sono rimasti proprio pochi.
Ne ho fotografato alcuni mentre stanno lavorando.










In queste foto, Benedetto Sandolo con pazienza e maestria costruisce le nasse (ceste di canne e vimini usate per la pesca ed in modo particolare per la pesca delle aragoste)















Guglielmo Tirendi con grande manualità e abilità crea delle stupende opere in ceramica...molto belli i presepi in miniatura



Il presepe in miniatura di Tirendi









A Campo Inglese, sulla strada che porta a Le Forna, questa signora, con mani sapienti, realizza dei bellissimi cestini

La creatività non sta nel trovare nuovi paesaggi, ma nell'avere occhi nuovi

Marcel Proust

lunedì 4 novembre 2013

Ponza e le nasse....un bel video

Su Youtube ho trovato un video interessante in cui vediamo Benedetto Sandolo mentre costruisce le nasse, un antico strumento da pesca fatto con i giunchi.

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