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venerdì 11 marzo 2022

La canzoncina della Madonna della Salvazione

 O Vergine bella 

madre d'amore

tu sei la stella che guarda il mar

per te stan l'onde

stan l'onde quiete

se fischia il turbo, 

si freme il mar.

A te ricorre

il buon nocchiero 

prima di porre

la nave in mar

e se confida

confida in te,

in te, sua guida.

D'ogni periglio

sa di scampar.

(Tratta dal libro di Gino Usai "I pescatori ponzesi in Sardegna dal Settecento ai giorni nostri")

I marinai ponzesi quando partivano da Ponza con i loro bastimenti per andare in Sardegna passavano sotto il cimitero tra lo Scoglio Rosso e le Grotte di Pilato. Sul promontorio nella chiesetta del Purgatorio c'era la statua della Madonna della Salvazione ed i marinai si toglievano la coppola, alzavano lo sguardo, chiedevano protezione intonando questa canzoncina. 




Tra lo scoglio Rosso e le Grotte di Pilato i marinai ponzesi passavano con i loro bastimenti

(Foto di Rossano Di Loreto)



La statua della Madonna della Salvazione che era nella chiesetta del Purgatorio all'interno del Cimitero. E' molto antica, credo sia del '600.


La chiesetta del Purgatorio dove c'era la statua della Madonna della Salvazione.


Goletta nel porto di Ponza



mercoledì 6 ottobre 2021

Un'invocazione a San Silverio

 Si sa che il ponzese quando è in difficoltà invoca il suo Santo protettore, San Silverio, proprio come è capitato  al grande marinaio Salvatore Schiano, classe 1911.

L'episodio è accaduto  durante la Seconda Guerra Mondiale mentre Salvatore Schiano era imbarcato su una petroliera, il Nautilus, tra Durazzo, Brindisi e Bari.

Ernesto Prudente così racconta:

"Eravamo in navigazione in pieno Adriatico, ero al timone quando il comandante mi disse: Schiano, stai attento, io scendo un momento nel quadrato. Ero solo nella timoneria. Il collega di guardia con me era sulla controplancia, come usavamo fare. Ad un certo punto uno strillo della vedetta ruppe il profondo silenzio che regnava intorno a noi: un siluro! guardai davanti  come un falco e vidi il "pescecane" fendere la superficie del mare diretto su di noi. Il sangue mi si gelò. Ebbi un attimo di perplessità. Non sapevo se andare tutto a dritta o viceversa. Dovevo decidere da solo e immediatamente. Invocai S.Silverio, il mio santo. Il Protettore dei marinai ponzesi. Mi ripresi dall'attimo di sbandamento, capiii che non bisognava titubare, lasciai  la caviglia e presi la manopola del timone che feci roteare, con tutta la mia forza, a sinistra con gli occhi sempre bloccati sullo squalo.

Lo vidi passare a venti metri dalla prua e scivolare a dritta, quando notai su quella aletta il comandante che era corso in plancia richiamato dagli strilli della vedetta. aveva seguito la manovra senza intervenire per evitare che  mi impappinassi. Mi guardò, mi sorrise e sorridente mi disse: bravo Schiano, ti dobbiamo la vita. Tutto l'equipaggio si riversò sul ponte di comando per congratularmi. Il cuoco si presentò con una bottiglia di vino per festeggiare la nostra rinascita. La consumammo a sorsi. Il mio fu il primo."

San Silverio è sempre accanto ai ponzesi...



Salvatore Schiano, classe 1911, sulla sua barchetta                                                                            
(Foto tratta dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi, Gente di mare. Storie di barche, di pesca, di      navigazione")                                                                                                                                        


La petroliera Nautilus
(Immagine reperita in rete)



La statuina di San Silverio
(Foto di Annalisa Sogliuzzo)
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