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mercoledì 6 ottobre 2021

Un'invocazione a San Silverio

 Si sa che il ponzese quando è in difficoltà invoca il suo Santo protettore, San Silverio, proprio come è capitato  al grande marinaio Salvatore Schiano, classe 1911.

L'episodio è accaduto  durante la Seconda Guerra Mondiale mentre Salvatore Schiano era imbarcato su una petroliera, il Nautilus, tra Durazzo, Brindisi e Bari.

Ernesto Prudente così racconta:

"Eravamo in navigazione in pieno Adriatico, ero al timone quando il comandante mi disse: Schiano, stai attento, io scendo un momento nel quadrato. Ero solo nella timoneria. Il collega di guardia con me era sulla controplancia, come usavamo fare. Ad un certo punto uno strillo della vedetta ruppe il profondo silenzio che regnava intorno a noi: un siluro! guardai davanti  come un falco e vidi il "pescecane" fendere la superficie del mare diretto su di noi. Il sangue mi si gelò. Ebbi un attimo di perplessità. Non sapevo se andare tutto a dritta o viceversa. Dovevo decidere da solo e immediatamente. Invocai S.Silverio, il mio santo. Il Protettore dei marinai ponzesi. Mi ripresi dall'attimo di sbandamento, capiii che non bisognava titubare, lasciai  la caviglia e presi la manopola del timone che feci roteare, con tutta la mia forza, a sinistra con gli occhi sempre bloccati sullo squalo.

Lo vidi passare a venti metri dalla prua e scivolare a dritta, quando notai su quella aletta il comandante che era corso in plancia richiamato dagli strilli della vedetta. aveva seguito la manovra senza intervenire per evitare che  mi impappinassi. Mi guardò, mi sorrise e sorridente mi disse: bravo Schiano, ti dobbiamo la vita. Tutto l'equipaggio si riversò sul ponte di comando per congratularmi. Il cuoco si presentò con una bottiglia di vino per festeggiare la nostra rinascita. La consumammo a sorsi. Il mio fu il primo."

San Silverio è sempre accanto ai ponzesi...



Salvatore Schiano, classe 1911, sulla sua barchetta                                                                            
(Foto tratta dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi, Gente di mare. Storie di barche, di pesca, di      navigazione")                                                                                                                                        


La petroliera Nautilus
(Immagine reperita in rete)



La statuina di San Silverio
(Foto di Annalisa Sogliuzzo)

domenica 1 ottobre 2017

Il Re del Fuoco

Il Re del Fuoco è una tipica imbarcazione ponzese, una filuga, ed un tempo sull'isola erano numerose mentre oggi ne sono rimasti pochi esemplari.
E' stata costruita negli anni '30 ed è appartenuta a Salvatore Schiano con cui ha solcato il mare fino a tarda età.
La barca ha questo nome perchè dopo l'otto settembre 1943 mezzi navali ed aerei colpivano le barche con le mitragliatrici e quindi non si poteva uscire dal porto. I ponzesi stavano morendo di fame e non potevano andare a pescare. Schiano con grande coraggio, sfidando il fuoco delle mitragliatrici, usciva tutti i giorni a pesca e distribuiva il pesce ai suoi compaesani. Da qui il nome "Il Re del Fuoco".
L'attuale proprietario, Armando Raponi, l'ha fatta restaurare ed ora spicca con la sua bellezza ed eleganza nel porto di Ponza. Quando Armando risistemava la filuga, mio padre Ciro amava prenderlo in giro dicendogli che sbagliava l'altezza dell'albero.

Nota:
La filuga ponzese è stretta e lunga e sembra disegnata dal mare. Quando naviga non muove acqua, non fa onde perchè è stata concepita per ridurre al massimo la resistenza dell'acqua e fare in modo che i pescatori, remando, facessero il "minimo" sforzo. 

Da "La filuga ponzese" di Giovanni Hausmann






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