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domenica 5 dicembre 2021

Il culto della Madonna all'isola di Ponza

 In questi giorni visto che si avvicina l'Immacolata, festa molto sentita a Ponza, cerchiamo di capire un pò da dove è nato il culto così radicato verso la Madonna nella nostra isola.

Quando, nel 1734, giunsero a Ponza i primi coloni ischitani trovarono una situazione molto precaria anche dal punto di vista religioso.

Così scrive Silverio Corvisieri nel libro " All'isola di Ponza": "Nei primi anni il culto religioso aveva come unico punto di riferimento un antico santuario, scavato nella roccia, alla estrema punta del monte La Rotonda; qui per antica tradizione i naviganti e pescatori pregavano davanti a una statua della Vergine, ritenuta capace di grandi miracoli. Non a caso si chiamava Madonna della Salvazione. La cappella era curata dall'eremita Giuseppe Scotti, quello che si arrampicava sulle alture più impervie per cambiare continuamente abitazione."
Pacichelli nel 1685, in visita a Ponza così scrive: " Tempietto inciso nel monte nel quale si celebrava la messa, essendo allora in rovina la vecchia chiesa del Salvatore, e presso il quale verosimilmente si concentravano le sepolture."
Questo potrebbe essere il santuario che la Capriola di Ponza, Beritola Caracciolo, verso la fine del 1200, fece scavare nel masso dedicandolo alla nascita della Vergine Maria, a cui era devota. Un tempo veniva chiamato "A' Cappell d'a Madunnell" che, purtroppo, è crollata per una frana. Un'altra chiesetta è stata costruita più in alto, sopra una grotta, e custodiva, un tempo,  la statua della Madonna della Salvazione. I naviganti erano soliti accostare la barca sotto la punta della Madonna e togliersi il cappello in segno di saluto alla Vergine chiedendo protezione.
Ma ancor prima c'erano i monaci che avevano nel loro monastero di Santa Maria a Ponza una bel dipinto raffigurante la Madonna che portarono con loro quando scapparono dall'isola, era il 1454. Fondarono un nuovo monastero a Formia che prese il nome di Santa Maria di Ponza.
In anni più recenti monsignor Dies, con la sua opera, ha notevolmente radicato il culto di Maria Immacolata a Ponza.
Per lui e per la comunità ponzese i giorni che precedevano la festa erano ricchi di emozioni, di attesa.
Il popolo di Ponza, devoto all'Immacolata, con una solenne cerimonia, donò una corona d'oro alla Vergine Maria, nel 1958, come segno d'amore.
Don Luigi Dies ha lasciato un segno indelebile con una tradizione che va avanti da più di sessant'anni. Al mattino dell'otto dicembre, quando è ancora buio, una processione di soli uomini, i giuvane d'a Mmaculàte, si snoda per le strade dell'isola cantando Chesta è santa sta jurnata è a Madonna Immacolata, chesta è santa sta jurnata è a Madonna Immacolata.
E' molto toccante!!!


Dicembre 2018


Dicembre 2021 (Foto di Adriana Scotti)

domenica 11 maggio 2014

Santa Domitilla a Ponza...tra culto e archeologia...

La chiesa di Ponza porto è dedicata non solo a San Silverio ma anche a Santa Domitilla la cui festa ricorre il 12 maggio. La statua della Santa viene portata dalle donne in processione per le strade dell'isola.
Santa Domitilla era una principessa imperiale relegata a Ponza e bruciata viva a Terracina.
Sotto la chiesa c'è una grotta e si ritiene che fosse la cella di Santa Domitilla e così la descrive il Dies in "Ponza perla di Roma": "Sotto il piazzale della chiesa parrocchiale c'è una sequela di grotte. Forse furono antiche cave di tufo da costruzione e poi depositi portuali. Ovunque, tra le rocce franate, si osserva l'opera del piccone romano, contrassegnata in quelle piccole gallerie dal tipico taglio dell'epoca. Nelle vicinanze del porto era la così detta Martiria di Santa Domitilla. La tradizione antichissima s'appoggia a San Girolamo e al commento del Baronio al Martirologio Romano. Infatti ai 12 di Maggio, festa della Santa, il Baronio annota che, in viaggio verso la Palestina, il santo Dottore, in compagnia della matrona Santa Paola e della figlia di questa, santa Eustochio, quando fu in vista di Ponza, fece dirottare la nave verso il nostro porto e si volle fermare qui alcuni giorni, per venerare le celle dei Santi Domitilla, Nereo ed Achilleo."
E poi ancora Dies: " Il Tricoli riporta la tradizione e opina che le celle dei santi Martiri trovavansi tra le così dette grotte di Pilato e l'attuale porto, senza aggiungere altro. Quindici anni fa, per una frana avvenuta nel piazzale della chiesa, restò distrutto un ampio grottone sottostante, ove si raccoglievano le spazzature del paese. Sulla parete di quella grotta, alcuni avevano osservato emblemi di questo genere: palme, lettere greche, segni cristiani, come il RO crociato ecc... tutti scalfiti nel tufo. Sgombrati i rottami e l'immonda congerie, nel fondo della grotta apparve un'altra grotticella molto carezzata da un piccone posteriore a quello romano che, con una finestrella di classico tipo aveva sagomato un bell'arco, dall'aspetto trionfale, che univa i due vani. In questa seconda grotta è visibile un giaciglio di tufo, a sinistra alto dal suolo cm. 40 e ampio m. 2 x o,60. Il secondo piccone sul bell'arco dell'ingresso, aveva sbalzato un medaglione e in esso profondamente graffita una corona a tre punte:l'antica corona imperiale."
Scrive ancora: "In questa grotta, che per la festa del 12 Maggio trasformiamo in una serra di rose e illuminiamo con lampade suggestive, siamo soliti ora trasportare processionalmente la statua della Santa e la piccola reliquia del suo sacro corpo, che vi restano esposte fino a sera, quando recando ciascuno un fiore, risaliamo in chiesa".
Un pò di foto della processione e della Santa nella grotta...


Santa Domitilla nella grotta



Santa Domitilla esce dalla chiesa portata da sole donne



La Santa in processione



In processione sulla Punta Bianca
(Le foto sono di Giovanni Pacifico, anno 2013)
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