domenica 30 settembre 2018

A parracine

Nella bella trasmissione di Rai tre, Geo e Geo, qualche tempo fa si è parlato dei muretti a secco, i parracine, nel nostro dialetto ponzese.
A parracine viene costruita da pietre incastrate tra di loro, una vera arte e bisogna essere abili.
Ernesto Prudente così descrive a parracine: - muro a secco per sostenere il terreno. Nacque a Palmarola durante il periodo neolitico quando i primi abitatori ebbero la necessità di coltivare il terreno per produrre bacche da mangiare. I pendii vennero lavorati dal basso verso l'alto. si costruiva il muro, la parracine, sistemando il terreno all'interno e così di seguito.
Visto che il territorio di Ponza ha poche zone pianeggianti gli antichi contadini costruirono le parracine  così da ricavare dei terreni, i catène, dei gradoni sui cui piantare soprattutto la vite ma anche legumi.
A quanto pare a parracine serviva non solo per delimitare i confini dei terreni ma anche per drenare l'acqua piovana e dare umidità alle coltivazioni.
Le pietre che costituiscono a parracine favoriscono anche la fauna infatti possiamo incontrare lucertole che se la godono al sole.


Parracine i ncòppe i Cuonte



Piccole parracine abbasce u Cavone dei Conti



Altre parracine ncòppe i Cuonte



Gatto ncòppe a parracine

venerdì 28 settembre 2018

Una bella poesia

Una bella poesia di Carmine Pagano tratta dal libro "SANGUE 'I ROTUNNE  Poesie Ponzesi" 

'A spiaggia che me piace

'A spiaggia che me piace
tene 'a rena.
Ma tene pure 'i scogli
e tene 'i vricci.

A spiaggia che me piace
è 'na sirena,
che ca risacca te 'mbroglia
e te 'ncapriccia.

'U mare che me piace
è cristallino,
calmo e quieto comme te suonno
ma 'u stesso tiempo
è furioso e sè scatena
cu lampe, truone, viento e
cu chest'onne
ca tu siente pitto e arruvugliato
dint'a stu viento frisco
comm'e fronne.

'A spiaggia che me piace
è natu' munno
che t'aiuta a campà
cu 'na poesia.

'A spiaggia che me piace
è 'a fantasia.

Nota:
vricci - ciottoli, pietre levigate tipiche delle spiagge di Ponza
pitto -piccolo


La spiaggia che mi piace è la Parata...bellissima ma irraggiungibile
























Un pò di foto della Parata 

(Estate 2016)

mercoledì 26 settembre 2018

Il dipinto della goletta San Salvatore nella chiesa di Ponza

Nella chiesa di Ponza c'è un dipinto che raffigura un'imbarcazione nel mare in tempesta e di lato si vedono San Silverio e la Madonna. E' stato realizzato dal capitano Raffaele Sandolo e l'imbarcazione è la goletta San Salvatore.
Probabilmente l'autore si sarà trovato con quella goletta in difficoltà, magari ha chiesto la loro intercessione ed ha realizzato il dipinto come ringraziamento.
La goletta  San Salvatore apparteneva alla famiglia Sandolo ed è stata costruita nel 1924.
La possiamo ammirare, nel porto di Ponza,in una bellissima foto scattata dal fotografo Biagio D'Arco il 17 agosto 1927.
Purtroppo, durante la seconda guerra mondiale, di ritorno dalla Sardegna verso Ponza, la goletta fu colpita da un sommergibile olandese nella notte del 22 novembre 1941. Colpita mortalmente affondò con il suo carico di formaggio ed ora giace nel mezzo del mar Tirreno ad una profondità di 1660 metri. L'equipaggio riuscì a salvarsi ma con molta fatica.


Il dipinto che raffigura la goletta San Salvatore nel mare in tempesta. 


L'interno della chiesa ed in alto il dipinto del capitano Raffaele Sandolo
(Estate 2014) 


La goletta San Salvatore nella foto scattata dal fotografo Biagio D'Arco il 17 agosto 1927

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)


domenica 23 settembre 2018

Il museo etnografico dell'isola di Ponza

Il museo etnografico dell'isola di Ponza è stato creato da Gerardo Mazzella in una grotta, sopra la spiaggia di Frontone, accanto al Punto di Ristoro gestito da lui.
Gerardo ha raccolto attrezzi, statue, oggetti antichi che ci riportano al passato,alla vita quotidiana dei ponzesi, sia del mondo contadino che quello della pesca.
Possiamo conoscere storie, tradizioni e devo dire che l'ho apprezzato molto.
Le persone semplici possono realizzare cose grandiose.




Entrata di un cortile ponzese
















Il cerchio usato per la pesca alla granseola (u fellone)


Immagini sacre dell'Ottocento che ornavano le casa-grotta ponzesi









Madonnina dell'Ottocento


Coffa, anni '30, realizzata dal pescatore Salvatore Schiano


Osso della colonna vertebrale della balena che si arenò sotto il Fortino di Frontone nel 1957



Il pianoforte di nonna Olimpia ,fine Ottocento, che con la sua musica rallegrava il quartiere della Dragonara



Tubazione borbonica periodo 1850

giovedì 20 settembre 2018

Un ricordo di mio padre

Domani il mio papà, Ciro Iacono, avrebbe festeggiato il compleanno ed io voglio ricordarlo con questa bella foto in cui lo vediamo sorridente.


Buon compleanno papà!!!

Il ricordo non muore mai...

domenica 16 settembre 2018

Il primo giorno di scuola

Qualche giorno fa con le mie colleghe di scuola dell'infanzia siamo andate alla primaria per salutare i nostri alunni che stavano per intraprendere  un nuovo percorso scolastico.
Una sorta di passaggio del testimone.
Iniziavano la scuola primaria, la scuola dei grandi.
Erano molto emozionati e noi li abbiamo abbracciati, spronati quando abbiamo notato un attimo di smarrimento.
Sono arrivati alla scuola dell'infanzia che erano piccoli, li abbiamo consolati quando erano tristi, abbiamo gioito quando hanno raggiunto dei traguardi.
Il primo giorno di scuola è sempre molto importante.
Ricordo benissimo il mio primo giorno di scuola, nei locali in via Parata, in quegli anni si cominciava il primo ottobre.
Ero molto emozionata, mi ero svegliata prestissimo e continuavo a chiedere che ora fosse a mia madre.
Nella zona in cui abitavo, Corso Pisacane, qualcuno forse ancora ricorda una bimbetta che non vedeva l’ora di arrivare a scuola.
Nell’aula c’era qualche bambina che versava qualche lacrima ma io sorridevo, non capivo perché piangesse.
Ricordo che il primo giorno venne il maestro Giannino Conte e ci fece fare le asticelle, i mazzarèlle.
Poi però la mia maestra per quell'anno fu Margherita Sandolo ed era vecchio stampo, molto severa.
Per lei quello era l’ultimo anno di lavoro prima della pensione.
Negli anni successivi la mia insegnante è stata Iole Conte, persona splendida, ho un bellissimo ricordo di lei.
Le classi erano numerose a quei tempi perchè Ponza era molto abitata.
Non c’era lo spopolamento che c’è oggi, ogni nucleo familiare era composto da più figli.


Asilo "Ciro Piro", primi anni '60
Io sono da sinistra la seconda, in piedi nella prima fila

(Dal mio album fotografico)


Maestro Valiante
Il secondo bambino da sinistra è mio fratello Peppino



Una scolaresca al femminile anni '30
Una classe numerosa

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

venerdì 14 settembre 2018

Un libro molto interessante

Quest'anno è stato pubblicato un libro molto interessante Ponzesi, gente di mare Storie di barche, di pesca, di navigazione in cui possiamo trovare la storia della navigazione ponzese.
L'autore, Silverio Mazzella, ha fatto ricerche negli archivi per trovare documenti, ha coinvolto molte famiglie ponzesi.
Tutto corredato da foto, alcune inedite, da disegni.
Bellissimo!!!


La copertina del libro raffigura due burchielle, in primo piano la Maria Assunta in cielo e in fondo la Assunta Maria in questa opera realizzata da Silverio Mazzella



Questa la pagina in cui viene descritto il cutter Santuario di Pompei che apparteneva inizialmente al mio bisnonno Ciro Iacono.
Poi  viene raccontata la vita lavorativa sul mare di mio nonno Peppino Iacono con una foto che è sul suo libretto di navigazione.
C'è anche una bella foto di mio padre, Ciro Iacono, maestro d'ascia, che ha costruito barche bellissime. Negli ultimi anni di vita ha realizzato dei modellini di imbarcazioni veramente stupendi.



Nel 1778, il 23 aprile, ci fu un naufragio e persero la vita alcuni Iacono e dei loro parenti. Michele Iacono era un mio antenato, oltre al figlio Silverio di quattro anni lasciò anche Aniello di un anno da cui discendo.
Il padre di Michele era Pietro Paolo Iacono, la madre Elena Di Tomasso.
In questa pagina ci sono un pò di notizie.

martedì 11 settembre 2018

La preghiera di zia Francesca

Mia cugina Annamaria Musella, figlia di zia Francesca Iacono, mi ha inviato questa bellissima preghiera che la madre aveva imparato da sua nonna.
Hanno recitato questa preghiera fin da bambini ed hanno continuato fino agli ultimi giorni di vita di zia, scomparsa nel novembre 2015.
Annamaria mi ha raccontato che quando arrivavano alla parte dove si diceva uarde u cape i case, la mamma diceva chi è? E i bambini contenti e saltellanti rispondevano papà.
Ecco la preghiera...speriamo di aver trascritto bene perchè il dialetto ponzese è difficile da scrivere, è diverso da quello parlato.

Je me cocche e me so cuccate
e a Maria agge chiammate,
tre cose agge cercate: comunione, confessione, e olio santo.
Je dorme, dorme int'u liètte,
e a Maria tènghe mpiètte,
je dorme e èsse vèglje,
si è coccòse me resvèglje.
Sotte u cuscine sta u vere Ddje,
abbonde a porta sta l'angiule forte
che ci libera i mala morte,
u bbuone ce trase
e u male se n'esce,
cà ce uarde u cape i case che è 
PAPA'







Mia zia Francesca Iacono era la sorella di mio padre Ciro. Dal matrimonio con Silverio Musella sono nati sette figli.
Posso immaginare i bambini saltellanti e gioiosi rispondere PAPA' al termine della preghiera.
Era una splendida donna!!!


Nota:
Abbonde significa in punta, all'estremità

domenica 9 settembre 2018

Considerazioni di fine estate

Dopo più di un mese trascorso a Ponza provo a fare delle considerazioni sulla mia isola.
Quest'anno devo dire che ho trovato un'isola non solo sporca e trascurata, ma anche molto caotica e male organizzata. Rispetto delle regole pari a zero, tanto chi ci controlla...
Evviva la libertà!!!
Deiezioni canine ovunque, padroni maleducati, cosa se lo fanno a fare un cane quando non sanno mantenerlo.
Ho dovuto richiamare un operatore ecologico che faceva finta di non vedere gli escrementi sulla scalinata che porta sia a Corso Umberto che a via Parata.
E che dire dei cani lasciati liberi di scorrazzare senza guinzaglio? Io e mia figlia siamo state addirittura aggredite da tre cani senza padrone proprio davanti al ristorante "A casa di Assunta" in località Capobianco.
Cani senza collare che vagano per il centro e nessuno vede niente, che vanno a dar fastidio ai loro simili.
Eppure c'è un'ordinanza di qualche anno fa ancora in vigore, ma nessuna la rispetta.
Ci sono strade che non vengono mai pulite come via Parata, eppure noi paghiamo profumatamente la TARI.
E che dire del percolato lasciato dal camion della nettezza urbana rendendo irrespirabile l'aria a Corso Umberto...ho fatto presente che andava lavato quel tratto di strada. Mah!!!
L'isola dovrebbe essere un gingillo. Le strade dovrebbero essere lavate sistematicamente e non aspettare la pioggia d'Agosto, che perdipiù porta i rifiuti a mare.
Altra cosa veramente ridicola è stata quello di trasferire il capolinea degli autobus a Sant'Antonio. Ha creato dei veri ingorghi e un caos incredibile, oltre ad aver disorientato le persone che scendono dalle navi.
Una genialata!!!
E poi auto parcheggiate ovunque in barba ai divieti di sosta.
Questa è la libertà...fare i propri comodi alla faccia dell'ordine e del decoro.
Ma che sto dicendo???
Noi ponzesi che viviamo lontano da Ponza non dovremmo parlare altrimenti facciamo cattiva pubblicità all'isola, ma questa è la triste realtà.
Ma che discorsi sono???
Noi amiamo Ponza e vediamo la realtà.
Altra cosa che non mi è andata giù è che quest'anno, purtroppo, le Cisterne Romane (Dragonara e Corridoio) sono state spesso chiuse oppure aperte sporadicamente. Abbiamo dei tesori e facciamo di tutto per nasconderli, non li facciamo tornare nell'oblio.
Bisogna pubblicizzare i nostri Beni Archeologici, molti giungono a Ponza e non ne conoscono l'esistenza.
Non bisogna fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia...solo così possiamo salvare la nostra isola.


L'isola di Ponza
(agosto 2018)

Ed ora un pò di foto per vedere i degrado in cui versa l'isola



Escrementi sotto la mattonella che ricorda il grande Sandro Pertini in via Nuova



Degrado in via Corridoio



Su queste scale ci sono sempre escrementi



Sacco d'immondizia abbandonato



Escrementi accanto al pozzo della Cisterna del Corridoio in via Parata



Schifo dappertutto

Una bella canzone di Jovanotti...Viva la libertà

Preziosa e fragile
Instabile e precaria
Chiara e magnetica
Leggera come l'aria
Sempre moderna anche quando è fuori moda
Sempre bellissima cammina per la strada
All'orizzonte, dietro la fronte
Sul palcoscenico e dietro le quinte
Allenami, insegnami a vivere con te.

Viva la libertà (viva)
Viva la libertà
Viva la libertà (viva)
La libertà...

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