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martedì 4 aprile 2023

Una bellissima statua dell'Addolorata

 In questa Settimana Santa  pubblico le foto di una bellissima statua della Madonna Addolorata protetta da una campana di vetro. 

Nel volto di Maria traspare tutto il dolore per la perdita del suo amato figlio.

(Per gentile concessione della famiglia Ruggiero - Avellino)







mercoledì 17 aprile 2019

Chiesa di Ponza chiusa per pericolo crolli

Era quello che temevo e purtroppo è accaduto.
La Chiesa parrocchiale di Ponza, dedicata a San Silverio e Santa Domitilla, è stata chiusa per pericolo crolli.
Sono anni che pongo l'attenzione sulle pessime condizioni della Chiesa, ho scritto dei post con delle foto in cui si vede chiaramente lo stato in cui versa.
Qualche giorno fa è venuto giù un rosone, sul lato destro dove c'è l'altare dedicato a San Silverio. Ha sfiorato il vestito della statua che raffigura la Madonna Addolorata, che era posizionata in quel lato della chiesa perché la stavano preparando per i riti della Settimana Santa. Per fortuna non è stata colpita.
E se ci fossero state delle persone???
Questo è successo all'interno, dove si vedono chiaramente crepe, tracce d'infiltrazioni d'acqua. E non parliamo delle condizioni dell'esterno.
Da un momento all'altro potrebbe staccarsi qualche altro pezzo.
Ora bisogna correre al riparo, fare perizie, cercare fondi per  restaurarla.
La nostra chiesa è un Bene storico, è di tutti noi, bisogna salvaguardarla.
Purtroppo è già successo...ma molti hanno dimenticato.
Circa cinquant'anni fa chiusero la chiesa perché ritenuta pericolante e ricordo che la statua di San Silverio fu portata nel caseggiato dove oggi è della Guardia di Finanza.
La Messa veniva celebrata nella cappella delle suore che, in quel tempo, abitavano nello stabile.
Un periodo triste per la comunità ponzese che frequentava la chiesa.
La storia si ripete, ma a quanto pare non se ne parla...










Queste immagini si commentano da sole

(Foto di Marianna Licari)

martedì 27 marzo 2018

La Settimana Santa attraverso i miei ricordi

Nei giorni che precedevano la Pasqua, a Ponza, nell'aria si sentivano i profumi di casatièlle e pastiere che le signore portavano a cuocere nei forni della zona.
Mia madre impastava una bella quantità di casatièlle in una scafarèje e ricordo ancora la forza che metteva. Poi divideva l'impasto nei ruoti e li metteva a lievitare nel posto più caldo della casa magari con qualche coperta sopra.
Appena lievitati noi ragazzine portavamo i ruoti avvolti nei canovacci, una sorta di mappatèlle, giù dal fornaio Temistocle, in via Corridoio. Ogni ruoto all'interno del bordo aveva il nome della famiglia che li portava ad infornare.
Quando portavamo a casa i casatièlle il profumo era inebriante...non vedevamo l'ora di assaggiare.
Ma dovevamo aspettare...
Il clou della Settimana Santa era la parte religiosa con la processione del Cristo morto e dell'Addolorata. Il momento più toccante era l'incontro tra Maria Addolorata e suo Figlio che a quel tempo avveniva sulla Punta Bianca.
La processione con l'Addolorata passava per la Parata, poi gli Scarpellini e scendeva sulla Punta Bianca. Ho ancora in mente i canti di Monsignor Dies.
Intanto un grande fucarazze  sulla spiaggia di Sant'Antonio illuminava la notte del venerdì santo.


In via Corridoio aveva il forno Temistocle
(Estate 2016)



Casatièlle  ponzese è dolce rispetto a quello napoletano



La statua dell'Addolorata



Il Cristo morto



La processione in Corso Pisacane



U fucarazze sulla spiaggia di Sant'Antonio

(Foto di Carlo Ponzi, 2015)

Nota:
Ruoto: teglia circolare per cuocere i dolci
Scafarèje: era un recipiente in cui si impastava, si pigiava
Casatièlle: dolce pasquale
Fucarazze: falò
Mappatèlla: roba avvolta in un canovaccio annodato



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