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mercoledì 4 giugno 2025

Nascere a Ponza

 Oggi non si nasce più a Ponza e le futura mamme, giustamente, si trasferiscono sul continente per far nascere i loro bambini in ospedale, con l’assistenza dovuta.

Tanto tempo fa, i bambini nascevano nelle loro case e le donne venivano aiutate dalle ostetriche locali, le mammane.
Io sono nata in una piccola casa sul corso Pisacane e mia madre aveva già due bambini ma con me ebbe dei problemi. Ci fu bisogno, urgentemente, di un medico e venne chiamato il dottor Martinelli che, per fortuna, non abitava lontano riuscendo così a salvare la vita alla mia mamma.

Quante mamme di Ponza sono morte di parto ma anche tanti bambini non sono riusciti a sopravvivere ad un parto difficoltoso.
I tempi erano difficili.
Siamo rimasti in pochi ormai ad essere nati a Ponza.


Io in braccio a mia sorella Olimpia vestita con l'abito della Prima Comunione, accanto a noi mio fratello Peppino (Dall'album di famiglia)


La scalinata che porta alla casa dove sono nata, in Corso Pisacane


Sono nata in una piccola casa di quella palazzina bianca  con gli archi 

venerdì 20 maggio 2022

Nascere a Ponza tanto tempo fa...

 Oggi non si nasce più a Ponza e le donne, al momento del parto, si trasferiscono sul continente per far nascere i loro bambini in ospedale, con l’assistenza dovuta.

Tanto tempo fa, i bambini nascevano nelle loro case e le donne venivano aiutate dalle ostetriche locali, le mammane.
Io sono nata in una piccola casa sul corso Pisacane e mia madre aveva già due bambini ma con me ebbe dei problemi. Ci fu bisogno, urgentemente, di un medico e venne chiamato il dottor Martinelli che, per fortuna, non abitava lontano riuscendo così a salvare la vita alla mia mamma.
Mio padre, ogni tanto, per prendermi in giro mi diceva, che già alla mia nascita, aveva dovuto pagare trentamila lire, tanto si prese il dottore per il suo intervento.
Per quei tempi era una bella cifra!
Quante mamme di Ponza sono morte per un  parto difficoltoso ma anche tanti bambini non sono riusciti a sopravvivere.
I tempi erano difficili…ora  sono rose e fiori.
Siamo rimasti in pochi ad essere nati a Ponza, d'altra parte è giusto che una donna possa partorire in tutta sicurezza in ospedale.
Ricordo ancora Maria  quando raccontava la nascita del suo primo figlio.
Era il 18 luglio 1950 ed erano ventiquattro ore che lei era in travaglio, era ormai sfinita, mancava anche di lucidità. Il bambino era troppo grande per lei che aveva un fisico minuto e l’ostetrica chiese l’aiuto di un medico.
Il dottor Sandolo abitava a Le Forna, quindi dalla parte opposta dell’isola e non c’erano automobili per andarlo a prendere, l’unico mezzo era la barca.
Il fratello di Maria, Carlo, s’imbarcò sulla piccola imbarcazione, a remi, di “Cuncetta a tiramola” ed arrivò a Cala Inferno. Salì di corsa tutti quei scalini e andò a chiamare il dottore.
Fortunatamente trovarono un camion della SAMIP ( la miniera ) così giunsero più velocemente al porto e far nascere il bambino.
Finalmente nacque Salvatore che pesava ben K.G .4,500 un bel bambino con gli occhi chiari.
Tutto è bene quel che finisce bene…


Io in braccio a mia sorella Olimpia accanto mio fratello Peppino


In quel palazzo con gli archi sono nata io


La scala che porta alla casa in cui sono nata

domenica 28 maggio 2017

Nascere a Ponza tanto tempo fa...

Oggi non si nasce più a Ponza e le donne, al momento del parto, si trasferiscono sul continente per far nascere i loro bambini in ospedale, con l’assistenza dovuta.
Tanto tempo fa, i bambini nascevano nelle loro case e le donne venivano aiutate dalle ostetriche locali, le mammane.
Io sono nata in una piccola casa sul corso Pisacane e mia madre aveva già due bambini ma con me ebbe dei problemi. Ci fu bisogno, urgentemente, di un medico e venne chiamato il dottor Martinelli che, per fortuna, non abitava lontano riuscendo così a salvare la vita alla mia mamma.
Mio padre, ogni tanto, per prendermi in giro mi diceva, che già alla mia nascita, aveva dovuto pagare trentamila lire, tanto si prese il dottore per il suo intervento.
Per quei tempi era una bella cifra!
Quante mamme di Ponza sono morte di parto ma anche tanti bambini non sono riusciti a sopravvivere ad un parto difficoltoso.
I tempi erano difficili…ora  sono rose e fiori.
Siamo rimasti in pochi ad essere nati a Ponza, d'altra parte è giusto che una donna possa partorire in tutta sicurezza in ospedale.



In questa foto io sono in braccio a mia sorella Olimpia accanto mio fratello Peppino.



In una casa su quella loggia sono nata 
(Estate 2016)



La scalinata che porta alla loggia della casa in cui sono nata


domenica 9 giugno 2013

'A mammane

Un tempo, a Ponza, si nasceva, in casa, grazie all'aiuto dell'ostetrica del luogo, la cosiddetta "mammane".
Quando sono nata io, mia madre fu aiutata da "Rìccetta",così chiamavano Giovanna Parisi.
Ecco come descrive l'ostetrica ponzese Luigi Sandolo nel libro "Su e giù per Ponza" pubblicato nel 1980.
"A mammane
Negli anni ormai lontani nel popolo ponzese il titolo di levatrice per non dire di ostetrica, quest'ultimo istituito verso il 1930, era sconosciuto.
Chi raccoglieva i parti e curava il neonato e la puerpera veniva chiamata 'a mammane. Quando poi la si voleva distinguere con il nome si diceva 'a cummare Lucia, 'a cummare Maria, 'a cummare Rosalia. L'assistenza al neonato ed alla puerpera durava sino a che quest'ultima non si era del tutto ristabilita in salute.
Al primo bagno il papà gettava nella vaschetta una o due monete d'oro.
Il compenso alla mammane veniva dato alla fine delle prestazioni, il giorno del battesimo che avveniva normalmente dopo una settimana dalla nascita.
La maggiore soddisfazione quale pubblico riconoscimento della sua bravura professionale 'a mammane l'aveva nell'accompagnamento del neonato al fonte battesimale.
Indossato l'abito migliore e spesso nuovo e vistoso, inghirlandata da catene d'oro ad una delle quali era legato un'orologio dello stesso metallo e, d'estate, un ventaglio, 'a mammane si recava a casa del battezzando accompagnata dall'allieva o assistente.
In attesa del suo arrivo era la famiglia, vestita a festa e la giovanetta, anche essa vestita a nuovo, che doveva portare in chiesa il pargoletto.
Durante la cerimonia del battesimo 'a mammane con il battezzando in braccio teneva pronto per non farlo piangere 'nu pupatielle, una pupattola, che consisteva in una mollica di pane ben zuccherata in un panno.
All'uscita della chiesa con il neo cristiano, ritornato nelle braccia della portatrice, si formava un piccolo corteo con davanti un codazzo di ragazzi schiamazzanti per ricordare ai parenti ed amici di buttare i confetti ed i soldini.
Arrivati a casa 'a mammane presentava per il bacio il battezzato al padre pronunziando il nome impostogli. A tavola sedeva al posto d'onore con a destra il padrino o la madrina.
Le ultime mammane furono Rosalia Albano, Eugenia Mazzella, 'a Paccuselle di Le Forna, Maria Esposito vedova Parisi e Lucia Mazzella Sangiovanni. Dopo la recente morte di Giovanna Parisi è rimasta l'altra ostetrica Lucia Mazzella fu Silverio"

Nell'agosto del 2008 ho già scritto un post sul nascere a Ponza...tanto tempo fa

La foto è del battesimo delle mie sorelle, le gemelle.....anni sessanta....una è in braccio a mia nonna, l'altra ad Olimpia, la mia sorella maggiore.
A fianco Teresa Parisi, nipote dell'ostetrica, dietro "Riccetta", mio padre ed io ( mi si vede appena) con il cappottino.


Nascere è ricevere un intero universo in dono
Jostein Gaarder

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