venerdì 12 febbraio 2021

I sòrve

 I sòrve così vengono chiamati in dialetto ponzese i frutti dell'albero di sorbo.

I frutti del sorbo vengono colti acerbi e appesi a grappoli in luoghi freschi e ventilati come i balconi per essere consumati quando maturano. Sono efficaci astringenti.

L'estate scorsa, all'isola di Ponza, ho fotografato diverse piante di sorbo sulla strada dell'Acquedotto.

Confesso che non conoscevo questa pianta ma i frutti mi hanno incuriosita ed ho cercato di documentarmi.




Il panorama dalla strada dell'Acquedotto







Le piante di sorbo. Si vedono i frutti a grappolo

mercoledì 10 febbraio 2021

Fra Diavolo, un brigante all'isola di Ponza

 Abbiamo spesso sentito il nome di Fra Diavolo, alias Michele Pezza, un brigante originario di Itri, vissuto tra la fine del  1770 ed i primi anni del 1800.

Ebbene la sua storia sfiora anche la nostra Ponza...
Di questo personaggio ci racconta l'indimenticabile Ernesto Prudente nel libro Miscellanea che ha fatto delle ricerche su Fra Diavolo.
Ecco cosa scrive: " Fra i  tanti e vari personaggi che nel corso dei millenni hanno messo piede a Ponza c'è anche Michele Pezza, nato a Itri e morto a Napoli, comunemente noto con il nomignolo di Fra Diavolo. Un diavolo vestito da frate come indica il soprannome che, sempre suggerito da elementi di concretezza, rispecchia maggiormente le particolarità e le attitudini dell'individuo a cui viene affibbiato. Ci troviamo, quindi, di fronte ad uno spirito potente dedito ora al bene e ora al male."
...Fra Diavolo, non fu altro che un guerrigliero. Fu il caposcuola della guerriglia.
Questo termine è stato coniato in Spagna nel 1808 quando bande di irregolari attaccavano il nemico, che, guarda caso era proprio Napoleone, con azioni di sorpresa, con imboscate, con attentati e sabotaggi. Azioni che venivano effettuate in zone montane, boscose e impervie, particolarmente adatte allo spostamento di piccole formazioni."
...Per sette anni, 1798-1806, egli cercò in tutti i modi di ostacolare l'avanzata dell'esercito francese.
Lo odiava sia perchè era un invasore, e lo aveva ampiamente dimostrato, e sia perchè i francesi gli avevano massacrato il vecchio padre. Odiava questi invasori a tal punto da non prendere mai in considerazione le vantaggiose offerte, ripetutamente fattegli, l'ultima il giorno prima di essere impiccato, di tradire il suo re. 
Quel suo modo di combattere (scendeva dai monti, nel buio della notte, e penetrava nei paesi occupati dai francesi per saccheggiarli) e le sue apparizioni e le sue scomparse improvvise da un luogo all'altro, tanto da sembrare nu munacielle, eccitavano la fantasia popolare creandogli proseliti. Spesso camuffandosi da eremita, trovava asilo finanche nei monasteri femminili dove l'ospitalità delle suore era totale."
..."Fra Diavolo mise piede a Ponza nel febbraio  del 1806 sia per organizzare bande armate da trasferire poi sul continente per aiutare la resistenza di Gaeta e sia per effettuare attacchi di sorpresa lungo le coste rivierasche.
Il trasferimento in terraferma di questi contingenti avvenne in più riprese il che fa ritenere che il Pezza si fosse fermato a Ponza per un periodo non breve anche perchè reclutò volontari pure a Ventotene e a Santo Stefano.
Nelle isole ponziane affluirono, da ogni dove,  tutti coloro che riuscivano a scampare al passaggio dello straniero.
A marzo di quell'anno Fra Diavolo compie un raid in continente per sostenere gli assediati di Gaeta.
L'azione coraggiosa di Fra Diavolo suscitò nella popolazione isolana un tale e tanto entusiasmo che un certo Antonio Albano, soprannominato Gazzettiello, armò con alcuni amici una goletta e fece  una incursione a Sperlonga dove riuscì ad incendiare un grosso deposito di fascine che i francesi avevano approntate per incendiare la città di Gaeta e provocare la resa degli assediati."
..."Durante il suo soggiorno a Ponza Fra Diavolo, per l'esperienza acquisita, fa nascere, nel marzo 1806, il corpo dei "Cacciatori del mare", l'antesignano dei Marine americani e degli incursori della marina italiana, formato da 150 uomini che "vestivano a loro rispettivo costume", ben addestrati e sempre pronti ad effettuare incursioni sul litorale continentale. Essi alloggiavano a Le Forna, in due grossi padiglioni scavati nella roccia. Al comando di questo gruppo mise il nipote Domenico Pezza, cresciuto alla sua scuola, che dimostrava coraggio e determinazione nonostante la giovanissima età."
..."L'opera e le azioni di Fra Diavolo furono ritenute talmente meritorie che alla sua morte, avvenuta per impiccagione a Napoli l'11.11.1806 quando re di Napoli era Giuseppe Bonaparte.  Ferdinando di Borbone, ritornato sul trono di Napoli, assegnò alla vedova un vitalizio di cento ducati mensili."
Anche questa pagina fa parte della storia di Ponza.






I "Cacciatori del mare" alloggiavano a Le Forna

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)


Fra Diavolo


domenica 7 febbraio 2021

Abitare l'Utopia

 In un angolo del cimitero di Ponza, da cui l'occhio umano scruta le forme bellissime dell'isola, c'è un monumento originale con l'iscrizione "Abitare l'Utopia"

E' dedicato a Sergio Garavini, figura importante della sinistra italiana e della CGIL.

Garavini amava molto l'isola di Ponza.

Nota:

Utopia : formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nelle realtà ma che viene proposto come ideale e come modello





Il monumento "Abitare l'Utopia" nel cimitero di Ponza

venerdì 5 febbraio 2021

A Cappelle d'a Madunnelle

Nel cimitero dell'isola di Ponza, esisteva, un tempo,  una chiesa molto antica proprio dietro la cappella di don Salvatore Tagliamonte. Era dedicata alla Natività di Maria  in cui dopo la costruzione della nuova chiesa del Purgatorio vennero seppelliti i defunti.

Pare sia crollata e non si sa più nulla di questa Cappella. Ormai non c'è più nessuno che può raccontarci qualcosa. E' raffigurata in un disegno di Pasquale Mattei, eseguito nel 1847, dalla Batteria Leopoldo. 

Potrebbe essere il Santuario dedicato alla Natività della Vergine Maria, scavato nella roccia del promontorio della Madonna per volontà della Capriola di Ponza, verso la fine del 1200, di cui racconta Boccaccio nel Decamerone (sesta novella, seconda giornata). La Capriola di Ponza fece erigere questo Santuario per ringraziare la Vergine Maria che l'aveva salvata..

Veniva chiamata "a Cappelle d'a Madunnelle".

Il Pacichelli nel 1685 di questa chiesetta così scrive: " Mà sovra il monte, in distanza di quì trecento passi dalla Torre, si celebra la Santa Messa, in un tempietto incivosi dentro, basso, e stretto."

Nota:

Il monte citato dal Pacichelli è la collina della Madonna


Nel disegno di Mattei, in alto, sulla rupe la chiesetta




La chiesetta doveva stare su quella rupe


mercoledì 3 febbraio 2021

A San Biàse...

 A San Biàse u sòle pì càse


Oggi è San Biagio e nell'isola di Ponza c'è questo detto... significa che in questo giorno il sole illumina tutte le case anche quelle meno assolate.








Le foto sono state scattate con il drone da Rossano Di Loreto (Febbraio 2015)

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