martedì 9 gennaio 2018

Le centenarie di Ponza

Nel giro di due mesi tre belle signore di Ponza hanno festeggiato i loro primi cento anni.
Nel mese di novembre la prima a spegnere le candeline è stata nonna Antonietta che abita sopra Giancos. Pochi giorni dopo una bella festa l'ha fatta Rosa Galano di cui ho già scritto in questo blog. Poi qualche giorno fa è stata la volta di nonna Assunta che ha festeggiato circondata da parenti e amici.
Ma a Ponza non è una novità avere dei centenari, qualche anno fa li abbiamo avuti  contemporaneamente, proprio come adesso, anzi di più.
Anche nell'Ottocento...
Il Mattei nel suo viaggio a Ponza, nell'aprile del 1847, incontrò un vecchio di 108 anni che, con l'aiuto del suo bastone, ogni giorno dal Borgo di Sant'Antonio, dove abitava, camminando per oltre un chilometro si recava alla Chiesa del Porto per la Messa.
Era talmente lucido da ricordare le origini della colonizzazione di Ponza avvenuta a metà del Settecento.
Il vecchio Giovanni così dice al Mattei: "Credete sia impossibile che in questa età si possa ancora godere florida salute, mangiare e digerire benissimo, e tenere dippiù chiarezza di mente e memoria?..."
Io sono qui, e i libri Parrocchiali stanno là, senza dirvi che tutta Ponza conosce il vecchio Giovanni o per meglio esprimermi sono io che conosco tutti questi Ponzesi ora miei compaesani, i quali dal primo all'ultimo ho visto nascere, e i loro figli de' figli...
Per la memoria, se vi aggrada, posso darvene un saggio"
E comincia a raccontare...
Il vecchio Giovanni dice anche che è arrivato a quell'età perchè si ciba di cose sane come il pesce, i legumi, gli ortaggi e poca carne...che a Ponza l'aria è pura e basta fare un pò di  movimento.
Anche il Tricoli a proposito di centenari ha da dire qualcosa...
Nella  Monografia del 1855, descrivendo la popolazione di Ponza, scrive di un uomo di 103 anni, Giovanni Tagliamonte e una donna di 102, Anna Tagliamonte che appartenevano alla sua famiglia materna.
Un mio antenato, Evangelista Feola, raccontava  nonno Peppino, è vissuto fino a 104 anni.



Nonna Antonietta di sopra Giancos ha festeggiato cento anni nel mese di novembre



Rosa Galano anche lei ha festeggiato a novembre



Assunta Cristo ha festeggiato il sei gennaio

(Le foto sono di Rossano Di Loreto)



Il vecchio Giovanni di 108 anni incontrato dal Mattei nell'aprile del 1847

domenica 7 gennaio 2018

Il bucato ai tempi delle nostre nonne

Oggi in ogni casa c'è la lavatrice, in alcune anche l'asciugatrice e i panni si lavano quotidianamente. Un tempo fare il bucato era un vero rito ed era molto faticoso.
Così racconta Ernesto Prudente: "Il bucato era una operazione che in qualsiasi casa si faceva ogni quindici giorni o ogni mese. Essa consisteva nella lavatura della biancheria con acqua bollente, sapone, liscivia ed altri detersivi con rami di piante e radici odorose.
La biancheria per il bucato consisteva nel molteplice degli indumenti intimi e nel complesso dei panni di uso domestico: biancheria da letto: lenzuola e federe; biancheria da tavola:tovaglie e tovaglioli; biancheria da bagno: asciugamani e similari.
Il "cufunature" era il recipiente in muratura a forma tronco-conica con la base in alto. Aveva una altezza superiore al metro e mezzo e con diametro, nella parte alta, di oltre un metro che andava assottigliandosi nella parte inferiore fino a 25 centimetri.
Nella parte inferiore vi era una nicchietta, capace di contenere un secchio, con un piccolo condotto da cui poteva uscire la lisciva che vi era stata immessa.
Il "cufunature" serviva per fare a culate ed il bucato era la lavatura generale di ogni tipo di biancheria. Era un lavoro massacrante, un lavoro di polsi e braccia. Era un continuo salire e scendere dal tetto con il peso di una conca piena di panni bagnati. I panni stesi bisognava capovolgerli per farli asciugare bene e poi intere giornate con il ferro da stiro in mano.
Quando una donna accusava dolori fisici le si diceva: "E' fatte àsteche è lavatore è mò chiagne u cufunature" ( hai fatto tetti e lavatoi ed ora piangi davanti al cufunature). Si voleva far notare che era stata poco attenta alla sua salute."
"...I panni sporchi venivano ammucchiati vicino al lavatoio e si dava inizio al procedimento.
Il panno, lenzuolo o fazzoletto che fosse, veniva immerso nell'acqua e insaponato. Successivamente veniva stropicciato fortemente sul piano inclinato del lavatoio e, spremuto, veniva immesso nell'altra vasca per lo sciacquaggio.
Finito il lavaggio e lo sciacquaggio i panni strizzati venivano "ncufanate", cioè venivano aperti e stesi nel cufunature seguendo un certo ordine. Quelli più delicati venivano posti per ultimi. I panni così sistemati venivano coperti con un panno di juta cennerale, che aveva la funzione di far filtrare la lisciva trattenendo la cenere da cui il nome."
"...Quando si sistemavano i panni nel cufunature l'acqua, nella grossa caldaia di rame, già era in ebollizione. In essa vi si metteva la cenere che si ricavava dalla bruciatura delle foglie secche di agave."
"...A scolatura completa i panni venivano tolti dal cufunature e immersi nuovamente nei lavatoi per lo schiaraggio.
Strizzati venivano stesi al sole ad asciugare. 
Infine, stirati e piegati, venivano riposti negli scaffali. Un mazzetto di "spicandosse", lavanda, per profumarli, non mancava mai in ogni tiretto."



Bucato steso ad asciugare a Le Forna



Bucato steso in via Nuova a Ponza



Panni stesi giù alla Banchina di Fazio

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Spicandosse (lavanda) per profumare il bucato

venerdì 5 gennaio 2018

Ancora sulla frana a Cala Fonte

Giungono da Ponza le immagini della frana che ha devastato Cala Fonte.
Le foto sono di Rossano Di Loreto che ha ripreso tutto con l'ausilio di un drone.
Devo dire che le immagini ci fanno capire che la realtà supera la fantasia.
E' un vero disastro!!!
Pubblico qualche foto, quelle più salienti, su questo blog, ma il reportage completo l'ho condiviso sulla Pagina Facebook Frammenti di Ponza




































mercoledì 3 gennaio 2018

Frana a Cala Fonte

Qualche giorno fa, purtroppo, c'è stata una grossa frana in un angolo incantato dell'isola di Ponza, Cala Fonte. Pare siano franati qualcosa come quaranta metri cubi di roccia. Diverse barche che erano in secco sono state danneggiate dai massi, per fortuna non ci sono state persone coinvolte. E' stata interdetta subito la zona con un'ordinanza del Sindaco.
L'isola di Ponza è molto fragile ed il vento, la pioggia ma anche le onde del mare in tempesta possono modificarne l'aspetto.
Questa zona già, durante una violenta mareggiata, nel 2000, credo, aveva cambiato l'aspetto originario.
Possiamo vedere, attraverso le foto, il cambiamento.


Cala Fonte com'era


Cala Fonte vista dal mare


Cala Fonte con la neve



Una violenta mareggiata di maestrale distrusse già una parte della Cala

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



(Estate 2017)



La frana a Cala Fonte del 30 dicembre2017
(Foto di Carlo Ponzi)



Che devastazione!!!




martedì 2 gennaio 2018

San Silverio a Formia

Questa bella foto di San Silverio mi è stata inviata da Raffaele Capolino che cura la pagina Facebook Formia e la sua storia di Raffaele Capolino.
E' un'immagine molto bella del nostro Santo protettore che è stata realizzata in ceramica da Gerardo De Meo negli anni '80. E' stata commissionata da una famiglia ponzese che abita a Formia.
Si trova in via Mamurra ed è murata sulla parete di un balcone, al primo piano di una palazzina.
Dove c'è un ponzese c'è San Silverio...


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