Buona Pasqua!!!
domenica 16 aprile 2017
mercoledì 12 aprile 2017
Da Ponza a La Galite
I pescatori ponzesi sono conosciuti in tutto il Mediterraneo per la loro bravura per la loro capacità a svolgere questo mestiere.
Si sono spinti con le loro barche, un tempo a remi, in luoghi lontanissimi pur di lavorare, di far campare la famiglia.
Sono approdati in un'isola a nord di Tunisi, La Galite, dove costituirono una piccola Ponza.
A tal proposito ecco cosa scrive Corvisieri: "Come raccontano tante leggende sulle fondazioni di città, anche per la Galita c'è un delitto all'origine della nuova comunità. Antonio D'Arco, un uomo rude e coraggioso, forse collerico, certamente autoritario, proprio nel 1867, a 41 anni, era dovuto fuggire da Ponza dopo aver ridotto in fin di vita un domiciliato coatto. Si era imbarcato su una corallina torrese e, una volta giunto nelle acque africane era disceso a Le Calle dove più tardi si era fatto raggiungere dalla moglie, cinque figli e un fratello. Come i renitenti alla leva o altri ricercati dalla giustizia italiana, anche Antonio D'Arco non poteva più tornare indietro, ma a differenza degli altri, non si adattava alla nuova vita. In una dichiarazione resa alle autorità tunisine sostenne che a Le Calle soffriva di febbri malariche. In realtà egli amava quel senso di totale libertà, se si vuole, quell'illusione di libertà che soltanto l'isola può dare. E la Galita era lì a portata di mano. Nel 1872 ruppe gli indugi; caricò su una barca moglie, figli, pochi mobili, ben sette fucili da caccia, un pò di sementi, qualche animale, e con questa mini-arca di Noè approdò all'isola deserta per fondarvi una comunità: la sua!"
Furono raggiunti in questa isola da altri ponzesi dove portarono i loro costumi, le loro tradizioni ed anche il culto di San Silverio. Alcuni iniziarono a coltivare la terra, costruirono parracine, scavarono le grotte per alloggiare proprio come fecero i coloni quando giunsero a Ponza nel '700.
Nel 1983 sull'isola era rimasto solo Giovanni D'Arco che era un pronipote di quell'Antonio che fondò la comunità ponzese.
Anche questa è una pagina di storia ponzese.
Un pò di foto de La Galite reperite in rete
La piantina dell'isola La Galite
Il video in cui i pescatori di Ponza, Salvatore Schiano e Silverio Conte raccontano della Galite...molto interessante con belle immagini...c'è anche un intervento di Ernesto Prudente
Il video è stato realizzato da Rossano Di Loreto
Si sono spinti con le loro barche, un tempo a remi, in luoghi lontanissimi pur di lavorare, di far campare la famiglia.
Sono approdati in un'isola a nord di Tunisi, La Galite, dove costituirono una piccola Ponza.
A tal proposito ecco cosa scrive Corvisieri: "Come raccontano tante leggende sulle fondazioni di città, anche per la Galita c'è un delitto all'origine della nuova comunità. Antonio D'Arco, un uomo rude e coraggioso, forse collerico, certamente autoritario, proprio nel 1867, a 41 anni, era dovuto fuggire da Ponza dopo aver ridotto in fin di vita un domiciliato coatto. Si era imbarcato su una corallina torrese e, una volta giunto nelle acque africane era disceso a Le Calle dove più tardi si era fatto raggiungere dalla moglie, cinque figli e un fratello. Come i renitenti alla leva o altri ricercati dalla giustizia italiana, anche Antonio D'Arco non poteva più tornare indietro, ma a differenza degli altri, non si adattava alla nuova vita. In una dichiarazione resa alle autorità tunisine sostenne che a Le Calle soffriva di febbri malariche. In realtà egli amava quel senso di totale libertà, se si vuole, quell'illusione di libertà che soltanto l'isola può dare. E la Galita era lì a portata di mano. Nel 1872 ruppe gli indugi; caricò su una barca moglie, figli, pochi mobili, ben sette fucili da caccia, un pò di sementi, qualche animale, e con questa mini-arca di Noè approdò all'isola deserta per fondarvi una comunità: la sua!"
Furono raggiunti in questa isola da altri ponzesi dove portarono i loro costumi, le loro tradizioni ed anche il culto di San Silverio. Alcuni iniziarono a coltivare la terra, costruirono parracine, scavarono le grotte per alloggiare proprio come fecero i coloni quando giunsero a Ponza nel '700.
Nel 1983 sull'isola era rimasto solo Giovanni D'Arco che era un pronipote di quell'Antonio che fondò la comunità ponzese.
Anche questa è una pagina di storia ponzese.
Un pò di foto de La Galite reperite in rete
La piantina dell'isola La Galite
Il video in cui i pescatori di Ponza, Salvatore Schiano e Silverio Conte raccontano della Galite...molto interessante con belle immagini...c'è anche un intervento di Ernesto Prudente
Il video è stato realizzato da Rossano Di Loreto
lunedì 10 aprile 2017
La Cappella votiva di Giancos
La cappella votiva che si trova proprio sulle scalette che portano sopra Giancos, all'isola di Ponza, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Fu costruita nel 1929 per volere di don Luigi Coppa e fino a che visse il sacerdote veniva celebrata la ricorrenza religiosa.
Don Luigi Coppa morì sette anni dopo la costruzione di questa Cappella.
La Cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù
(estate 2016)
La Cappella votiva di Giancos e don Luigi Coppa
La celebrazione del Sacro Cuore davanti alla Cappella di Giancos...quanta gente!!!
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
Don Luigi Coppa morì sette anni dopo la costruzione di questa Cappella.
La Cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù
(estate 2016)
La Cappella votiva di Giancos e don Luigi Coppa
La celebrazione del Sacro Cuore davanti alla Cappella di Giancos...quanta gente!!!
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)
venerdì 7 aprile 2017
Santa Maria della Salvazione
Già prima della colonizzazione Borbonica i pescatori ischitani con le loro veloci feluche si spingevano fino a Ponza. Probabilmente, qualche volta, si saranno trovati in difficoltà ed avranno pregato la Madonna della Salvazione, protettrice dei marinai.
Nella chiesa dello Spirito Santo ad Ischia Ponte c'è un dipinto di un Anonimo che deve essere un ex voto, pare sia del XVII secolo.
Eccolo...
Nel dipinto, in basso, si legge la parola PONZA. Ai piedi della Madonna è rappresentato il litorale con il Circeo e sotto Ponza, Ischia. Su Ponza si vede una chiesa ed una torre. Nel mare in tempesta le barche.
A proposito della Madonna della Salvazione così scrive Vincenzo Bonifacio in "Pontio l'isola di Pilato": Il culto della Madonna della Salvazione è stato importato a Ponza intorno ai primi del Seicento dai pescatori ischitani che, durante la bella stagione, vengono a pescare intorno al nostro arcipelago. In base ai pochi elementi che emergono dalle documentazioni si può ipotizzare che, in origine, la piccola chiesa fosse localizzata in una grotta, in seguito il culto fu trasferito in una nuova costruzione ai margini della vicina falesia; sul finire del Settecento anch'essa fu abbandonata e fu inaugurata una nuova chiesa detta del "Purgatorio" all'ingresso del cimitero nella quale è tuttora presente un'antica statua della Vergine col Bambinello che reca, alla base, l'iscrizione M.D.S."
Questa foto è del 2013
Questa foto è del 2016...stessa Madonna, vestito diverso ma soprattutto dov'è finito il Bambinello???
Qualche giorno fa c'è stato il gemellaggio tra Ponza e l'isola madre, Ischia, da cui provengono buona parte degli antenati dei ponzesi. Con gli ischitani abbiamo in comune il dialetto, i costumi, il cibo...anche il culto della Madonna della Salvazione.
Nella chiesa dello Spirito Santo ad Ischia Ponte c'è un dipinto di un Anonimo che deve essere un ex voto, pare sia del XVII secolo.
Eccolo...
Nel dipinto, in basso, si legge la parola PONZA. Ai piedi della Madonna è rappresentato il litorale con il Circeo e sotto Ponza, Ischia. Su Ponza si vede una chiesa ed una torre. Nel mare in tempesta le barche.
A proposito della Madonna della Salvazione così scrive Vincenzo Bonifacio in "Pontio l'isola di Pilato": Il culto della Madonna della Salvazione è stato importato a Ponza intorno ai primi del Seicento dai pescatori ischitani che, durante la bella stagione, vengono a pescare intorno al nostro arcipelago. In base ai pochi elementi che emergono dalle documentazioni si può ipotizzare che, in origine, la piccola chiesa fosse localizzata in una grotta, in seguito il culto fu trasferito in una nuova costruzione ai margini della vicina falesia; sul finire del Settecento anch'essa fu abbandonata e fu inaugurata una nuova chiesa detta del "Purgatorio" all'ingresso del cimitero nella quale è tuttora presente un'antica statua della Vergine col Bambinello che reca, alla base, l'iscrizione M.D.S."
Questa foto è del 2013
Questa foto è del 2016...stessa Madonna, vestito diverso ma soprattutto dov'è finito il Bambinello???
Qualche giorno fa c'è stato il gemellaggio tra Ponza e l'isola madre, Ischia, da cui provengono buona parte degli antenati dei ponzesi. Con gli ischitani abbiamo in comune il dialetto, i costumi, il cibo...anche il culto della Madonna della Salvazione.
lunedì 3 aprile 2017
Che belle coppie di sposi!!! Foto d'altri tempi...
Il matrimonio, un tempo, a Ponza, era un evento...ne ho già scritto in questo blog, qui, nel post "'U spusalizio i nà vota".
Un pò di foto che ho trovato nell'album di famiglia
Bella questa coppia...la sposa è Giuseppina Mazzella...sotto c'è la firma del fotografo Aristide
Questa coppia di sposi sono Giuseppe Iacono (figlio di Silverio e Candida Califano) e Civita Cristo. Hanno vissuto negli Stati Uniti.
Questa coppia di sposi sono i miei genitori, Ciro Iacono ed Elvira Conte. Era il 18 settembre del 1947.
Questi sposi sono Aniello Iacono e Renata Iossa. Accanto a Renata c'è uno zio mentre vicino ad Aniello mio nonno Peppino Iacono. Vivono negli Stati Uniti.
La foto è stata scattata nel settembre 1959 al ristorante Bellavista.
Un pò di foto che ho trovato nell'album di famiglia
Bella questa coppia...la sposa è Giuseppina Mazzella...sotto c'è la firma del fotografo Aristide
Questa coppia di sposi sono Giuseppe Iacono (figlio di Silverio e Candida Califano) e Civita Cristo. Hanno vissuto negli Stati Uniti.
Questa coppia di sposi sono i miei genitori, Ciro Iacono ed Elvira Conte. Era il 18 settembre del 1947.
Questi sposi sono Aniello Iacono e Renata Iossa. Accanto a Renata c'è uno zio mentre vicino ad Aniello mio nonno Peppino Iacono. Vivono negli Stati Uniti.
La foto è stata scattata nel settembre 1959 al ristorante Bellavista.
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